La lettera del Presidente Napolitano agli studenti, dopo le solite frasi istituzionali, auspica:
1) che si creino spazi per un confronto - in sede parlamentare - su come meglio definire e distribuire nel tempo i tagli ritenuti complessivamente indispensabili della spesa pubblica tra i ministeri e i vari programmi, valutando attentamente l'esigenza di salvaguardare livelli adeguati di spesa per la ricerca e la formazione;
2) che a sostegno di questo sforzo, si formulino proposte anche da parte di studenti e docenti, per razionalizzare la spesa ed elevarne la qualità, con particolare riferimento all'Università, dovendosi rimuovere distorsioni, insufficienze e sprechi che nessuno può negare. E ciò sposta il discorso sulla tematica degli ordinamenti e della gestione del sistema universitario: tematica sulla quale è atteso un confronto tra il governo e gli organismi rappresentativi delle Università.
3) che tutte le istituzioni e le forze sociali e culturali si predispongano senza indugio a tale confronto, in termini riflessivi e costruttivi: dando prova, anche voi, responsabilmente, di "determinazione e intelligenza", come avete scritto a conclusione della vostra lettera.
Un cordiale saluto
http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/10/23/942751-lettera_presidente_naplitano_agli_studenti.shtml
Quali riscontri ha avuto questa lettera? Riporto le reazioni della Gelmini, di Bersani e Finocchiaro(dai più definiti i migliori del Pd) e dei conitati studenteschi:
Durante il dibattito al Senato la Gelmini ha detto: «Convocherò da domani (venerdì, ndr) tutte le associazioni degli studenti per aprire uno spazio di confronto ad una sola condizione: che si discuta sui fatti». Poi il ministro va avanti: «Fuori dal Senato si è scatenata una campagna terroristica che ha diffuso false informazioni ».... «Non è vero che ci saranno tagli per 8 miliardi di euro, non è vero che ci saranno licenziamenti degli insegnanti, non è vero che chiuderemo le scuole di montagna o delle piccole isole». «Sono passati pochi mesi - continua - da quando, intervenendo davanti alla VII Commissione, mentre illustravo le linee di indirizzo del mio mandato, elencai problemi a cui dare risposta. Mi ero all'epoca illusa che una comune presa d'atto della situazione potesse creare un terreno di confronto e non di scontro. È rimasta una illusione». A tal proposito la Gelmini invita ad accogliere l'appello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per un «confronto».
http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_23/gelmini_senato_riforma_0e440426-a0f4-11dd-8514-00144f02aabc.shtml
Nello stesso articolo, in cui la Gelmini invita a discutere dei Fatti, si può leggere la risposta di Bersani: Al ministro dell'Istruzione è rivolto il duro attacco del ministro ombra dell'Economia del Pd, Pierluigi Bersani: Ho ascoltato la Gelmini mentre elencava i mali dell'università italiana: sono mali veri, ma lei lo diceva con odio e arroganza. Lei che è il ministro dell'Istruzione. Secondo Bersani, è come se uno avesse un figlio con dei problemi e provasse a guarirlo bastonandolo.
E' di oggi l'esternazione della Finocchiaro a studenti: "Se siete convinti continuate"
"Se siete convinti di quello che fate, fatelo perchè fate bene a farlo". Così il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro si è rivolta agli studenti dei licei romani che stanno manifestando davanti a Palazzo Madama contro la riforma Gelmini. "Vi dico - ha raccontato Finocchiaro - che l'atmosfera in Aula è difficilissima; ai nostri emendamenti la maggioranza ha risposto che sono bugie e che le proteste di piazza sono strumentalizzate".
Bravi Bersani e Finocchiaro, non solo hanno ascoltato l'invito del Presidente, ma sono proprio entrati nel merito dei Fatti.
I comitati studenteschi stanno invece tenendo assemblee per determinare come innalzare il livello della protesta, oltre l'occupazione degli atenei.
Le occupazioni di edifici pubblici, non è una novità, sono illegali ed il governo convoca il Viminale per definire una linea da seguire; Berlusconi dice che il diritto alla studio non può essere limitato e potrebbe essere utilizzata la polizia per tutelare questo diritto.
Tutto quanto sopra è accaduto ieri, ma repubblica titola: Le parole del premier hanno scatenato la reazione delle opposizioni mentre il presidente Napolitano ha invitato al dialogo.
Che dire? Ottima sintesi.
giovedì 23 ottobre 2008
Repubblica: più la conosci, più la eviti
Repubblica titola: Alitalia, la Ue dice no al prestito.
Poi leggi l'articolo e .........scopri che non è vero.
Ecco la parte dell'articolo che interessa:
Secondo fonti dell'esecutivo europeo vicine al dossier Alitalia, i servizi del commissario Ue ai trasporti, Antonio Tajani, non avrebbero riscontrato nel piano di privatizzazione elementi di per sè in contrasto con la normativa comunitaria. Ma, sulla scia di quanto deciso di recente per la privatizzazione della compagnia aerea Olympic, il via libera di Bruxelles sarebbe condizionato al rispetto degli impegni presi.
Per quanto riguarda il prestito ponte sembrerebbe scontata oramai la bocciatura. Per i servizi del commissario Tajani il versamento di quella cifra sarebbe un aiuto di Stato illegale, incompatibile con le regole europee sulla concorrenza, visto che nell'erogare i milioni non sarebbero state rispettate le condizioni di mercato. A questo punto, il rimborso sarebbe inevitabile. Resta da capire se a carico della società commissariata da Augusto Fantozzi o della Cai di Roberto Colaninno.
Quando uno titola: Ue dice no al prestito, il lettore immagina che ora cominciano i guai, che il piano Alitalia non può essere attuato, che tutti gli sforzi sono stati inutili e che ci sarà inevitabilmente il fallimento dell'Alitalia. Che Berlusconi ha operato in modo truffaldino ma è stato scoperto con le mani nella marmellata......
Nulla di tutto questo; l'articolo, a dispetto del titolo, dice che l'Europa conferma che il piano non è in contratso con le norme comunitarie e pretenderebbe che ci sia il rimborso del prestito. E questo era ovvio, difatti la manovra si è chiamata "prestito ponte" e non "regalo ponte". D'altronde se uno dà qualcosa in prestito, nella lingua italiana significa che quella cosa va restituita.
A beneficio dei lettori de Il Chiodo, va chiarito che il prestito all'Alitalia (non alla Cai) lo ha sborsato lo Stato (gli italiani) ed il rimborso lo dovrebbe cacciare la bad company (che sono sempre gli italiani). Allora di che sta parlando Repubblica? Del Nulla; l'importante è che il lettore di Repubblica (aduso a leggere solo i titoli) sia dis-informato e che gli venga fatto capire che la Ue ha detto no a qualche malefatta di Berlusconi.
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/alitalia-32/alitalia-crollo/alitalia-crollo.html?ref=search
Poi leggi l'articolo e .........scopri che non è vero.
Ecco la parte dell'articolo che interessa:
Secondo fonti dell'esecutivo europeo vicine al dossier Alitalia, i servizi del commissario Ue ai trasporti, Antonio Tajani, non avrebbero riscontrato nel piano di privatizzazione elementi di per sè in contrasto con la normativa comunitaria. Ma, sulla scia di quanto deciso di recente per la privatizzazione della compagnia aerea Olympic, il via libera di Bruxelles sarebbe condizionato al rispetto degli impegni presi.
Per quanto riguarda il prestito ponte sembrerebbe scontata oramai la bocciatura. Per i servizi del commissario Tajani il versamento di quella cifra sarebbe un aiuto di Stato illegale, incompatibile con le regole europee sulla concorrenza, visto che nell'erogare i milioni non sarebbero state rispettate le condizioni di mercato. A questo punto, il rimborso sarebbe inevitabile. Resta da capire se a carico della società commissariata da Augusto Fantozzi o della Cai di Roberto Colaninno.
Quando uno titola: Ue dice no al prestito, il lettore immagina che ora cominciano i guai, che il piano Alitalia non può essere attuato, che tutti gli sforzi sono stati inutili e che ci sarà inevitabilmente il fallimento dell'Alitalia. Che Berlusconi ha operato in modo truffaldino ma è stato scoperto con le mani nella marmellata......
Nulla di tutto questo; l'articolo, a dispetto del titolo, dice che l'Europa conferma che il piano non è in contratso con le norme comunitarie e pretenderebbe che ci sia il rimborso del prestito. E questo era ovvio, difatti la manovra si è chiamata "prestito ponte" e non "regalo ponte". D'altronde se uno dà qualcosa in prestito, nella lingua italiana significa che quella cosa va restituita.
A beneficio dei lettori de Il Chiodo, va chiarito che il prestito all'Alitalia (non alla Cai) lo ha sborsato lo Stato (gli italiani) ed il rimborso lo dovrebbe cacciare la bad company (che sono sempre gli italiani). Allora di che sta parlando Repubblica? Del Nulla; l'importante è che il lettore di Repubblica (aduso a leggere solo i titoli) sia dis-informato e che gli venga fatto capire che la Ue ha detto no a qualche malefatta di Berlusconi.
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/alitalia-32/alitalia-crollo/alitalia-crollo.html?ref=search
mercoledì 22 ottobre 2008
Da Mannino a Cosentino: La Storia si ripete
I giudici della seconda sezione della Corte d'Appello di Palermo hanno assolto l'ex ministro democristiano Calogero Mannino e condannato invece il Comune di Palermo (che si costituì parte civile: il sindaco era Leoluca Orlando) a pagare le spese di giudizio. Cioè pagano i cittadini
Mannino doveva rispondere di concorso in associazione mafiosa: era accusato di avere intrecciato rapporti con la mafia, traendo profitto dall'appoggio di alcuni boss.
L'inchiesta fu avviata oltre 14 anni fa, nel febbraio 1994. L'anno successivo Mannino venne arrestato e rimase in carcere per 23 mesi.
Da allora è stato un susseguirsi di processi e sentenze; ben quattro tra primo, secondo grado, Cassazione, e nuovo rinvio alla Corte d'appello; Oltre 300 udienze, 400 testimoni citati, decine di pentiti, da Tommaso Buscetta a Gioacchino Pennino.
Sono trascorsi 14 anni ma i metodi di lotta della sinistra non cambiano:
E' di oggi la notizia che Nicola Cosentino viene invitato a rassegnare le dimissioni da sottosegretario all’Economia, perché di fronte alle accuse di collusione con la camorra avanzate da alcuni pentiti la sua permanenza nell’esecutivo «lede il prestigio del governo e la dignità del Paese». Stessa tecnica che fu usata con Mannino che all'epoca era ministro.
La sollecitazione è stata espressa dal gruppo del PD al Senato che ha presentato al governo una mozione urgente, con il sostegno del capogruppo dell’Udc Gianpiero D’Alia, per invitare il deputato Pdl a lasciare gli uffici di via XX Settembre.
In settimana era stato Veltroni a chiedere le dimissioni del deputato di Casal di Principe. E ieri mattina Nicola Cosentino, tramite il suo avvocato Stefano Montone, ha formalizzato alla Dda di Napoli la richiesta di interrogatorio.
Passeranno altri 14 anni durante i quali i vari Travaglio (Il Monaco Lewinsky del Dio Pietro) continueranno ad utilizzare anche per Cosentino l'appellativo di indagato o inquisito, come hanno sinora fatto per Mannino.
Mannino doveva rispondere di concorso in associazione mafiosa: era accusato di avere intrecciato rapporti con la mafia, traendo profitto dall'appoggio di alcuni boss.
L'inchiesta fu avviata oltre 14 anni fa, nel febbraio 1994. L'anno successivo Mannino venne arrestato e rimase in carcere per 23 mesi.
Da allora è stato un susseguirsi di processi e sentenze; ben quattro tra primo, secondo grado, Cassazione, e nuovo rinvio alla Corte d'appello; Oltre 300 udienze, 400 testimoni citati, decine di pentiti, da Tommaso Buscetta a Gioacchino Pennino.
Sono trascorsi 14 anni ma i metodi di lotta della sinistra non cambiano:
E' di oggi la notizia che Nicola Cosentino viene invitato a rassegnare le dimissioni da sottosegretario all’Economia, perché di fronte alle accuse di collusione con la camorra avanzate da alcuni pentiti la sua permanenza nell’esecutivo «lede il prestigio del governo e la dignità del Paese». Stessa tecnica che fu usata con Mannino che all'epoca era ministro.
La sollecitazione è stata espressa dal gruppo del PD al Senato che ha presentato al governo una mozione urgente, con il sostegno del capogruppo dell’Udc Gianpiero D’Alia, per invitare il deputato Pdl a lasciare gli uffici di via XX Settembre.
In settimana era stato Veltroni a chiedere le dimissioni del deputato di Casal di Principe. E ieri mattina Nicola Cosentino, tramite il suo avvocato Stefano Montone, ha formalizzato alla Dda di Napoli la richiesta di interrogatorio.
Passeranno altri 14 anni durante i quali i vari Travaglio (Il Monaco Lewinsky del Dio Pietro) continueranno ad utilizzare anche per Cosentino l'appellativo di indagato o inquisito, come hanno sinora fatto per Mannino.
Fatti, non pugnette
I fatti non sono demagogia.
Ed ecco i numeri dell'Università italiana; li ha esposti il ministro Gelmini in una conferenza stampa ufficiale tenutasi a Palazzo Chigi:
Produciamo meno laureati del Cile.
Non c'e' un ateneo italiano tra i migliori 150 del mondo.
5 importanti universita' hanno buchi di bilancio enormi (Siena, Firenze, Pisa, Camerino, Urbino) "che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni.
Ci sono 37 corsi di laurea con un solo studente.
Ci sono 94 universita' e piu' di 320 sedi distaccate nei posti piu' disparati.
Ci sono 327 facolta' che non superano i 15 iscritti.
Ci sono 5.500 corsi di laurea (il doppio della media Ue).
Ci sono 170.000 materie insegnate (rispetto alle 90.000 della media europea) con conseguente moltiplicazione di cattedre e di posti per professori.
Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000: nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro.
In questa situazione, che è completamente sfuggita di mano, si deve mettere ordine. Occorre quindi "intervenire nel merito" dei problemi e "non sobillare gli studienti di un sistema universitario che non funziona.
Deve essere chiaro che da oggi si volta pagina: l'universita' deve cambiare registro, ma non e' certo alzando i toni e insultando il ministro e il governo che si risolvono i problemi.
Ed ecco i numeri dell'Università italiana; li ha esposti il ministro Gelmini in una conferenza stampa ufficiale tenutasi a Palazzo Chigi:
Produciamo meno laureati del Cile.
Non c'e' un ateneo italiano tra i migliori 150 del mondo.
5 importanti universita' hanno buchi di bilancio enormi (Siena, Firenze, Pisa, Camerino, Urbino) "che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni.
Ci sono 37 corsi di laurea con un solo studente.
Ci sono 94 universita' e piu' di 320 sedi distaccate nei posti piu' disparati.
Ci sono 327 facolta' che non superano i 15 iscritti.
Ci sono 5.500 corsi di laurea (il doppio della media Ue).
Ci sono 170.000 materie insegnate (rispetto alle 90.000 della media europea) con conseguente moltiplicazione di cattedre e di posti per professori.
Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000: nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro.
In questa situazione, che è completamente sfuggita di mano, si deve mettere ordine. Occorre quindi "intervenire nel merito" dei problemi e "non sobillare gli studienti di un sistema universitario che non funziona.
Deve essere chiaro che da oggi si volta pagina: l'universita' deve cambiare registro, ma non e' certo alzando i toni e insultando il ministro e il governo che si risolvono i problemi.
martedì 21 ottobre 2008
Via col Vento
Vi ricordate di Flavia Vento?Si avvicinò al mondo della politica dichiarando inizialmente la propria simpatia per la Margherita, ma alle elezioni regionali del 2005 è stata candidata nel Lazio con il nuovo PLI, ottenendo 27 preferenze. Proprio in quell'occasione la Vento pronunciò un discorso, il cui testo venne riportato da numerosi siti internet e la cui registrazione venne mostrata anche in trasmissioni come Striscia La Notizia e altri telegiornali. Il discorso era caratterizzato da un'esposizione frammentaria e sconclusionata, con la showgirl costretta a lamentarsi per le continue risate che disturbavano la sua esposizione e in seria difficoltà nell'esporre a dovere le sue idee. Ne risultò una lunga serie di banalità e, in alcuni casi, la showgirl pronunciò frasi dal significato completamente opposto a quello che, molto probabilmente, voleva intendere, come quando disse: Eppoi, uhm. Ecco, io metterei anche la mia faccia per degli ideali. Che sono, appunto, la guerra'.
Adesso balza alla cronaca non perchè ha partecipato all'isola dei famosi, e nemmeno perchè ha volontariamente abbandonato la gara dopo solo due settimane, ma perchè rilasciando un'intervista a Tu e parlando di Veridiana Mallmann e Belen Rodriguez (anch'esse concorrenti all’Isola dei famosi 2008, nda) ha detto:
"Avevano dei pregiudizi gratuiti. Dopo la prima nomination mi hanno offesa. Insomma vengono dal Sudamerica e ci rimanessero! Penso sia sbagliato fare lavorare tutte queste straniere, quando in Italia siamo pieni di giovani talenti."
Che vuoi, quando non c'è di mezzo la politica, si dice esattamente quello che si pensa.
Peccato che i politici non sempre possono dire quello che pensano altrimenti ne sentiremmo delle belle.
EnteroGelmina



Strafatti di fesserie somministrate dalle maestre pusher, si bevono ogni sorta di menzogna e sfilano come marionette innocenti strappazate dal burattinaio.
Manifestano, oh se manifestano! Allegre combriccole di scolaretti s'accozzano nelle vie delle grandi città, capitanati da stormi di sbrindellate maestre che trasudano acidità, nervose e incarognite come partorienti alle prime contrazioni.
Il neoaristocratico consiglia l'EnteroGeLmina; non c'è cura migliore.
EnterogeLmina è un antidismicrobico intestinale, ovvero contiene microorganismi antidiarroici ed è quindi un farmaco per il trattamento delle alterazioni della flora batterica intestinale.
La sua caratteristica è quella di essere "poliantibiotico resistente": significa che si può assumere anche durante la cura con antibiotici, allo scopo di prevenire gli squilibri della flora intestinale causati dagli antibiotici stessi.
Prendetene in dose massiccia. E' un medicinale di automedicazione che potete usare per curare disturbi lievi e transitori facilmente riconoscibili e risolvibili senza ricorrere all’aiuto del medico.
Può essere acquistato senza ricetta ma va usato correttamente per assicurarne l’efficacia e ridurne gli effetti indesiderati.
Per maggiori informazioni e consigli rivolgetevi al farmacista. Consultate il medico se il disturbo non si risolve dopo un breve periodo di trattamento.
Può essere acquistato senza ricetta ma va usato correttamente per assicurarne l’efficacia e ridurne gli effetti indesiderati.
Per maggiori informazioni e consigli rivolgetevi al farmacista. Consultate il medico se il disturbo non si risolve dopo un breve periodo di trattamento.
lunedì 20 ottobre 2008
Decreto Gelmini: Leggetelo
Dopo averlo letto, forse uno dei pochi ad averlo fatto, pubblico il decreto Gelmini in discussione al Senato con un solo commento, Brava Gelmini!, e con l'invito di eviderziarmi le argomentazioni che stanno portando le famiglie e gli insegnanti in piazza:
Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali, disciplinare le attività connesse alla valutazione complessiva del comportamento degli studenti nell’ambito della comunità scolastica, reintrodurre la valutazione con voto numerico del rendimento scolastico degli studenti, adeguare la normativa regolamentare all’introduzione dell’insegnante unico nella scuola primaria, prolungare i tempi di utilizzazione dei libri di testo adottati, ripristinare il valore abilitante dell’esame finale del corso di laurea in scienze della formazione primaria e semplificare e razionalizzare le procedure di accesso alle scuole di specializzazione medica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 agosto 2008;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e l’innovazione;
emana il seguente decreto-legge:
Articolo 1.(Cittadinanza e Costituzione)
1. A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell’articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell’infanzia.
1-bis. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Carta costituzionale, sono altresì attivate iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale.
2. All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Articolo 2.(Valutazione del comportamento degli studenti)
1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.
1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui del bilancio dello Stato per l’anno 2008, a seguito di quanto disposto dall’articolo 1, commi 28 e 29, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, non utilizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinate al finanziamento di interventi per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici ovvero di impianti e strutture sportive dei medesimi. Al riparto delle risorse, con l’individuazione degli interventi e degli enti destinatari, si provvede con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.
2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è effettuata mediante l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.
3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo.
Articolo 3.(Valutazione sul rendimento scolastico degli studenti)
1. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno.
1-bis. Nella scuola primaria, i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.
2. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite nonché la valutazione dell’esame finale del ciclo sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi.
3. Nella scuola secondaria di primo grado, sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.
3-bis. Il comma 4 dell’articolo 185 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, è sostituito dal seguente:«4. L’esito dell’esame conclusivo del primo ciclo è espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di maturazione raggiunti dall’alunno; conseguono il diploma gli studenti che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi».
4. Il comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è abrogato.5. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni, e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo.
Articolo 4.(Insegnante unico nella scuola primaria)
1. Nell’ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.
2. Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovuto all’insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.
2-bis. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ferme restando le attribuzioni del comitato di cui all’articolo 64, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede alla verifica degli specifici effetti finanziari determinati dall’applicazione del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal 1º settembre 2009. A seguito della predetta verifica, per le finalità di cui alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente articolo, si provvede, per l’anno 2009, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d’istituto delle istituzioni scolastiche, da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 9 dell’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti all’applicazione del comma 1, resi disponibili per le finalità di cui al comma 2 del presente articolo, e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
2-ter. La disciplina prevista dai presente articolo entra in vigore a partire dall’anno scolastico 2009/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico.
Articolo 5.(Adozione dei libri di testo)
1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avviene nella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio, e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni. Il dirigente scolastico vigila affinchè le delibere dei competenti organi scolastici concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.
Articolo 5-bis.(Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento)
1. Nei termini e con le modalità fissati nel provvedimento di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009/2010, ai sensi dell’articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, i docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), attivati nell’anno accademico 2007/2008, e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie, e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.
2. Analogamente sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione.
3. Possono inoltre chiedere l’iscrizione con riserva nelle suddette graduatorie coloro che si sono iscritti nell’anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica; la riserva è sciolta all’atto del conseguimento dell’abilitazione relativa al corso di laurea e ai corsi quadriennali sopra indicati e la collocazione in graduatoria è disposta sulla base dei punteggi attribuiti ai titoli posseduti.
Articolo 6.(Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria)
1. L’esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell’articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, e successive modificazioni, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento nella scuola primaria o nella scuola dell’infanzia, a seconda dell’indirizzo prescelto.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l’esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.
Articolo 7.(Modifica del comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia)
1. Il comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è sostituito dal seguente:«433. Al concorso per l’accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superano il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l’abilitazione per l’esercizio dell’attività professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attività didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato».
Articolo 7-bis.(Provvedimenti per la sicurezza delle scuole)
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, formulato ai sensi dell’articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, è destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso.
2. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate a sostegno delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie, comunque maturate alla data di entrata in vigore del presente decreto e rivenienti dai finanziamenti attivati ai sensi dell’articolo 11 del decreto-legge 1º luglio 1986, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, dall’articolo 1 della legge 23 dicembre 1991, n. 430 e dall’articolo 2, comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431, nonché quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal 1º gennaio 2006, sono revocate. A tal fine le stazioni appaltanti provvedono a rescindere, ai sensi dell’articolo 134 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla regione territorialmente competente.
3. La revoca di cui al comma 2 è disposta con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentite le regioni territorialmente competenti, e le relative somme sono riassegnate, con le stesse modalità, per l’attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche, finalizzate alla mitigazione del rischio sismico, da realizzare in attuazione del patto per la sicurezza delle scuole sottoscritto il 20 dicembre 2007 dal Ministro della pubblica istruzione e dai rappresentanti delle regioni e degli enti locali, ai sensi dell’articolo 1, comma 625, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L’eventuale riassegnazione delle risorse a regione diversa è disposta sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.
4. Nell’attuazione degli interventi disposti ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le prescrizioni di cui all’articolo 4, commi 5, 7 e 9, della legge 11 gennaio 1996, n. 23; i relativi finanziamenti possono, comunque, essere nuovamente revocati e riassegnati, con le medesime modalità, qualora i lavori programmati non siano avviati entro due anni dall’assegnazione ovvero gli enti beneficiari dichiarino l’impossibilità di eseguire le opere.
5. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nomina un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l’immediata messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica. Il soggetto attuatore e la localizzazione degli edifici interessati sono individuati d’intesa con la predetta Conferenza unificata.
6. Al fine di assicurare l’integrazione e l’ottimizzazione dei finanziamenti destinati alla sicurezza sismica delle scuole, il soggetto attuatore, di cui al comma 5, definisce il cronoprogramma dei lavori sulla base delle risorse disponibili, d’intesa con il Dipartimento della protezione civile, sentita la predetta Conferenza unificata.
7. All’attuazione dei commi da 2 a 6 si provvede con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze su proposta del Ministro competente, previa verifica dell’assenza di effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.
Articolo 8.(Norme finali)
1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
1-bis. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali, disciplinare le attività connesse alla valutazione complessiva del comportamento degli studenti nell’ambito della comunità scolastica, reintrodurre la valutazione con voto numerico del rendimento scolastico degli studenti, adeguare la normativa regolamentare all’introduzione dell’insegnante unico nella scuola primaria, prolungare i tempi di utilizzazione dei libri di testo adottati, ripristinare il valore abilitante dell’esame finale del corso di laurea in scienze della formazione primaria e semplificare e razionalizzare le procedure di accesso alle scuole di specializzazione medica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 agosto 2008;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e l’innovazione;
emana il seguente decreto-legge:
Articolo 1.(Cittadinanza e Costituzione)
1. A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell’articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell’infanzia.
1-bis. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Carta costituzionale, sono altresì attivate iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale.
2. All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Articolo 2.(Valutazione del comportamento degli studenti)
1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.
1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui del bilancio dello Stato per l’anno 2008, a seguito di quanto disposto dall’articolo 1, commi 28 e 29, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, non utilizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinate al finanziamento di interventi per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici ovvero di impianti e strutture sportive dei medesimi. Al riparto delle risorse, con l’individuazione degli interventi e degli enti destinatari, si provvede con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.
2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è effettuata mediante l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.
3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo.
Articolo 3.(Valutazione sul rendimento scolastico degli studenti)
1. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno.
1-bis. Nella scuola primaria, i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.
2. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite nonché la valutazione dell’esame finale del ciclo sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi.
3. Nella scuola secondaria di primo grado, sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.
3-bis. Il comma 4 dell’articolo 185 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, è sostituito dal seguente:«4. L’esito dell’esame conclusivo del primo ciclo è espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di maturazione raggiunti dall’alunno; conseguono il diploma gli studenti che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi».
4. Il comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è abrogato.5. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni, e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo.
Articolo 4.(Insegnante unico nella scuola primaria)
1. Nell’ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.
2. Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovuto all’insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.
2-bis. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ferme restando le attribuzioni del comitato di cui all’articolo 64, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede alla verifica degli specifici effetti finanziari determinati dall’applicazione del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal 1º settembre 2009. A seguito della predetta verifica, per le finalità di cui alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente articolo, si provvede, per l’anno 2009, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d’istituto delle istituzioni scolastiche, da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 9 dell’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti all’applicazione del comma 1, resi disponibili per le finalità di cui al comma 2 del presente articolo, e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
2-ter. La disciplina prevista dai presente articolo entra in vigore a partire dall’anno scolastico 2009/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico.
Articolo 5.(Adozione dei libri di testo)
1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avviene nella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio, e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni. Il dirigente scolastico vigila affinchè le delibere dei competenti organi scolastici concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.
Articolo 5-bis.(Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento)
1. Nei termini e con le modalità fissati nel provvedimento di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009/2010, ai sensi dell’articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, i docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), attivati nell’anno accademico 2007/2008, e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie, e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.
2. Analogamente sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione.
3. Possono inoltre chiedere l’iscrizione con riserva nelle suddette graduatorie coloro che si sono iscritti nell’anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica; la riserva è sciolta all’atto del conseguimento dell’abilitazione relativa al corso di laurea e ai corsi quadriennali sopra indicati e la collocazione in graduatoria è disposta sulla base dei punteggi attribuiti ai titoli posseduti.
Articolo 6.(Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria)
1. L’esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell’articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, e successive modificazioni, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento nella scuola primaria o nella scuola dell’infanzia, a seconda dell’indirizzo prescelto.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l’esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.
Articolo 7.(Modifica del comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia)
1. Il comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è sostituito dal seguente:«433. Al concorso per l’accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superano il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l’abilitazione per l’esercizio dell’attività professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attività didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato».
Articolo 7-bis.(Provvedimenti per la sicurezza delle scuole)
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, formulato ai sensi dell’articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, è destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso.
2. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate a sostegno delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie, comunque maturate alla data di entrata in vigore del presente decreto e rivenienti dai finanziamenti attivati ai sensi dell’articolo 11 del decreto-legge 1º luglio 1986, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, dall’articolo 1 della legge 23 dicembre 1991, n. 430 e dall’articolo 2, comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431, nonché quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal 1º gennaio 2006, sono revocate. A tal fine le stazioni appaltanti provvedono a rescindere, ai sensi dell’articolo 134 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla regione territorialmente competente.
3. La revoca di cui al comma 2 è disposta con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentite le regioni territorialmente competenti, e le relative somme sono riassegnate, con le stesse modalità, per l’attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche, finalizzate alla mitigazione del rischio sismico, da realizzare in attuazione del patto per la sicurezza delle scuole sottoscritto il 20 dicembre 2007 dal Ministro della pubblica istruzione e dai rappresentanti delle regioni e degli enti locali, ai sensi dell’articolo 1, comma 625, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L’eventuale riassegnazione delle risorse a regione diversa è disposta sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.
4. Nell’attuazione degli interventi disposti ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le prescrizioni di cui all’articolo 4, commi 5, 7 e 9, della legge 11 gennaio 1996, n. 23; i relativi finanziamenti possono, comunque, essere nuovamente revocati e riassegnati, con le medesime modalità, qualora i lavori programmati non siano avviati entro due anni dall’assegnazione ovvero gli enti beneficiari dichiarino l’impossibilità di eseguire le opere.
5. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nomina un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l’immediata messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica. Il soggetto attuatore e la localizzazione degli edifici interessati sono individuati d’intesa con la predetta Conferenza unificata.
6. Al fine di assicurare l’integrazione e l’ottimizzazione dei finanziamenti destinati alla sicurezza sismica delle scuole, il soggetto attuatore, di cui al comma 5, definisce il cronoprogramma dei lavori sulla base delle risorse disponibili, d’intesa con il Dipartimento della protezione civile, sentita la predetta Conferenza unificata.
7. All’attuazione dei commi da 2 a 6 si provvede con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze su proposta del Ministro competente, previa verifica dell’assenza di effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.
Articolo 8.(Norme finali)
1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
1-bis. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
domenica 19 ottobre 2008
de Magistris si sfoga
Riporto un trafiletto apparso sul Corriere della Sera:
«Una parte rilevante della magistratura calabrese non è affatto estranea al sistema criminale che gestisce affari di particolare rilevanza nella regione». La denuncia arriva da Luigi De Magistris, giudice del Riesame di Napoli, intervistato da Sky Tg24. «Sono dell'idea che se la magistratura avesse remato tutta da una stessa parte e se la legalità, alla quale ogni magistrato si dovrebbe attenere, rappresentasse un patrimonio vero di tutta la magistratura calabrese, non staremmo qui a discutere come mai in dieci anni non è cambiato proprio nulla» ha spiegato.
E ancora: «Senza una parte della magistratura collusa la criminalità organizzata sarebbe stata sconfitta - ha detto ancora l'ex pm - e il collante in questo sistema sono i poteri occulti che gestiscono le istituzioni.
Io stavo indagando su questo fronte e ritengo che uno dei motivi principali del fatto che io sia stato allontanato dalla Calabria risiede proprio in questi fatti».
Sul suo trasferimento deciso dal Csm, De Magistris ha ribadito: «Quello che mi è accaduto è molto grave, è un messaggio negativo nei confronti di un territorio che doveva ricevere altri messaggi. Il Consiglio superiore della magistratura avrebbe dovuto dare un segnale positivo alla Calabria e starmi vicino».
Per i prossimi tre anni De Magistris non potrà svolgere la funzione di pm.
http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_18/magistris_magistratura_calabrese_non_estranea_crimine_af04c03a-9d1b-11dd-951d-00144f02aabc.shtml
«Una parte rilevante della magistratura calabrese non è affatto estranea al sistema criminale che gestisce affari di particolare rilevanza nella regione». La denuncia arriva da Luigi De Magistris, giudice del Riesame di Napoli, intervistato da Sky Tg24. «Sono dell'idea che se la magistratura avesse remato tutta da una stessa parte e se la legalità, alla quale ogni magistrato si dovrebbe attenere, rappresentasse un patrimonio vero di tutta la magistratura calabrese, non staremmo qui a discutere come mai in dieci anni non è cambiato proprio nulla» ha spiegato.
E ancora: «Senza una parte della magistratura collusa la criminalità organizzata sarebbe stata sconfitta - ha detto ancora l'ex pm - e il collante in questo sistema sono i poteri occulti che gestiscono le istituzioni.
Io stavo indagando su questo fronte e ritengo che uno dei motivi principali del fatto che io sia stato allontanato dalla Calabria risiede proprio in questi fatti».
Sul suo trasferimento deciso dal Csm, De Magistris ha ribadito: «Quello che mi è accaduto è molto grave, è un messaggio negativo nei confronti di un territorio che doveva ricevere altri messaggi. Il Consiglio superiore della magistratura avrebbe dovuto dare un segnale positivo alla Calabria e starmi vicino».
Per i prossimi tre anni De Magistris non potrà svolgere la funzione di pm.
http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_18/magistris_magistratura_calabrese_non_estranea_crimine_af04c03a-9d1b-11dd-951d-00144f02aabc.shtml
Politica progressista
L’assessore al Comune di Napoli Cardillo risulta essere inquisito per concorso in abuso d’ufficio, e truffa ai danni dello stato; nello specifico: “Secondo il pubblico ministero le consulenze affidate sarebbero dovute essere pubblicizzate attraverso un bando per consentire la partecipazione di tutti gli interessati. Invece ( è la tesi dell’accusa) le consulenze sarebbero state distribuite senza adeguata pubblicità e, soprattutto, nonostante il Comune di Napoli disponesse delle professionalità adeguate per farvi fronte”.
A proposito di Cardillo, questo è il video della sua partecipazione a Report.
http://it.youtube.com/watch?v=Vc6BC_QPKCw
Mi lascia sgomento.
A proposito di Cardillo, questo è il video della sua partecipazione a Report.
http://it.youtube.com/watch?v=Vc6BC_QPKCw
Mi lascia sgomento.
sabato 18 ottobre 2008
Una sana istituzione
Corrado Gabriele è l'assessore alla Pubblica Istruzione della Regione Campania. Riporto fedelmente le sue parole: ’’Dire no è l’unica strada che ha il Paese per evitare una disastro sociale; tutti dovremmo ricordare, anche il Presidente della Repubblica, che è grazie a tanti no pronunciati negli anni Sessanta e Settanta che nel Paese sono cresciuti diritti e democrazia e che la Costituzione repubblicana è figlia dei no al nazifascismo pronunciati da intere generazioni e da tanti partigiani che hanno dato la vita nella resistenza’’. ’’So bene che i tempi e le condizioni sono oggi diverse da allora ma l’unica possibilita’ di fermare le scelte del ministro Gelmini e del Governo su scuola e università sta nel no delle Regioni, con il ricorso alla Corte costituzionale, e nei no degli studenti che vorranno pacificamente occupare le università e le scuole a partire dal 21 ottobre in concomitanza con l’avvio delle votazioni in Senato’’.
Se non sbaglio l’assessore Gabriele è la stessa persona che, in occasione delle manifestazioni a Pianura (Napoli) per la discarica, accusava di denunciare le Forze dell'Ordine di maltrattamenti e abusi. Domando, perché l’assessore Gabriele anziché di fare e organizzare rivolte, non va a verificare le condizioni delle strutture scolastiche, e di frenare l'abuso dei soldi dei PON e POR, dati alle Dirigenze Scolastiche? Che poi sarebbe il suo lavoro? O ha cambiato mestiere?
Se non sbaglio l’assessore Gabriele è la stessa persona che, in occasione delle manifestazioni a Pianura (Napoli) per la discarica, accusava di denunciare le Forze dell'Ordine di maltrattamenti e abusi. Domando, perché l’assessore Gabriele anziché di fare e organizzare rivolte, non va a verificare le condizioni delle strutture scolastiche, e di frenare l'abuso dei soldi dei PON e POR, dati alle Dirigenze Scolastiche? Che poi sarebbe il suo lavoro? O ha cambiato mestiere?
Gavino Angius, la forza delle idee
Gavino Angius, dopo la laurea si iscrisse al PCI.
Quando nel 1991 si tenne l'ultimo congresso del PCI, che sancì la trasformazione in PDS, Angius aderì al "Fronte del no", cioè l'area del partito che rifiutò di rinunciare all'ideologia comunista per adottare i valori socialisti. Successivamente però decise di rimanere nel PDS, di cui fu dirigente nazionale e presidente durante la segreteria di Massimo D'Alema.
Quando nel 2007 ci fu la convergenza dei DS e della Margherita nel Partito Democratico, Angius fu tra i promotori della terza mozione "Per un partito nuovo, democratico e socialista" che chiedeva l'adesione del futuro PD al Partito Socialista Europeo e un rafforzamento delle posizioni laiche all'interno del nuovo partito.
La sua mozione ottenne il 9%. E il 24 aprile 2007, con una lettera inviata alla dirigenza dei DS lasciò i Democratici di Sinistra. La critica principale che Angius rivolgeva a Fassino era di aver risposto positivamente solo a parole alle proposte della mozione n° 3, senza chiarire quale sarebbe stata la collocazione del PD nel Parlamento europeo, e l'orientamento su temi giudicati fondamentali come la laicità dello Stato.
Il 5 maggio 2007 è confluito nel movimento Sinistra Democratica di Mussi, ma il 4 settembre, Angius annunciò di voler lasciare il progetto di Sinistra Democratica in disaccordo con il progetto di Mussi di federarsi con i partiti della sinistra radicale (PRC, PDCI, Verdi) all'interno della cosiddetta "Cosa Rossa" (poi denominata La Sinistra-l'Arcobaleno).
Angius aderì il 2 ottobre 2007 alla Costituente Socialista promossa dallo SDI di Enrico Boselli, in posizione in qualche modo intermedia tra il Partito Democratico e la Cosa Rossa.
Alle elezioni politiche della primavera 2008 Angius non viene rieletto in Parlamento a causa del cattivo risultato elettorale ottenuto dalla lista del Partito Socialista. Esce quindi dall'attività parlamentare con una liquidazione di 196.602 euro e con un vitalizio mensile di 8641 euro.
E' di oggi la notizia che Gavino Angius si prepara a rientrare nel Partito Democratico. http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80062
Che state pensando? che lo faccia per avere una poltrona? Ma siete proprio dei malpensanti!
Lui sta rientrando unicamente per convincere il PD della bontà della mozione n.3.
Quando uno c'ha un'idea la porta avanti. E' l'idea che ti dà la forza di continuare.
Quando nel 1991 si tenne l'ultimo congresso del PCI, che sancì la trasformazione in PDS, Angius aderì al "Fronte del no", cioè l'area del partito che rifiutò di rinunciare all'ideologia comunista per adottare i valori socialisti. Successivamente però decise di rimanere nel PDS, di cui fu dirigente nazionale e presidente durante la segreteria di Massimo D'Alema.
Quando nel 2007 ci fu la convergenza dei DS e della Margherita nel Partito Democratico, Angius fu tra i promotori della terza mozione "Per un partito nuovo, democratico e socialista" che chiedeva l'adesione del futuro PD al Partito Socialista Europeo e un rafforzamento delle posizioni laiche all'interno del nuovo partito.
La sua mozione ottenne il 9%. E il 24 aprile 2007, con una lettera inviata alla dirigenza dei DS lasciò i Democratici di Sinistra. La critica principale che Angius rivolgeva a Fassino era di aver risposto positivamente solo a parole alle proposte della mozione n° 3, senza chiarire quale sarebbe stata la collocazione del PD nel Parlamento europeo, e l'orientamento su temi giudicati fondamentali come la laicità dello Stato.
Il 5 maggio 2007 è confluito nel movimento Sinistra Democratica di Mussi, ma il 4 settembre, Angius annunciò di voler lasciare il progetto di Sinistra Democratica in disaccordo con il progetto di Mussi di federarsi con i partiti della sinistra radicale (PRC, PDCI, Verdi) all'interno della cosiddetta "Cosa Rossa" (poi denominata La Sinistra-l'Arcobaleno).
Angius aderì il 2 ottobre 2007 alla Costituente Socialista promossa dallo SDI di Enrico Boselli, in posizione in qualche modo intermedia tra il Partito Democratico e la Cosa Rossa.
Alle elezioni politiche della primavera 2008 Angius non viene rieletto in Parlamento a causa del cattivo risultato elettorale ottenuto dalla lista del Partito Socialista. Esce quindi dall'attività parlamentare con una liquidazione di 196.602 euro e con un vitalizio mensile di 8641 euro.
E' di oggi la notizia che Gavino Angius si prepara a rientrare nel Partito Democratico. http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80062
Che state pensando? che lo faccia per avere una poltrona? Ma siete proprio dei malpensanti!
Lui sta rientrando unicamente per convincere il PD della bontà della mozione n.3.
Quando uno c'ha un'idea la porta avanti. E' l'idea che ti dà la forza di continuare.
Due idee sublimi
Il Financial Times diventa la seconda voce europea del PD (la prima è l'Economist) per bocca di Ilvo Diamanti e Tito Boeri (scrivono entrambi per Repubblica).
Per il Financial Times, l'aumento dei consensi del governo Berlusconi non è generato dalla consapevolezza degli italiani che finalmente vedono un governo che riesce a fare quello che promette, ma scrive (la traduzione è mia):
"il trattamento di adulazione del suo governo da parte dei media è al livello della Corea del Nord ed il suo governo esercita un'autorità che non si vedeva da decenni".
"Ilvo Diamanti dice: era vergognoso nell'80, impresentabile nel '90, .......ora è il salvatore e viene esibito come una icona, un'immagine sacra"......."il nuovo stato soccorre le banche e taglia i fondi alle scuole ed al welfare"..... "l'espressione dell'autorità dello stato è stata espressa nell'uso dei militari per risolvere la crisi di Napoli, per combattere insignificanti crimini e per l'immigrazione illegale"
L'articolo conclude: "la lunga luna di miele di Berlusconi potrebbe comunque avere vita breve, perchè c'è un processo a Milano in cui David Mills è accusato di essere stato corrotto da Berlusconi. Entrambi smentiscono le accuse." "Il premier ha utilizzato la sua forte maggioranza parlamentare per assicurarsi l'immunità, finchè è in carica."
http://www.ft.com/cms/s/0/080f4876-9cae-11dd-a42e-000077b07658.html?nclick_check=1
In pratica: tradotto dal dipietrese all'italiano: Dopo le esperienze dell'inutile (è il minimo appellativo adoperabile) governo passato, gli italiani hanno finalmente un governo che "governa", e lo apprezzano. Quali argomenti sono sul tappeto per contrastare questa luna di miele? Quali idee innovative porta l'opposizione per pungolare questo governo e gli italiani?
DUE IDEE sublimi, che vengono anche esportate in Europa:
1. C'è una deriva dittatoriale.
2. Confidiamo nel processo Mills
Capisco anche perchè tanta enfasi di Di Pietro per le firme al Lodo Alfano; perchè loro stessi la ritengono l'unica speranza.
Per il Financial Times, l'aumento dei consensi del governo Berlusconi non è generato dalla consapevolezza degli italiani che finalmente vedono un governo che riesce a fare quello che promette, ma scrive (la traduzione è mia):
"il trattamento di adulazione del suo governo da parte dei media è al livello della Corea del Nord ed il suo governo esercita un'autorità che non si vedeva da decenni".
"Ilvo Diamanti dice: era vergognoso nell'80, impresentabile nel '90, .......ora è il salvatore e viene esibito come una icona, un'immagine sacra"......."il nuovo stato soccorre le banche e taglia i fondi alle scuole ed al welfare"..... "l'espressione dell'autorità dello stato è stata espressa nell'uso dei militari per risolvere la crisi di Napoli, per combattere insignificanti crimini e per l'immigrazione illegale"
L'articolo conclude: "la lunga luna di miele di Berlusconi potrebbe comunque avere vita breve, perchè c'è un processo a Milano in cui David Mills è accusato di essere stato corrotto da Berlusconi. Entrambi smentiscono le accuse." "Il premier ha utilizzato la sua forte maggioranza parlamentare per assicurarsi l'immunità, finchè è in carica."
http://www.ft.com/cms/s/0/080f4876-9cae-11dd-a42e-000077b07658.html?nclick_check=1
In pratica: tradotto dal dipietrese all'italiano: Dopo le esperienze dell'inutile (è il minimo appellativo adoperabile) governo passato, gli italiani hanno finalmente un governo che "governa", e lo apprezzano. Quali argomenti sono sul tappeto per contrastare questa luna di miele? Quali idee innovative porta l'opposizione per pungolare questo governo e gli italiani?
DUE IDEE sublimi, che vengono anche esportate in Europa:
1. C'è una deriva dittatoriale.
2. Confidiamo nel processo Mills
Capisco anche perchè tanta enfasi di Di Pietro per le firme al Lodo Alfano; perchè loro stessi la ritengono l'unica speranza.
Il merito? Lasciamolo fuori.
"Il merito? Ah, ma in Italia non esiste!"
Lo sappiamo tutti, il nostro è il paese delle raccomandazioni, delle clientele, delle famiglie, delle caste, delle corporazioni, delle oligarchie, delle mafie. Un solo dato: l'Italia ha grandissime disuguaglianze tra ricchi e poveri e al tempo stesso è uno dei paesi con la minore mobilità sociale: i poveri da noi restano poveri per sempre e in maniera ineluttabile. Questo sistema sta provocando danni gravissimi al paese, che perde ogni giorno posizioni in uno scenario globalizzato sempre più competitivo.
La carenza di merito nella società italiana sta diventando un tema sempre più urgente, ripreso ogni giorno da stampa, studiosi e comuni cittadini. Mancano però le soluzioni a questo “mal di merito”, il pessimismo prevale sull’ottimismo e la disillusione aumenta.
Quale è il problema per cui questo dramma non si risolve?
Il problema è che questo andazzo, che si è perpetrato per tanti anni, ha creato delle rendite di posizione di partiti, sindacati, enti, organizzazioni e chi più ne ha più ne metta; in pratica un vero esercito di persone interessate a che nulla cambi e che permanga la mancanza di meritocrazia nell’economia italiana che è anche la principale causa dell’incapacità di produrre leader eccellenti sia nel settore pubblico, sia in quello privato. Questi due fattori generano il declino del Paese, i bassi salari e il conseguente calo del potere d’acquisto dei cittadini.
Ora, c’è un ministro che dice che la scuola italiana non funziona. Porta delle cifre: sul numero eccessivo d’insegnanti, sull’eccessiva percentuale assorbita dagli stipendi rispetto al bilancio complessivo, sui risultati modesti degli studenti, sulla discutibile organizzazione della scuola nel Mezzogiorno; evoca poi fenomeni sotto gli occhi di tutti: l’allentamento della disciplina, gli episodi di vero e proprio teppismo nelle aule scolastiche. E alla fine fa delle proposte. Discutibilissime naturalmente, ma la caratteristica singolare dell’Italia è che nessuno, e men che meno l’opposizione, men che meno il sindacato della scuola, sembra interessato a discutere di niente, ma si prepara ad uno sciopero generale.
La realtà che stiamo vivendo è sotto gli occhi di tutti, ma se la racconti in Italia sei contestato. Addirittura l'Economist, http://www.economist.com/world/europe/displaystory.cfm?story_id=12429554 è sostanzialmente in linea con le tesi della Gelmini circa la necessità di riforma della scuola. In particolare, vorrei sottolineare questo paragrafo:
"Secondo Roger Abravanel, autore di un recente libro sulla meritocrazia, il rapporto tra il numero d'insegnanti per ogni cento studenti è uno dei più alti nei paesi OECD. La scuola, in particolare al sud, è stata spesso utilizzata dai politici a fini clientelari e per creare nuovi posti di lavoro. Questo puo' spiegare il motivo per cui, sebbene studino più a lungo e in classi più piccole, gli studenti italiani delle superiori sfigurino nelle graduatorie internazionli. 'Il nord è in media con il resto dei paesi OECD, ma il sud è allo stesso livello di Uruguay e Tailandia"
Mi pare o è esattamente quello che ha detto la Gelmini tempo addietro?
L'hanno lapidata.
Questo problema, in passato l'ebbe anche l'Inghilterra e, anni fa, fu lanciata una delivery unit (“unità di consegna”) per migliorare la qualità e ridurre gli sprechi nel settore pubblico inglese; Quella iniziativa, "imposta" da Tony Blair ai sindacati, ha consegnato ai cittadini i risultati in termini di qualità, efficienza ed economia, e non solo promesse ai cittadini.
Adesso interviene anche il Presidente Napolitano: "Alle riforme non si può dure solo no".
Questi i fatti che producono il seguente risultato altalenante:
La piazza contesta la Gelmini con genitori, professori, bambini, universitari, e chi più ne ha più ne metta (per il momento non ho visto ancora bandiere di no dal Molin, no TAV, no al Ponte, no Discarica, no Mose, ma c'è tempo), mentre il gradimento degli Italiani per la Gelmini ed il governo aumenta.
Lo sappiamo tutti, il nostro è il paese delle raccomandazioni, delle clientele, delle famiglie, delle caste, delle corporazioni, delle oligarchie, delle mafie. Un solo dato: l'Italia ha grandissime disuguaglianze tra ricchi e poveri e al tempo stesso è uno dei paesi con la minore mobilità sociale: i poveri da noi restano poveri per sempre e in maniera ineluttabile. Questo sistema sta provocando danni gravissimi al paese, che perde ogni giorno posizioni in uno scenario globalizzato sempre più competitivo.
La carenza di merito nella società italiana sta diventando un tema sempre più urgente, ripreso ogni giorno da stampa, studiosi e comuni cittadini. Mancano però le soluzioni a questo “mal di merito”, il pessimismo prevale sull’ottimismo e la disillusione aumenta.
Quale è il problema per cui questo dramma non si risolve?
Il problema è che questo andazzo, che si è perpetrato per tanti anni, ha creato delle rendite di posizione di partiti, sindacati, enti, organizzazioni e chi più ne ha più ne metta; in pratica un vero esercito di persone interessate a che nulla cambi e che permanga la mancanza di meritocrazia nell’economia italiana che è anche la principale causa dell’incapacità di produrre leader eccellenti sia nel settore pubblico, sia in quello privato. Questi due fattori generano il declino del Paese, i bassi salari e il conseguente calo del potere d’acquisto dei cittadini.
Ora, c’è un ministro che dice che la scuola italiana non funziona. Porta delle cifre: sul numero eccessivo d’insegnanti, sull’eccessiva percentuale assorbita dagli stipendi rispetto al bilancio complessivo, sui risultati modesti degli studenti, sulla discutibile organizzazione della scuola nel Mezzogiorno; evoca poi fenomeni sotto gli occhi di tutti: l’allentamento della disciplina, gli episodi di vero e proprio teppismo nelle aule scolastiche. E alla fine fa delle proposte. Discutibilissime naturalmente, ma la caratteristica singolare dell’Italia è che nessuno, e men che meno l’opposizione, men che meno il sindacato della scuola, sembra interessato a discutere di niente, ma si prepara ad uno sciopero generale.
La realtà che stiamo vivendo è sotto gli occhi di tutti, ma se la racconti in Italia sei contestato. Addirittura l'Economist, http://www.economist.com/world/europe/displaystory.cfm?story_id=12429554 è sostanzialmente in linea con le tesi della Gelmini circa la necessità di riforma della scuola. In particolare, vorrei sottolineare questo paragrafo:
"Secondo Roger Abravanel, autore di un recente libro sulla meritocrazia, il rapporto tra il numero d'insegnanti per ogni cento studenti è uno dei più alti nei paesi OECD. La scuola, in particolare al sud, è stata spesso utilizzata dai politici a fini clientelari e per creare nuovi posti di lavoro. Questo puo' spiegare il motivo per cui, sebbene studino più a lungo e in classi più piccole, gli studenti italiani delle superiori sfigurino nelle graduatorie internazionli. 'Il nord è in media con il resto dei paesi OECD, ma il sud è allo stesso livello di Uruguay e Tailandia"
Mi pare o è esattamente quello che ha detto la Gelmini tempo addietro?
L'hanno lapidata.
Questo problema, in passato l'ebbe anche l'Inghilterra e, anni fa, fu lanciata una delivery unit (“unità di consegna”) per migliorare la qualità e ridurre gli sprechi nel settore pubblico inglese; Quella iniziativa, "imposta" da Tony Blair ai sindacati, ha consegnato ai cittadini i risultati in termini di qualità, efficienza ed economia, e non solo promesse ai cittadini.
Adesso interviene anche il Presidente Napolitano: "Alle riforme non si può dure solo no".
Questi i fatti che producono il seguente risultato altalenante:
La piazza contesta la Gelmini con genitori, professori, bambini, universitari, e chi più ne ha più ne metta (per il momento non ho visto ancora bandiere di no dal Molin, no TAV, no al Ponte, no Discarica, no Mose, ma c'è tempo), mentre il gradimento degli Italiani per la Gelmini ed il governo aumenta.
Domande in cerca di risposte
Con il regolamento 856/84 fu introdotto nel Diritto Comunitario Europeo un limite ad ogni Stato europeo nella produzione del latte. Questo limite fu chiamato "quota latte". Nella versione sviluppata dalla Comunità europea, la quota latte è "una sorta di autorizzazione amministrativa a commercializzare il latte senza pagare tributo"; un allevatore può infatti produrre e commercializzare latte anche oltre la propria quota, salvo avere la consapevolezza di incorrere, così facendo, nel pagamento di un tributo molto elevato, tanto da rendere fortemente anti-economica tale produzione e relativa commercializzazione.
Da allora l'Italia, ogni anno, paga un tributo salatissimo. Quest'anno è di 160 milioni di euro.
Io mi sono sempre chiesto: "Che fine fa tutto questo latte che l'Italia produce "in più" rispetto a quanto stabilito in Europa?". Ma non ho mai trovato una risposta seria.
Se fossero veri "eccessi" tutti quelli prodotti in Italia dal 1984 ad oggi dovremmo avere dei laghi di latte, ma non li abbiamo.
Se fossero veri "eccessi", a fronte degli appelli delle varie organizzazioni internazionali che denunciano la tragedia della fame e della povertà che affligge centinaia di milioni di persone, le eccedenze di produzione latte si utilizzerebbero per dare un piccolo aiuto regalandolo ai poveri d'Italia che sarebbero felici di avere almeno il latte.
Se fossero veri "eccessi", l'ultima cosa che ci si aspetta è che poi si acquisti latte di altra provenienza. Giusto? Invece no, sbagliato. Ecco la notizia: "Cina: sequestro 10 ql latte a Napoli". Incredibile, vero? Non solo importiamo latte, ma importiamo quello cinese contaminato.
Qualcuno mi aiuti a capire.
Da allora l'Italia, ogni anno, paga un tributo salatissimo. Quest'anno è di 160 milioni di euro.
Io mi sono sempre chiesto: "Che fine fa tutto questo latte che l'Italia produce "in più" rispetto a quanto stabilito in Europa?". Ma non ho mai trovato una risposta seria.
Se fossero veri "eccessi" tutti quelli prodotti in Italia dal 1984 ad oggi dovremmo avere dei laghi di latte, ma non li abbiamo.
Se fossero veri "eccessi", a fronte degli appelli delle varie organizzazioni internazionali che denunciano la tragedia della fame e della povertà che affligge centinaia di milioni di persone, le eccedenze di produzione latte si utilizzerebbero per dare un piccolo aiuto regalandolo ai poveri d'Italia che sarebbero felici di avere almeno il latte.
Se fossero veri "eccessi", l'ultima cosa che ci si aspetta è che poi si acquisti latte di altra provenienza. Giusto? Invece no, sbagliato. Ecco la notizia: "Cina: sequestro 10 ql latte a Napoli". Incredibile, vero? Non solo importiamo latte, ma importiamo quello cinese contaminato.
Qualcuno mi aiuti a capire.
giovedì 16 ottobre 2008
Ualtercomunicator
Le varie fazioni nazionali del Partito democratico, hanno smesso di pensare a quale progetto politico proporre agli elettori per concentrarsi invece sul come proporlo; della serie: non so cosa voglio, ma so come comunicarlo! Veltroni, che sta lavorando agli ultimi ritocchi della sua You Dem Tv che fu presentata in pompa magna il 4 agosto con inizio delle trasmissioni al 14 ottobre. (non l'ho ancora vista, ma è una mia deficienza).
Basta qui? No!
Anche Massimo D’Alema ha annunciato che, dal 4 novembre, potrà contare sulla sua Red Tv.
Non sono d'accordo neppure su questo, ed allora due televisioni, Red e You Dem, si contenderanno il pubblico democratico.
Anche Massimo D’Alema ha annunciato che, dal 4 novembre, potrà contare sulla sua Red Tv.
Non sono d'accordo neppure su questo, ed allora due televisioni, Red e You Dem, si contenderanno il pubblico democratico.
Se non vanno d'accordo sui programmi televisivi, quando potranno andare d'accordo sui programmi per il Paese?
Di Pietro: il cantastorie
Di Pietro: Un personaggio? Ma quando mai.
E' semplicemente un cantastorie, di quelli che una volta giravano per i paeselli e gli ingenui villici credevano alle sue parole come se fossero oro colato.
Ma qualcuno si sofferma a riflettere su quello che dice? Forse neppure lui ci riflette. Altrimenti non direbbe tante sciocchezze.
Vediamo un pò le due sue ultime affermazioni e cerchiamo di tradurle dal dipietrese:
"Il Lodo Alfano è irricevibile perchè dà l'immunità alle alte cariche dello Stato."
Tradotto significa: "Il Lodo Alfano ci inguaia perchè non ci fa più incastrare Berlusconi"
Lo sa la gente comune che in Europa tutti gli europarlamentari godono della immunità e ne ha goduto lo stesso Di Pietro? per essere credibile oggi, il trebbiatore avrebbe almeno dovuto a suo tempo organizzare i bazebo anche a Bruxelles, ma allora il privilegio riguardava lui ed il cantastorie se ne è stato zitto. (vedi Protocollo sui privilegi e sull'immunità). Il che significa che se il Presidente del Consiglio fosse stato un altro qualsiasi, il lodo Alfano sarebbe passato senza alcun commento.
Altra affermazione: "La candidatura di Pecorelli è irricevibile perchè è stato l'avvocato di Berlusconi". Tradotto significa: "La Corte Costituzionale è Cosa Nostra".
Lo ricorda la gente che Ciampi nominò alla Consulta (su indicazione del centrosinistra), Giovanni Maria Flick? Il quale, non solo fu Ministro della Giustizia in uno dei governi presieduti da Prodi, ma fu anche avvocato difensore di quest’ultimo? Ma il cantastorie Antonio Di Pietro se ne stette zitto e non sollevò nessuna obiezione sul nome di Giovanni Maria Flick.
La credibilità dell'uomo Di Pietro, nelle mie valutazioni, scende al di sotto di quella che nutro per Mastella.
E' semplicemente un cantastorie, di quelli che una volta giravano per i paeselli e gli ingenui villici credevano alle sue parole come se fossero oro colato.
Ma qualcuno si sofferma a riflettere su quello che dice? Forse neppure lui ci riflette. Altrimenti non direbbe tante sciocchezze.
Vediamo un pò le due sue ultime affermazioni e cerchiamo di tradurle dal dipietrese:
"Il Lodo Alfano è irricevibile perchè dà l'immunità alle alte cariche dello Stato."
Tradotto significa: "Il Lodo Alfano ci inguaia perchè non ci fa più incastrare Berlusconi"
Lo sa la gente comune che in Europa tutti gli europarlamentari godono della immunità e ne ha goduto lo stesso Di Pietro? per essere credibile oggi, il trebbiatore avrebbe almeno dovuto a suo tempo organizzare i bazebo anche a Bruxelles, ma allora il privilegio riguardava lui ed il cantastorie se ne è stato zitto. (vedi Protocollo sui privilegi e sull'immunità). Il che significa che se il Presidente del Consiglio fosse stato un altro qualsiasi, il lodo Alfano sarebbe passato senza alcun commento.
Altra affermazione: "La candidatura di Pecorelli è irricevibile perchè è stato l'avvocato di Berlusconi". Tradotto significa: "La Corte Costituzionale è Cosa Nostra".
Lo ricorda la gente che Ciampi nominò alla Consulta (su indicazione del centrosinistra), Giovanni Maria Flick? Il quale, non solo fu Ministro della Giustizia in uno dei governi presieduti da Prodi, ma fu anche avvocato difensore di quest’ultimo? Ma il cantastorie Antonio Di Pietro se ne stette zitto e non sollevò nessuna obiezione sul nome di Giovanni Maria Flick.
La credibilità dell'uomo Di Pietro, nelle mie valutazioni, scende al di sotto di quella che nutro per Mastella.
mercoledì 15 ottobre 2008
Questa volta ad inciampare nelle maglie della legge, è stato proprio lui, Marco Travaglio. Il giudice monocratico del Tribunale di Roma ha condannato il giornalista Marco Travaglio a 8 mesi di reclusione, 100 euro di multa per diffamazione ai danni di Cesare Previti in relazione a un articolo pubblicato dal settimanale "L’Espresso" il 3 ottobre del 2002 dal titolo: "Patto scellerato tra mafia e Forza Italia". Il giudice ha deciso anche un risarcimento di 20 mila euro per Previti. È stata condannata anche Daniela Hamaui, come direttore responsabile del settimanale, a 5 mesi e 75 euro di multa. Per entrambi gli imputati la pena è sospesa.Questa è la notizia e vorrò vedere quanto spazio avrà sui giornali.
Ora finalmente si può dire il "pregiudicato Travaglio" senza rischiare di essere querelati, perchè è la pura verità.
Razzismo: continuano le menzogne
Il sindaco di Varese, Attilio Fontana, ha diffuso in una nota ufficiale la sua contrarietà all'uso, da parte del segretario Pd Walter Veltroni, della vicenda dell'aggressione denunciata da una 15enne marocchina, come caso di razzismo."È grave che una lite tra ragazze, che gli investigatori stanno inquadrando come generata da motivi di cuore (un episodio quindi di bullismo), sia divenuto un caso di discriminazione e di razzismo. È vergognoso, anzi è proprio questo stesso atteggiamento, questo tipo di intervento strumentale, a fomentare le divisioni e l'odio, che a Varese non esistono", ha affermato il sindaco che ha chiesto a Veltroni di "scusarsi con la città".Certo che non lo farà mai! tanto il risultato desiderato è già stato conseguito: la falsa notizia era ieri sulle prime pagine dei giornali ed all'apertura dei telegiornali.Chi se ne frega se non è vero.
martedì 14 ottobre 2008
Non mi fido di Violante
Se anche voi non volete che sia nominato giudice della Corte Costituzionale, vi invito a sottoscriverla e a farla girare il più possibile. Per chi non fosse pratico, è molto semplice, basta andare nella relativa pagina,
http://www.petitiononline.com/violante/petition.html, cliccare sul tasto "Click Here to Sign Petition", inserire nome e e-mail (che rimarranno anonimi se lasciate l'opzione Private), confermate ed è fatta.
Inutile dire che più siamo e meglio è.
http://www.petitiononline.com/violante/petition.html, cliccare sul tasto "Click Here to Sign Petition", inserire nome e e-mail (che rimarranno anonimi se lasciate l'opzione Private), confermate ed è fatta.
Inutile dire che più siamo e meglio è.
Se volete saperne di più sulla carriera di questo figuro, leggete questo articolo della web-amica Barbara Di Salvo; non ci troverete le prove, ma tutte le ombre che volete.
domenica 12 ottobre 2008
Infortuni sul lavoro: diciamola tutta
Il capo dello Stato in un messaggio inviato in occasione della 58/a Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro: "e' allarme, doveroso cambiare le norme".
E tutti, come caproni a ripetere: "Siamo gli ultimi in Europa, e' giusto cambiare le norme".
Adesso io non voglio dire che è giusto morire per il lavoro, ma che almeno ci sia un minimo di analisi ed una correttezza d'informazione.
Ho preso i dati ufficiali, disponibili dalla fonte Inail ed ho scoperto che dal 2001 al 2007 gli infortuni in Italia si sono ridotti del 12%. Magra soddisfazione; ma quello che nessuno evidenzia è che questo numero somma gli infortuni SUL LAVORO con gli infortuni IN ITINERE (cioè durante il tragitto casa-lavoro e lavoro-casa). Cosa succede se si scorporano i due numeri? L'Inail lo fa e dice che scorporando i due numeri succede che gli infortuni sul lavoro sono diminuiti del 18% mentre quelli in itinere sono aumentati del 38%. Non cambia nulla, in totale (la media ponderale) porta sempre ad una riduzione del 12%, ma almeno si è data una informazione più corretta e anche gli interventi posso essere mirati. O questo non si può dire perche la colpa del datore di lavoro (in quanto tale) verrebbe sminuita?
Sempre dai dati ufficiali dell'Inail, riulta che siamo il Paese con il maggior numero di incidenti mortali e, anche se i dati mostrano una diminuizione del 42% nel periodo 1998 - 2005, questo è vero: in Italia il numero di incidenti mortali è il maggiore in tutta Europa. Ma, se si dimensiona il numero di infortuni mortali di una nazione con il numero di abitanti della nazione stessa, cioè si calcola quanti infortuni ci sarebbero stati in ogni Paese europeo se quel Paese avesse avuto la popolazione dell'Italia, si ottiene che non siamo più ultimi, ma siamo superati dalla Spagna, dal Portogallo, dall'Austria e dal Lussemburgo.
In pratica non possiamo paragonarci con il Lichtenstein e sentenziare che gli infortuni in Italia sono di più.
Nella sostanza non cambia nulla, ma almeno si è detta la verità anche per non copiare le azioni correttive effettuate in questi Paesi pensando di migliorare la situazione italiana solo perchè qualcuno erroneamente ci mostra che quel Paese (tipo la Spagna) è più virtuoso.
O non si può dire neppure questo? Se no il problema non è allarmante.
E tutti, come caproni a ripetere: "Siamo gli ultimi in Europa, e' giusto cambiare le norme".
Adesso io non voglio dire che è giusto morire per il lavoro, ma che almeno ci sia un minimo di analisi ed una correttezza d'informazione.
Ho preso i dati ufficiali, disponibili dalla fonte Inail ed ho scoperto che dal 2001 al 2007 gli infortuni in Italia si sono ridotti del 12%. Magra soddisfazione; ma quello che nessuno evidenzia è che questo numero somma gli infortuni SUL LAVORO con gli infortuni IN ITINERE (cioè durante il tragitto casa-lavoro e lavoro-casa). Cosa succede se si scorporano i due numeri? L'Inail lo fa e dice che scorporando i due numeri succede che gli infortuni sul lavoro sono diminuiti del 18% mentre quelli in itinere sono aumentati del 38%. Non cambia nulla, in totale (la media ponderale) porta sempre ad una riduzione del 12%, ma almeno si è data una informazione più corretta e anche gli interventi posso essere mirati. O questo non si può dire perche la colpa del datore di lavoro (in quanto tale) verrebbe sminuita?
Sempre dai dati ufficiali dell'Inail, riulta che siamo il Paese con il maggior numero di incidenti mortali e, anche se i dati mostrano una diminuizione del 42% nel periodo 1998 - 2005, questo è vero: in Italia il numero di incidenti mortali è il maggiore in tutta Europa. Ma, se si dimensiona il numero di infortuni mortali di una nazione con il numero di abitanti della nazione stessa, cioè si calcola quanti infortuni ci sarebbero stati in ogni Paese europeo se quel Paese avesse avuto la popolazione dell'Italia, si ottiene che non siamo più ultimi, ma siamo superati dalla Spagna, dal Portogallo, dall'Austria e dal Lussemburgo.
In pratica non possiamo paragonarci con il Lichtenstein e sentenziare che gli infortuni in Italia sono di più.
Nella sostanza non cambia nulla, ma almeno si è detta la verità anche per non copiare le azioni correttive effettuate in questi Paesi pensando di migliorare la situazione italiana solo perchè qualcuno erroneamente ci mostra che quel Paese (tipo la Spagna) è più virtuoso.
O non si può dire neppure questo? Se no il problema non è allarmante.
Una sinistra disastrata
In pratica la sinistra....... non c'è più. Lo dicono i loro stessi scritti.Valentino Parlato scrive:
Quella del 7 ottobre, a Tripoli, è stata una grande giornata, per me di forte emozione. «La grande Jamahiriya Araba Libica Popolare Socialista» ha celebrato la festa del «Giorno della lealtà», in ricordo del Grande El-Fatah, cioè della ricorrenza della Rivoluzione del 1° settembre del 1969 guidata dall'allora giovanissimo Muammar El Gheddafi.
.....Nella lista degli invitati deputati a ricevere l'onorificenza del «Grande El-Fatah» era, al primo posto, il premier Silvio Berlusconi, che ha avuto l'abilità di concludere il recente accordo tra Libia e Italia, insieme a Gianni Letta, al ministro degli esteri Franco Frattini e Massimo D'Alema.
....Penso che la famosa autostrada (che è negli accordi tra Berlusconi e Gheddafi, nda), se affidata a imprese italiane, possa essere un'ottima occasione di dar lavoro alle migliaia di emigranti che dal centro dell'Africa affluiscono in Libia con la speranza di un lavoro o di un porto per emigrare in Europa. Sarebbe un modo di trattenere gli emigranti con un lavoro invece che con la forza.
Tutto quanto sopra lo ha scritto Valentino Parlato su Il Manifesto del 10 ottobre, eccolo: http://www.ilmanifesto.it/ricerca/ric_view.php3?page=/Quotidiano-archivio/10-Ottobre-2008/art40.html&word=Valentino;Parlato .
Come se non bastasse, il giorno 11 ottobre (dopo la manifestazione in piazza della sinistra), in prima pagina del Manifesto, Rossana Rossando inizia così il suo articolo: Non credo che una sinistra possa dirsi esistente se di fronte alla più grossa crisi del capitalismo dal 1929 non sa che cosa proporre. Questi erano i lumi che la cittadina sprovveduta chiedeva di avere dai leader delle sinistre e dell'opposizione e dagli amici economisti, ma non ne ha avuti. http://www.ilmanifesto.it/argomenti-settimana/articolo_639908578b5df09843048f20f0629949.html
amen.
PS. Questo spiega perchè Di Pietro cavalca l'antiberlusconismo. E' un'esca per molti voti.
Di Pietro torna in piazza
Di Pietro torna in piazza al grido di "Firma e Fermali" e, a quanto pare, erode altri elettori al Pd.Ecco le foto pubblicate da Repubblica.
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/dipietro-navona/1.html
Sul mega cartellone sul palco c'è scritto:
I consiglieri regionali del Lazio
BUCCI e COLAGROSSI
IN PIAZZA PER LA LEGALITA'
LA COSTITUZIONE E' SACRA
Art.1 IL POPOLO E.....RA SOVRANO
Gli striscioni che si vedono tra la gente (comune) riportano:
"Sei la vergogna dell'Italia, Fatti processare"
"La Costituzione non si tocca: -viagra, +cultura"
"La giustizia non è un optional"
Di Pietro poi tiene un comizio (sic) incentrato sulla dittatura di Berlusconi
Qualche commento:
1. Innanzi tutto vorrei chiedere ai sigg. Bucci e Colagrossi perchè ci tengono tanto a scrivere di essere "Consiglieri Regionali del Lazio" quando poi Repubblica riporta che dal registro delle presenze dell'anno 2007 Claudio Bucci risulta assente 30 volte su un totale di 33 sedute, mentre Giovanni Loreto Colagrossi risulta assente appena 28 volte. Forse entrambi hanno confuso il gazebo di Piazza Navona con l'aula del palazzo della Regione (che li paga). http://www.paolomasini.net/r_srepubblica.htm
2. Lo striscione "fatti processare" è veramente ridicolo, privo di aderenza con la realtà e privo di fantasia. Come si fa a scrivere "Fatti processare" ad uno che non è stato mai neppure indiziato fino al 1994 e poi "processato" VENTISEI VOLTE" da quando disse scendo in campo?
3. "La Costituzione è sacra", "La Costituzione non si tocca". Queste espressioni potrebbero essere condivise se non fosse per il fatto che la Costituzione prevedeva l'Immunità per i Parlamentari e non cerco per tutelare Berlusconi, ma semplicemente per livellare il potere politico con quello giudiziario. Com'è che è stata cambiata ed il magistrato Di Pietro non ha gridato alla sacralità della Costituzione?
Questa visione della Costituzione da parte di Di Pietro mi sa tanto del gioco napoletano delle tre carte. Ma anche lì, l'importante è che ci sia l'allocco che ci casca.
4. Come si fa a parlare di "dittatura"; qui oltre ad essere ridicoli, si è in mala fede. Faccio solo l'esemipio che il processo Mills (in cui è coinvolto Berlusconi) è ancora in piedi solo perchè i magistrati di Milano hanno messo in atto un artificio illegale e cioè hanno spostato di due mesi la consumazione dell'illecita dazione di soldi in quanto per LORO il reato è stato consumato non quando Mills avrebbe avuto i soldi ma quandi li HA SPESI.
Il CSM Tace. E tace anche Di Pietro.
Questo è quanto prevede il "diritto ambrosiano", tanto caro a Di Pietro. Sì, perchè in Italia c'è il Diritto che si applica a tutti i cittadini ed il diritto che viene legiferato dai magistrati milanesi (diritto ambrosiano, appunto) che si applica solo quando l'imputato è Berlusconi. Questa è una dittatura.
La manifestazione di Piazza Navona è stata giudicata dall’ex pm «un grande successo, rafforzato dalla presenza di Dario Fo e Franca Rame. Hanno firmato anche loro». Il premio Nobel è stato perfino più antiberlusconiano del padrone di casa: «Il Lodo Alfano è fuori dalla Costituzione. In una nazione civile non sarebbe stato accettato e nessun presidente della Repubblica lo avrebbe firmato», ha detto. Meno male che solo ieri ho pubblicato un post che non fa onore alla credibilità del giullare, eccolo: http://ilchiodo.blogspot.com/2008/10/mistero-buffo-viene-sbugiardato.html , ma anche qui, l'importante è sputtanare, c'è sempre l'allocco che ci crede.
Il Comune di Napoli che paga i delinquenti
Nel dicembre 2002 da tre fatiscenti edifici di via Longo a Carbonara furono sgombrate le famiglie residenti e vennero alloggiate in cinque alberghi nelle vicinanze.
Facciamo due conti: il Comune paga 55 euro al giorno per la pensione completa di ogni ospite per i 206 ospiti per un totale di 11.300 euro al giorno; che equivale a 4,1 milioni di euro l'anno; e che ammonta a 24,8 milioni di euro per i sei anni finora trascorsi.
Questa spesa (che non è finita), sarebbe bastata ed avanzata per costruire un paio di palazzine in grado di accogliere tutti gli evacuati.
Ma il problema non è questo. A Napoli se si volessero descrivere tutte le situazioni simili a queste ci vorrebbe una enciclopedia. Il problema è che alcuni giorni fa i vigili urbani hanno fatto irruzione in uno di questi alberghi (al «Maxjo») e ci hanno trovato di tutto. Persone che vivevano a sbafo a spese della collettività senza mai essere stato sfollate. Un paio di pregiudicati. Armi e munizioni.
Non ho commenti.
Facciamo due conti: il Comune paga 55 euro al giorno per la pensione completa di ogni ospite per i 206 ospiti per un totale di 11.300 euro al giorno; che equivale a 4,1 milioni di euro l'anno; e che ammonta a 24,8 milioni di euro per i sei anni finora trascorsi.
Questa spesa (che non è finita), sarebbe bastata ed avanzata per costruire un paio di palazzine in grado di accogliere tutti gli evacuati.
Ma il problema non è questo. A Napoli se si volessero descrivere tutte le situazioni simili a queste ci vorrebbe una enciclopedia. Il problema è che alcuni giorni fa i vigili urbani hanno fatto irruzione in uno di questi alberghi (al «Maxjo») e ci hanno trovato di tutto. Persone che vivevano a sbafo a spese della collettività senza mai essere stato sfollate. Un paio di pregiudicati. Armi e munizioni.
Non ho commenti.
sabato 11 ottobre 2008
"Mistero buffo" viene sbugiardato
Dario Fo, Giulietto Chiesa, Maurizio Blondet e Franco Cardini: la loro personale verità sull’11 settembre era diventata la bandiera dei complottisti antiamericani. La realtà invece è molto diversa…La pletora di foto e video ora disponibile nei dossier e nelle inchieste dimostra come questi signori abbiano raccontato ai loro ingenui seguaci sempre e soltanto delle incredibili fandonie.
La pletora di foto e video ora disponibile sia nei dossier che nelle inchieste (che non sono «una sola, ufficiale» come blaterato dai complottisti, bensì otto fra governative, federali, giudiziarie, e militari, e una quantità impressionante di tecnico-scientifiche e giornalistiche) illustra semplicemente due cose: la prima è che questi signori hanno sempre raccontato soltanto fandonie ai loro ingenui seguaci, e la seconda è che per avallare le loro tesi false non hanno mai esitato a manipolare la verità mostrando foto e documenti incompleti, incongrui (inquadrature tagliate, o coperte dal fumo e dal getto degli idranti), e nascondendo attentamente quelli chiari e probanti.
Quando leggo queste cose, mi ricordo sempre di quegli amici (sempre meno) che mi chiedono: "Come fai ad aver fiducia di Berlusconi?". Poveretti, hanno sempre creduto nel mistero buffo.
La manina fatata
Nel decreto legge di modifica della legge Marzano per Alitalia c'è un emendamento il quale prevede, nel caso di amministrazione straordinaria, che i reati come ad esempio la bancarotta fraudolenta, la bancarotta semplice o il ricorso abusivo al credito, siano applicabili solo se la compagnia fallisce o nell’ipotesi di accertata falsità dei documenti. Questa norma fu messa per tutelare il commissario Fantozzi, ma di fatto la norma avrebbe un impatto anche sui casi Cirio e Parmalat, nei quali sono coinvolti anche Callisto Tanzi, Sergio Cragnotti e Cesare Geronzi.
E' una vergona che a pagare siano sempre i "soliti poveri Cristi".
Ora il ministro Giulio Tremonti è stato categorico: «E' un emendamento incompatibile con la linea del governo, qualora dovesse rimanere me ne andrei». E poi aggiunge: «O sparisce o mi dimetto». Poi fonti di governo hanno rassicurato che «L'emendamento sarà eliminato alla Camera».
Questa stupudagginr ha dato spago alle opposizioni:
La capogruppo del Pd al senato Anna Finocchiaro accusa: "Signor ministro, sono molto contenta della sua presa di posizione ma noi ce n’eravamo accorti e non siamo stati ascoltati."
Più duro Francesco Storace, segretario de La Destra: «L’annuncio di Tremonti è positivo, ma occorre sapere di chi è stata la manina».
E' ovvio che Di Pietro ci marcia e, oltre ad accollarsi il merito di avere scoperto il tranello (il che non è vero nda), grida: "Tremonti è stato trovato con le mani ella mermellata".
E' ovvio che l'emendamento sarà cancellato ma...... chi è stato a scriverlo? E' un emerito deficiente e Tremonti sarebbe stato più apprezzato (da me) se avesse detto "O lo cacciamo a calci o mi dimetto".
E' una vergona che a pagare siano sempre i "soliti poveri Cristi".
Ora il ministro Giulio Tremonti è stato categorico: «E' un emendamento incompatibile con la linea del governo, qualora dovesse rimanere me ne andrei». E poi aggiunge: «O sparisce o mi dimetto». Poi fonti di governo hanno rassicurato che «L'emendamento sarà eliminato alla Camera».
Questa stupudagginr ha dato spago alle opposizioni:
La capogruppo del Pd al senato Anna Finocchiaro accusa: "Signor ministro, sono molto contenta della sua presa di posizione ma noi ce n’eravamo accorti e non siamo stati ascoltati."
Più duro Francesco Storace, segretario de La Destra: «L’annuncio di Tremonti è positivo, ma occorre sapere di chi è stata la manina».
E' ovvio che Di Pietro ci marcia e, oltre ad accollarsi il merito di avere scoperto il tranello (il che non è vero nda), grida: "Tremonti è stato trovato con le mani ella mermellata".
E' ovvio che l'emendamento sarà cancellato ma...... chi è stato a scriverlo? E' un emerito deficiente e Tremonti sarebbe stato più apprezzato (da me) se avesse detto "O lo cacciamo a calci o mi dimetto".
La "signora" della televisione
Cominciamo la giornata con una notizietta di ordinaria "truffaldinite" italica. Riguarda i quiz televisivi. La notizia viene riportata da Il Messaggero di Roma e riguarda un notaio condannato per irregolarità nello svolgimento di uno dei soliti quiz in diretta, quello fatto a Domenica-In su RAI 1, edizione 1997, condotto da Mara Venier.
E' del tutto evidente che, nel caso specifico, (un concorrente dà la risposta ad una domanda non ancora formulata, era più in là sulla scaletta) non possa essere solo il notaio il responsabile della vera e propria truffa, ma che necessariamente vi siano coinvolti altri personaggi responsabili, a vario livello, del programma e della gestione del quiz. Dovrebbe farci riflettere sulla serietà di certi programmi e di certa TV.
E pensare che Mara Venier veniva definita dai media come "La signora della televisione". Che dire, se queste sono le "signore"..........
In quanto ai quiz, siamo sicuri che ancora oggi non ci siano notai compiacenti o trucchi e trucchetti vari? Certo è che quando vedo quel gioco dei pacchi, qualche dubbio mi viene.
E' del tutto evidente che, nel caso specifico, (un concorrente dà la risposta ad una domanda non ancora formulata, era più in là sulla scaletta) non possa essere solo il notaio il responsabile della vera e propria truffa, ma che necessariamente vi siano coinvolti altri personaggi responsabili, a vario livello, del programma e della gestione del quiz. Dovrebbe farci riflettere sulla serietà di certi programmi e di certa TV.
E pensare che Mara Venier veniva definita dai media come "La signora della televisione". Che dire, se queste sono le "signore"..........
In quanto ai quiz, siamo sicuri che ancora oggi non ci siano notai compiacenti o trucchi e trucchetti vari? Certo è che quando vedo quel gioco dei pacchi, qualche dubbio mi viene.
giovedì 9 ottobre 2008
Il libro dei sogni
Tutto quello che sta succedendo era previsto. L'ho letto con ritardo, ma è tutto riportato pari pari nel libro di quello stupido di Tremonti. Leggetelo.
Si chiama "la paura e la speranza". Adesso siamo nella prima fase: "la paura".
Adesso Berlusconi dovrebbe riuscire ad abbassare le tasse sia alle imprese che ai cittadini. Ciò, unito alla card per quelli che non trovano beneficio dalla riduzione delle tasse, perchè percepiscono redditi miserrimi, oltre a dare una mano a far ripartire l'economia, manderebbe Veltroni e Bersani (che continuano a leggere il libro dei sogni) definitivamente in terapia intensiva.
E non mi parlate che mancano i soldi per ridurre le tasse, perchè nei fatti di questo governo manca la riduzione del numero dei parlamentari, l'eliminazione dei privilegi (biglietti aerei, auto blu, scorte, viaggi di "studio", vitalizi, eccetera), l'eliminazione delle Provincie, la determinazione del numero massimo per ogni ente locale in funzione della popolazione, (oggi ogni regione, ogni provincia e ogni comune decide il numero e la funzione, tipo l'"Assessorato alla Pace"), la riduzione drastica delle consulenze e manifestazioni INUTILI e costose.
Ci vuole solo la volontà di farlo e purtroppo mi sembra che anche il centrodestra parli molto ma agisca poco in questo senso.
Si chiama "la paura e la speranza". Adesso siamo nella prima fase: "la paura".
Adesso Berlusconi dovrebbe riuscire ad abbassare le tasse sia alle imprese che ai cittadini. Ciò, unito alla card per quelli che non trovano beneficio dalla riduzione delle tasse, perchè percepiscono redditi miserrimi, oltre a dare una mano a far ripartire l'economia, manderebbe Veltroni e Bersani (che continuano a leggere il libro dei sogni) definitivamente in terapia intensiva.
E non mi parlate che mancano i soldi per ridurre le tasse, perchè nei fatti di questo governo manca la riduzione del numero dei parlamentari, l'eliminazione dei privilegi (biglietti aerei, auto blu, scorte, viaggi di "studio", vitalizi, eccetera), l'eliminazione delle Provincie, la determinazione del numero massimo per ogni ente locale in funzione della popolazione, (oggi ogni regione, ogni provincia e ogni comune decide il numero e la funzione, tipo l'"Assessorato alla Pace"), la riduzione drastica delle consulenze e manifestazioni INUTILI e costose.
Ci vuole solo la volontà di farlo e purtroppo mi sembra che anche il centrodestra parli molto ma agisca poco in questo senso.
martedì 7 ottobre 2008
Una deriva culturale sul rispetto delle regole

Nel pomeriggio di ieri diverse scritte con pesanti insulti contro la polizia sono comparse sui muri di Palermo, dove vivevano i due 17enni morti, mercoledì scorso, mentre, fuggendo dalla polizia, hanno preso una strada contromano, e si sono schiantati contro un'auto.
Sulle scritte la polizia viene definita "assassina", "bastarda", "infame". Poi, in serata, la violenza è diventata fisica: prima atti di teppismo con cassonetti dati alle fiamme, poi la sassaiola contro i poliziotti arrivati sul posto ed infine auto incendiate.
Il giorno dei funerali dei due ragazzi, che avevano cercato di scappare perché viaggiavano su uno scooter non assicurato e senza patente, molte persone avevano urlato insulti contro gli agenti. Il sacerdote che aveva celebrato le esequie, padre Cosimo Scordato, durante l'omelia, si era chiesto se l'inseguimento fosse proprio necessario.
Scusate la mia ignoranza, ma io penso che il minimo che una volante di polizia o carabinieri possa fare quando dà l'alt e qualcuno non si ferma è procedere all'inseguimento. Padre Cosimo pensi ad educare le sue "pecorelle" al rispetto delle regole piuttosto che fare certe dichiarazioni (oppure a palermo vige la legge che una pattuglia non può inseguire due su uno scooter che non si fermano all'alt???).
Mi rammarica invece l'evidenza che nessuna manifestazione popolare si sia sollevata la settimana scorsa per la morte di due poliziotti a Casal di Principe, nel napoletano, mentre facevano il loro lavoro (stavano inseguendo un altro delinquente che non si era fermato all'alt). In verità queste morti non vengono neppure annoverate tra le morti bianche, tanto care ai sindacati ed al Presidente. Perchè? Non sono morti sul lavoro?
D'altronde questo è l'esatto ritratto della cultura italiana da circa un decennio, specialmemte nel sud: irrispettosa delle regole, delle autorità e del codice della strada.
E ora mi immagino quanti napoletani, palermitani ecc, si scaglieranno contro di me, ricardandomi la rivolta dei cinesi a Milano; che non volevano che i vigili urbani applicassero nella loro zona le norme che valgono in tutto il resto del Comune; ma quelli erano appunto cinesi e, secondo la stampa, la maggior parte era dedita al malaffare.
Se non avessimo il coraggio di ammettere (se non denunciare) l'esistenza di questa deriva, saremmo miopi.
Ed invece siamo ancora qui a sentir dire "ma i poliziotti non dovrebbero perseguire cose ben più gravi?". Per me il rispetto delle regole è il primo comma delle norme di una comunità ed il primo compito di un poliziotto.
Nota: le due foto non riguardano i disordini di Palermo; esse si riferiscono ai disordini che avvennero alle banlieu di Parigi ma L'Unità, non avendo a disposizione nulla di "fresco", le mette a corredo del commento degli avvenimenti di Palermo. Nulla di male, basta scriverlo. Anche questa è una deriva.
Vagheggiando
Nel giorno del crak finanziario delle maggiori banche di investimento americano, Veltroni annuncia che se in Italia non succede la stessa cosa "è merito della sinistra".Questa esternazione fa la pariglia con il merito auto-accollatosi per l'accordo su Alitalia.
Ormai Veltroni nomn riesce a vedere che il "mondo finanziario" sta crollando e pensa solo a Berlusconi.
Cosa avrà mai fatto la sinistra per tenerci fuori da una catastrofe che non ha latitudini? Forse un giorno Veltroni lo spiegherà anche a noi.
Continuando su questi temi, quando sentiremo che la scoperta dell'America è stata merito della sinistra? Io non dispero, c'è ancora tempo (fino al 25 ottobre).
domenica 5 ottobre 2008
Tutto secondo copione
Tutto secondo copione. Ma quanto ci vuole a che questi stupidi pm per capire che i sinistri non vanno indagati?Ora anche i magistrati della procura di Santa Maria Capua Vetere che indagarono su Clemente Mastella e firmarono la richiesta d'arresto di sua moglie, Sandra Lonardo, sono finiti sotto inchiesta a Roma.
Le accuse (abuso d'ufficio, omissione di atti d'ufficio, ma si parla pure di calunnia) non riguardano direttamente quel procedimento, ma vicende che a esso si intrecciano.
Sarà un caso, ma se un pm indaga su un esponente della sinistra finisce al gabbio. Non è inutile ricordare la vicende di De Magistris (defenestrato perchè osò indagare su Prodi e Mastella), della Forleo (defenestrata per aver osato di nominare D'alema, Fassino e La Torre), di Giovanni Fragola Rubuano (che è stato nominato Presidente del tribunale di Nola, azzerando così il processo a Bassolino), solo per ricordare le più recenti, mentre se uno indaga su esponenti di destra ottiene tutti i plausi e le benemerenze, come per Colombo, per Borrelli, per Di Pietro (che fu inserito in una sezione elettorale "sicura" sia per aver indagato su Berlusconi, sia per non aver indagato su Occhetto, Veltroni, D'Alema, ecc).
"Salva l'Italia"
"SALVA L'ITALIA" s'intitolava così la petizione che il Partito Democratico ha promosso a fine luglio e per la quale fu annunciato che si sarebbero raccolte 5 milioni di firme fino al 25 ottobre, in occasione della manifestazione nazionale indetta dal partito. La petizione, all'epoca, aveva al centro due questioni: la difesa delle regole democratiche contro le forzature e le leggi sbagliate del governo; la lotta per far ripartire l'Italia, cominciando da stipendi e pensioni.Ora, se vai sul sito del PD ti avvisano, ma lo devo cercare con il lanternino che il pullman si trova a Matera, ma è impossibile sapere a che punto si è con la raccolta delle firme. http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=60248 .
Se poi si va su google e si digita "salva l'Italia", ti esce una notizia del sole 24 ore che ti informa che "Starace salva l'Italia", ma si tratta di Coppa Davis: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Sport/2008/09/davis-italia-lettonia.shtml?uuid=c5f89a40-8809-11dd-a42f-7dd1d0dc1330&type=Libero .
Nessuna notizia invece su L'Unità, Il Corriere della Sera, Repubblica; ma possiamo stare tranquilli, il 25 ottobre sicuramente ci avviseranno che i 5 milioni sono stati abbondantemente superati.
Silvio, ora tocca a voi.
Chi ha fatto parte del Consiglio regionale, anche per una sola legislatura, e ha compiuto i 60 anni ha diritto (sic) ad un vitalizio di un paio di migliaia di euro; Se hai i requisiti, basta presentare una domanda.
Ora, la legislatura della Regione Friuli Venezia Giulia non era ancora terminata; mancavano due mesi ai cinque anni canonici quando il sig. Illy richiese le elezioni anticipate, ma i 16 ex-consiglieri trombati (compreso il sig. Illy) hanno sborsato i contributi per coprire l'ultimo trimestre, hanno presentato la richiesta ed ottenuto il vitalizio.
In un paio di casi (Carlo Monai di Idv e Tamara Blazina del Pd) i beneficiari dell’assegno friulano hanno conquistato un seggio nel Parlamento nazionale e quindi, a suo tempo, potranno addirittura aggiungere un altro vitalizio come ex-parlamentari.
SILVIO, quando metti mano a fare piazza pulita di queste elargizioni?
Ora, la legislatura della Regione Friuli Venezia Giulia non era ancora terminata; mancavano due mesi ai cinque anni canonici quando il sig. Illy richiese le elezioni anticipate, ma i 16 ex-consiglieri trombati (compreso il sig. Illy) hanno sborsato i contributi per coprire l'ultimo trimestre, hanno presentato la richiesta ed ottenuto il vitalizio.
In un paio di casi (Carlo Monai di Idv e Tamara Blazina del Pd) i beneficiari dell’assegno friulano hanno conquistato un seggio nel Parlamento nazionale e quindi, a suo tempo, potranno addirittura aggiungere un altro vitalizio come ex-parlamentari.
SILVIO, quando metti mano a fare piazza pulita di queste elargizioni?
Forza Gelmini
Un professore della scuola media Carlo Alberto di Novara rimprovera uno studente perché era uscito dalla classe durante la lezione senza chiedere il permesso.
Lo studente che, per tutta risposta, ha replicato: "faccio come mi pare", ha sferrato un pugno in faccia al professore.
Il giovanissimo aggressore ha giustificato il suo gesto sostenendo di aver reagito al professore perche gli avrebbe toccato la spalla.
Capito? il professore gli tocca la spalla e lui gli dà un pugno in faccia.
Questa è la scuola di chi contesta la Gelmini.
E già siamo stati fortunati che, dal momento che lo studente è di origini sudafricane, non si sia gridato al razzismo ed alla incapacità degli insegnanti e delle istituzioni di creare integrazione (ma non è detto, la notizia è ancora fresca, c'è ancora tempo).
Lo studente che, per tutta risposta, ha replicato: "faccio come mi pare", ha sferrato un pugno in faccia al professore.
Il giovanissimo aggressore ha giustificato il suo gesto sostenendo di aver reagito al professore perche gli avrebbe toccato la spalla.
Capito? il professore gli tocca la spalla e lui gli dà un pugno in faccia.
Questa è la scuola di chi contesta la Gelmini.
E già siamo stati fortunati che, dal momento che lo studente è di origini sudafricane, non si sia gridato al razzismo ed alla incapacità degli insegnanti e delle istituzioni di creare integrazione (ma non è detto, la notizia è ancora fresca, c'è ancora tempo).
sabato 4 ottobre 2008
A passo di Walzer
Veltroni dai mille volti e mille pensieri mostra chiari segni di confusione ed i risultati si vedono: in una settimana, dal 22 al 29 settembre, il PD ha perso due punti. Fino al 25 forse perderà qualcosa ancora ma dopo il 25 ottobre dovrà far marcia indietro.Modererà i toni, scriverà qualche altra letterina di buoni propositi al premier. Ci saranno poi le elezioni in Abruzzo e si romperanno definitivamente i rapporti con Di Pietro.
Lo vedremo riparlare di riforme condivise e di regole da scrivere insieme.
Ora la domanda è questa. Dovremo credergli?
O sarà un ulteriore passo di Walter? (ops scusa di valzer).
Ho ripescato una datata nota d'agenzia che esprime il vero volto della sinistra. "Io sono comunista. Non ho nessuna abiura da fare rispetto al portato storico di cui anche io sono espressione" Walter Veltroni - Ag. Ansa del 19 aprile 1989
venerdì 3 ottobre 2008
Vorrei la pelle nera

Dal momento che la foto sta girando per internet e le persone sono a sufficienza riconoscibili, perchè nessun pm ha aperto un bel procedimento penale contro di loro?
Perchè io non posso fare altrettanto?
Perché non sono nero, perché non sono immigrato, perché ho i documenti in regola, perché pago le tasse, insomma, io non posso perché, purtroppo per me, sono un ITALIANO REGOLARE.
Se avessi la pelle nera e facessi un minimo furtarello sarei ospite fisso di Matrix, di Anno zero e di Ballarò; ma ho la pelle bianca, e allora..........sono semplicemente un ladro.
mercoledì 1 ottobre 2008
Incitamento alle aggressioni
Questo schifo, pubblicato su L'Unità, (brava Concita) fa la pariglia con quello che giorni fa ha scritto Caruso sul suo blog: basta che non vengano poi a lamentarsi se qualcuno di loro si ritrova con un proiettile conficcato in una gambahttp://ilchiodo.blogspot.com/2008/09/francesco-caruso.html
E quello spaventapasseri di Di Pietro ha anche il coraggio di lamentarsi che Napolitano non fa appieno il proprio dovere?
La colpa è nostra, perchè la vignetta di Biani e le minacce di Caruso dovevano essere elevati a tormentoni in tutti i talk show televisivi ed invece dobbiamo sentire "deriva autoritaria" e "dittatura soft".
Dovevano diventare un tormentone in modo che , pur se restano impuniti dalla magistratura, sarebbero almeno stati "schifati" dai cittadini.
Mi solleva solo il fatto che questi personaggi non sono più in Parlamento, m rendo conto che Veltroni troverebbe spazio solo con l'eliminazione fisica degli avversari, ma mi rammarica il fatto che ora Napolitano non parla di valori costituzionali ancora non del tutto condivisi.
E già, perchè per Napolitano la violenza degli ex-parlamentari di sinistra è sempre una reazione alle "provocazioni" di qualcuno e quindi sempre giustificata e, a volte, ritenuta necessaria per una sana democrazia.
Incendio all'inceneritore
Oggi, è il giorno in cui sarà scritto uno dei capitoli finali nella lunga e travagliata storia del primo inceneritore campano, quello di Acerra.Il premier Silvio Berlusconi, a Napoli per l’ormai consueto breafing sull’emergenza rifiuti, ufficializzerà il nome del gruppo che dovrà portare a termine la costruzione del termovalorizzatore.
Anche in questo caso Berlusconi ha realizzato ciò che non sono riusciti a fare le istituzioni locali, Comune, Provincia e Regione, ed i tanti commissari che si sono succeduti.
Ma non a tutti piace che qui si risolvano i problemi che, se irrisolti portano tanti soldi.
Ed infatti un incendio è divampato nella tarda serata di ieri in un deposito di ecoballe stoccate nei pressi del cantiere dell’inceneritore di Acerra. I Vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per domare il rogo ed ora sono ancora al lavoro. Gli inquirenti non escludono che si tratti di un atto doloso.
E' la replica dell'incendio che distrusse il palazzo di Giustizia a Napoli in prossimità della sua inaugurazione. Eccolo: http://archiviostorico.corriere.it/1995/febbraio/17/come_cinque_anni_fiamme_tribunale_co_0_9502175917.shtml
L'incendio di Acerra arriva dopo che nella mattinata (30 settembre) a Chiaiano un gruppo di facinorosi irriducibili ha cercato di impedire l'accesso a 4 automezzi dell'esercito che portavano la ghiaia nella discarica.
Io non ho più parole da aggiungere.
martedì 30 settembre 2008
Professionisti della guerriglia e assessori per un giorno
I cittadini di Chiaiano e Marano che difendono il loro territorio hanno diritto a tutte le informazioni e, con i loro tecnici, a tutti i controlli necessari. E Bertolaso è tenuto a fornirli nel modo più ampio ed attendibile.
Ma la violenza riesplosa in questi giorni, una violenza programmata, preordinata ed attuata in forma di guerriglia vera e propria, fa capire che ci sono forze oscure che soffiano sul fuoco per ideologia e loschi interessi. Non a caso nella protesta sventolano bandiere "No Global" "No al Molin" "No Tav" "La Rete". E male fa il sindaco di Marano a confondersi con i professionisti della guerriglia e con i guaglioni dei clan.
Dinanzi a ciò il Comune, la Provincia, la Regione, sono assenti, sono ignominiosamente fuggiti per rintanarsi nei palazzi di un potere che garantisce una loro inutile, dannosa, perniciosa, sopravivenza. Nascosti, assenti, nulle e incapaci anche di vergognarsi sperano che lo Stato provveda con l’esercito. Siamo in una guerra nella quale loro hanno già disertato.
Il ministro Prestigiacomo ammonisce: «Pochi facinorosi creano un clima di tensione », mentre Nicola Dell’Acqua, dirigente dell’Ufficio del sottosegretario Bertolaso, ha accompagnato i giornalisti e le istituzioni nella cava presidiata per esporre lo stato dei lavori.
Dal canto suo, il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, ha nominato assessori “per un giorno” due tecnici (Ortolani e de Medici) in modo di consentire loro l’ispezione della cava.
Ma la violenza riesplosa in questi giorni, una violenza programmata, preordinata ed attuata in forma di guerriglia vera e propria, fa capire che ci sono forze oscure che soffiano sul fuoco per ideologia e loschi interessi. Non a caso nella protesta sventolano bandiere "No Global" "No al Molin" "No Tav" "La Rete". E male fa il sindaco di Marano a confondersi con i professionisti della guerriglia e con i guaglioni dei clan.
Dinanzi a ciò il Comune, la Provincia, la Regione, sono assenti, sono ignominiosamente fuggiti per rintanarsi nei palazzi di un potere che garantisce una loro inutile, dannosa, perniciosa, sopravivenza. Nascosti, assenti, nulle e incapaci anche di vergognarsi sperano che lo Stato provveda con l’esercito. Siamo in una guerra nella quale loro hanno già disertato.
Il ministro Prestigiacomo ammonisce: «Pochi facinorosi creano un clima di tensione », mentre Nicola Dell’Acqua, dirigente dell’Ufficio del sottosegretario Bertolaso, ha accompagnato i giornalisti e le istituzioni nella cava presidiata per esporre lo stato dei lavori.
Dal canto suo, il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, ha nominato assessori “per un giorno” due tecnici (Ortolani e de Medici) in modo di consentire loro l’ispezione della cava.
Se Berlusconi è do Nascimiento, Di Pietro è Wanna Marchi
Qualcuno mi deve spiegare perchè se una persona è simpatizzante della sinistra è una persona razionale mentre se la stessa persona simpatizza per il centrodestra è stata invece sottoposta ad un lavaggio del cervello mediatico.E' quello che afferma Di Pietro sul suo Blog: ".....dico che Berlusconi è un po come Do Nascimento: continua ad imbonire l'opinione pubblica con messaggi totalmente falsi, ......."
Di pietro, che per me è l'uomo meno limpido del panorama politico italiano, è il vero imbonitore di piccoli cervelli, e fa leva sulla semplicità e sulla ingenuità della gente per giocare a fare lo statista.
Di Pietro dovrebbe spiegare: come ha fatto in così pochi anni a diventare miliardario? Così lo faccio anche io ! Appartamenti e terreni un po' ovunque! Mi spiegasse anche perchè ha lasciato la magistratura! Mi spiegasse che meriti aveva per essere eletto senatore al Mugello al posto di Curzi appena lasciata la magistratura! Con gente così non è sicuramente in pericolo la democrazia attuale perchè la sanno gestire bene per farsi i propri comodi e senza dare spiegazioni. Poi ci dica perchè dopo le elezioni non ha rispettato lui, persona seria ed irreprensibile, i patti e non è confluito nel PD. (Attenzione: solo pochi giorni dopo aver saputo quanti deputati aveva...!!).
Che persona corretta!
Ma, mentre Di Pietro sparla e offende, Berlusconi agisce e noi italiani gli diciamo grazie.
Grazie di avere ripulitio Napoli,
grazie di avere abolito l'ICI,
grazie di avere salvato Alitalia,
grazia di avere dato un colpo mortale alla camorra.
Grazie Presidente e sono certo che tanti altri grazie verranno.
Ma il problema è che il vero imbonitore (Di Pietro) di piccoli cervelli aumenta i consensi anche se tutti gli orfani della sinistra gridano che non potranno mai essere rappresentati da questo individuo senza arte nè parte. E allora i consensi provengono da gente del PD?
E allora anche lo spaesato Veltroni si mette a sparlare di Berlusconi per evitare la fuga degli elettori dal PD all'IdV. E, per dirla come il mio amico arciprete , nell'angoscia di dimostrare che ancora esiste, la spara grossa, contando almeno sul rumore. Dice che l'Italia rischia la svolta autoritaria.
Ma Veltroni è ancora meno credibile di Di Pietro. Perchè?
Perchè se il leader dell'opposizione fosse credibile domattina accadrebbe quanto segue:
a- crollo dei prezzi di Bot e CCT per ritiro degli investitori stranieri spaventati;
b- fuga dei capitali all'estero;
c- giovani che si armano e si rifugiano in montagna per prepararsi alla resistenza;
d- reazioni politiche internazionali, consultazione di ambasciatori e moniti europei al governo.
Naturalmente niente di tutto questo accadrà perchè quello che dice Veltroni è insignificante.
Grazie arciprete.Tutti in piazza, Signorsì!
Veltroni stava sbagliando con Alitalia e, per mettere i bastoni tra le ruote al governo, stava danneggiando l'Italia e gli italiani, finchè non si è accorto che l'opinione pubblica lo stava denigrando ed additando ed allora ha cambiato tattica.
Ma, come si dice dalle mie parti, a lavare la testa all'asino si spreca l'acqua ed il sapone, ed ora Veltroni sta facendo lo stesso errore con l'argomento Scuola. Anzi, la scuola è stata scelta come il terreno privilegiato per la battaglia politica contro il governo, demonizzando le iniziative del ministro e della maggioranza, terrorizzando le famiglie con false notizie (tempo pieno abolito, insegnamenti tagliati, insegnanti di sostegno licenziati, attacco alla scuola statale, ecc.), e strumentalizzando i bambini.
Veltroni e i suoi sembrano non capire che la scuola è come l'Alitalia, un carrozzone destinato al fallimento se non si interviene subito e a fondo. I provvedimenti presi finora - educazione civica, voto in condotta, pagelle con i voti, maestro unico,riorganizzazione dell'impiego dei docenti nelle scuole elementari, potenziamento del tempo pieno e mantenimento degli insegnati di sostegno e blocco della progressione della spesa vanno nella direzione di creare nel giro di pochi anni le condizioni per una scuola migliore, più capace di istruire ma anche di educare, con insegnanti riconosciuti nel loro ruolo sociale e meglio pagati. Sono provvedimenti facili da comprendere, apprezzati dai cittadini, che mettono la sinistra davanti a un bivio. Oggi l’alternativa è:
- collaborare in una riforma non più rinviabile oppure
- continuare a lasciare le cose come stanno e giungere alla bancarotta economica, formativa ma soprattutto educativa.
Veltroni ha scelto la seconda via contraddicendo le sue promesse elettorali di mutua cooperazione per fare insieme le riforme.
Anche qui i motivi del cambiamento sono due:
- La promessa elettorale valeva solo in caso di vittoria del csx, oppure
- Veltroni si sta accorgendo che Di Pietro, con il suo antiberlusconismo a tutto tondo, sta aumentando le simpatie ed i consensi, ed allora si butta nello stesso campo.
Indipendentemente da tutte queste considerazioni, i fatti (non le chiacchiere) di Alitalia, come l'euforia dei dipendenti per il mancato accordo, e quelli della scuola, dove nessuno verifica che quanto paventano i sinistri non è scritto nel decreto, mi fa concludere che i "coglioni" esistono davvero. Non ci volevo credere.
Ma, come si dice dalle mie parti, a lavare la testa all'asino si spreca l'acqua ed il sapone, ed ora Veltroni sta facendo lo stesso errore con l'argomento Scuola. Anzi, la scuola è stata scelta come il terreno privilegiato per la battaglia politica contro il governo, demonizzando le iniziative del ministro e della maggioranza, terrorizzando le famiglie con false notizie (tempo pieno abolito, insegnamenti tagliati, insegnanti di sostegno licenziati, attacco alla scuola statale, ecc.), e strumentalizzando i bambini.
Veltroni e i suoi sembrano non capire che la scuola è come l'Alitalia, un carrozzone destinato al fallimento se non si interviene subito e a fondo. I provvedimenti presi finora - educazione civica, voto in condotta, pagelle con i voti, maestro unico,riorganizzazione dell'impiego dei docenti nelle scuole elementari, potenziamento del tempo pieno e mantenimento degli insegnati di sostegno e blocco della progressione della spesa vanno nella direzione di creare nel giro di pochi anni le condizioni per una scuola migliore, più capace di istruire ma anche di educare, con insegnanti riconosciuti nel loro ruolo sociale e meglio pagati. Sono provvedimenti facili da comprendere, apprezzati dai cittadini, che mettono la sinistra davanti a un bivio. Oggi l’alternativa è:
- collaborare in una riforma non più rinviabile oppure
- continuare a lasciare le cose come stanno e giungere alla bancarotta economica, formativa ma soprattutto educativa.
Veltroni ha scelto la seconda via contraddicendo le sue promesse elettorali di mutua cooperazione per fare insieme le riforme.
Anche qui i motivi del cambiamento sono due:
- La promessa elettorale valeva solo in caso di vittoria del csx, oppure
- Veltroni si sta accorgendo che Di Pietro, con il suo antiberlusconismo a tutto tondo, sta aumentando le simpatie ed i consensi, ed allora si butta nello stesso campo.
Indipendentemente da tutte queste considerazioni, i fatti (non le chiacchiere) di Alitalia, come l'euforia dei dipendenti per il mancato accordo, e quelli della scuola, dove nessuno verifica che quanto paventano i sinistri non è scritto nel decreto, mi fa concludere che i "coglioni" esistono davvero. Non ci volevo credere.
5.000 dipendenti Telecom in mobilità
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