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domenica 24 agosto 2008

usi e costumi napoletani

Superata l'emergenza rifiuti si sperava che i politici locali avessero cavalcato l'onda lunga dell'azione di Berlusconi, invece............siamo rovinati.
Un clamoroso flop i primi tentativi di raccolta differenziata in alcuni quartieri a Napoli. Scarsa informazione. Carenze organizzative. Mancanza di attrezzature. Ma anche uno spiacevole deficit di educazione civica da parte di non pochi napoletani. Orari disattesi. Rifiuti promiscui e abbandonati dove capita. Per non parlare di arredamenti completi scaricati abusivamente attorno ai cassonetti. Salotti, cucine, stanze da pranzo, camere da letto, servizi ... poco igienici. Sembrano sfratti di casa . Ma com'è che nessuno se ne accorge? (Anzi no, se ne accorgono solo gli antiberlisconiani, come l'amico di mio cognato riminese, che sparla sulla mancata riuscita dell'azione del premier: amico ipocrita!)
Il problema è del Comune e, in tutto il mondo sarebbe facile da risolvere, ma a Napoli non lo è.
Innazitutto c'è il problema di incocciare il fetente in flagrante. E allora occorrerebbero molti più controllori. E dove si pigliano? Né sembra molto praticabile l'ipotesi di utilizzare squadrette di volontari. Qua purtroppo a stento si ha rispetto per figure ufficiali e istituzionali ... figuriamoci per “gli amatoriali”. Certamente si arriverebbe al classico: “Chi sei tu e chi sono io”.
Forse è più utile il metodo "Dialogo e ammonimenti".
E qui mi torna in mente un esperimento finlandese adottato a Helsinki: un cassonetto parlante, che, con la voce di personaggi locali famosi, ringrazia tutti i cittadini che se ne servono con puntualità e intelligenza. Niente effetti speciali, o chissà quale diavoleria tecnologica. Un semplice impianto di registrazione e diffusione. “Arrivederci e grazie per la spazzatura depositata”. Questo, a grosse linee, il senso dell'esternazione del bidone. Un esperimento del genere è in vigore anche in Germania, a Berlino. Tutti dicono che funziona perchè la cittadinanza si sente gratificata e collabora con entusiasmo.
Possibile a Napoli? Perché no? Solo che a Napoli dovrebbe ringraziare e più spesso “cazziare”. “Cumpariè, è pusato 'o sacchetto fuori orario”. “Amico 'a carta 'a chell'ata parte“. Insomma necessitano cassonetti parlanti o meglio cassonetti spernacchianti.

3 commenti:

fiore ha detto...

Molto simpatica l'ironia con la quale hai "centrato" il problema: il senso civico di alcuni che offusca la buona volontà di tutti gli altri.
Non avermene, ma voglio raccontarti un piccolissimo episodio visto in occasione della mia prima gita a Napoli circa trent'anni fa: percorrevamo una strada (stradina) del centro - non chiedermi la zona perché non so orizzontarmi neppure adesso - sopra le nostre teste voci di donne che si parlavano da un davanzale all'altro. All'improvviso un tonfo dietro le nostre spalle: una delle signore aveva lasciato cadere il sacco della spazzatura dalla finestra (non c'erano bidoni allora) e il contenuto si era sparpagliato occupando dieci metri quadri!
Spero che almeno questo non avvenga più ;-)
Buona domenica a te.

fiore ha detto...

Ovviamente intendevo dire: "la mancanza di senso civico di alcuni".
Ciao.

nico ha detto...

Avrei dovuto specificare che "cazziare" significa rimproverare. O forse l'avevi intuito?
Comunque il lancio del sacchetto è adesso una rarità, ma l'abbandono selvaggio è uno sport ancora molto praticato.
Molta colpa è degli amministratori. Ti riassumo la situazione di Caserta.
Finita l'emergenza sono scomparsi i cassonetti e sono stati posizionati n. 5 scarrabili in 5 punti periferici. Ottimo! L'unica pecca è che sono i cittadini che devono portare i sacchetti in questi posti. Tu le vedi le vecchiette o chi non ha una automobile a doversi fare un paio di km sotto il sole per depositare il sacchetto? Ed infatti questi depositano i sacchetti nei luoghi dove prima c'erano i cassonetti. In più, io li porto sempre nei punti di raccolta disposti dal Comune, ma fosse una solo vaolta che trovassi lo scarrabile in grado di recepire il mio sacchetto. La fotografia è: lo scarrabile è stracolmo e tutt'intorno ci sono colline di sacchetti.
La motivazione del Comune è: tutte le gare di appalto per eseguire il prelievo porta aporta della raccolta differenziata sono andate deserte. (camorra?).
In tutto questo chi non ha senso civico ci sguazza.
un abbraccio