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martedì 13 settembre 2011

Taglio e Cucito

Parto dalla conclusione:
La Camusso dice un sacco di idiozie, Bersani non dice niente (come al solito), Di Pietro inanella referendum (per grattare soldi) ed il governo fa male il suo mestiere.

Prendiamo la tragedia che le nuove generazioni non avranno pensione; questa storia è vera ma così come viene esposta viene utilizzata solo per incutere paura; infatti le pensioni sono subordinate ai contributi. I contributi si materializzano col lavoro; ecco l’inghippo: IL LAVORO. Il problema drammatico è il lavoro che oggi manca e non le pensioni che mancheranno domani.
Credo che ci sia una forma di “impazzimento” collettivo nel preoccuparsi per le pensioni di domani anzichè per il lavoro di oggi. Se il dibattito, la spinta della politica si concentrasse sul tema del lavoro che non c’è oggi, quindi per crearlo SUBITO, il discorso delle pensioni di domani sarebbe sanato alla radice. Perchè la pensione vede luce col lavoro, e non viceversa. E invece tutti sparlano delle pensioni di domani.

Io non sono un economista, ma da persona equilibrata penso che tagliando le spese dello Stato si sostiene lo sviluppo, che abbassando le tasse e l’Iva si crea economia e s’incoraggiano gli investimenti, si crea lavoro e si fomenta pil.

Perchè il governo fa invece l'esatto contrario? Forse perchè sono i tecnici delle banche europee a dettare le regole alla politica degli Stati? Più che regole mi sembrano ricatti; se non fai il bravo, se non dici signorsì non ti compro i titoli. Se non ti compro titoli fai la fine della Grecia.
Ma per non fare la fine della Grecia occorre sanare il bilancio SUBITO. Per sanare il bilancio occorre evitare spese superflue e parassitarie. Ma il governo, è sotto ricatto dei banchieri europei: il bilancio va sanato SUBITO ed il governo deve fare CASSA. L'aumento dell'iva è solo uno strumento per fare cassa SUBITO ed accontentare i tecnici europei.
Questo atteggiamento farà molto male al Paese, perchè le aziende l'iva la scaricano dalle tasse, e l'aumento lo pagheranno solo i consumatori.
Dalla manovra mi aspettavo invece TAGLI, TAGLI, TAGLI.
A proposito di TAGLI, da anni, Sindaci, Presidenti di Provincia e Regione contestano i tagli ai trasferimenti loro destinati. E, puntualmente, sottolineano come, per effetto degli stessi, essi non potranno erogare servizi essenziali alla popolazione.
Ma....per sapere come stanno veramente le cose è sufficiente prendere in considerazione uno studio elaborato dalla Cgia di Mestre; dal quale emerge come la spesa delle Regioni, dal 2000 al 2009, sia cresciuta in media del 75% (con punte del 143,7, come in Umbria), a fronte di un aumento dell’inflazione del 22,1.
E allora?

giovedì 8 settembre 2011

Il Trombone

Gli ingenui che, prendendo per oro colato le esternazioni del sindaco de Magistris, immaginavano di vedere, all’inizio del mese di settembre, la partenza della raccolta differenziata e l’inizio delle “crociere della munnézza “ sono rimasti delusi. Erano pochi, in verità. Tutti gli altri erano ragionevolmente convinti che le cose non fossero così semplici come le immaginava il sindaco, il quale è tuttora alla ricerca dei soldi necessari, da lui stesso improvvidamente bloccati presso l‘Unione Europea. La Germania, d‘altra parte, si è accorta che la munnèzza napoletana è troppo sporca per i suoi impianti e, quindi, il programma di esportazione via mare è rimasto in standby.
Ma passiamo alle chiacchiere.
Ha fatto scalpore la pubblicazione di un book, nel quale Luigi de Magistris, rispondendo alle domande dell’intervistatore, rivela appieno la propria straripante personalità.
Il nostro sindaco ha affermato, fra l’altro, che Napoli è diventata una città sicura, ben più di Bruxelles ove scippi e rapine sono innumerevoli. Il primo cittadino della capitale belga ha avuto una reazione indignatissima, esaltando i successi della sua amministrazione in materia di sicurezza. Perplessi, invece, i napoletani che conoscono bene la propria situazione.
Fra i numerosi commenti all’instant book c'è stato quello di Giampaolo Pansa, intitolato “Trombone”: in realtà il volume conferma soltanto l’esuberanza del personaggio.
In qualcosa, intanto, la nuova amministrazione è già allineata alla precede: il flop della reclamizzatissima Coppa America. Nel 2003 Valencia fu ragionevolmente preferita a Napoli per le finali; oggi Venezia è preferita per qualche modesto turno eliminatorio.
Il nostro sindaco aveva speso molto fiato su questa Coppa America, come su un’ipotizzata visita personale di Obama. Lasciamo da parte l’inquilino della Casa Bianca, la cui popolarità è in rovinoso calo, (per cui egli non è più degno di confrontarsi con Giggino nostro). Le probabilità che una regata si svolga nel nostro Golfo sono davvero al lumicino. Le ragioni sono ovvie ed erano già palesi ab initio. Il Golfo è sempre bello e sarebbe un eccezionale campo di gara, ma mancano le strutture, manca l’organizzazione, manca la sicurezza. Il buon Dio, insomma, ha fatto la sua parte, gli amministratori locali non la fanno da decenni.
Il sindaco de Magistris, vista la malaparata, ha detto che, in fondo, si trattava di una manifestazione di poca importanza, smentendo le sue precedenti affermazioni. Qualche commentatore malevolo ha ricordato la favoletta della volpe e dell’uva.
Allegria, comunque! Un primato, che emerge dall’instant book, lo abbiamo davvero: quello del sindaco più bello e che più piace alle donne. Io credo che dovremmo sfruttare questa ricchezza per promuovere un intenso afflusso femminile dall’estero, che metta rimedio alla situazione fallimentare di quello che fu il fiorente turismo cittadino. Fra tanti flop speriamo che la nuova amministrazione conduca in porto almeno quest’iniziativa!

giovedì 1 settembre 2011

E noi, tutti zitti ...

Una volta esaurito l'«oro di Mosca», i vertici del Pci-Pds furono del tutto immuni dal morbo delle tangenti? Boh! Chi lo sa!
Tutte le indagini si sono sempre concluse con un nulla di fatto, ...... o meglio si sono concluse con il fatto che l'inquirente di turno è diventato onorevole, ministro o sindaco. E noi, tutti zitti.

sabato 2 luglio 2011

Pisapippa TACE

Qualcosa non va a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano: Giuliano Pisapia sa qualcosa dei cinque dipendenti a tempo determinato che secondo molti non hanno alcuna qualifica professionale adeguata per ricoprire le mansioni a loro assegnate, e si sarebbero segnalati solo per il particolare impegno profuso in campagna elettorale a sostegno del candidato vincitore? In sostanza, gli assessori di Pisapia – principalmente quelli del Partito Democratico, Pierfrancesco Majorino e Pierfrancesco Maran – hanno assunto a chiamata diretta con contratti di consulenza dei propri collaboratori di staff elettorali, assegnandogli mansioni di discutibile importanza.
Dunque, nei giorni scosi s’era visto il video di Davide Corritore che giustificava i licenziamenti dei dirigenti, (il vento era cambiato) e s’era sentito dire che è tempo di valorizzare le risorse interne.
Ma nella stanza accanto, come se niente fosse, tutto continuava come prima. I nuovi assessori, si scatenavano nell’assunzione dei loro portaborse. Chi ha cammellato in campagna elettorale viene premiato con soldi pubblici, come da copione, come si usava in Italia dagli anni della Dc e del Psi, come PISAPIA diceva che non si sarebbe più visto a Milano.

DELIBERA G.C. Assunzione a tempo determinato con contratto di lavoro subordinato ai sensi dell’art. 90 del D.Lgs. 267/2000 all’interno della Segreteria dell’Assessore Politiche Sociali e Servizi per la Salute, Pierfrancesco Majorino del Dott. Palazzo Cosimo, in qualità di funzionario dei Servizi Amministrativi – Categoria D posizione economica 3. Spesa annua di EURO 64.310,00 per quanto riguarda l’esercizio in corso, si determina una spesa complessiva di EURO 31.650,00. Immediatamente eseguibile.
Le competenza di Palazzo sono: presidente del circolo Vigentina del PD.

DELIBERA G.C. Assunzione a tempo determinato con contratto di lavoro subordinato ai sensi dell’art. 90 del D.Lgs. 267/2000 all’interno del Gabinetto del Sindaco, della Dott.ssa Sarfatti Caterina in qualità di Istruttore Direttivo dei Servizi Amministrativi Categoria D posizione economica 1. Spesa annua di € 40.500,00. Per quanto riguarda l’esercizio in corso di € 19.940,00. Immediatamente eseguibile.
Le competenze di Caterina Sarfatti sono quelle di esserre omonima con Riccardo Sarfatti, già candidato del Pd al Comune di Milano.

DELIBERA G.C. Assunzione a tempo determinato con contratto di lavoro subordinato ai sensi dell’art. 90 del D.Lgs. 267/2000 all’interno della Segreteria dell’Assessore Mobilità, Ambiente, Arredo Urbano, Verde, Pierfrancesco Maran, del Dott. Bisignano Antonio in qualità di Istruttore Direttivo dei Servizi Amministrativi – Categoria D – posizione economica 1. Spesa annua di € 42.640,00. Per quanto riguarda l’esercizio in corso si determina una spesa complessiva di € 20.990,00. Immediatamente eseguibile.
Ad Antonio Bisignano, attivista di Changemilano senza alcuna specifica competenza, il competentissimo assessore alla mobilità Pierfrancesco Maran offre 42.640 euro, senza una chiara motivazione (quindi portaborse di fatto).

ecc. ecc.

Come spiegare a chi ha creduto nel vento nuovo a Palazzo Marino l’assunzione di 6 esterni tutti nel giro di partiti e comitati che hanno portato all’elezione dell’attuale sindaco?
Come giustificare queste assunzioni davanti alle centinaia di precari storici del Comune che han già chiesto al Sindaco e all’assessore Tajani un incontro per chiedere rassicurazioni sul loro futuro?
“La domanda è: che fine ha fatto la promessa di valorizzare le risorse interne del Comune? Possibile che tra 15.000 dipendenti comunali non si trovasse qualcuno a ricoprire queste sei cariche?”. E soprattutto, Giuliano Pisapia approva queste nomine? Se ne dissocia? Gli sono state “imposte” dagli equilibri politici? Una parola di chiarezza a questo punto sarebbe opportuno, ma Pisapippa tace.

domenica 26 giugno 2011

Una certezza ed un dubbio

Sull'arresto di Lele Mora c'è una certezza ed un dubbio.
Di che si tratta? Ecco:
Lele Mora è finito in prigione per bancarotta fraudolenta, spariti 8,4 milioni di euro.
Mora ha chiesto ai Finanzieri: «”Vi chiedo soltanto una cortesia, possiamo andare via prima che arrivino i fotografi e le televisioni?”.
Il problema, però, è che nello stesso momento il Corriere della Sera on-line titolava: «Bancarotta fraudolenta: ordine di arresto nei confronti dell’imprenditore dello spettacolo Lele Mora.vLa Finanza lo sta eseguendo».
Ed ecco la certezza: il Corriere era informato ‘minuto per minuto’ dell’evolversi della situazione.
Ed ecco il dubbio: se Mora ha sbagliato, è giusto che paghi, però… c’è un però. Non vorremo che questo arresto ‘poco spettacolarizzato’ altro non fosse che il tentativo di costringere il testimone Lele Mora a confessare qualcosa di “compromettente” (naturalmente contro l’imputato Berlusconi) nel processo sul caso Ruby.
Di fronte ad una bancarotta di queste dimensioni, l’imprenditore rischia parecchio. Non vorremmo che, alla fine, Mora dovesse essere messo in condizione di scegliere tra il rimanere un bel po’ nelle patrie galere e il “confidare” quel che qualche inquirente vuol sentir dire.
E' questa la Repubblica delle Procure?

La Repubblica delle Procure

Quando lo Stato s’impiccia di quel che fanno e di che cosa si dicono tra di loro i cittadini, i cittadini diven­tano sudditi e lo Stato diventa una tirannia. Quando la segretezza delle comu­nicazioni private è sistematica­mente violata e la loro registrazio­ne è pubblicata dai giornali e tra­smessa da radio e tv, il potere pubblico si trasforma in potere totalitario.
Non c’è obbligo di azione penale che possa mini­mamente giustificare il romanzo a puntate degli origliamenti che in Italia, e solo in Italia, si scrive e si pubblica ogni giorno.
Anzi, la Costituzione impone la tutela della segretezza del­le comunicazioni, salvo eccezioni precise e penalmente legittimate. E allora, perchè succede?
Perchè l’origliamento abusivo travestito da azione legale, con la pubblicazio­ne spensierata sui giornali o la tra­smissione via etere di conversazioni private, non viene punito?
Siamo arrivati alla Repubblica delle Procure, un sistema che travolge persone e funzioni a prescindere dagli esiti del­le indagini e dei processi, e riserva la gogna preventi­va al cospetto dell’opinione pubbli­ca.
Chi potrebbe fermare questo REATO (già previsto dalle attuali leggi) è il CSM ed il Presidente della Repubblica. ENTRAMBI TACCIONO.
Eppure la questione non riguarda affatto la sola maggioranza di governo. Infatti, chi ha impedito alle cooperative di sinistra di «avere una banca»? Le intercetta­zioni. Chi ha stroncato la carriera poli­tica del leader forte del centrosini­stra, Massimo D’Alema? Le intercetta­zioni. Chi fece cadere il malandato go­verno dell’Unione presieduto da Ro­mano Prodi? Le intercettazioni.
In tutti i casi il risultato non è stato l'esito di un processo, ma solo la pubblicazione preventiva delle intercettazioni.
Napolitanooooooooooooooooooo, Scetate.

sabato 25 giugno 2011

De Magistris ha già scassato

E' giunta l'ora, caro Sindaco De Magistris, di fare, agire, senza esitazioni. Soprattutto non e' il momento produrre i soliti piagnistei, le solite litanie gia' sentite troppe volte per il passato: la camorra, i bastoni tra le ruote, le ripicche del Governo, gli ostacoli da parte di chi ha perso le elezioni.
E' arrivato il momento di darsi subito una mossa, di trovare soluzioni per liberare Napoli dalla spazzatura, da una vergogna che dura ormai da troppo tempo. Non era questo che dicevi nella campagna elettorale?
Ora mostri cenni di incertezza, di smarrimento. Solo pochi giorni or sono, avevi urlato a tutti il fatto di "avere scassato", di aver ottenuto un successo al di sopra di qualsiasi previsione.
Il problema e' napoletano, lo dovete risolvere da soli. Con un po' di orgoglio, di amor proprio, che avete perso.

Ricordo ancora quando straripò l'arno. Tutti, tutti i fiorentini a zappare il fango; poi arrivarono gli aiuti. A Napoli finanche Napolitano sollecita Berlusconi e De Magistris dice che ora la responsabilità è di Berlusconi.
NAPOLITANOOOOOOOOOOO, se l'unica soluzione è quella di portare la monnezza a casa degli altri, a cosa servono Sindaco De Magistris, Provincia Cesaro, Regione Caldoro?
Se i napoletani la tassa sui rifiuti la pagano al Comune perchè la loro monnezza deve andare fuori dalla Campania?
Napolitanooooooooooo, se tu fossi il presidente dei Napoletani lo potrei pure capire, ma .... sei il presidente degli italiani, TUTTI.
E sei anche presidente del CSM, ma non ti indigni che tutte le intercettazioni passano dalle procure ai giornali. Lo sai che è REATO? E allora perchè taci? Secondo me hai bisogno di un buon otorino perchè hai un serio problema di udito all'orecchio sinistro.

PS questo post trae spunto da un bel post del mio amico Angelo http://nonsolonapoli.blogspot.com/2011/06/de-magistris-datti-una-mossa.html

martedì 21 giugno 2011

Io non ho voglia di aiutare la Grecia.

A proposito di austerity, di riforme e di tagli, da dove potrebbe iniziare la Grecia per guadagnarsi i nuovi aiuti promessi dall'Europa entro la metà del mese prossimo?
Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Basti dire, come già sanno tutti, che di 4,2 milioni di lavoratori (poco più di un terzo della popolazione totale) ben 750 mila sono dipendenti dello Stato. Anche se poi si viene a sapere, tanto per fare un esempio, che in Grecia alcuni dipartimenti dell'Amministrazione pubblica vantano un sicuro primato mondiale, ben 50 autisti per ogni auto blu. Ecco, incominciamo da qui, verrebbe da dire.
Certo anche loro dovranno pur mangiare, ma che fanno durante il giorno? Probabilmente si incontrano alla bocciofila con i giardinieri dell'ospedale Evagelismos, uno di più grossi e importanti di Atene. Di fronte al grosso edificio che ospita malati e reparti vari c'è un giardino con qualche pianta e aiuola. I maligni dicono che ci sono sì e no quattro arbusti. Forse è esagerato ma non si tratta sicuramente del Central Park di New York. Ebbene, perché le aiuole sian sempre fiorite e gli alberi ben curati, l'amministrazione pubblica ha assunto 45 giardinieri, sempre pronti a intervenire per tagliare una foglia di qua o estirpare afidi e cocciniglie di là. E questo, è bene sottolinearlo, nonostante l'ospedale chiuda regolarmente i suoi esercizi annuali in rosso.

Non saranno stati 45 giardinieri a mandare in rovina la Grecia e nemmeno quelle 40mila pensionate che ricevono mille euro al mese a vita solo per essere figlie nubili di funzionari statali deceduti. Ma sia ben chiaro che chi ha già il vitalizio, mica gli vien tolto, i diritti acquisiti non si toccano.
Né si toccano i diritti di quelle 600 categorie professionali, di "professioni stancanti", che vanno in pensione a 55 anni se sono uomini, a 50 se sono donne. Si parla di parrucchieri, perché sforbiciare non è facile, musicisti di strumenti a fiato, perché suonare il piffero mica è da tutti, o presentatori televisivi.
Mica si parla di minatori. Il guaio è quando muore il congiunto e non si percepisce più il suo prezioso vitalizio. Ma anche qui c'è il rimedio. Almeno 4500 degli sfortunati si sono, fortunati loro, dimenticati di comunicarne il decesso cosicché hanno continuato a percepire i 16 mila euro che spettavano al defunto. La memoria l'hanno ritrovata solo quando lo Stato si è risvegliato dal letargo e ha ritrovato un po' di dignità: «Stiamo investigando su 9 mila centenari che percepiscono la pensione» disse a inizio giugno il ministro del Lavoro Luka Kasteli. Forse qualcuno di loro è morto, aggiunse.
Ma allora dove tagliare? Si dice, per tornare agli ospedali, che il materiale comprato dagli istituti greci costi 400 volte quello comprato da quelli britannici. Eppure non risulta che nelle sale operatorie di Atene si usino bisturi d'oro. E non solo gli ospedali, lo stesso vale per altri istituti e uffici.
Ne esiste uno, ad esempio che funziona ininterrottamente dall'inizio del secolo scorso, nato per sorvegliare le meraviglie del lago Kopais. Percepisce fior di euro dallo Stato ogni anno. Peccato che il lago Kopais si è seccato nel 1930 e da 81 anni di meraviglioso c'è soltanto l'ozio di chi lavora in quell'istituto.
Sarà che un greco su quattro non paga un centesimo di tasse. Sono calcoli dello stesso ministero greco del Lavoro. E allora che si fa? Il taglio del 20 per cento degli stipendi dei funzionari, quello del 10 per cento delle pensioni di anzianità, l'aumento delle tasse. Tutto inutile. Qui non c'è da riformare la Grecia, ma rifarla da capo, partendo dai greci stessi.
Perfino gli allibratori la danno già per spacciata. La Stan James paga il "sì" al default greco 1,22, contro il 3,75 del "no". Il fallimento è dato a 2, mentre l'uscita dall'euro è pagata 2,25.
Io non ho voglia di aiutare la Grecia.

giovedì 16 giugno 2011

Si Si Si Si

Dedicato agli elettori che hanno votato SI al referendum sull'acqua.
Per quanto riguarda la cosiddetta "acqua pubblica", da una parte si raccoglievano firme per abrogare il Ddl Ronchi, e dall’altra il PD presentava una proposta di legge di eguale contenuto.
Eccola:
Disegno di legge n. 2462 (“Disposizioni per il governo della risorsa idrica e la gestione del servizio idrico integrato”, 18 novembre 2010), sottoscritto da molteplici esponenti del Pd, tra cui la Finocchiaro e Ignazio Marino.

Articolo 9:
“(Affidamento e revoca della gestione)
1. L’Assemblea d’ambito, nel rispetto del principio di unitarietà, efficienza, efficacia ed economicità affida la gestione del servizio idrico integrato secondo le disposizioni in materia di servizi pubblici locali. L’erogazione del servizio avviene secondo le discipline di settore e nel rispetto della normativa dell’Unione europea, con conferimento della titolarità del servizio:
a) a società a capitale interamente pubblico (…).
b) a società a partecipazione mista pubblica e privata (…).
c) a società di capitali individuate attraverso l’espletamento di gare con procedure ad evidenza pubblica nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento e proporzionalità (…)”.

Praticamente nè più nè meno di quanto prevedeva il cosiddetto decreto Ronchi che è stato abolito con il referendum.
Quindi, il problema c'è e va risolto, ma ...... Pur di eliminare Berlusconi, il PD & Co. stanno creando danni incalcolabili al Paese.
Nel merito dei referendum è uscita una sola verità: le fasce meno abbienti della popolazione saranno sottoposte, da qui ad un triennio, ad un bel salasso fiscale. Mancano all’appello, infatti, 64 miliardi di euro per fare improcrastinabili investimenti nel settore idrico; e, siccome s’è voluto rinunciare all’apporto dei privati, che quell’onere economico si sarebbero accollati, questi soldi andranno reperiti in altra maniera, ovvero al solito modo: aumentando le tasse.
D’altra parte, “nessun pasto è mai gratuito” e a pagare è sempre e solo il contribuente.
L'alternativa è fare la fine della sicilia, leggetela: acqua a giorni alterni con cisterne ed autobotti.
Fino a che punto ci dobbiamo far male?
http://www.gds.it/gds/sezioni/cronache/dettaglio/articolo/gdsid/161986/

martedì 14 giugno 2011

Riparare urgentemente

La maggioranza degli italiani non vuole il nucleare, non vuole una migliore e più razionale gestione della rete idrica, non vuole che venga ripristinato l’istituto dell’immunità parlamentare. Bisogna prenderne atto. Altro non c’è da fare.
Come fai a dire che gli elettori non hanno capito? Loro hanno capito benissimo: in pratica gli elettori hanno mandato un messaggio ultimativo a Berlusconi, al suo governo, al centrodestra. Non ci si può nascondere dietro un dito.
Il governo Berlusconi sta deludendo le aspettative e, se non cambia qualcosa, l’orizzonte è quello di una devastante sconfitta alle prossime politiche che tra l’altro sembrano sempre più probabili anche prima della scadenza naturale del mandato.
Per la mia modesta opinione gran parte delle difficoltà di questo governo sono dovute a due cause: un appannamento pesante dell’immagine del Cavaliere ed il mancato rispetto del programma soprattutto sui temi economici.
Non si sarebbe infatti arrivati al 56, 57% dei votanti al referendum senza alcuni elettori del centro destra, i quali si sono amaramente resi conto che la politica fiscale tremontiana non si discosta affatto da quella di Visco. Indifferente alle necessità di crescita e alle richieste delle pmi, degli artigiani e dei professionisti bada solo a rientrare nei parametri europei, fregandosene del programma liberale che il Pdl aveva presentato in campagna elettorale. Si, va beh, c'è stata la crisi, ma ci manca solo la "patrimoniale" e direi che tra Tremonti e Visco non c'è differenza.
Mi rendo conto che i margini di manovra sono limitatissimi, ma occorre RIPARARE URGENTEMENTE. Altrimenti: FORA DI BAL.

Io sono la legalità

Era maggio 2008, ed ogni sera andavano in onda le proteste antidiscarica nella zona di Chiaiano di Napoli. Tra molotov e autobus in fiamme Pietro Rinaldi, esponente del centro sociale napoletano Officina 99 e 5 manifestanti furono indagati per incendio, violenza o minaccia pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, furto.
L’inchiesta venne affidata a Giuseppe Narducci, che cercò e cerca ancora di dimostrare, finora senza successo, la connivenza tra elementi della camorra e manifestanti.
Ora succede che quel Rinaldi è consigliere di maggioranza e Narducci è assessore della giunta De Magistris.
Riporto l'opinione di Rinaldi, secondo il quale il neosindaco, nominando Narducci, starebbe facendo un favore a tutti gli indagati sulle violenze di Chiaiano: “Narducci andrà in aspettativa e magari il carteggio dei nostri processi passerà ad un magistrato meno carogna.”
Eccolo il ritratto di certi elettori che hanno reso possibile l'impresa di De Magistris. Sono i manifestanti a tempo pieno, gli alternativi al sistema che criticano e sparano a zero senza avere idee, né proposte realizzabili.
Per non parlare di Narducci; C'è un codice etico dei magistrati, l'art. 8, questo codice dice che chi esercita in una città non può diventare assessore nella stessa città. E allora perché questa regola non vale per Narducci? Si, va beh, De Magistris dice che un codice etico non è una legge, Complimenti! E tutte le tirate sullo spirito pubblico, sull'impegno civico, sul buon esempio da dare ai distruttori della legalità? Tutte chiacchiere? Stiamo parlando, ricordo, del codice etico dei magistrati, non di quello degli allevatori di polli!
Ma De Magistris non è quello che andava per le strade di Napoli a dire: "io sono la legalità"?
Napoletaniiiiiiiiii: va fatt fess.

martedì 31 maggio 2011

Le bugie hanno le gambe corte

Il senso del fenomeno è che l’Italia è scontenta e Napoli addirittura esasperata.
I napoletani non hanno votato tanto per De Magistris quanto per “il diavolo”.
Hanno totalmente perso la fiducia sia nel centro-sinistra sia nel centro-destra. Votare per un ex magistrato peggio che chiacchierato, dalle pratiche e dalle idee discutibili, è un segno di disperazione.
Ma, comunque, De Magistris è stato bravo. Le sue parole hanno sorpreso ... "sono indipendente dai partiti e dagli apparentamenti". E' più facile sorprendere che realizzare in concreto. Infatti, dopo il risultato delle elezioni ha fatto due cose:
1. la prima cosa che ha detto è che offrirà la presidenza del consiglio comunale a Pasquino. Chi è Pasquino? E' stato il candidato a sindaco di Napoli al primo turno per il Terzo Polo, (Api, Udc, Fli) ed ora la personcina Indipendente, DEVE pagare pegno.
Gigì, ccà nisciun è fess: Tu Sei Uguale agli Altri.
2. La seconda cosa che ha detto è che ha telefonato a Napolitano. Come come?
Da che mondo è mondo è il presidente della repubblica che telefona ai neo-sindaci per augurare loro buon lavoro. Com'è che De Magistris, super-indipendente, telefona a Napolitano? Boh? La cosa è strana e .... diventa ambigua quando poi anche Pisapia da piazza Duomo a Milano dice "ho telefonato a Napolitano e l'ho ringraziato per i consigli"

Mi fermo qui, perchè dovrei scrivere dei poteri e dei limiti del presidente della repubblica, e .... non è il caso. Forse Pisapia e De Magistris erano troppo euforici ed hanno detto entrambi una bugia. Ma .... nessun giornale l'ha notata.