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martedì 8 settembre 2009

Mostra di Venezia: rassegnamoci

La Mostra di Venezia è una Rassegna Cinematografica. E mai nome è stato più consono, perchè dobbiamo "rassegnarci": A Venezia danno sempre lo stesso film.
Può cambiare il mondo, può sparire la sinistra, possono mutare le forme di vita sul pianeta, ma in quel ridicolo carrozzone cinematografico; gli ingredienti sono sempre gli stessi: ombre rosse, diffuse sinistrerie, nostalgie sessantottine, antiamericanismo, anticapitalismo e antiberlusconismo.
Una volta c'era il Che, un’altra Castro, ora Chavez. Dittatori, o populisti, ma dalla parte giusta. Poi c'è Maselli che rimpiange il comunismo e celebra i centri sociali, Placido che rimpiange il '68, Tornatore che torna al comunismo paterno. Ma che noia. Ah, c'era anche la D'Addario, che da puttana (scusate se scrivo la verità) è stata promossa show-girl.
E' mai possibile che Venezia non riesca a trovare mai uno nel mondo che abbia una memoria diversa, una nostalgia diversa, un rimpianto bianco, nero o blu. No. C’è solo il rosso.
Ma perché non viene mai a nessuno in mente di raccontare, mandare in concorso e magari premiare, che so, la storia di una donna che decide di non abortire, di un ragazzo che abbandona lo squallore di un centro sociale, di abbandonare un villaggio gay, o un gruppo di spacciatori?
Come mai non è pensabile che un tema fuori dall’orizzonte ideologico di sinistra possa essere proiettato, discusso e premiato? Ma ancora peggio, è impensabile che possa essere scritto, prodotto e girato?

Ma c'è di più: Come mai alla Mostra c’è sempre un manifesto indignato da firmare? Per la libertà, contro la guerra e gli americani, contro la Chiesa, contro un tiranno vero o presunto, contro le leggi sul cinema, contro la libertà di stampa, per soliarietà con i precari.

Forse perchè in Italia c'è la dittatura che ce lo impone?

2 commenti:

Claudio ha detto...

E' la destra che non ha idee e forza per imporre i propri lavori culturali e lascia alla sinistra più becera il monopolio della "cultura".

Non ti curar dell'oro ha detto...

Se viene dimostrato che c'è una censura per film che possiamo chiamare, seguendo la linea di questo post, "di destra", allora tutto ciò che hai scritto può avere un senso. Se invece non esistono film "di destra" allora è inutile lamentarsi...