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martedì 7 ottobre 2008

Una deriva culturale sul rispetto delle regole









Nel pomeriggio di ieri diverse scritte con pesanti insulti contro la polizia sono comparse sui muri di Palermo, dove vivevano i due 17enni morti, mercoledì scorso, mentre, fuggendo dalla polizia, hanno preso una strada contromano, e si sono schiantati contro un'auto.
Sulle scritte la polizia viene definita "assassina", "bastarda", "infame". Poi, in serata, la violenza è diventata fisica: prima atti di teppismo con cassonetti dati alle fiamme, poi la sassaiola contro i poliziotti arrivati sul posto ed infine auto incendiate.
Il giorno dei funerali dei due ragazzi, che avevano cercato di scappare perché viaggiavano su uno scooter non assicurato e senza patente, molte persone avevano urlato insulti contro gli agenti. Il sacerdote che aveva celebrato le esequie, padre Cosimo Scordato, durante l'omelia, si era chiesto se l'inseguimento fosse proprio necessario.
Scusate la mia ignoranza, ma io penso che il minimo che una volante di polizia o carabinieri possa fare quando dà l'alt e qualcuno non si ferma è procedere all'inseguimento. Padre Cosimo pensi ad educare le sue "pecorelle" al rispetto delle regole piuttosto che fare certe dichiarazioni (oppure a palermo vige la legge che una pattuglia non può inseguire due su uno scooter che non si fermano all'alt???).
Mi rammarica invece l'evidenza che nessuna manifestazione popolare si sia sollevata la settimana scorsa per la morte di due poliziotti a Casal di Principe, nel napoletano, mentre facevano il loro lavoro (stavano inseguendo un altro delinquente che non si era fermato all'alt). In verità queste morti non vengono neppure annoverate tra le morti bianche, tanto care ai sindacati ed al Presidente. Perchè? Non sono morti sul lavoro?
D'altronde questo è l'esatto ritratto della cultura italiana da circa un decennio, specialmemte nel sud: irrispettosa delle regole, delle autorità e del codice della strada.
E ora mi immagino quanti napoletani, palermitani ecc, si scaglieranno contro di me, ricardandomi la rivolta dei cinesi a Milano; che non volevano che i vigili urbani applicassero nella loro zona le norme che valgono in tutto il resto del Comune; ma quelli erano appunto cinesi e, secondo la stampa, la maggior parte era dedita al malaffare.
Se non avessimo il coraggio di ammettere (se non denunciare) l'esistenza di questa deriva, saremmo miopi.
Ed invece siamo ancora qui a sentir dire "ma i poliziotti non dovrebbero perseguire cose ben più gravi?". Per me il rispetto delle regole è il primo comma delle norme di una comunità ed il primo compito di un poliziotto.
Nota: le due foto non riguardano i disordini di Palermo; esse si riferiscono ai disordini che avvennero alle banlieu di Parigi ma L'Unità, non avendo a disposizione nulla di "fresco", le mette a corredo del commento degli avvenimenti di Palermo. Nulla di male, basta scriverlo. Anche questa è una deriva.

3 commenti:

minnanon ha detto...

Io sono Napoletano, non mi scaglierò contro di te, stai tranquillo; per me quando si manifestano moti di protesta di questo tipo dovrebbero mandare sul posto squadroni di polizziotti in tenuta anti-sommossa con tanto di scudo e manganello e per chi viene colto sul fatto giù botte.
Non so perchè, forse sono un caso patologico, il minimo che mi aspetterei se mi mettessi a fare queste "cappellate" è proprio questo; d'altra parte ognuno è libero di fare quel che vuole assumendosi la responsabilità delle proprie azioni e quindi anche tutte le conseguenze delle stesse, è questo il principio cardine di un qualsiasi paese democratico. Potevano fare benissimo una manifestazione pacifica, mica glielo ha ordinato il medico di andare in giro per la città a sfasciare quello che gli pare, è una loro libera scelta democratica per cui si assumono tutte le conseguenze del caso, conseguenze democratiche, si capisce.

nico ha detto...

x minnanon.
la penso esattamente come te. La libertà di manifestare è sacra, ma la libertà di fare atti di teppismo va seriamente contrastata.
per questa società siamo fascisti.
ciao

fioredicampo ha detto...

Non ne farei una questione politica. Le regole vanno rispettate e basta. E chi non le rispetta deve essere punito (e inseguito dalla polizia se non si ferma all'alt).
Puoi immaginare cosa mi è stato detto (a suo tempo) quando ho osato affermare che Giuliani era un teppista pericoloso?
Oppure quando dico che la Franzoni "deve" restare in galera come qualunque altra assassina che non frequenta il salotto di Vespa?
Buonanotte, Nicola :-)