martedì 10 novembre 2009

Peppone, l'unico comunista


La caduta del muro di Berlino rappresenta la liberazione della Germania Est dalla dittatura comunista e, più in generale, la morte del comunismo.
Dopo aver visto le manifestazioni per la celebrazione del ventennale della caduta del muro, credo che in Italia ci sia stato un solo vero comunista e si chiamava Giuseppe Bottazzi, detto Peppone.
Eh, si.
Tutti gli interventi televisivi, da Cacciari a Piovani, da Comencini a Sofri, una sagra di plausi alla conquistata libertà, ma tutti ad evitare di specificare che la libertà era oppressa dal comunismo.
Perfino il Presidente Napolitano evita di usare questa parola e leggete che ricamo di letteratura gli hanno dovuto preparare per inserire invece le parole fascista e nazista, che non ci azzeccano nulla con il muro, che fu costruito dal regima comunista della Germania dell'Est per evitare che la gente, in massa, scappasse alla Germania Occidentale.
Napolitano legge: "L'evento della caduta del Muro di Berlino, di cui oggi si celebra l'anniversario, è una data che al pari di quella del 9 maggio 1945 ha segnato uno spartiacque nella storia europea e mondiale del XX secolo..........si aprì allora la strada nella Germania Est, ma il cambiamento era già iniziato in Polonia e in tutti i Paesi dell'Europa centro-orientale, in direzione dell'affermazione dei diritti di libertà, che erano già stati sanciti, subito dopo la seconda guerra mondiale, in particolare con l'adozione della Costituzione a Roma e a Bonn, nei Paesi in cui erano stati sconfitti il nazismo e il fascismo"

Perfetto.
La parola "COMUNISMO" è scomparsa dal vocabolario e allora......tutti a festeggiare la caduta del muro come atto conclusivo della sconfitta del nazismo e del fascismo.
Che belle parole. Suonano pure bene.
Lo si dice con tanta disinvoltura, che mi viene il dubbio di andare a verificare se questa versione non sia stata riportata anche su testi scolastici.

Le nostre colpe

Voglio uscire allo scoperto, superando imbarazzi e vergogne, tanto qualcuno prima o poi doveva pur farlo.
Spero almeno che il mio outing serva ad altra gente nelle mie stesse condizioni, costretta a vivere nell’ombra e nel silenzio, completamente emarginata dalla cultura egemone di questo momento storico.
Sì, sono stanco di nascondermi: costi quel che costi, voglio qui dichiarare pubblicamente la mia normalità.

So di essere un diverso, non sono gay, non sono trans e non sono mai andato con un trans, anzi, neppure a puttane, non mi faccio di cocaina, non mi dirturba la vista del crocifisso.
Mi rendo conto di condurre un’esistenza contro natura e di non poter mai essere invitato ad un talk show.
Non credo di essere solo, anzi credo che molti siano nella mia squallida situazione, per cui non possiamo neppure avvalerci della leggi che tutelano le minoranze; non ci resta che abbassare lo sguardo e chiuderci nelle nostre colpe.

Gli uomini che vogliono diventare donna sono rappresentati al parlamento da Grillini, le donne che vogliono diventare uomini sono rappresentati dalla Concia, quelli che sono una via di mezzo erano rappresentati da Luxuria, ma a noi chi ci rappresenta?

PS
Lo volete capire o no che avete rotto con i trans?
Io non ho nulla contro i trans nè contro quelli che vanno con i trans, sono fatti loro; ma la volete smettere, filosofi da strapazzo, a volerci far credere che andare con un trans sia normale?
E poi chi dovrebbe darmi lezione? Parietti, Vento, Sgarbi, Luxuria, Grillini, Concia.....
E' come quando avete fatto una campagna per dire che le droghe leggere non fanno male, e poi vi lamentae che in Italia circola molta droga. Non avete neppure il senso del ridicolo.
Voi che fate informazione, ne capite di sociologia?

Lenzuolate

Ricordate il pacchetto che fu presentato da Bersani e andò sotto il nome di "Liberalizzazioni"?
Ve lo ricordo:
Stop ai costi di ricarica sulle carte telefoniche prepagate;
Informazione sui prezzi dei carburanti e sul traffico lungo la rete autostradale e stradale;
L'indicazione del prezzo dei voli aerei deve includere le tasse e altri oneri aggiuntivi;
Una compagnia di assicurazione non può assegnare al contraente una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella risultante dall'ultimo attestato di rischi conseguito;
Scompare il PRA;
L'apertura di sale cinematografiche non può essere subordinata al rispetto della distanza minima fra più strutture;
La data di scadenza di un prodotto alimentare dovrà essere messa più in evidenza sulla confezione;
La cancellazione dell'ipoteca su un mutuo immobiliare sarà a cura del creditore.

Ora ve lo ricordate? E d'altronde non potevate averlo rimosso dalla memoria perchè tutti i giornali ne fecero un gran scrivere e le TV un gran parlare, come se fosse la manna scesa dal cielo che il popolo aspettava da secoli e se ne scriveva e parlava come se fossero le Riforme che avrebbero cambiato l'Italia.
Tanto se ne è parlato che è da allora che gli italiani hanno conosciuto, in maniera diffusa, il termine liberalizzazione, e, all'epoca la sampa le diffondeva come, non ricordo perchè, le lenzuolate di Bersani (come se Bersani, uomo legato al passato, fosse un riformatore) però ricordo che tutti i giornali accusavano addirittura il precedente governo Berlusconi di non averle realizzate lui queste meravigliose riforme.

Lasciamo stare il risultato; dopo quasi due anni dall'entrata in vigore delle liberalizzazioni si potrebbe anche valutarne gli effetti, ma questo sarebbe un altro capitolo (vuoto).
Quello che voglio invece evidenziare è che la settimana scorsa il senato ha approvato il decreto legge che riguarda la riforma dei servizi pubblici.
Avete forse sentito o letto qualcosa in merito?
Eccolo:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/6-novembre-2009/servizi-pubblici-locali-riforma.shtml?uuid=60cf42b4-caa1-11de-aaae-8b008265c0a7&DocRulesView=Libero

Altro che lenzuolate.

Solo in Italia i muri restano in piedi

Oggi alla Camera dei deputati sarà consegnata la richiesta di autorizzazione per l'esecuzione di una misura cautelare al sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino.
Cosentino risulta indagato per presunti contatti con il clan dei Casalesi nell'ambito di un procedimento scaturito dalle rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia. La misura cautelare sarebbe stata emessa dal gip Raffaele Piccirillo, su richiesta dei pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci.
Si conosce tutto di questa indagine e della conseguente richiesta di autorizzazione, nome del pm, nome del gip, le date, il nome dei pentiti,...... ma "ufficialmente" sono solo illazioni, chiacchiere di corridoio che circolano da mesi, anzi da circa un anno.


E voi continuate a pensare che la giustizia funziona bene così? E' mai possibile che la richiesta del pm risale ad un anno fa? Fosse vero, perchè a Cosentino non è stato inviato alcun avviso di garanzia? E come mai il gip ci mette un anno per decidere? E' un caso che questa storia, tenuta sempre in primo piano dai giornali, esce giridicamente fuori quando Cosentino sta per essere candidato alla Regione Campania?
In un Paese normale questi avvenimenti non dovrebbero sconvolgere più di tanto, perchè, come disse Di Pietro: se venissi coinvolto in una indagine correrei dal giudice per dimostrare la mia innicenza.
Questo, in Italia, è vero solo per Di Pietro.
Per Cosentino invece, grazie anche a Di Pietro, Travaglio, Repubblica, Saviano, Fini, ecc. Cosentino è già stato condannato.
Di Pietro: "In Campania serve pulizia morale"
Travaglio "Cesaro e Cosentino sono espressione dei casalesi"
Repubblica: "Cosentino: candidato di gomorra"
Saviano: " Finalmente la verità: Cosentino si faccia da parte"
Fini: "Cosentino: candidatura non più possibile"
In pratica le "solo voci" di richiesta di autorizzazione sono una CONDANNA.


Io non so se Cosentino sia o meno colpevole. So e posso scrivere che Nicola Cosentino nato e vissuto a Casale di Principe. Casale è un paesone di soli 20.000 abitanti, dove tutti si conoscono; è molto facile aver frequentato la tessa classe scolastica con persone ora affiliate alla camorra, ed è molto facile che accada che un tuo parente abbia sposato un parente di qualcuno che poi è risultato colluso con la camorra . E allora? Per Travaglio (ad Annozero) è colpevole.

Per me, sarà veramente colpevole o innocente lo stabilirà un giudice. Mi colpisce il fatto che ancora una volta "loro" potranno dire: risultato raggiunto.

domenica 8 novembre 2009

Voglio solo sparire

Quando Marrazzo credeva ancora di poter gestire il fattaccio disse: "è una bufala, d'ora in poi parleranno i miei legali."
Poi sappiamo com'è andata; il fattaccio è emerso chiaro ed inequivocabile e Marrazzo ha prima inviato un certificato medico di 30 gg e poi si è dimesso da governatore del Lazio.

Oggi finalmente parla il suo legale e chiarisce molte cose:
"Piero Marrazzo è ancora presidente della Regione Lazio, così come prevede l'articolo 45 comma 6 dello Statuto, fino alla elezione di un nuovo Presidente".
Chiarisce anche che "avendo l'ex governatore consegnato un certificato di malattia per 30 giorni, egli è sostituito temporaneamente nelle sue funzioni dal vice presidente Montino, così come prevede l'articolo 45 comma 2 dello Statuto, e potrebbe rientrare in carica allo scadere dei 30 giorni."
L'avvocato aggiunge che il suo assistito, per statuto, "non può rinunciare allo stipendio".
Nel frattempo molti giornali riportano la notizia che, dopo le elezioni regionali, Marrazzo verrà inserito nell'organico di Rai3.

Voglio solo ricordare una frase detta da Marrazzo solo due settimane fa (era il 25 ottobre): "Ho sbagliato e pagherò. Ora voglio solo sparire, sparire a lun­go". Riportata da molti giornali in modo virgolettato.
http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_25/marrazzo_pianto_figlia_2913ce06-c134-11de-b4fa-00144f02aabc.shtml

Cambio canale

E’ cambiato il mondo: il Muro di Berlino è crollato; il comunismo sovietico è un cupo ricordo; alla Casa Bianca c’è un presidente come Obama; Cina e India invadono i mercati e macinano ricchezza. Ma in Italia la «questione morale», resta di scottante attualità.

Ricordo i tempi in cui Del Turco, in tv e sui giornali, si scagliava con animosità contro gli sprechi, contro i politici corrotti ed il malaffare, un moralizzatore al 100%.
Tu lo ascoltavi e dentro di te dicevi: questa è gente seria.
Che delusione quando Del Turco è stato arrestato nel luglio del 2008 per associazione a delinquere e corruzione, ma io, che ricordavo il contenuto dei suoi interventi in tv e ricordavo che lui fu eletto governatore proprio perchè aveva speso la sua campagna elettorale a denunciare che il centro destra aveva creato in Abruzzo un sistema di tangenti nella sanità, pensavo: sarà una bolla di sapone.
Ora leggo invece che si è conclusa l'indagine e che, insieme ad altre 33 persone, è stato rinviato a giudizio.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=79491&sez=HOME_INITALIA
e Del Turco era "il sole" di un'organizzazione malavitosa.

Ora, quando sento un politico che pontifica......cambio canale.

sabato 7 novembre 2009

Voglio scendere

"L'Anm dovrebbe continuare a guardare a tutti i motivi e gli aspetti della crisi del sistema giustizia, offrendo la sua disponibilità a concreti contributi propositivi senza scendere sul terreno dello scontro".
E' davvero strano questo invito che il Presidente Napolitano rivolge in forma diretta (una lettera) alla Anm.
Ricordo che l'Anm è uno dei sindacati dei magistrati, non so, come se fosse la CGIL e Napolitano suggerisse ad Epifani di sedersi al tavolo delle trattative.

Ma non si ferma qui, Napolitano scrive che lui comprende i motivi di grave e diffusa preoccupazione per l'indipendenza e l'autonomia della magistratura.... non sarebbe male se facesse anche uno sforzo per capire i disagi di quelli che sfortunatamente hanno a che fare con la italica quotidiana (in)giustizia.

Detto in altre parole, l'Anm trova sfogo con il Presidene della Repubblica, un normale cittadino che subisce la italica quotidiana ingiustizia, da chi si deve lamentare, se loro sono ingiudicabili.
Solo pochi giorni fa Vincenzo Galgano, il procuratore generale di Napoli, ha osato dire: "Pm fanatici danneggiano le persone e provocano sofferenze", "noi abbiamo 10 cavalli di razza e 90 somari".
Apriti cielo; 72 pm napoletani hanno firmato un documento contro Galgano e lo hanno inviato al CSM: il pg ci scredita.
A me piacerebbe che qualcuno entrasse nel meritro delle dichiarazioni del pg, ma non succederà, perchè la magistratura è autonma ed indipendente, in pratica... ingiudicabile.
Scommettiamo che Galgano verrà trombato?
Va bene questo sistema? E' meritocratico? Se poi uno osa criticare l'aumento di stipendio elargito a Mesiano dopo la sentenza Fininvest, allora l'Anm parla di attentato alla indipendenza della magistratura e Napolitano scrive che lui comprende i motivi della preoccupazione dei magistrati.

Sbugiardati

L’Italia è seconda nella disoccupazione giovanile con il 24%, davanti a noi solamente la Polonia.
Nella creatività economica l’Italia è terz’ultima.
Nel Prodotto Interno Lordo l’Italia è ultima.
Nella crescita della spesa per la ricerca l’Italia è ultima.
Nell’aumento della produttività l’Italia è ultima.
Nella competitività globale l’Italia è ultima.
Nell’inquinamento l’Italia è prima.
Nel costo dell’energia l’Italia è prima.
Nel rischio povertà l’Italia è prima.

Questa era l'Italia lasciataci da Prodi.

Ora l'OCSE dice "L'Italia è il Paese che mostra l’incremento maggiore su base annua".
Cioè, anche se il momento non è dei migliori, l'Italia sta procedendo meglio degli altri Paesi.

I fatti stanno dando ragione al governo. Sono tanti anni che stavamo indietro, sembrava che altri fossero pecore bianche e noi quella nera. Oggi non è così, stiamo andando nella media dei grandi paesi, nella media dell’europa, essere così è già cosa buona per l’Italia.

Si tratta ovviamente di numeri e certamente la politica non è solamente numeri e questo Repubblica lo sa bene.

PS: Ricordate: le parole di Epifani e di Bersani?
Era solo il 30 ottobre quando Epifani, sulla crisi ha detto: se il governo non si muove la CGIL si muoverà.
Era il 22 settembre quando Bersani ha detto: La finanziaria light del governo è un assurdo totale. Certo che questi due ne capiscono di economia.

Le parole restano parole; contano i fatti.
A Parole Bersani continua a dire, mattina e pomeriggio, di volere un partito nuovo, che sia una alternativa. Nei fatti sta riformando l'Ulivo per la competizione regionale.

Senza dati di fatto

Premesso il fallimento dell'operazione Noemi, premesso il fallimento delle esternazioni di Veronica, premesso il fallimento dei voli di Stato, premesso il fallimento dell'operazione escort...... tutte operazioni fallite per mancanza dei dati di fatto, tanto premesso, ora ci si inventa che la motivazione della sparizione dell'agenda di Borsellino, sparita il giorno del suo attentato, è quella che essa contenesse i nomi dei mafiosi più mafiosi.
Indovinate chi, si dice, sia in cima alla lista dell'Agenda di Borsellino?
Ma Berlusconi no. E' per questo che è sata fatta sparire.

Altra operazione senza dati di fatto. Ma che serve alla causa.

Pane e cicoria..... a larga maggioranza

"Pensiamo che ci possano essere cellule in Italia che si formano, si finanziano e si addestrano per fare attentati da noi".
Lo ha detto il più titolato a dirlo, il Ministro degli interni, Maroni.
Ma allora dobbiamo dire che a forza di essere permissivi ce li siamo portati in casa? E si, perchè in Italia questi signori hanno il permesso di fare cose che nei loro Paesi neppure se le sognano.
Ma il sig. Maroni è della Lega e quindi potrebbe anche essere che è necessario "Tenere vive queste paure perchè è l'unico modo che ha la Lega per continuare ad esistere".
Il dubbio resta, e resta anche il problema.

Ma l'Italia è il Paese delle incongruenze e quindi, una in più cosa vuoi che sia.
Prendiamo il debito pubblico, quel fantomatico numero che ci fa tenere sempre la cinghia stretta.
Tutti concordano sul fatto che si deve ridurre, tutti concordano sul fatto che per ridurlo dobbiamo diminuire la spesa pubblica, ma poi non si fa nulla di concreto.
La spesa pubblica italiana non è molto dissimile da quella degli altri Stati europei ma, nel dettaglio, l'Italia spende circa 1/3 in meno nelle politiche per la famiglia, per la ricerca, per le infrastrutture, per le politiche sociali, ma spende molto di più nelle pensioni, nella sanità e nella scuola.
Molti esperti dicono che la spesa delle pensioni è proprio la causa che ha contribuito in modo sostanziale negli anni 70-80 a generare il debito pubblico, con la sua politica dei pre-pensionamenti e con la politica del subentro (mando in pensione il padre ed assumo il figlio).
Ebbene?
Se tutti concordano che il pre-pensionamento è stata una politica sbagliata, perchè ci ha portato alla bancarotta (spese non sostenibili), è facile supporre che la terapia sia un innalzamento dell'età pensionabile.
Così ragionerebbe un buon padre di famiglia.
Ma in Italia queste cose non si fanno solo perchè sono logiche, necessita concertare, accordare, accomodare, ripagare,..... come dice Napolitano queste sono cose che vanno fatte con il consenso e comunque a larga maggioranza e.......il problema resta.
Continuiamo con la rutelliana pane e cicoria.

venerdì 6 novembre 2009

Parola di Cacciari

La "donna" che non è a disposizione, viene mandata a ......spasso.
«Vada a spasso. Ci vorrebbe un libro per raccontare i disastri che ha fatto la Bindi».
Parola di Cacciari.
http://www.corriere.it/politica/09_novembre_02/guerzoni-cacciar-addio-politica_03612156-c790-11de-ace9-00144f02aabc.shtml

PS: in un Paese dove la meritocrazia è al primo posto, questa signora la faranno Presidente del PD.
Ma non dovrebbe essere un posto di prestigio, tant'è che non c'è bisogno di primarie.

Un nuovo gioco

Ecco un nuovo gioco inventato da D'Avanzo (su Repubblica), Travaglio (ad Annozero) e Padellaro (su Il Fatto):

Pensate a un reato.
Uno qualsiasi.
Non ditemelo. Non importa.
Vi so già dire chi è il colpevole.
Berlusconi Silvio!
Vero?
SI.

giovedì 5 novembre 2009

Bassolino querela Repubblica

Il 3 novembre il giornalista Tricomi scrive un articolo su Repubblica che riguarda il Pd di Castellammare di Stabia.
Il titolo è «Sono pezzi del Pd che cercano la camorra» che è una fase detta dal commissario del Pd nella città stabiese, Paolo Persico.
TRicomi scrive di una spirale di infiltrazioni e una permabilità preoccupante che, tuttavia, nell'articolo finiscono con il legarsi ad alcune vicende giudiziarie del governatore Bassolino.
Con che risultato?
Con il risultato che Bassolino ha querelato Repubblica.
Dove è andata a finire la libertà di stampa?

martedì 3 novembre 2009

Concordato o sentenza?

«La presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni».
Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana.

Io chiedo: ma noi siamo sicuri di voler far parte di quest'Europa?
Non scrivo questo perchè ritengo errata la sentenza che, forse, nel merito potrebbe anche essere giusta: uno Stato laico deve rispettare le diverse religioni e non identificarsi con nessuna.
Ma scrivo questo perchè l'Europa non ha alcuna considerazione degli impegni che uno Stato eurpeo assume con altri Stati sotto forma di concordati, patti, accordi.
In particolare, la decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo non può avere seguito in Italia perchè le singole scuole in Italia si devono attenere alla norma del Concordato tra Stato e Chiesa, che prevede appunto i crocifissi nelle aule, norma concordataria oltretutto ripresa dalla Costituzione.
E' possibile che la Corte europea può non tener conto delle norme costituzionali dell'Italia?
E' facile presagire che l'Europa ci obbligherà, a tutela dei diritti dell'uomo, a modificare il concordato, ma nel frattempo cosa dovranno fare i presidi?
Se tolgono il crocifisso saranno attaccati da una parte dei genitori che si richiamano al Concordato, se lo lasciano lì saranno attaccati da quei genitori che gli sbatteranno in faccia la sentenza della Corte europea.

domenica 1 novembre 2009

Sentenze già scritte

Berlusconi è «fiducioso» sull'esistenza «di magistrati seri che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti». Non ha quindi nessun dubbio sull'esito della sentenza Mills: «Sarà annullata dalla corte di Cassazione».
Berlusconi è fiducioso, ma non è fesso, e mette in conto anche la possibilità di essere condannato. Allo scopo dice: "In caso di condanna sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia".

Parole gravissime che si ritorceranno sicuramente contro di lui.
Infatti ora la magistratura indagante sta già diffondendo l'assioma che la corruzione comporta automaticamente l'interdizione dai pubblici uffici.
E se non potesse essere così, ci sarà sempre Gaspare Spaduzza.
Per farlo deporre si stanno cambiando tutte le regole processuali e sarà ascoltato nel processo Dell'Utri.
Spaduzza, dopo sedici anni, ora ricorda che Berlusconi e Dell' Utri furono i «referenti» della seconda «trattativa» tra Stato e mafia. Era il 1992 (Berlusconi non era neppure in politica,e non esisteva neppure Forza Italia). Tutto quello che riferisce Spaduzza è "per sentito dire", senza alcun riscontro oggettivo perchè le persone che lui nomina sono tutte defunte.
Ma fa il nome di Berlusconi ed allora è assolutamente affidabilissimo, per i magistrati.
Sentenza già scritta: Dell'Utri sarà condannato e Berlusconi era il terminale delle relazioni tra Dell'Utri e la mafia.
In pratica nel processo Dell'Utri verrà "mediaticamente condannato" Berlusconi senza che neppure si potesse difendere.

sabato 31 ottobre 2009

La macchina del fango

Vi ricordate Giulietto Chiesa?
E' colui che, avvalendosi di scienziati, studiosi, specialisti e quant'altro, scrisse il libro “Zero” ed contribuì, con i suoi collaboratori di Megachip, a mettere su un film dal titolo omonimo, teso a dimostrare la falsità delle versione ufficiale sui fatti dell'11/9.
Verso la fine del 2007 lo ricordo ospite a "Porta a Porta", a "Matrix", al "Maurizio Costanzo show", ad "Omnibus",..... per dimostrare, senza contraddittorio, che la versione uficiale delle torri gemelle non stava in piedi e, diceva e non-diceva che era tutto stato organizzato da Bush.
Ve lo ricordate?
Oggi nesuno ne parla più ed il "progetto Chiesa" è divenuto spazzatura.
Il paio con Chiesa lo fa D'Avanzo.
Oggi per chi legge il quotidiano La Repubblica troverà un'interessante scoop del giornalaio D'Avanzo, dove scrive che tutta la faccenda Marazzo è stata orchestrata da Berlusconi. E' si, scrive proprio cosi, l'uomo nero ha colpito nuovamente, scrive di sciaccallaggio politico , e se lo dicono lui e Repubblica c'è da credergli dato che in quanto a sciaccallaggio politico sono maestri.
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-caso-2/davanzo-31ott/davanzo-31ott.html

Il colore delle toghe

- Il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, ha detto, rispondendo all’ennesima dichiarazione di Berlusconi sulle cosiddette “toghe rosse”, che le toghe dei magistrati sono sì rosse, ma per il sangue versato dalla categoria nella lotta per la difesa della legalità.
Leggendo i giornali di questi giorni viene piuttosto in mente che potrebbe essere altro il sangue che arrossa le toghe dei giudici.
Penso al caso dei due rumeni accusati dello stupro di Guidonia e scarcerati, cito da Repubblica, “perché il pm – dopo la chiusura dell’indagine – non ha ancora formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio, sia per loro che per gli altri quattro connazionali, accusati della violenza”.
Non so se sia una provocazione chiedersi perché il magistrato incaricato di firmare quell’atto non lo abbia fatto, nonostante abbia avuto tutto il tempo di farlo (da luglio a oggi).
Non so se sia legittimo pensare che sia il sangue delle due giovani vittime dell’aggressione ad arrossare (almeno stamattina) le toghe dei giudici, ma sono certo che almeno le loro coscienze dovrebbero mostrare qualche traccia di rossore.
Eppure, a sentire quanto afferma Luca Palamara, presidente dell’ANM, i giudici sono pronti a tutto pur di impedire una riforma “punitiva per la magistratura”, e ci spiega poi che nella categoria delle riforme punitive rientrano la separazione delle carriere, la riforma del CSM e la revisione dell’obbligatorietà dell’azione penale.
Quindi, a sentir lui, le cose vanno bene così come sono. La magistratura italiana continuerà ad essere la più costosa d’Europa, con la media di addetti per ufficio più alta d’Europa, i nostri giudici continueranno a essere i più pagati d’Europa, e il sistema giudiziario italiano continuerà ad essere uno dei più inefficienti del mondo.
Le carriere dei magistrati continueranno ad avanzare solo per anzianità, con il risultato paradossale che la maggior parte dei giudici ricopre un ruolo gerarchico (e percepisce di conseguenza uno stipendio) più elevato della mansione che ricopre.
Per diventare magistrati continuerà a essere sufficiente un esame al CSM che vede promossi più del 99 per cento dei candidati, e una tessera dell’ANM. Se un magistrato si renderà responsabile di mancanze, omissioni, errori o illeciti, continuerà a pensarci la sezione disciplinare del CSM a reintegrarlo nel ruolo, al massimo dopo una delicata lavatina di testa.
Le procure continueranno a essere, per lo più, un buco nero in cui le cose non trovano soluzione, gli investimenti stranieri continueranno a tenersi alla larga da un paese in cui ci vogliono più di dieci anni per recuperare un credito commerciale e i prepotenti continueranno a gridarci in faccia “fammi causa, se hai coraggio!”. E un bel pezzo di Italia continuerà a essere di fatto governato dalla criminalità organizzata.
A noi non interessa ciò che dice Palamara a difesa dei pazzeschi privilegi corporativi della casta che rappresenta. Ciò che ci interessa è che la politica ritrovi la dignità e l’autorevolezza per procedere a una riforma che serve ai cittadini italiani, più che al Presidente del Consiglio.
Ci auguriamo che Bersani, che ha appena detto che la riforma della magistratura non è una priorità, sappia trovare le parole per spiegarci perché.
Ma sappiamo anche che sarà difficile ottenere una riforma condivisa se non si riesce a prescindere neanche per un minuto dalle vicende personali di Silvio Berlusconi.
Anche se è paradossale la fulminea rapidità con cui si è aperto e chiuso il processo d’appello sul caso Mills a fronte dell’atavica lentezza della macchina giudiziaria italiana, ed è corretto rimarcarlo, pensiamo che i difetti della nostra giustizia e i privilegi della nostra magistratura siano tali e tanti, che se ne possa parlare per giorni interi senza dovere per forza mettere in primo piano il duello tra Berlusconi e le procure.
Così, mentre la Palamara inc. minaccia lo sciopero (chissà se il giorno in cui i giudici si asterranno dal lavoro qualcuno noterà la novità) forse riusciremmo a essere un po’ più convincenti.
Giordano Masini

Mi dimetto ergo sum

Nel codice di valori che sta caratterizzando da qualche tempo la sinistra italiana, scopriamo esserci in modo preponderante e quasi prepotente, quello delle dimissioni.
“Mi dimetto, dunque sono bravo, sono un esempio luminoso per i posteri”, questo è l’assunto.
Anche ieri sera, nella fiera dei fenomeni del giovedì, allestita dal mangiafuoco Santoro con il giullare Vauro e l’uomo dalle mille falsità Travaglio, la furbetta Serracchiani (Novella Bindi)ribadiva tutta impettita: “I nostri si dimettono”.
I nostri? Una volta si esultava felicemente: “Arrivano i nostri”, ora qualcosa è cambiato, “i nostri” non arrivano più, se ne vanno.
Vabbè, ma perché dovremmo vedere tanta positività nell’istituto delle dimissioni?
Io mica lo capisco. Marrazzo si è dimesso da presidente della Regione Lazio, dopo che un video lo ritrae in mutande fra trans, droga e soldi. Bravo, Marrazzo, sei un eroe.
Io non dico che sul poverino si debba infierire più di tanto, ma da qui a trasformarlo in Santa Maria Goretti, ce ne corre. O forse costoro credono che le dimissioni dell’ex Presidente abbiano mondato tutti loro da certe magagne di cui ancora si devono capire i contorni?
Speriamo di no, altrimenti la cosa sarebbe comica.
Ma lasciamolo stare il povero Marrazzo, già troppo si parla delle sue vicende.
Vogliamo parlare delle dimissioni di Santoro da parlamentare europeo? O di quelle della Gruber dalla medesima assemblea?
Non c’è da scherzare, alcuni miei colleghi, con il cuore politico saldamente a sinistra come il portafogli hanno radicato a destra, sostengono convintamente che Santoro e la Gruber hanno fatto bene a lasciare la politica, ma non sanno dire perché.
E ci risiamo con la beatificazione delle dimissioni. Ma le dimissioni una volta non erano effetto di un fallimento?
Non erano dovute a un’incapacità di stare e di operare laddove ci si era impegnati a stare, a lavorare, a combattere, se necessario, per portare a casa dei risultati?
Almeno così mi pare di ricordare.
Ma per la sinistra che tutto stravolge, valori e disvalori, menzogne e verità, non è più così: chi si dimette va santificato subito.
Ed è per questo che costoro non possono amare Berlusconi. Quello, con tutte le tegole che gli cadono addosso, di dimissioni proprio non ne vuole sentir parlare. Ed è da qui che si capisce anche una nuova caratteristica che differenzia la destra dalla sinistra. In effetti, si era un po’ omologato tutto e ritrovare qualche differenza fa davvero tutti felici. A sinistra si dimettono, a destra no. Eccola qui la differenza. Secoli e secoli di teorizzazioni politiche, sintetizzate in un “sì o no”, “entro, esco”, “vado, vengo”. Magari.
Se così fosse ci si potrebbe almeno rallegrare per aver trovato una forma di semplificazione, ma così non è. Perché se vai a guardare bene, anche a sinistra, non tutti sono disposti a lasciare la poltrona. Vendola per esempio non s’è dimesso, ha dimesso tutta la giunta, ma lui è rimasto saldo. Bravo Nicolino.
Insieme a Bassolino, Loiero, Jervolino e qualche altro capa tosta. Alla fine però, a parte ogni distinguo, rimane un fatto inoppugnabile: chi ha voluto brandire la spada sacra del moralismo, facendo credere a tutti di avere una superiorità etica rispetto all’avversario, sta cadendo nel fango in mezzo a una marea di scandali.
E non c’è dimissione al mondo che possa ridare faccia ad uno schieramento caduto nel ridicolo e intrappolato nelle accuse che rivolgeva agli altri. Speriamo serva da lezione.
Meno dimissioni e più serietà, signori.
Luciano Paolini

venerdì 30 ottobre 2009

Zone franche

Una importante notizia per lo sviluppo delle imprese e dell’occupazione arriva dall’approvazione da parte della Commissione Europea per le cd. Zone Franche.
A partire da gennaio 2010 le piccole imprese, fino a 50 addetti e un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro, che abbiano iniziato un'attività economica tra il primo gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012, potranno fruire di agevolazioni fiscali su Irpef/Ires, Irap, Ici e sgravi sui contributi previdenziali per i lavoratori dipendenti.
Dopo i primi cinque anni di esenzione totale ci sarà una graduale diminuzione dei benefici, fino a 14 annualità.
Le zone, individuate per disagio economico e degrado, sono: Catania, Gela, Erice, Rossano, Crotone, Lamezia Terme, Matera, Napoli est, Mondragone, Torre Annunziata, Lecce, Andria, Taranto, Cagliari, Iglesias, Quartu Sant’Elena, Sora, Velletri, Campobasso, Pescara, Massa Carrara e Ventimiglia.
Secondo le previsioni del ministero dello Sviluppo economico, saranno tra 500 e 1.000 le aziende che accederanno agli incentivi, per i quali è prevista una dotazione finanziaria iniziale di 100 milioni di euro.
In questi giorni saranno rese pubbliche le istruzioni operative per beneficiare delle agevolazioni.
Come sempre, vi terrò informati.

giovedì 29 ottobre 2009

Una pietra sopra

Presidente Berlusconi, le chiedo oggi di fare un primo passo: incontri Pier Luigi Bersani.
Faccia un passo in avanti, lo inviti a Palazzo Chigi o anche a cena, cerchi di spiazzare anche questa volta e si metta con Bersani a discutere di cosa il Governo vuole fare nei prossimi mesi per quel che riguarda il carico fiscale, l’uscita dalla crisi e gli assetti istituzionali.
Si prenda pure dei « niet » come risposta, mica siamo obbligati ad andare d’accordo, non siamo tutti nello stesso partito, ma dia un segnale di riconoscimento ad una leadership che, per una volta, é in mano ad una persona concreta e più pacata nei modi e nei termini.
Forse questa é un’occasione per riportare il PD alla ragione, per isolare gli estremisti dipietristi e per mettere una parziale pietra sopra a molte cose.

Se ne va dal PD per allearsi col PD.

Uno s’illude, crescendo, di cominciare a capire un po’ di politica, poi, quando avvengono fatti come quello di Rutelli, si rende conto che non ha imparato niente.
Anche per chi non vota per la sinistra è incomprensibile la decisione di Rutelli di lasciare il PD perchè Bersani si appresterebbe a flirtare con l’estrema sinistra.
Premesso che Rutelli era al governo con Bertinotti, Diliberto, Pecoraro Scanio, Rizzo e, perché no, con il giovane e ruspante Francesco Caruso, ma cosa crede di fare Rutelli andandosene?
Non sarebbe bene rimanere e condizionare dall'interno quella che lui chiama "deriva"?
Ma lui dice che se ne va, con altri compagnucci, forse da Casini.
Si, Casini il cui obiettivo, a parole, è quello di creare un Centro come forza di governo, ma nella pratica, si rende conto di non aver i numeri per governare ed allora è, suo malgrado, costretto ad allearsi.
Mi viene una domanda: sarà possibile che il Centro, con Rutelli e compagnucci, si possa alleare con Berlusconi?
Risposta: Non succederà mai e poi mai.
L'unica spiaggia è che questo fantomatico Centro si allei con il PD.
Torniamo a Rutelli: se ne va dal PD per allearsi con il PD?
Io mi considero intelligente, ma non tanto da capire la politica.