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venerdì 2 maggio 2008

Irricevibili

La Fiat a Pomigliano d'Arco aveva spento gli impianti per un paio di mesi e ha investito un centinaio di milioni di euro per rinnovarli. Nel frattempo ai dipendenti ha assicurato tutta la retribuzione e un corso di formazione. Ebbene sono settimane che la produzione va a singhiozzo per i blocchi, gli scioperi e i picchetti organizzati dai sindacati locali, contrari al trasferimento di 316 operai a 12 chilometri di distanza, a Nola. In queste condizioni, un manager o un imprenditore avveduto scappa, se ne va.
E infatti è di oggi la notizia che la Fiat ha deciso di investire 700 milioni di euro in una fabbrica di automobili in Serbia. Difficile dar torto. Ha preferito trattare con le forze sindacali serbe piuttosto che ficcarsi in un buco nero italiano.
Sempre ieri sulla prima pagina del Manifesto un gruppo di delegati sindacali della Pirelli, in una lettera, ha elencato le motivazioni per le quali ha abbandonato la Cgil: «Abbiamo trovato di frequente un netto distacco tra sindacato e lavoratori e difficoltà a capire i veloci cambiamenti del mondo del lavoro...».
C’è poco da aggiungere. Se non che le varie persone che ieri hanno pontificato il 1° maggio, Epifani, Angeletti, Bonanni, Napolitano e tanti altri, non hanno mai lavorato neanche per un giorno.
Nicola Porro

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