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martedì 19 agosto 2008

La sinistra abbisogna di un Generale

Sono tornato.
Non chiedetemi da dove; ho solo voglia di dimenticare in fretta, anche se sarà impossibile. Ho solo voglia di scrivere per non pensare.
Nel frattempo cosa è successo? Ho divorato tutti i quotidiani, ma c'era il nulla più assoluto.
A conferma della mia iniziale convinzione che noi italiani (non solo i politici) siamo capaci di parlare per ore senza dire niente di concreto.
Ho provato a rileggere gli articoli ed a chiedermi: ma questo cosa ha detto?
Non intendo il significato letterale delle parole, che sono sempre abbastanza elementari e semplici. Intendo dire: che senso ha? quali azioni concrete propone? Che cavolo vuol dire? Anche lo scemo del villaggio auspica le stesse cose, ma dove sono le proposte?
Io mi auguro che qualcuno cominci a porsi le stesse domande. Perché solo quando riusciremo a capire la sostanziale inconsistenza dei discorsi di politici, sindacalisti, opinionisti, giornalisti, intellettuali, forse cominceremo a cambiare qualcosa in questa Italia.
Oltre a non essere successo nulla, mi meraviglia che le sinistre hanno deluso le mie aspettative estive di riuscire a darsi una qualche strategia.
Subire una sconfitta elettorale è nell'ordine naturale delle cose, e credevo che fosse giunto il tempo di dar applicazione alla gloriosa tradizione marxista e comunista di Gramsci: la necessità, quando si è subita una sconfitta, di passare dalla guerra frontale, che provocherebbe solo disastrose disfatte, alla guerra di posizione, fatta di lenti avanzamenti, di nuovi tentativi di posizionamento, di conquiste graduali delle casematte del nemico.
Il fronte della sinistra, invece, appare letteralmente impazzito e incapace di qualsiasi tattica, tanto da rivolgere spesso le proprie armi contro se stessa. I due corpi della sinistra vanno ognuno per suo conto.
Quello più piccolo della sinistra radicale e comunista ogni tanto fa sparare le sue batterie, ma solo per far sentire la sua voce e per rassicurare le sue milizie prese dallo scoramento, ben sapendo che il massimo del suo obiettivo a breve e medio termine è quello di riconquistare il suo posto, pur piccolo, ma legittimo, nelle istituzioni parlamentari.
Quello più grande del Pd sta ammassando truppe per lanciare l’offensiva d’ottobre, senza rendersi conto che nella strategia propagandistica (i milioni di firme sono nient’altro che propaganda per una retorica chiamata alle armi, senza contenuti programmatici seri e credibili) il presidente del consiglio è un maestro.
Visto che molto si è parlato – a proposito ed a sproposito – in questi giorni di analogie con il fascismo, vorrei farne una anch’io questa volta tra la raccolta di firme e la raccolta d’oro per la patria e i suoi cannoni, che ebbe un grande effetto propagandistico, salvo l’esito catastrofico dell’avventura bellica mussoliniana.
C’è poi il drappello dipietrista, di cui mi libero subito, giacché non lo ritengo assimilabile, per il suo populismo giustizialista, al modello che io ho conosciuto e vorrei ancora conoscere di sinistra socialista e democratica.
Mi aspetterei dunque da una sinistra seria e combattiva una capacità quotidiana di risposta punto per punto, problema per problema, su questioni decisive. A me, invece, povero cittadino della Campania tocca assistere allo stucchevole e insipiente dibattito sulla mancata firma di Bassolino sotto l’appello di Veltroni. E si sono scomodati filosofi, opinionisti, sociologi per dare una valutazione su questo epocale evento.
E Berlusconi continua a viaggiare imperterrito sulla sua scopa volante, sorretta dalla forza propulsiva dei sondaggi.
E la sinistra? Sta lì smarrita, senza programmi capaci di mobilitare consensi ed opinioni e, quel che è peggio, senza generali, ma con tanti piccoli colonnelli rissosi, ognuno alla testa di micropartiti e microcorrenti, preoccupati soltanto di salvare lo scanno sul quale sono riusciti ad arrampicarsi, e neanche per capacità proprie.

2 commenti:

fioredicampo ha detto...

Caro Nicola, di concreto non propongono niente. Tante parole, a volte paroloni, per non dire niente.
Se la sinistra ha deluso te, prova ad immaginare quanto abbia deluso me. Non stanno facendo niente, se non bisticciarsi un po' tra di loro come bambini bizzosi e annoiati.
Nessun programma, nessuna proposta: solo una nebulosa ipotesi di manifestazione per ottobre... ma per fare cosa? Per chiedere cosa?
Mala tempora currunt.
Un abbraccio.

nico ha detto...

La storia ci ha insegnato che le migliori riforme e le conquiste più eclatanti sono state conseguite quando la sinistra non era al governo ma grazie al suo ruolo di opposizione (che ha sempre svolto molto bene).
Berlusconi e Bossi solo con una seria opposizione potrebbero realizzare qualcosa di buono e smetterla di fare i guasconi.
Speriamo che si sveglino presto.
ciao nicola