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sabato 14 febbraio 2009

Buon lavoro, Presidente

La mia cara amica Gianna (Fioredicampo), commentando il post "Eluana: la frenesia", scriveva: "Una lettera non può essere incostituzionale. Casomai è inopportuna... il che è tutt'altra cosa.". E' una sua opinione ed io la rispetto come tale.
E' bene però rinfrescare la mente di coloro che, Costituzione alla mano, si sono prestati a interpretarla svincolandosi dal suo dettato. Non c'è bisogno di essere costituzionalisti di fama per sapere che i Decreti Legge (anche quelli prodotti dal famigerato Governo Berlusconi) sono atti con valore di legge, che entrano in vigore immediatamente, adottati dal Governo (il Consiglio dei Ministri) in casi straordinari di necessità e urgenza.
Non esiste quindi alcuna giustificazione in chi ha ravvisato in tale atto un "colpo di Stato", paroloni sparati a vanvera solo per produrre effetti devastanti di disinformazione.
Si potrà certamente discutere se in questo specifico caso sussistevano i previsti presupposti di straordinarietà, necessità e urgenza, ma, sempre secondo Costituzione, tale compito è di esclusiva competenza del Parlamento.
Non è previsto nessun passaggio intermedio, nè, tanto meno, preventivi avvisi di incostituzionalità da parte del Capo dello Stato.
Se così fosse, come poi è realmente successo, ci troveremmo di fronte ad un atteggiamento ostruzionistico lesivo delle competenze proprie del Governo e del diritto del Parlamento ad esprimersi (altro che "inopportuno").
Naturalmente questo non è un mio parere personale, ma del Presidente emerito della Corte Costituzionale, Antonio Baldassarre, il quale ha testualmente dichiarato: "Il Capo dello Stato non puo' bloccare un decreto legge. La Costituzione - ha spiegato - dice che esso viene adottato l'art. 77 sotto l'esclusiva responsabilità del Governo. Quindi il Presidente non può rifiutarsi di firmarlo".
Poi c'è chi, cara Fiore, entrando nel merito, pensa che Napolitano abbia fatto bene e, nel merito potrei anche essere d'accordo, ma rimane un atto incostituzionale, altro che inopportuno.
Questo è per dare pane al pane e vino al vino.
E' piuttosto singolare poi come una minoranza chiassosa abbia rivoltato la frittata con veemenza, arrogandosi il merito di difensori della Costituzione violata e della figura del Capo dello Stato impunemente sfidata da un Governo irrispettoso.
In realtà le polemiche, montate ad arte da chi ormai non ha altro obiettivo che lo screditamento dell'operato dell'esecutivo e, in primis, dal suo Presidente Berlusconi, compresa la sceneggiata organizzata da Veltroni-Scalfaro (sic!), non avrebbero avuto senso di esistere se solo ci si fosse presa la briga di rileggersi un po' di quella Costituzione che tanto viene acclamata.
Con tutto il rispetto per il Presidente Napolitano, io la penso così, rispetto chi la pensa diversamente ma non ci può essere la mistificazione dei fatti.
Buon lavoro, Presidente.
Ora però parliamo di cosa sta succedendo all'interno della coalizione di governo.
Che Veltroni-DiPietro organizzino sceneggiate fa parte dell'art. 1 del libro rosso: il tuo avversario è tuo nemico, denigrarlo sempre per quello che fa e per quello che non fa. Che Epifani organizzi gite romane senza un fine utile per i lavoratori, pure ci sta; deve riaffermare la propria egemonia sindacale e dunque tutelare poteri e privilegi che ha acquisito in tutti questi decenni.
Ma che anche Bossi finge di mistificare. che anche Fini continui a cantare fuori dal coro, è una vergogna.
Si, lo sappiamo che Bossi lo fa per ottenere indulgenza del PD sul federalismo e che Fini lo fa per ottenere che AN abbia maggiore peso all'interno del nascente PdL e per una sua carriera personale. Ed è proprio per questo che dico: E' una vergogna, una vergogna, una vergogna.
Buon lavoro Presidente.

2 commenti:

fioredicampo ha detto...

Ciao Nicola, leggo solo adesso...
Qualche piccola puntualizzazione:

Il Presidente della Repubblica - secondo l'art. 87 della Costituzione - "promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti". Quindi, mi pare di capire, che può, legittimamente, "non firmare" un decreto.

Non credo, al contrario, che sia del tutto "corretto (uso un eufemismo delicato) annullare con un decreto una sentenza della Cassazione. Pensa un po' che bel precedente: con lo stesso criterio si potrebbe annullare una sentenza di ergastolo per un assassino o un terrorista.

Ciao.

nicola ha detto...

L'art. 10 della Costituzione dice: Ognuno ha diritto alla vita.
Se poi un giudice, interpretando sul "diritto delle libertà personali" ne dà una visione contraria all'intendimento del legislatore, è giusto che ci sia una legge che gli fughi i dubbi sull'intendimento del legislatore.
L'esempio del terrorista e dell'assassino non sta in piedi.
Volesse il cielo che qualche giudice sentenziasse l'ergastolo.
Per quanto riguarda il nostro caro Napolitano, mi risulta che sia le leggi che i decreti debbano essere promulgati dal Presidente della Republica ma, mentre egli può non firmare (motivando) le leggi e rinviarle al Parlamento, òla firma sul decreto è un atto dovuto.
Ma qui non stiamo parlando di questo.
Stiamo parlando del fatto che lui invia una lettera con le sue idee ad un consiglio dei ministri che non ha ancora emesso nessun decreto.
L'art. 87 della costitguzione stabilisce che lui può inviare messaggi alle Camere, ma non al Consiglio ei Ministri.
Questo significa che lui può esprimere la sua idea sulle leggi (Camere), e non sui decreti (consiglio dei ministri).
Questa è la Costituzione.
L'atto di Napolitano non è previsto e quindi .... è incostituzionale.
un carissimo abbraccio, nicola