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giovedì 25 febbraio 2010

Un Porcino per la Bonino

Massimo Marino si era candidato anche cinque anni fa con i Consumatori Uniti per Marrazzo, prese 1.777 voti. Nel 2006 ha sostenuto Veltroni nel 2008 Rutelli. Ed ora torna in campo con una lista a supporto della Bonino.
Vi state chiedendo chi è?
E' il popolare conduttore di Viviroma television e editore del free press Viviroma Magazine. Gira per discoteche, night club, ristoranti: presenta spettacoli, fa volteggiare sexystar non lesinando pacche sul sedere, diffonde il verbo della Roma godereccia e cafonal.
Massimo Marino Sprizza romanità da tutti i pori, tanto che Simona Ventura e Gene Gnocchi gli hanno consegnato il premio «Er Mejo Coatto De Noantri».
Ho detto tutto, ma se volete saper di più, dice: mi batterò contro ogni tipo di discriminazione, come ho sempre fatto. Chiedo i voti a: giovani, gay, lesbiche, trans e persone oneste come me. Destra o sinistra? So' uguali, non m'importa. Certo mi candido con la Bonino perché l'ho sempre sostenuta e ho sempre creduto che le proibizioni peggiorassero le cose. Perché dovrebbero votarmi? Perché io ci sarò sempre. E daje, io faccio er politico tutti i giorni, per servizio alla collettività, mica solo 15 giorni prima delle elezioni come quelli che poi se vanno a sede' in Parlamento. Ahò, io ho sempre lavorato, ho sempre pagato le tasse, non ho mai chiesto un soldo alle istituzioni, me so' sempre sbattuto per i locali di notte. Non sono un parassita come loro. Te pare poco? Il programma è breve e chiaro: Porterò in Consiglio regionale le persone della notte.
Ecco, questo è Massimo Marino. Uno che parla come magna.

Il gioco dell'oca

Come si arriva alla prescrizione di un reato?
Facciamo l'esempio di Fitto, ministro per i Rapporti con le Regioni: il 3 marzo 2009, il gup rinviò a giudizio Fitto, ed altri 60 imputati, fissando il processo dinanzi al giudice monocratico, anziché davanti al collegio competente. Ovviamente, per questo errore di è dovuto iniziare d'accapo.
Ora, il nuovo decreto, emesso dallo stesso ufficio gup, dispone il giudizio dinanzi ai giudici della prima sezione penale del tribunale, mentre la competenza tabellare è della seconda sezione dove vengono celebrati i dibattimenti come questo. Si ricomincia d'accapo.
Quello di Fitto è solo un esempio, perchè avrei potuto elencarvi il caso di Bassolino, ove si va avanti (si fa per dire) da quattro anni ed ormai la prescizione è garantita.
Ma....la legge non è UGUALE per tutti?

mercoledì 24 febbraio 2010

Chi è più sciacallo?

Gli inquirenti sostengono, e dicono di avere le prove, che tre funzionari infedeli della Protezione civile e tre imprenditori mascalzoni, stavano per fuggire all’estero pochi giorni prima di essere arrestati o indagati.
Bene, è compito dei magistrati fare il proprio lavoro ed è compito della politica di introdurre norme per evitare che le mani nella marmellata le trovi sempre e solo un giudice; norme che non solo facciano in modo da punire molto severamente chi si approppria di denaro pubblico ma che facciano in modo che chi vuole mettere le mani nella marmellata trovi il barattolo chiuso.
Questa è la logica. Punto
Ma la logica non ha sede in Italia, ed allora il tutto si è spostato su Bertolaso con le sue "ripassate" e sulla Protezione civile con i suoi superpoteri.
Questo ha portato a due risultati:
1. Bertolaso è stato trascinato dalle stelle alle stalle e su di lui ormai si racconta di tutto e di più,
2. il governo ha svuotato la nuova legge (approvata giovedì scorso) e che avrebbe dovuto invece dare nuovi poteri e più efficienza alla Protezione civile.

Rispetto a ciò ci sono responsabilità precise.
La prima è l’uso disinvolto che la magistratura ha fatto delle intercettazioni telefoniche, ventimila pagine di parole in libertà, date in pasto all’opinione pubblica, nelle quali è difficile stabilire il confine tra reati, peccati e semplici coincidenze.
La seconda è stato il feroce assalto dell’opposizione alla Protezione civile, senza distinguere il bene dal marcio, l’utile dal dannoso. Per Bersanoi e Di Pietro tutto fa brodo, esattamente come è stato fatto con la D’Addario, con Spatuzza e Ciancimino.
Ma, siccome la logica non ha sede in Italia, la settimana scorsa sono stati mandati in prima linea i terremotati di L'Aquila che, in mille, hanno superato i divieti e invaso la zona rossa della città, là dove il sisma ha fatto il maggior numero di danni e vittime. Chiedono comprensibilmente di accelerare la ricostruzione.
Tutti gli esperti convengono che l’operazione durerà anni, tanti anni. Sì ma quanti? Tra i cinque e i dieci ma molto dipenderà dalle regole che verranno adottate. Con le norme "normali", non finirebbe mai.
Il sindaco (di sinistra) di L'Aquila, tra i menifestanti, si è lamentato che con le procedure ordinarie non è immaginabile neppure iniziare, cioè liberare la zona dai quattro milioni di tonnellate di detriti accumulati per le strade. Appunto.
Per affrontare emergenze e ricostruzioni servono leggi e poteri speciali, gli stessi che la sinistra ha preteso (e ottenuto da una maggioranza frastornata e impaurita) di cancellare pochi giorni fa.

In sintesi, nei fatti stiamo assistendo ad una gara tra la banda Anemone-Balducci e quella Bersani-Di Pietro per chi è più sciacallo sui terremotati. Mentre i giornali ci distraggono con i massaggi di Bertolaso.

domenica 21 febbraio 2010

Sanremo: Una lezione per la sinistra

Emanuele Filiberto, il principe, ha rischiato di vincere il Festival di Sanremo; è arrivato secondo con una canzone il cui testo è solo retorica e la cui melodia è da dimenticare.
C'erano almeno 8 canzoni migliori oltre quella di Valerio Scanu; come quella di Marco Mengoni, di Malika Ayane, di Povia, di Fornaciari, di Noemi, di Fabrizio Moro e di Irene Grandi.
Come mai il principe è arrivato così in alto?
Nonostante tanti fischi dal pubblico in sala?
Nonostante nella prima serata sia stato espulso dalla giuria demoscopica che era in galleria?
La spiegazione più verosimile è stata data dal suo staff. Il principe era stato fischiato ancor prima di cantare. Questa ingiustizia ha svegliato gli italiani: "Funziona come per Berlusconi: più lo attaccano, più lo votano".

Senso unico

Criminalità organizzata: camorra, 'ndrangheta, mafia, attraverso 449 operazioni di Polizia sono state arrestate 4.592 persone ed sequestrati beni e denaro per un valore complessivo di 7.597 milioni di euro.
Facciamoci una domanda:
Questi numeri indicano inequivocabilmente che c'è maggiore attenzione investigativa contro la criminalità organizzata. Nessuno si sognerebbe di dire che questi numeri significano che sono aumentate la attività criminali., nè tanto meno che questo aumento della criminalità sarebbe colpa di Berlusconi.
Adesso facciamo un parallelo; la Corte dei Conti riporta che le denunce per corruzione nella pubblica amministrazione sono aumentate del 229%.
Lo stesso criterio utilizzato per i numeri della criminalità organizzata dovrebbe far concludere che l'aumento delle denunce sono da collegarsi all'aumento dei controlli sulle attività delle pubbliche amministrazioni.
Ma l'Espresso non la pensa così, e in un suo articolo, assolve la cultura familista e clientelare degli italiani, assolve i politici di ogni parte e, udite udite, fa risalire tutto alla subcultura berlusconiana, che in 15 anni ha sdoganato moralmente l'illegalità come modus vivendi, l'abuso condonato, l'evasione o elusione fiscale e così via.
Insomma è colpa di Berlusconi.

Gesù era gay

Ci sono profeti che possono essere lapidati, derisi e interpretati sulla pubblica piazza, e ce ne sono altri che solo a nominarli rischi la tua vita e la tua libertà. Ovviamente Elton John si guarda bene di parlare di Maometto, ma su Gesù può con certezza asserire che "Gesù era gay".
Ci sono studi che confermano questa affermazione? Ci sono seri riferimenti storici? No, nulla di tutto questo. C'è l'impressione di Elton John che vede in Gesù le caratteristiche gay: compassionevole e superintelligente.
Elton John vuole sensibilizzare la Chiesa sulla questione dei gay, e spara una scempiaggine. Scempiaggine perchè l'orientamento sessuale di Cristo è davvero un elemento poco importante e direi nullo dinanzi alla figura storica e religiosa dell'uomo.

Un delfinario a Napoli

L'antibassolinismo di De Luca, candidato alla regione Campania per la coalizione del centrosinistra, aveva fatto in modo che quando Bassolino precipitava negli abissi, la stellina di De Luca risplendeva.
Non riporto qui tutte le volte che De Luca ha criticato l'operato di Bassolino e tutte le volte che ha indicato nella politica bassoliniana il "male" della regione Campania.
Ma Bassolino, nei suoi anni di governo, ha saputo dispensare e quindi costruire un bel bacino di voti e questa infornata di consensi bassoliniani sono stati alla base dell'incontro avuto ieri tra Bassolino e De Luca. Al bando le divergenze, tappiamoci il naso, ora si tratta, ed il prezzo della trattativa è un possibile ingresso nell’eventuale giunta De Luca del delfino di Bassolino Andrea Cozzolino.

Case e casini

Ecco un esempio di cosa la politica è in grado di inventare pur di conquistare voti.
Venerdì la giunta regionale del Lazio, ad un mese dalle elezioni, ha varato un provvedimento da 500 milioni di euro che serviranno ad accendere mutui da 100 mila euro all'1 per cento di interesse.
Ottimo, da applauso, un aiuto prezioso per le famiglie che cercano casa.
Ma il problema è che le case non ci sono. Devono ancora essere costruite. E, a dire il vero, devono ancora essere individuati i terreni su cui un giorno sorgeranno queste benedette case.
Ma, nel frattempo, la regione Lazio ha individuato le famiglie aventi diritto a una casa in edilizia agevolata.
Insomma, non ci sono le case, non sono stati ancora individuati i terreni, ma a tante famiglie è stato ufficilalmente offerto il mutuo agevolato, a spese di chi dovrà governare tra un mese.

Via La Divina Commedia: non è politically correct

Riporto una petizione inviata dall’Arre (Associazione per il rispetto di tutte le religioni e la convivenza pacifica delle etnie culturali) al Ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini che riguarda l’insegnamento della Divina Commedia nelle nostre scuole.


Ill.mo Signor Ministro,
un numero crescente di cittadini italiani di religione islamica, insieme all’Associazione tosco-emiliana per la difesa delle tradizioni cittadine e alla Federazione Gruppi Gay Riuniti, chiede di espungere la ‘Divina Commedia’ – un poema, oltretutto, scritto in una lingua non più comprensibile dalle nuove generazioni – dai programmi d’insegnamento di ogni ordine di scuole. Quello che si ritiene, a torto, il capolavoro della letteratura italiana, infatti, contiene centinaia, se non migliaia, di versi che violano ogni political correctness, offendono gravemente non poche minoranze di cittadini, legittimano pesanti discriminazioni nei confronti dei diversi, rappresentano una intollerabile violazione dei ‘diritti soggettivi’ vanificati dal mancato rispetto della dignità delle persone.

La petizione si dilunga poi ad elencare i versi che "discriminano e offendono", tra cui viene evidenziato il dileggio nei confronti del Profeta dell’Islam, viene teorizzato che alcuni versi ispirarono le leggi razziali di Mussolini e viene evidenziato che altri versi offendono anche la religione cristiana e altri ancora istigano alla violenza e allo stragismo.
La petizione riporta poi che altre Associazioni, (l’Associazione ‘Giordano Bruno’, l’Istituto Bruno Leoni, il Gruppo Amici di Margherita Hack) hanno inoltrato analoga richiesta di depennare l’opera dantesca dai programmi scolastici, accusando Dante di antiscientismo (e che è?) e antimoderrnismo.
La petizione conclude:
I punti discutibili e pericolosi della ‘Divina Commedia’, da noi messi in evidenza, sono talmente gravi da indurci non solo a far pervenire alla S.V. la nostra istanza di cancellarla dall’insegnamento, medio, liceale e universitario, ma a fondare il Movimento antidantesco, con sezioni in ogni provincia della penisola, allo scopo di sensibilizzare il paese a un problema che ormai si protrae da troppo tempo.

Ormai io non mi stupisco più di niente, neppure del fatto che oggi in mano alla Procura di Milano (ma non hanno proprio nulla da fare?) ci sono alcuni versi del Canto XXXIII perchè i magistrati devono accertare se la declamazione di tali versi in pubblico, scuole o piazze possa configurare il reato di istigazione a delinquere, aggravato dallo stragismo.
Ecco i versi incriminati
«Ahi Pisa, vituperio de le genti/del bel paese là dove 'l sì suona,/poi che i vicini a te punir son lenti,/muovasi la Capraia e la Gorgona,/e faccian siepe ad Arno in su la foce,/sì ch'elli annieghi in te ogni persona!»

E cosa succederebbe se la Procura di Milano accogliesse l'istanza? Addio Divina Commedia.
Ma se quegli antichi versi rappresentano istigazione alla violenza, perchè si è permesso e si permette ancora di cantare: "Avanti popolo/alla riscossa/bandiera rossa/bandiera rossa". Ops, dimenticavo che questo è invece un canto patriottico, al pari di "stringiamci a coorte/siam pronti alla morte/siam pronti alla morte/l'Italia chiamò/si".

sabato 20 febbraio 2010

Lo facciamo un referendum?

Destra e Sinistra si scannano su tutto, non c'è nulla che va bene per una parte che sia condiviso dall'altra.
Nulla?
Non è vero.
Vanno molto molto d'accordo quando devono aumentarsi gli stipendi: il Parlamento ha votato all'unanimità, nessuno astenuto, un aumento per i parlamentari di euro 1.135,oo al mese. Ripeto, nessuno astenuto.
Riassumendo, al mese:
stipendio base: 9.980€
portaborse: 4.o30€
spese affitto: 2.900€
indennità di carica: da 335 a 6.445€
telefono cellulare: gratis
tessera cinema: gratis
tessera autobus: gratis
tessera teatro: gratis
tessera metropolitana: gratis
francobolli: gratis
voli nazionali: gratis
pedaggi sutostrade: gratis
piscine: gratis
palestre: gratis
treni: gratis
cliniche: gratis
assicurazione infortuni: gratis
assicurazione decesso: gratis
ristorante montecitorio: a prezzi stracciati
in più hanno diritto:
a 103.000€ per rimborso delle spese elettorali,
alla pensione dopo 35 MESI di "lavoro"
e, se sei stato presidente della Repubblica, della Camera o del Senato, anche se per un solo giorno, hai a disposizione gratis, a vita, un ufficio, una segretaria, un'auto blu, un autista ed una scorta.
La sola camera dei Deputati costa più di 2.000 euro al minuto.
Pubblico una lettera di Paolo Ferrero:
Che De Luca, nonostante i rinvii a giudizio, voglia candidarsi sono affari suoi. La cosa incredibile è che venga assunto come candidato del centrosinistra, nonostante le sue posizioni razziste sulle politiche sociali, le sue azioni da amministratore comunale e le sue dichiarazioni. E’ incredibile, incomprensibile come l’on. Di Pietro lo abbia adottato, componendo uno schieramento che fin da oggi non può davvero riconoscersi nel suo candidato. E’ per questo motivo che ho deciso di candidarmi per la Federazione della Sinistra, in alternativa a De Luca, volendo raccogliere e rappresentare le richieste di cambiamento di quanti non si riconoscono in questa politica e in queste logiche di partito.

You should love him

Mentre in Italia ci sono alcuni balordi, per non dire altro, che si permettono di affiggere manifesti col volto del presidente del consiglio con la scritta sotto: appuntamento a piazzale Loreto, all'estero Berlusconi viene lodato per il suo impegno internazionale,
E' il caso della Pajamastv, network americana, in una intervista Michael Ledeen, giornalista e scrittore della Foundation of Defense of Democracies (FDD) afferma che Silvio Berlusconi é il più coraggioso dei leader occidentali.
Gli viene riconosciuto di essere stato l'unico ad "avere coraggio di affermare verità scomode e politicamente scorrette sul mondo di oggi come sulla civiltà islamica, l'Iran e Israele. Per questo motivo va considerato uno dei più grandi fenomeni politici del nostro tempo". (Silvio Berlusconi, you should love him 9.2.2010)

Per il mondo (non italiano) infatti, l'intervento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella Knesset, il Parlamento israeliano, é stato un vero trionfo. Un discorso incisivo e ispirato. Silvio Berlusconi, ha scritto una pagina di storia molto importante. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ringraziato Israele di esistere, “Questo Parlamento rappresenta la più straordinaria vicenda del Novecento. Voi rappresentate ideali che sono universali, siete il più grande esempio, se non l'unico, di democrazia e di libertà nel Medio oriente, un esempio che ha radici profonde nella Bibbia e nell'ideale sionista. Grazie di esistere”. Ha poi fortemente criticato la politica terroristica del governo iraniano di Ahamadinejad, che ogni giorno continua a minacciare di distruggere Israele, negando apertamente la Shoah. Ed ha poi dichiarato che non è concepibile che la comunità internazionale assista impassibile all'armamento atomico dell'Iran e nello stesso tempo alle minacce nei confronti di uno stato riconosciuto internazionalmente. Su questo punto non si possono ammettere cedimenti.
“Non sono parole facili, nè di circostanza, ma vuole essere una correzione alla follia realizzata dal governo Prodi che, nel silenzio generale, inviò una lettera ufficiale con la quale riconosceva il diritto iraniano a essere potenza regionale. Una pura follia.

diversificazione giudiziaria

Ieri Di Pietro ha aperto a Roma la campagna elettorale a supporto della candidatura della Bonino a governatore del Lazio, e ne ha approfittato per ribadire il solito concetto delle candidature nel segno della trasparenza: via i corrotti dalle liste.
Dopo che Di Pietro ha detto queste parole, di certo adesso la Bonino vincerà. Ma certo la Bonino vincerà.
Anche Errani vincerà: e chi se ne frega che è indagato.
Anche De Luca vincerà: e chi se ne frega se è indagato.
Anche Loiero vincerà: e chi se ne frega che è indagato.
Anche Vendola vincerà: e chi se ne frega se i magistrati si astengono dal mandare avanti, le dichiarazioni delle escort di Tarantini. E se la miss ASL ancora si ostina a tacere.
Vinceranno tutti, finchè ci sarà qualcuno che fa in modo che le loro carte giudiziarie restano ferme nei cassetti. Vinceranno finché si applica la diversificazione dell'azione giudiziaria.

La esempliflicazione fatta persona è Bassolino, anche lui vincerebbe; dopo il suo rinvio a giudizio, sono anni che non si riesce a......... ed il reato sarà prescritto. E cosa dice Di Pietro su questo argomento? TACE
I compagni che sono sempre così interessati a sollecitare lo svolgimento rapido dei processi per i propri avversari, perchè non premono per veder celebrato anche quello di uno dei più indegni rappresentanti della sinistra italiana?

Un problema italiano

Nel 2008 i dirigenti del Comune di Napoli erano "solo" 210. Oggi quello dei dirigenti del Comune è un vero esercito: sono arrivati a quota 256 - quindi 46 in più in un anno - che macinano in stipendi 19 milioni 746mila 557,11 euro lordi.
Siccome vale sempre l'equazione: più burocrazia = più freno alle risorse, questo significa: più dirigenti = meno servizi?
E a Napoli si vede benissimo che le cose sono peggiorate.
Come mai una Cittá come Berlino, capitale tedesca, va avanti con 56 dirigenti comunali, mentre il comune napoletano, dove non funziona niente di niente, ne ha 256 ?
Come mai i 56 dirigenti tedeschi operano in prima persona mentre i 256 dirigenti campani hanno bisogno di migliaia di consulenze?
Non è un problema di destra o di sinistra, è un problema italiano.
A conferma di queste mie impressioni, è arrivata l'ultima sfornata dalla Regione Campania. A meno di un mese dalle elezioni, la rgione ha nominato ieri UNDICI presidenti dei parchi regionali. La delibera chiarisce che «I presidenti sono stati selezionati all’interno di un albo degli idonei titolari di adeguati curricula».

giovedì 18 febbraio 2010

Io sto con..........

L’uomo è molto efficiente, per nulla interessato ad arricchimenti personali, dedicato con passione al ruolo di Protettore Civile.
Gli hanno dato sul groppone un altro carico da paura: intervenire per mandare a buon fine i grandi eventi, e ce ne sono in continuazione, soprattutto internazionali.
Insomma, si tratta di milionate di euro da gestire.
Ebbene un personaggio così, intercettato da anni, che ha la disponibilità di spendere migliaia di milioni di euro, tra La Maddalena, L’Aquila il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, l’unico appiglio che dà ai magistrati è stato farsi massaggiare al Club Salaria.
Per cortesia ditemi che stiamo scherzando.
Tutto questo apparato di intercettazioni, di pedinamenti e di veline passate ai giornali, mi avrebbero fatto figurare che prima o poi apparissero anche valigette con decine, centinaia, milioni di euro passati sui conti in banca, fazende in Brasile, latifondi in Canada, appartamenti a Parigi, New York, S. Moritz, Maldive. Roba tosta. Nulla, tutto gira intorno ad un preservativo che non si riesce a trovare.

Poi, come è probabile, qualche funzionario ci ha "marciato", ma la magistratura con Bertolaso ha preso una cantonata, e la cosa buffa è che non solo Bertlaso, ma anche la magistratura non sa come uscirne.

Ops, e adesso?

Il presidente statunitense Barak Obama ha annunciato un prestito di 8,3 miliardi di dollari da investire nella costruzione dei primi due reattori nucleari degli ultimi trent'anni.
Obama ha spiegato che l'iniziativa creeerà migliaia di posti di lavoro per la costruzione dei due reattori che daranno lavoro permanente a 800 persone.
Secondo Obama è "solo l'inizio" degli sforzi per sviluppare tecnologie energetiche "sicure e pulite" e che "l'energia nucleare resta la nostra più grande fonte di carburante che non produce emissioni".
Ops...e adesso che faranno i compagni, dopo decenni di strenua lotta al nucleare, si convertiranno alla nuova linea obamiana, o declasseranno il loro idolo pacifista, buonista, ecologista ecc. perchè emulo del perfido Cav. che è in procinto di distruggere l'ambiente con le centrali nucleari? Riusciranno i loro neuroni ad assorbire un simile contraccolpo?
Dovranno ingoiare il fatto di riconoscere che, anche in questo caso, Berlusconi ha ragione, ed in più egli prevede e anticipa le mosse di leader mondiali come Obama, lui il "nano malefico", la causa di tutti i mali italiani.

Armi di distrazione di massa

Quando leggi Repubblica capisci perchè Berlusconi è al governo.
Quando leggo che all’Aquila dopo il terremoto «i campi sono diventati subito campi militari, dove era impedito ai cittadini discutere» è chiaro che si entra in una dimensione dove la fiction ha preso il sopravvento.
Ve lo immaginate Guido Bertolaso che trasforma i centri di soccorso in recinti simili a un campo di rieducazione vietnamita, con il filo spinato elettrificato, una torretta con i militari a fucile spianato e le baracche con la sveglia per tutti obbligatoria alle cinque del mattino?
Ecco, questo è il miglior modo per consegnare ancora una volta le chiavi del Paese a Berlusconi.

Il quadro è semplice: c'è un indagine e ci sono delle persone indagate.
L'opposizione e i loro media ci riempiono invece di contorni erotici e da fiction; la maggioranza ed i loro media ci riempiono di complottismo e di magistratura politicizzata. E noi poveri lettori cadiamo nella loro rete e perdiamo di vista il fatto che sicuramente occorrono norme più efficaci e maggiori controlli per combattere la corruzione, che non ha colore politico.

martedì 16 febbraio 2010

Scalfari Bertolaso

Eugenio Scalfari crede di essere Mosè e scende dal monte con le solite dieci domande che, questa volta, rivolge a Guido Bertolaso.
Solo che questa volta riceve anche repentine risposte. Quelle che si merita.
Ecco le domande e le risposte. Ho riportato tutto perchè dalle domande si capisce benissimo che il caso Bertolaso è un caso politico.

1. Non si è accorto che l'estensione della Protezione civile ai Grandi eventi del tutto disconnessi dalle catastrofi causate dalla natura o dagli uomini, era al di sopra delle possibilità di un regolare servizio?
"Mi sono accorto del contrario e resto convinto delle ragioni che hanno portato il Governo Berlusconi prima, il Governo Prodi poi, ed infine l'attuale Governo Berlusconi a confermare al Dipartimento la gestione dei Grandi Eventi. La ragione: quella della Protezione civile è l'unica normativa che considera, in linea con le normative comunitarie relativamente alla accelerazione delle procedure, la variabile "tempo" come reale e cogente".
"Quando ci sono scadenze, quando bisogna concludere qualcosa entro una data non procrastinabile, anche in relazione ad esigenze di sicurezza e di tutela degli interessi primari della collettività, l'unico strumento che funziona è la normativa citata.
Ripeto: normativa, non anarchia o autorizzazione ad esercitare la pirateria a nome dello Stato, normativa per di più comprensiva di controlli e autorità di vigilanza, mai abrogate".

2. Se se n'è accorto, ha comunicato questa sua preoccupazione al presidente del Consiglio? Ottenendo quale risposta?
"Ho comunicato alla Presidenza più volte - e non solo durante questo Governo - la mia preoccupazione relativa all'aumento delle richieste di dichiarazione di grande evento da affrontare con la figura del Commissario Straordinario. A mio avviso c'era e c'è da domandarsi come mai continuano ad aumentare le richieste di dichiarare situazioni di ogni tipo particolari e diverse dalle altre, che siano grandi eventi, emergenze, o altre fattispecie. A me pare che ciò costituisca un segnale, inquietante, dell'aumento della difficoltà delle Amministrazioni a gestire in ordinario il territorio affrontando situazioni complesse. Nessuno, né in Parlamento né fuori, ha finora dato cenno di condividere la necessità di una revisione e di un ammodernamento della normativa, per poter consentire alle Amministrazioni di affrontare efficacemente in via ordinaria le problematiche del governo del loro territorio".

3. Non si è reso conto che la creazione della Protezione civile Spa rendeva permanente quest'anomalia e confiscava ulteriormente i poteri legislativi del Parlamento?
"Come già Le ho scritto la settimana scorsa, il decreto legge non prevede affatto la trasformazione della Protezione Civile in società per azioni, la quale viceversa, con personale capace e preparato, continuerà nella sua missione. La Spa è uno strumento tecnico in più, che, con l'esperienza acquisita nelle emergenze, non ultima quella aquilana, rimette nella mani del "Pubblico" competenze da "general contractor" che la pubblica amministrazione ha perso negli ultimi decenni, rendendola nuovamente in grado di seguire giorno per giorno i lavori di cui lo Stato è committente e sottraendosi al ricatto del "mercato", all'ormai abituale ricorso ai vari modi di implementare i prezzi che azzerano nei fatti la sostanza stessa delle gare che si svolgono, oltre a provocare inevitabilmente il rinvio a tempi ignoti della consegna della commessa. Aggiungo, viste le circostanze, che tutto si gioca, come sempre, sulla scelta delle persone giuste nei posti giusti. Ho potuto farlo all'Aquila, mentre in precedenza ho lavorato con le massime autorità competenti per le opere pubbliche che ho trovato. Se queste persone già investite di ruoli importanti e delicati non erano all'altezza del loro compito, il chè deve ancora essere provato, posso solo dire, senza violare alcun segreto investigativo, che la prospettiva che si possa lavorare assumendo in pieno anche la responsabilità della scelta accurata dei collaboratori mi pare un passo avanti e una garanzia in più".

4. Ha comunicato al presidente del consiglio questa sua eventuale preoccupazione?
"Rendere lo Stato efficiente non è una anomalia, non ho mai sottratto poteri legislativi al Parlamento - affermazione in sé ridicola -, credo che lo Stato non sia solo gioco partitico, in parlamento e fuori, ma anche responsabilità di operare delle amministrazioni. Per questa ragione non avevo proprio nulla da comunicare al Presidente del Consiglio su questo punto. Avrei dovuto chiedergli che mi concedesse di rinunciare alle uniche norme che consentono di operare con efficacia, come ho dimostrato in questi anni. Per quale ragione? Per restare fermo a tempo indeterminato, in attesa che il Parlamento affrontasse il problema della capacità di decidere e fare delle Amministrazioni, sul quale ad oggi non ci sono neppure proposte?"

5. Si è reso conto che buona parte dei mutamenti apportati alla legge del 1992 potevano creare conflitti con l'ordinamento costituzionale?
"Non mi rendo mai conto di ciò che non c'è. Nessuna novità venuta dopo la legge del 1992 ha creato conflitti costituzionali. Nessuna norma è passata col parere contrario del Presidente della Repubblica, non ci sono state osservazioni neppure informali, non ci sono stati pronunciamenti della Corte Costituzionale né sono state sollevate fondate eccezioni di incostituzionalità. Da nessuno, tranne che da Lei oggi, neppure durante la discussione e l'approvazione della riforma del Titolo V della Costituzione, che ha dichiarato la Protezione Civile materia concorrente con le Regioni, con le quali per noi è normale coordinarsi, anche per i Grandi Eventi, come è avvenuto per il G8 con la Regione Sardegna e successivamente con la Regione Abruzzo".

6. Ha riflettuto sul fatto che le ordinanze relative a quegli eventi (tra le quali c'è anche l'attribuzione alla Protezione civile del finanziamento delle celebrazioni per l'Unità d'Italia) sono un modo per evitare la firma del capo dello Stato eludendo così il suo controllo di costituzionalità?
"Se i Presidenti della Repubblica non hanno mai opposto il rifiuto o obiezioni alle leggi che consentono l'adozione delle ordinanze relative ai Grandi Eventi, se gli stessi non hanno mai espresso preoccupazioni di sorta al riguardo, confesso che non ho avuto stimoli per fare questa riflessione. Ricordo invece che i Presidenti della Repubblica hanno conferito due medaglie d'oro al valore civile al Dipartimento, mi hanno riservato rapporti personali diretti assolutamente cordiali, non hanno mai lesinato, in moltissime occasioni, i loro complimenti e il loro compiacimento per il mio operato. In occasione del G8 all'Aquila il Presidente Napolitano ha voluto pubblicamente manifestare il suo grande apprezzamento, a me e a quanti hanno lavorato con me, per l'organizzazione e la gestione dell'evento".

7. Ha informato di queste sue eventuali osservazioni il presidente del Consiglio? Quale risposta ne ha ottenuta?
"Per la stessa ragione, e cioè la mia incapacità di vedere pericoli dove li vede solo Lei, non ho informato il Presidente del Consiglio, che invece ha potuto prendere atto in molte occasioni, senza bisogno di suggerimenti, delle tante cose concrete positive realizzate dal Dipartimento".

8. Si è reso conto che, restando sottosegretario di Stato, esisteva un'incompatibilità assoluta con la carica di direttore del Dipartimento della Protezione civile? Questa incompatibilità è durata più di un anno. Per quale ragione?
"Sarei incompatibile se fossi sottosegretario alla Protezione Civile. Mi sono battuto sempre perché la competenza della Protezione Civile fosse propria del Presidente del Consiglio dei Ministri, risolvendo in questo modo il problema di evitare, nei tempi dell'emergenza, di affidarsi a forme di "coordinamento senza potere", esercitate da un Ministro pari grado di altri Ministri che dovevano accettare di farsi coordinare. Ho detto anche di recente che un conto è invitare i colleghi, un altro convocare le Amministrazioni e i loro titolari a riunioni a Palazzo Chigi. Questo vale in generale, a prescindere da chi sia l'inquilino di Palazzo Chigi. Sono stato sottosegretario per l'emergenza rifiuti in Campania dove ho anche operato come responsabile della Protezione Civile con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Risultati che dipendono dall'uso di quei poteri e normative di Protezione Civile, le uniche adeguate ad affrontare situazioni complesse e problemi dove il "tempo che passa" è determinante, che ora sembra Le creino insormontabili problemi di tenuta della democrazia. Anche adesso, comunque, non sono affatto sottosegretario alla Protezione Civile".

9. Bertolaso è stato indagato per reati connessi alla gestione dei rifiuti di Napoli, insieme al suo vice dell'epoca (che è una donna a lui ben nota e a lui fedelissima). Il processo per il suo vice è in corso. Per quanto riguarda lui è stato invece stralciato e trasferito a Roma. Può dirci a che punto si trova questo processo?
"Per quanto riguarda il processo relativo a mie condotte inerenti la gestione dei rifiuti in Campania, al momento mi risulta che ci sia stata richiesta di archiviazione per i quattro reati più gravi di cui ero indagato, mentre è in corso l'accertamento da parte del Gip per un ultimo reato di natura contravvenzionale, per il quale la legge prevede soltanto un'ammenda".

10. Porgo queste domande a Bertolaso perché egli si è sempre proclamato un uomo al servizio dello Stato e non dei governi. Se fosse al servizio di questo governo e lo dichiarasse francamente, non porrei questi interrogativi. Ma se è al servizio dello Stato avrebbe dovuto porseli e quindi: perché queste domande non se le è poste da solo e non ne ha tratto le conclusioni?
"Ripeto di essere un servitore dello Stato. Ho detto, anche nella ultima lettera che le ho inviato, che non sono servitore di questo o quel governo. Il che non vuol dire che non sia al servizio del Governo. Sarebbe assai originale e contraddittorio.

Se la Sua vera domanda è: "si è reso conto che il suo operare ha creato situazioni che possono aver contribuito al consenso nel Paese dell'attuale Presidente del Consiglio?" rispondo di essermene accorto. Ho già detto che alcuni degli interventi che ho realizzato, a partire dalla fine della quindicennale emergenza rifiuti in Campania, sarei stato lieto di concluderli con il Presidente Prodi, che condivideva il mio Piano, mentre il Governo da lui presieduto non ne ha permessa la realizzazione. Non io, ma Napoli e l'Italia hanno perso più di un anno. Spiacente, ma non è un mio problema considerare che per "Stato" si deve intendere "l'Italia senza Berlusconi". Spiacente, è un problema del centro sinistra italiano, non dello Stato, non riuscire a fare a meno di questo Presidente perché unico collante buono a tenere insieme forze politiche che, quando non trovano accordo su questo comune bersaglio, danno regolarmente vita alla fiera del fuoco amico.
Da servitore dello Stato, aspetto che questa congiuntura non brillante finisca, perché non aiuta nessuno a migliorare la qualità del servizio ai cittadini. Ma ciascuno si prenda le sue, di responsabilità. Un'ultima risposta la devo non ad una domanda, ma ad una sua affermazione. Personalmente ho grande considerazione per il lavoro della magistratura, credo indispensabile che esista una "macchina della giustizia" efficiente e responsabile, credo nel diritto dovere dei magistrati di fare il loro lavoro, prezioso per una società che vuole essere civile. Mi piacerebbe molto, invece, che i processi mediatici come quello che adesso si sta celebrando contro di me, che sono soltanto l'imputato pubblico di turno, scomparissero.
Rispetto l'opinione pubblica, al punto da essermi fatto un punto d'onore nel meritare la fiducia dei cittadini, ma non credo le si renda servizio spargendo illazioni, informazioni non verificate, sospetti, teoremi di colpevolezza data per certa quando nessun giudice si è pronunciato. Questo sì, in violazione dei principi costituzionali.
La libera stampa, se sviscera gli elementi di prova addotti dai giudici per una loro decisione, può rendere un servizio ai cittadini e al Paese. Quando spande fango, meno"

L'ideale della sinistra

Bersani: “il PD è un partito popolare, senza snobismi, che va dove c’è la gente”.
Sentita la dichiarazione e vista l’estrazione politica e l’attuale crisi occupazionale ti aspetteresti di vederlo sul tetto di qualche capannone a dar man forte a quei lavoratori che stanno difendendo con le unghie e con i denti il loro posto di lavoro, in mezzo ai precari o agli insegnati che non hanno più una cattedra o fra la gente delle periferie urbane in cui non esiste neanche l’ombra dei servizi sociali.
Macchè lui, per la gente, intende il Festival di San Remo dove va come ospite.
Pensare che stare in mezzo alla gente sia essere ospite di un popolare festival musicale significa aver perso definitivamente gli ideali della sinistra.

Riconoscenze

Guglielmo Epifani è da un pò che non si fa vedere nè sentire.
C'è chi dice che esiste una lotta interna nella dirigenza della CGIL e, nei talk show televisivi viene sempre invitata la n.2, quella tosta, dai capelli biondi.
E il Riformista dà prorpio ad Epifani il premio come migliore sindacalista dell’anno, proprio a lui che in questo anno non si è mai voluto sedere ad un tavolo per difendere i diritti dei lavoratori. E' un pò come se alla D’Addario dessero il premio per la castità o a Morgan quello per la lotta alle droghe.