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domenica 6 settembre 2009

Senti che parla

Sul caso Boffo tutti i moralizzatori hanno alzato il ditino e hanno firmato l’appello pro-Unità per la libertà di stampa; ma molti dei firmatari non hanno neppure un briciolo di pudore ed hanno dimenticato che essi stessi non si erano fatti scrupolo di querelare giornali e trasmissioni, ree di averli diffamati.
Da Celentano che ha querelato Panorama perché portava “un brutto messaggio per la gente che vede in me un punto di riferimento”.
A Pippo Baudo, altro firmatario che querelò Striscia la notizia.
A Dario Fo, che insieme alla moglie, se la prese con il Corriere, per un articolo sull’11 settembre in cui secondo lui, erano state travisate le sue affermazioni: “Siamo finiti sui giornali come animali schifosi, come persone ciniche, non interessate alla tragedia americana”.
A Monica Guerritore che ha querelato Panorama ritenendosi diffamata per una questione di chirurgia plastica.
A Giovanna Melandri, ex ministro e firmataria pure lei, diede mandato ai suoi legali di querelare Libero per una notizia che la riguardava a proposito di un viaggio in Kenya.
E via dicendo…
In TUTTI questi casi non ci sono stati attentati alla libertà di stampa, nessuno ha tentato di tappare la bocca ai giornalisti a suon di carte bollate.
Ma D’Alema che fa il censore, non é solo in possesso di una favolosa faccia di bronzo, è anche ridicolo. Lui, proprio lui, quello che ha querelato Forattini per una vignetta e l’ha fatto licenziare, oggi sul Corriere parla di atto di barbarie e allarme per la democrazia. Lui, proprio lui che da Premier (Dal 21 ottobre 1998 all'aprile 2000) ha incaricato i suoi legali di far annullare una puntata di Porta a Porta sulla querela a Forattini, come riporta la Stampa il 25 Novembre 1999. Lui che ha querelato mezzo mondo compreso Travaglio, e che ha appena querelato il Giornale per un articolo intitolato “Tutte le escort del Clan D’Alema” in cui si parla di un’inchiesta che ha coinvolto alcuni suoi collaboratori, che non tocca nemmeno lui personalmente.
Chissà cosa avrebbe scatenato per un articolo sul “suo corpo cavernoso” e la sua preferenza per il sesso anale?
Solo Berlusconi doveva soprassedere permettendo che l’Unità la passasse liscia dopo averlo infamato in modo indegno, con articoli in cui i giornalisti, "moralmente superiori" disquisivano di "rapporti anali non graditi", "ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino" e "di iniezioni nel corpo cavernoso che trasformano in una stecca da biliardo"…manco fossero lì a spiare dal buco della serratura.
Questa NON è barbarie, vero? Questo è ALTO GIORNALISMO da premio Pulitzer.
Ridicolizzare, offendere, infangare il Presidente del Consiglio. Frugare fra le sue lenzuola con l'etica di piattole in cerca di “nutrimento”, sbandierare un suo ipotetico deficit sessuale, incuranti del danno arrecato alla sua immagine e ai suoi sentimenti, è un sommo esercizio di giornalismo democratico.
Una qualsiasi attricetta può querelare se si sente oltraggiata nell’apprendere dai giornali che ha fatto ricorso alla chirurgia estetica, Silvio Berlusconi deve incassare tutto, di essere un porco, impotente e anche, le nemmeno tanto velate, insinuazioni di pedofilia. La barbarie è pubblicare le prove di un condannato per molestie sessuali, che ha la faccia tosta di far la morale agli altri; è querelare un giornale che usa certi termini e certi argomenti sguaiatamente pornografici, che s'attacca al PRIVATO, per fare gettare fango.
Berlusconi può finire sui giornali come “un animale schifoso” e deve stare zitto, altrimenti i signorini della querela facile ma rossa, (quindi democratica e giusta) si indignano e impartiscono su ogni pagina di giornale, in ogni Tg e programmi le solite ipocrite e nauseanti lezioncine sulla morale e la democrazia.
Orpheus
Se una querela è rossa è democrazia, se viene dall'altra sponda generalmente è accompagnata da un manifesto da firmare e da una manifestazione.

3 commenti:

Max ha detto...

Pur di andare contro Berlusconi a sinistra sono disposti a tutto. Sono disposti ad abiurare il sesso, divenendo addirittura sessuofobi, sono disposti al patto di sangue con il clero, rinnegando la loro avversione per la Chiesa.

Stanotte ho fatto un sogno.

Ho sognato che gli articoli moralizzatori di Boffo si erano rivolti non alle abitudini sessuali di Berlusconi, bensì ai facili costumi di Di Pietro, uno dei nuovi vati della sinistra che sinistra in realtà non è.

Subito partivano all'attacco tutti i quotidiani, armati di sciabole e pugnali democratici. L'Unità pubblicava in prima pagina un articolo in cui si condannava l'invasione violenta e subdola della Chiesa nella vita pubblica italiana. Repubblica usciva con un fondo di Ezio Mauro dal titolo "Il ritorno del Medioevo". Sul Corriere intanto i vari intellettuali d'area si interrogavano sull'assurdità delle ingerenze della Chiesa nella vita dello Stato. "I cittadini devono essere liberi di avere una vita privata, la Chiesa si occupi delle anime e non mini la libertà alla vita sessuale dei cittadini".
Immancabili poi partivano le firme per la laicità dello Stato, con Moretti intento a fare i girotondi del Vaticano e Franca Rame promotrice di uno spogliarello di protesta contro la Chiesa, con conseguenti nausee e conati di vomito degli astanti. A fianco il buon Fini Gianfranco da Laicilandia, pronto a porre i soliti ed immancabili distinguo sui valori democratici e costituzionali.

Poi mi sono svegliato, per fortuna era solo un sogno...

Ciao Nicola e grazie per lo spazio :)

nicola ha detto...

sei un grande

clem ha detto...

Oltre alle querele ci sono poi quelli che,sapendo di non rischiare niente,firmano contro questo regime fascista berlusconiano.Salvo poi passare alla cassa di Berlusconi ed incassare la vil moneta.Come ad esempio tal Bisio che conduce Zelig su Canale 5, programma nel quale il Cav. viene sbeffeggiato e preso a pesci in faccia.Oppure Saviano che pubblica i suoi libri di successo su Mondadori.Ma già.Siamo in un regime.
Ciao,Clem