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giovedì 5 febbraio 2009

Di Pietro: Più critiche che consensi

"Il governo Berlusconi sembra ricalcare le orme del partito nazionalsocialista tedesco e sta preparando una serie di porcherie alla sudamericana”. Parole roventi quelle che Antonio Di Pietro, attraverso il suo blog, riporta in una lettera aperta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che conclude così: "Le chiediamo – rispettosamente, ma con fermezza – di non rimanere in silenzio e di intervenire per evitare questo scempio della democrazia. Prima che sia troppo tardi”.

In pratica Di Pietro, passando dai "silenzi mafiosi" ai "comportamenti nazisti", sta usando una strategia per coinvolgere indirettamente nella polemica politica il Presidente della Repubblica e non si rende conto che il senso della misura è l’aderenza ai fatti.
Anche i partitini potrebbero chiedere a Napolitano di non firmare lo sbarramento al 4% (votato dal'IdV) per le elezioni politiche perchè lede il principio di pluralità di opinioni, ma è bene ricordare a Di Pietro che il garante della Costituzione è Napolitano e non ha bisogno di Di Pitero per svolgere il suo ruolo.
Voglio infine ricordare a Di Pietro che anche la tesi più giusta, quando viene esposta con toni, atteggiamenti e richiami del tutto fuori luogo e fuori misura rischia di suscitare più critiche che consensi.

5 commenti:

clem ha detto...

Ora si appella a Napolitano riconoscendone implicitamente l'autorità di garante delle istituzioni, mentre fino a poche ore prima lo aveva delegittimato dandogli del mafioso
ciao nicola,clem

Angelo D'Amore ha detto...

il caos e' totale. il periodo e' difficile. una volta si combattevano poteri economici e politici, il cui trascinarsi bloccava la normale dialettica istituzionale(penta-partito).
oggi non c'e' nulla.
c'e' solo una spartizione clientelare che si cela verso finte contrapposizioni ideologiche, sterili ed effimere.
contro il nulla non serve nemmeno la lotta.

Anonimo ha detto...

dai sui silenzi mafiosi, ascoltati tutto il discorso.
Anche lui ha ribadito più volte che era riferito alla folla che non stava in silenzio e non è mafiosa.

Angelo D'Amore ha detto...

quando non ci sono piu' argomenti si parla di problemi come quello di eluana.
quando non si hanno piu' idee, e' comodo seguire quelle della chiesa.
da indipendente di destra, penso sia giunto il momennto di staccare la spina.
da berlusconi.

Anonimo ha detto...

Di Pietro non insultò Napolitano, bastava ascoltare l'intero video senza tagli.
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La procura di Roma ha chiesto l'archiviazione per Antonio Di Pietro, che era stato iscritto sul registro degli indagati
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