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giovedì 5 febbraio 2009

Epifani e Veltroni sbugiardati

Il leader della Cgil Guglielmo Epifani parlò molto chiaro il 22 giugno 2008 quando espresse le sue critiche alla manovra economica del governo, ipotizzando effetti disastrosi sul potere d'acquisto a causa dalla scelta del governo di fissare l'inflazione programmata per il 2009 all'1,7 per cento e disse: «Un salario di 25.000 euro ne perde 1.000 nel biennio. Se poi per il terzo anno si continua così, si raggiunge una cifra vicina ai 1.500 euro».
Al segretario della Cgil fece eco il leader del Pd Walter Veltroni: "Programmare l'inflazione, come ha fatto il governo, all'1,7% significa programmarla alla metà dell'inflazione reale, quindi fare i rinnovi contrattuali alla metà dell'inflazione reale è consumare ulteriormente il potere d'acquisto delle famiglie".
http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/economia/conti-pubblici-73/taglio-salari/taglio-salari.html
Manco fossero i mammasantissima dell'economia mondiale, hanno portato in piazza tanti poveri gonzi che li hanno creduti e la stampa ha scritto fiumi di parol(acc)e contro il governo.
Ma come sta andando l'inflazione nazionale?
- luglio 4,1
- agosto 4,1
- settembre 3,8
- ottobre 3,5
- novembre 2,7
- dicembre 2,2
- gennaio 1,6

Che figura di m..da.

(PS questo post l'avevo già edito il mese scorso, ma lo riaggiornerò tutti i mesi con i dati dell'andamento dell'inflazione).

1 commento:

Camelot ha detto...

E fai bene! Mentire sulle spalle dei lavoratori, quando si è di sinistra, soprattutto, è vergognoso...da sciacalli!