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martedì 25 novembre 2008

La democrazia omosessuale

In California un referendum svoltosi il 4 novembre ha respinto l’ipotesi di istituire un “matrimonio” per gli omosessuali.
Il gr1 delle 7 di questa mattina annunciava una singolare protesta degli omosessuali californiani e americani in genere: Per il prossimo 10 dicembre, che sembrerebbe essere la giornata mondiale per i diritti umani, propongono uno sciopero. In pratica tutti gli omosessuali dovrebbero astenersi dal lavoro, spiegando che lo fanno per protesta.
Credo che sia da sottolineare l’arroganza con la quale gli omosessuali americani si propongono sulla scena. Uno sciopero contro una decisione assunta da un referendum è uno sciopero contro la Sovranità Popolare che è alla base di ogni concetto di democrazia.
E’ una minoranza, manifestamente tale visto che le sue tesi sono state respinte dallo strumento più popolare che esista (il referendum) che stizzosamente batte i piedi per terra e si propone di ottenere quel che vuole, non riconoscendo la volontà popolare già espressa, un po’ come se i sindacati confederali italiani facessero sciopero generale solo quando al governo c’è Berlusconi …

Mi sembra opportuno sottolineare questo comportamento, anche per evidenziare come siano illusorie le posizioni di chi sostiene che gli omosessuali non vogliano prevaricare nessuno, perché questo esempio è esattamente una manifestazione di una volontà prevaricatrice che vuole trasformare i capricci di una minoranza in una norma generale cercando di mettere le mani su di un istituto destinato ad unire non due persone dello stesso sesso, ma un Uomo e una Donna.
Tutto Secondo Natura

Raccolta differenziata: respinta

Gli abitanti di Argelato – paesino di circa 10000 abitanti in provincia di Bologna – hanno bocciato (60% contro 40%) la raccolta differenziata dei rifiuti e chiesto il ritorno ai vecchi cassonetti.
Se qualcuno cerca la motivazione la può trovare qui:


oppure qui:



lunedì 24 novembre 2008

PD: E' tempo di andare

Irene Tinagli insegna alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Allieva di Richard Florida, è esperta di politiche pubbliche per l'innovazione, la creatività e lo sviluppo economico. Lavora come consulente per il Dipartimento Affari Economici e Sociali dell'Onu e per la Commissione europea.
Una persona giovane ed esperta, di fama mondiale, che aveva deciso di dare una mano al PD e portare il suo contributo in termini di idee e innovazione, ha dato le dimissioni dalla Direzione nazionale del partito.
Ha detto "E' tempo di andare" ed ha motivato le sue dimissioni con una lettera inviata a Veltroni e pubblicata da Il Riformista. che riassume il più diffuso sentire sul Pd veltroniano: una delle più gigantesche "bufale" politiche degli ultimi anni, almeno per chi si era fatto abbindolare... Ecco la lettera:
Caro Walter,
ti scrivo perché ho deciso di dimettermi dalla Direzione nazionale del Partito democratico. Una scelta non facile che nasce dall’esperienza di quest’ultimo anno e dai dubbi crescenti sulla capacità del Pd di proporsi come forza riformista e innovativa, come aveva annunciato di voler fare un anno fa.
Il Pd aveva un’obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali, alla gestione di processi politici locali e nazionali, ma soprattutto alle posizioni in quegli ambiti più cruciali per la crescita del Paese: istruzione, ricerca e innovazione. Era su questi temi che coltivavo le aspettative maggiori verso il Pd.
Ero stata molto delusa dalle politiche del Governo Prodi, ma speravo che con il Pd si aprisse una stagione nuova, fatta di elaborazione di idee e proposte significative. Di fronte alle posizioni del Pd su questi fronti non posso che essere sconcertata.
Non ho visto nessuna proposta incisiva, se non “andare contro” la Gelmini. Peraltro tra tutti gli argomenti che si potevano scegliere per incalzare il ministro sono stati scelti i più scontati e deboli. Il mantenimento dei maestri, le proteste contro i tagli, la retorica del precariato, tutte cose che perpetuano l’immagine della scuola come strumento occupazionale. È questa la linea nuova e riformista del Pd?
Cavalcare l’Onda non basta. Serve una proposta davvero nuova, che ribalti le attuali logiche di funzionamento della scuola anziché difenderle. Ma non ho visto niente di tutto questo.
La mia delusione è tanto più forte quando penso alla propaganda fatta un anno fa riguardo all’apertura a idee nuove, quando penso alle molte persone provenienti da ambiti professionali qualificati che si erano avvicinate al progetto del Pd e che avrebbero potuto portare un contributo in termini di idee e innovazione. Che fine hanno fatto queste persone? Quali nuove modalità di coinvolgimento e ricambio ha creato il Partito? Io stessa, che ero stata contattata (così mi era stato detto) per le mie competenze “tecniche”, in un anno di vita del Pd non sono stata consultata mai nemmeno per un parere. Questa emarginazione non ha certo offeso né me né, credo, le altre persone già molto impegnate fuori dalla politica.
Mi chiedo però come mai, un anno fa, ci era stata chiesta una collaborazione con tanto apparente entusiasmo quando evidentemente di questa collaborazione non c’era bisogno. Mi chiedo se era necessario fare tanto rumore sul ricambio generazionale quando basta guardare chi sta ancora in cabina di regia per capire che, in fondo, non è cambiato niente.
Inneggiare al cambiamento, all’idea di una società e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee. Sartre diceva che noi siamo quello che facciamo.
Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su ciò che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudicherà per quello che abbiamo fatto. E di quello porteremo la responsabilità. Per quanto mi riguarda non voglio portare la responsabilità delle scelte che sta facendo questo partito che in larga parte non condivido e sulle quali non ho avuto e non ho possibilità di incidere in alcun modo.
Per questo ho deciso di dimettermi.
Irene Tinagli

sabato 22 novembre 2008

Mazzette in cambio di favori

Migliaia di euro versati dalle imprese del Porto di Napoli per pagare le cene elettorali dei Ds e per saldare i debiti lasciati dopo la creazione del Pd.
È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Napoli, che ha visto coinvolto il presidente uscente dell’Autorità portuale, Francesco Nerli a cui è stato notificato un foglio di via dalla Regione Campania.
Dall'inchiesta emerge che dieci imprenditori hanno versato 150mila euro al partito senza mai partecipare alle cene che contribuivano a finanziare. I magistrati si chiedono: Perché pagavano?
«Perché per lavorare non conveniva opporsi», ammettono gli imprenditori.
In pratica si ipotizza uno scenario di mazzette in cambio di favori.
Sempre più fiero di NON essere dalla parte migliore del Paese.

Argelato: Referendum controcorrente

Argelato è un Comune di 9.463 abitanti della provincia di Bologna.
Tristemente noto per l'eccidio di 17 persone avvenuto tra l'8 maggio e l'11 maggio 1945, a guerra finita, perpetrato con metodi di particolare ferocia su persone solo sospettate di simpatie politiche per il fascismo, domenica 23 novembre 2008 rotornerà alla ribalta in quanto si svolgerà il referendum comunale abrogativo sulla raccolta diffe­renziata con modalità porta a porta.

Tutto questo mentre nel resto d’Italia il porta a porta prende piede con gran successo. Il referendum è stato richiesto da una parte dei cittadini nella speranza che tale sistema possa essere eliminato. Chi voterà per il Sì sarà favorevole all’eliminazione dell’attuale sistema porta porta, viceversa chi voterà per il NO manterrà il nuovo sistema di raccolta porta porta.
Eppure, secondo i dati diffusi dal Comune, al primo settembre 2008 la percentua­le della popolazione che ha ritirato i bidoncini è stata del 79%.
E allora perchè si fa questo referendum controtendenza?
Girando per il paese, parlando e discutendo con le persone ci si è fatti un’idea di quello che la gente pensa veramente del “porta a porta” e quindi per una volta tralasciamo le percentuali relative alla differenziata provando ad addentrarci in quelle, meno importanti ma politicamente più determinanti, relative al voto di domenica prossima.
Probabilmente non si raggiungerà il quorum per cambiare, ma quali sono le ragioni del SI?
Loro dicono che il progetto logistico attuato è folle perchè costosissimo, inutile, incontrollabile e giustificano così:.
"E' Costosissimo, per i bidoni, per i nuovi mezzi (sembrano pullman granturismo), per le assunzioni(ho sentito 22 persone), per la metodica di raccolta ( dove bastava un operatore per svuotare un cassonetto ora se ne vedono due o tre che operano con una produttività infima) che sicuramente è stata definita da persone digiune di tempi, metodi e logistica. Un autentico aborto. Purtroppo non esitono controlli ne’ concorrenza e NOI paghiamo tutto e sempre ciò che ci viene propinato a proposito ed a sproposito dal monopolio. Ci dicono che avranno ricavi tale da diminuire i costi. Balle enormi. Aspettate l’anno prossimo. La raccolta che chiamano differenziata è, di fatto, un guazzabuglio e ne verrà rifiutata una buona quantità che finirà in discarica. Ho visto che nei bidoni c’è di tutto, carta con plastica, umido con cassette di plastica per frutta e scatolette metalliche, plastica con bottiglie e lattine ecc. Ammettiamo però che sia tutto correttamente differenziato. Si può fare a meno della legge di mercato? Se invece ci sarà grande conferimento, l’eccesso sarà rifiutato per andare in discarica dopo che i cittadini lo avranno differenziato.
E’ Inutile: C’era già un sistema che funzionava e poteva funzionare meglio. Era sufficiente che chi ne ha decretato la fine si fosse adoperato, come doveva, per regolare, controllare, sanzionare. Ora si fanno multe? Perchè non prima? Sono state assunte 22 persone? Ne bastava la metà per controllare tutti i giorni il deposito dei rifiuti nei cassonetti.
E' Incontrollabile: Non ci faranno mai sapere quanta raccolta sarà rifiutata. Anche in Toscana ed in Piemonte è successo che, per eccesso di conferimento o per qualità insufficiente, la raccolta differenziata è finita in discarica e quelle amministrazioni si sono ben guardate dal fornire tempestiva informazione. Sono fatti che si sanno, e non tutti, solo se qualche volonteroso si mette in testa di indagare. Io voterò SI ma anche se il SI vincesse, non si tornerebbe indietro. Almeno questo è ciò che mi ha detto un addetto di Geovest qualche mese fa. al telefono"
In pratica si DEVE cambiare.
Chi ci guadagna? L'Ambiente?
http://www.argelato.info/referendum-perche-non-votare/#comments

Walter e Ségolène: Storie parallele


Ségolène Royal è stata la candidata del centrosinistra che fu opposta a Nicolas Sarkosy nelle recenti elezioni politiche francesi. Ovviamente i media italiani (tutti posseduti o comunque gestiti da Berlusconi) si schierarono a favore di Sogelene che all'epoca ci veniva dipinta come Giovanna d'Arco. La sinistra italiana è fatta così, non avendo un leader nostrano che li possa esaltare, se lo cercano all'estero come se poi l'Eliseo o la Casa Bianca risolvessero i nostri problemi.
Cosa è successo del partito socialista francese dalla sconfitta elettorale?
E' successo che il partito ha perso la sua identità, non riesce a fare una opposizione seria ed è andata al voto per eleggere il nuovo segretario del partito.
Al primo turno la Royal aveva ottenuto il 42,9% contro il 34,5% della Aubry.
Si è andati al ballottaggio dove la Aubry ha potuto contare sul 22,6% del terzo incomodo, Benoit Hamon, anima dell'ala della sinistra socialista.
Risultato del ballottaggio: la Royal ha ottenuto il 49,98% contro il 50,02% della Aubry, che è stata eletta segretario.
In pratica i socialisti francesi sono spaccati esattamente a metà e svoltano a Sinistra.
Capito Walter cosa ti aspetta?
A noi non ci resta che aspettare la venuta dell'Aubry italiano.

venerdì 21 novembre 2008

Beata ignoranza

Dal Blog di Barbara di Salvo:
Sarà che non ho avuto un minuto libero negli ultimi tempi, ma confesso che la politica italiana ultimamente fa passare la voglia di scriverne.
Ma di che vogliamo discutere?
Degli studenti che okkupano le scuole?
Dei sindacati che okkupano le piazze?
Dei piloti che okkupano gli aeroporti?
Dei sinistri che okkupano giornali e tv?
Di Uolter che è convinto di aver okkupato la Casa Bianca?

Francamente mi interessano di più tutti gli altri italiani che hanno cose decisamente più importanti di cui occuparsi.
Scusate se ci siamo anche noi. Sapete, saremmo quelli che hanno dato il proprio voto a questo governo.
Do you know voto? È quell’ammennicolo che contraddistingue le democrazie dai regimi oligarchici e dittatoriali. Mai sentito parlare?
No, non il voto per il presidente americano che fa tanto chic.
Quello di aprile che ha sancito la netta vittoria del centrodestra. Già dimenticata la batosta? O forse l’avete rimossa?

Noi ce lo ricordiamo e, di grazia, ci piacerebbe vederlo portare i suoi frutti.
E saremmo anche stufi di sentirci definire maggioranza silenziosa.
Silenziosa un corno. Con quel voto la nostra voce l’abbiamo fatta sentire forte e chiara, ma non c’è peggior sordo di chi non capisce la lingua della democrazia.
C’era un programma chiaro, la netta maggioranza degli italiani lo ha ritenuto utile per la Nazione e ora vuole, anzi pretende, che sia attuato.

L’opposizione non lo condivide? Ma va’? Chi l’avrebbe mai detto.
Alcuni sindacati si oppongono? Che posizione originale.
I media lo denigrano? Giuro che non me lo sarei aspettato.
Peccato che questa sia la democrazia e sarebbe ora di smettere di calpestarla.

In qualsiasi Stato democratico, chi ottiene il mandato popolare governa e, se corretto, lo fa rispettando ed attuando il programma per cui ha ottenuto il voto.
Forse il governo oggi sta facendo qualcosa di diverso? Non mi pare.
Era già tutto previsto, dall’Alitalia, alla scuola, all’immigrazione, all’economia, al pubblico impiego, alla giustizia.
Stanno semplicemente attuando quello che avevano promesso. Lo so, è strano per l’Italia perché siamo abituati a decenni di promesse vacue, contraddizioni, compromessi e stalli continui.
Però gli elettori li hanno votati proprio per questo e non è un caso che il gradimento per il governo sia così alto. Siamo solo contenti di veder messa in pratica la nostra volontà.

La volontà della maggioranza.... che astrusità.
Ma loro niente, non mollano. Gridano al regime, alla dittatura, al fascismo, al nazismo, al razzismo, al qualunquismo e al nepotismo.
Quando si dice la trave e la pagliuzza.
Possibile che non si rendano conto del paradosso?
È democratico uno Stato in cui le leggi sull’università le scrivono quattro vecchi baroni e 12 parcheggiati fuori corso da secoli?
Dove una delle peggiori giustizie del mondo pretende di essere autogestita dai giudici che l’hanno distrutta?
Dove i conti pubblici sono lasciati alla mercé di sindacati e sanguisughe varie?

Questa è la loro idea di democrazia: anarchia, autogestione, autonomia, regole scritte direttamente da chi deve applicarle.
La realtà è ormai completamente stravolta in una macroscopica legittimazione del conflitto di interessi di ogni singola categoria, da chi riesce a vedere solo quello del premier senza rendersi conto che lo pretende come istituto generale.
I cittadini, gli utenti, i clienti, i consumatori, i contribuenti non contano nulla perché non si sanno organizzare. Chi se ne frega di quello che pensano e di quello che vogliono. Non riempiono le piazze, non okkupano, non urlano, non spaccano.
Certo, votano... ma è una quisquilia... un’inutile perdita di tempo buona solo ad incassare i rimborsi elettorali anche con lo zerovirgola.

Per carità, ognuno è libero di manifestare il proprio dissenso e certo non mi pare che qualcuno lo stia impedendo a questi scalmanati.
Ma se esistono delle leggi in Italia vanno rispettate e non calpestate continuamente in nome di una prevaricazione del più prepotente sul più debole.
La tua libertà di dissentire può arrivare, però, solo fino al limite della mia libertà di continuare a condurre la mia esistenza in santa pace, di lavorare, di studiare e, perché no, di considerarti un povero idiota.
Superare quel limite diventa un abuso e va impedito dallo Stato che è stato inventato proprio per questo.

E la Costituzione tanto invocata? Carta straccia, buona solo per pulirsi la bocca quando si biascicano accuse prive di senso.
C’è forse scritto che il potere legislativo lo esercitano i sindacati, i maestri elementari, gli studenti, gli artisti, i professori, i piloti, i giornalisti, gli impiegati pubblici, i giudici e tutte le mille altre associazioni organizzate?
C’è forse scritto che hanno un potere consultivo nei confronti del parlamento eletto dal popolo sovrano e che questo, nel promulgare ogni legge, deve avviare la fantasmagorica “concertazione” con tutti i soggetti interessati?
C’è forse scritto che queste associazioni hanno un diritto di veto sulle leggi che le riguardano, magari anche solo indirettamente?
Certo che no.
E vi siete mai chieste perché?
Forse perché questo sistema ricordava tanto la Camera dei Fasci e delle Corporazioni.
E poi parlano di regime.
Beata ignoranza!

giovedì 20 novembre 2008

Veltroni: a mezz'aria

Prima del 25 ottobre Walter Veltroni ha perseguito una campagna denigratoria nei confronti del presidente del Consiglio al solo scopo di riempire una piazza che altrimenti sarebbe stata tristemente vuota. Ha cavalcato ed alimentato tutte le proteste, anche quelle dei gay; perfino le continue puntualizzazioni su Di Pietro, che veniva da lui configurato come "non più alleato", venivano smentite come l'ennesimo segnale di una volontà precisa del leader del Partito democratico: riempire sabato prossimo il Circo Massimo con l’antiberlusconismo militante scevro da ogni proposta politica seria.
Il 25 ottobre è passato, ma quando Di Pietro accusa il premier di essere un "corruttore politico", Veltroni deve stare zitto e non può commentare. Gli viene data una opportunità, forse unica, di scaricare Di Pietro senza che si parli di inciucio, ma lui non la coglie. Perchè? Perchè ci sono le elezioni regionali in Abruzzo? Boh!
Poi, ieri dice: "Si apra subito a Palazzo Chigi un tavolo di confronto e di gestione della crisi così drammatica che attraversiamo". Così il leader Pd parlando nell'Aula della Camera ha chiesto "un tavolo aperto non solo a tutte le parti sociali ma anche ai rappresentanti delle piccole e medie imprese".

Una apertura al dialogo? Forse si. Il PdL spera.
Ma oggi dice: "Berlusconi non è l'uomo delle istituzioni e del dialogo ma è l'uomo della rottura, del conflitto, della contrapposizione frontale".

Lui, che ha taciuto quando il suo alleato Di Pietro parla di "corruttore politico", adesso esterna che Berlusconi non è l'uomo delle istituzioni, quando solo ieri aveva auspicato di sedersi con lui.
Veltroni, se ci sei, batti un colpo. Dove ci vuoi portare? Non ti capiamo.
L'opposizione, o si fa al parlamento, o si fa in piazza. Deciditi. Ma non cambiare idea ogni secondo.
Dai l'impressione di navigare a vista e di dover correggere il tiro dietro una sonora tirata di orecchie. Da D'Alema i giorni pari e da Di Pietro i gioirni dispari.

Anomalie di ordinaria amministrazione

Provincia di Caserta: ovvero una Provincia Sinistrata.
Sandro de Franciscis inizia il suo impegno politico nel 1990 nella Democrazia Cristiana.
Nel 1993 è tra i fondatori del Partito Popolare Italiano. Poi passa alla Margherita e, alle elezioni politiche del 2001 viene eletto deputato per la coalizione dell'Ulivo.
Nel 2003 decide di abbandonare la Margherita per passare all'Udeur.
E' eletto presidente della Provincia di Caserta nel 2005 con una coalizione formata da DS, Margherita, Udeur, Sdi e Prc.
Nel 2006 abbandona l'Udeur per entrare nel costituendo Partito Democratico come corrente a sè stante a supporto di Rutelli.
Con i noti fatti che hanno portato alla dissoluzione dell'Udeur (Lady Mastella story), De Franciscis si è trovato a "dover" ospitare in giunta quanti più Udeur possibile, e non solo al palazzo della Provincia ma anche nei tanti Comuni con amministrazioni di sinistra, rafforzando notevolmente il suo potere.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/01/17/de-franciscis-da-alleato-nemico-caserta.html
Nel 2007 un'inchiesta colpisce il suo entourage nella persona di Anthony Acconcia, altro ex Udeur portato da De Franciscis alla carica di direttore generale della Provincia. Nell'inchiesta, oltre ad Antony Acconcia sono coinvolti più personaggi vicini a De Franciscis: ci sono Domenico Bove, Giacomo Caterino, Sergio Romano, Antonio Simeone, Nicola Lanni , Francesco Mastroianni, Pasquale di Lillo, Pasquale Palmeri. I reati contestati variano dall’associazione a delinquere alla turbativa d’asta alla truffa aggravata. Al centro dell'indagine un presunto giro di mazzette, scambi di favori, ditte agevolate e ditte escluse al di fuori dei regolamenti in materia di appalti pubblici. Questa non è una vicenda nuova, essa nacque da un avviso di garanzia, scattato nel marzo dello scorso anno che colpì Domenico Bove, (eletto nella lista della Margherita e poi transitato nell’Udeur), all'epoca consigliere provinciale e presidente della commissione Urbanistica dell’Ente di corso Trieste.
http://www.casertace.it/home.asp?ultime_news_id=3434
Ora un'altra tegola si abbatte sulla Provincia di Caserta: nell'ente campano presieduto da Sandro De Franciscis, per chiamata diretta, senza concorso o selezione pubblica, hanno trovato impiego (a vita) figli, cugini, nipoti, parenti, segretari di esponenti di primo piano del Partito democratico. Tutti assunti in quella società a intero capitale pubblico denominata Terra di Lavoro nata nel 1999 per stabilizzare 43 «lavoratori socialmente utili» in attività di manutenzione stradale eppoi convertita, con apposita modifica dello statuto nel 2008, in società che s'occupa anche di scuola, verifica d'idoneità delle caldaie e quant'altro.
Tra i primi a essere assunti c'è Valerio Ruggiero, segretario di quel presidente della Provincia De Franciscis che è anche presidente e componente del Cda della stessa società. Poi c'è Giovanni Rossano, consigliere comunale dei Ds a Marcianise. E c'è il figlio di Felice Del Monaco, lo storico tesoriere della Margherita e del Partito democratico. Assunto anche il figlio di Nicola Pacifico, già nella segreteria del senatore Geppino Santonastaso, sponsor di De Franciscis. Ha trovato posto pure Nicola Bernardo di San Felice a Cancello, imparentato col presidente del Consiglio provinciale, Pasquale De Lucia. Il cugino del consigliere provinciale Pd, Pietro Paolo Ciardiello, la figlia del consigliere provinciale Pd, Francesco Papa, la sorella di Michele Raccuglia (Ad di Italia Lavoro Spa che deteneva il 49 per cento delle quote di Terra di Lavoro), il figlio del consigliere provinciale Pd, Vincenzo Di Franco (eletto nella lista civica ispirata dal presidente), Cosimo Cecere, ex consigliere di Marcianise e fedelissimo di De Franciscis, il figlio di un impiegato alla Provincia e via discorrendo.
Oltre a trovare una collocazione a vita a parenti e agli amici degli amici, la Provincia non ha badato a spese per sedici collaboratori stanziando 400mila euro.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=307389
Mi piace concludere con una frase della mia web-amica Fiore: "Purtroppo non si vergogna per niente e continua imperterrito tra l'indifferenza generale a spendere i "nostri" soldi". (frase giustamente diretta a Scajola per il ripristino del volo Roma-Albenga).
Mi piacerebbe anche pensare che un giorno "Annozero" o "Ballarò" o "Parla con me" potessero dare visibilità a questi avvenimenti, o ai 70 portaborse che sono diventati d'improvviso dipendenti a vita della regione Abruzzo, o alle tante "anomalie" che avvengono nelle amministrazioni pubbliche. Ma questo più che un pensiero è un sogno.

martedì 18 novembre 2008

Giano D'Alema




Il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, ha respinto, con 543 voti contro 43 e 90 astensioni, la richiesta della magistratura italiana di revocare l'immunità dell'ex eurodeputato Massimo D'Alema per poter utilizzare le intercettazioni delle conversazioni telefoniche fra lui e Giovanni Consorte, effettuate nell'estare 2005 e riguardanti la tentata scalata della Unipol alla Bnl.
L'unità, nel dare la notizia riporta poi le motivazioni della decisione.
Cosa avrebbe scritto L'Unità se il soggetto, invece di essere D'Alema, fosse stato Berlusconi?
Questo è uno dei motivi per cui io non sarò MAI di sinistra.
Per la sinistra non esiste una sola legge...., dipende sempre da tantissime cose e specialmente dipende dal colore politico della persona di cui si parla.
Per la cronaca D'Alema è la stessa persona che pochi mesi fa, parlando di Berlusconi sul Lodo Alfano, disse: "fossi in lui mi farei processare".
Bella faccia di bronzo.

Barbiero corrotto?

La Cgil della Marca chiede di sospendere i flussi d'immigrati. "Basta nuovi ingressi di stranieri, finché non saranno ricollocati quelli lasciati a casa in questi mesi dalle aziende".
Esattamente quello che dice il ministro dell'Interno Roberto Maroni. La richiesta di Paolino Barbiero, segretario della Cgil di Treviso, accende un caso.
L'idea della Cgil di Treviso sarà formalizzata giovedì al "tavolo" sui problemi del lavoro convocato dalla Provincia. "Noi non chiederemo - precisa Barbiero - di bloccare totalmente i flussi d'ingresso. Partendo però dalla considerazione che nella nostra provincia sono ormai migliaia gli immigrati rimasti senza lavoro e molti di loro ora rischiano di venire espulsi o di rimanere sul territorio in condizione di clandestini, abbiamo chiesto alle autorità d'intervenire sul governo per sospendere i nuovi arrivi, finché non saranno riassorbiti i disoccupati stranieri. Oltre, ovviamente a quelli italiani".
Spero due cose:
1. che Epifani non lo minacci di dimettersi dalla CGIL
2. che Di Pietro non se ne esca che c'è la mano (i soldi) del corruttore politico.

Il Clima di Walter

La Presidenza della Vigilanza Rai spetta per regolamento alle opposizioni, come spetta alla maggioranza la presidenza alla consulta, dove il PDL aveva nominato l'0n Pecorella, ma Veltroni e compagni hanno fatto delle obiezioni sul suo nome, e pertanto la maggioranza onde porre fine a diadribe ha cambiato il candidato. Un gesto di accomodamento e di democrazia.
Al contrario hanno fatto il PD e IDV assolutamente volevano fare eleggere Orlando, anche se inviso al PDL.
Dopo mesi di fumate nere si è giunti alla elezione di Villari con i voti del PDL e di alcuni del PD. Questo ha fatto si che nel PD e nell'IDV si creasse un grosso smacco che li ha fatti gridare come al solito che in Italia non c'è democrazia, e pretendono le dimissioni pena l'espulsione dal partito del neo eletto, che a dimettersi non ci pensa affatto.
Ogni giorno che passa dimostra sempre più che questa opposizione è succube di Dipietro.
Walter Veltroni, in una nota, al termine dell'incontro avuto oggi con il presidente della Repubblica dice: «Ho infine auspicato - aggiunge Veltroni - che possa al più presto ristabilirsi un clima adeguato al momento che sta vivendo l'Italia».
Quale può essere il clima che auspica Veltroni? Eccolo:
Antonio Di Pietro, concludendo la conferenza stampa in cui Idv ha annunciato che lascerà la commissione di Vigilanza Rai, attacca il presidente del Consiglio: «Voglio denunciare l'esistenza di un corruttore politico: Silvio Berlusconi. Ha cercato di corrompere me offrendomi un posto da ministro, ha tentato di corrompere Orlando, probabilmente è riuscito a corrompere Villari.
È un corruttore politico - ha insistito il leader di Idv - che compra il potere e deve obbligare tutti noi a unire i nostri sforzi per informare i cittadini sul pericolo che corre la democrazia».
Di Pietro ha spiegato che terrà un'analoga conferenza stampa anche nella sede della stampa estera per informare «il mondo di questa deriva democratica del nostro paese» e che Idv girerà l'Italia per chiedere ai cittadini se «pensano che gli eversivi siamo noi o questa dittatura della maggioranza».
A partire dalla campagna elettorale in Abruzzo, ha concluso Di Pietro, «chiederemo ai cittadini se intendano arrendersi o resistere come noi».
Walter, è questo il clima che auspichi? Lo capisci da solo che l'abbraccio di Di Pietro ti porterà alla rovina?

Scajola: ma non ti vergogni?

E' una storia ignobile:
Era il 2001 e Scajola era ministro dell’Interno da qualche mese quando l'Alitalia affidò ai propri manager il compito di studiare l’istituzione di un volo quotidiano dall’aeroporto di Albenga (33 chilometri da Imperia, città natale del ministro e suo collegio elettorale) a quello di Roma Fiumicino, la nuova rotta, anche grazie all'interessamento del ministro, entrò in funzione.
Il 17 maggio 2002 e il nuovo collegamento venne presentato ufficialmente dall’amministratore delegato dell’Alitalia Francesco Mengozzi e dal ministro dell’Interno Claudio Scajola. Ma con la stessa velocità con cui era stato istituito, il collegamento diretto Albenga-Fiumicino venne soppresso dall’Alitalia poco dopo le dimissioni di Scajola dal Viminale.
Poco dopo il rientro di Scajola al governo, questa volta come ministro per l’attuazione del Programma (28 agosto 2003), ricomparve anche il volo ma non più tra le rotte di Alitalia ma bensì con Air One in regime di continuità territoriale con i contributi dello Stato: un milione di euro che il governo Berlusconi aveva messo a disposizione dei collegamenti aerei fra le aree più “decentrate”, ma anche il volo Air One in seguito venne cancellato nel 2007, quando Scajola non era più al Governo.
Ora, nel Governo Berlusconi IV, Scajola è ministro delle attività produttive ed il volo Albenga-Fiumicino viene ripristinato.
Beh, questo giochetto è costato agli italiani 1 milione di Euro, e ne costerà molti altri nei prossimi anni in cui il Ministro (e pochi altri) usufruiranno di questo volo solitamente parte per Fiumicino con a bordo 8-10 passeggeri a fronte dei 66 che potrebbe portare.
In pratica si continua a trattare l'Alitalia come sempre con la ferma volontà di subordinare anche le scelte tecniche ed economiche dell’Azienda agli interessi dei sindacati, dei politici e dei vari privilegi di categoria.

sabato 15 novembre 2008

Se cominciassimo a ribellarci?

E’ veramente incredibile quello che ogni giorno i cittadini devono subire in un momento di crisi gravissima. Dobbiamo reagire. Non so come. ma dobbiamo reagire.
Mentre l’assistenza sociale risente pesantemente della mancanza di risorse economiche pubbliche e gli operatori e i disabili manifestano tutti i giorni a Napoli, la Giunta comunale di Napoli emette un'altra delibera scandalosa, inaccettabile e amministrativamente indecente regalando 10.000 euro di contributi ad una società privata, una SRL, che tiene una serie di spettacoli a pagamento in una struttura, il Palapartenope, di gestione altrettanto privata.
Ecco il fatto:
L’assessore alla scuola, invece di occuparsi dei tanti problemi delle scuole napoletane, distrae letteralmente i fondi di bilancio destinati al supporto degli alunni napoletani diversamente abili, (capitolo 14601 intervento 1.04.05.05) per destinarli, incredibilmente, agli organizzatori del “Magico Show di Topolino”, che si sta svolgendo in questi giorni nella struttura di Fuorigrotta, la The Base SRL.
Questo spettacolo, di cui si è pubblicizzato il tutto esaurito, si svolge in 10 rappresentazioni che, moltiplicate per i 3500 posti del Palapartenope e per un costo medio dei biglietti di 30 euro porterà ad un incasso presunto superiore a 1 milione di euro.
Per quale motivo il Comune di Napoli concede un contributo pubblico a una tale iniziativa palesemente privata e commercialmente vantaggiosissima? La risposta non la so, ma so che il Comune ha avuto 1000 biglietti omaggio.
La parte migliore del Paese.

Giocano a Monopoli

L'elezione di Villari alla vigilanza RAI fa molto male a Veltroni, ma è anche il frutto della sua nullità politica.
In pratica l'elezione è stata possibile solo perchè Di Pietro aveva rifiutato la proposta venuta da Veltroni e Casini di rinunciare a Orlando e di proporre una rosa tra quelli dell'IdV.
Questa proposta, ed il successivo rifiuto ha fatto capire al PdL che l'opposizione non era unita sul nome di Orlando.
Adesso Villari (Dalemiano di scuola Mastelliana) potrebbe anche non ubbedire a Veltroni, non dimettersi e tenersi la presidenza facendo fare a Veltroni -che ne ha minacciato l'espulsione dal Pd- una figura barbina.
Veltroni è furioso perchè saltano gli accordi; ecco i temini: Il Pd, che non aspira alla presidenza perchè deve accontentare equilibratamente le due anime del suo partito (DS e Margherita, altro che partito unico!) aveva pattuito due posti in cda della Rai; Casini che non sa che farsene della Vigilanza, vuole il suo posto in Cda Rai. Quindi la presidenza spetta all'IdV.
Adesso il PdL ha scombussolato tutto e Villari si mette a fare i ......dispetti e non vuole fare il birillo.
Questa è la parte migliore del Paese. In pratica giocano a monopoli ed usano i loro eletti come birilli.

Prodi: il cazzaro del globo

Ultimora:
Bertolaso è stato improvvisamente ricoverato ed è attualmente in terapia intensiva al Cardarelli di Napoli perchè affetto da irrefrenabili attacchi di risate che gli hanno provocato una terribile cefalea a grappolo.
Il tutto per aver visto l'ultima puntata di Report in cui una persona a lui nota (Prodi nda) ha detto che il suo governo ha «ripulito» Napoli, e quello di Berlusconi si sarebbe limitato «a lucidarla».
I medici non credono che riuscirà a superare questa crisi, e diagnosticano "addà passà 'a nuttata".

Praticamente Prodi riapre la competizione e si candida al "cazzaro del globo" surclassando Veltroni col suo " L'Alitalia l'ho salvata io". Ma non è detta l'ultima ca..ata.

giovedì 13 novembre 2008

Chi rompe paga. In Italia no!

Nessuno ricorda la serrata degli autotrasportatori che bloccarono l'accesso alle autostrade? o quelle dei tassisti romani che interruppero la circolazione nella capitale? o l'occupazione delle linee ferroviarie da parte dei manifestanti contro l'inceneritore in Campania? o quello dei cittadini di Scanzano Jonico che si opposero al sito di stoccaggio dei rifiuti nucleari? o quello degli studenti che hanno invaso i binari delle stazioni ferroviarie? ecc.
Ieri, uno sciopero improvviso ha bloccato i maggiori aeroporti italiani.
Non ci trovo alcuna differenza con i fatti sopra riportati.
E' probabile che nessuno dei manifestanti degli anni scorsi abbia avuto la benche' minima sanzione. Perche' non dovrebbero fare la stessa cosa i dipendenti Alitalia?
Sarebbe il caso che il Governo (destra o sinistra) modificasse il proprio comportamento e applicasse il principio del "chi rompe paga".
Nello specifico il personale Alitalia, che ha creato danni ai passeggeri con uno sciopero illegale e illegittimo, dovrebbe essere chiamato a rispondere in solido dei danni provocati. Ad ognuno le sue responsabilita'. Troppo comodo lanciare il sasso e nascondere la mano.

La moralità di Di Pietro


Alla vigilia delle elezioni in Abruzzo si è scatenata la corsa a far assumere i portaborse dalla Regione.
Da portaborse a dipendenti regionali, unico merito la fedeltà al politico che li ha designati. Da uomini di partito a funzionari delle istituzioni, con stipendio garantito fino alla pensione: senza concorso, senza dovere dimostrare qualifiche, titoli o professionalità.
Vizio antico che ha trasformato molte pubbliche amministrazioni in serbatoi di nulla o pocofacenti.
Un premio fedeltà che trasformerà 70 segretari - ingaggiati dai consiglieri regionali e pagati temporaneamente dall'ente pubblico - in dipendenti stabili. Ovviamente, non si è scelta la via maestra della trasparenza ma è stata escogitata l'ennesima furbata.
Un capitoletto all'interno di una maxisanatoria che prevede l'assunzione di mille precari, molti in carico alle Asl: mossa di grande impatto nel pieno della campagna elettorale.
L'infornata è stata votata dalla maggioranza di centrosinistra, orfana di Ottaviano Del Turco: nonostante gli arresti che hanno travolto la giunta, la questione morale è rimasta lettera morta.
La moralità di Di Pietro

Cercansi riformisti a sinistra

La Cgil va da sola, rompe l'unità del mondo del lavoro, offusca tutte le rivendicazioni in un'unica indecifrabile rivendicazione il 12 dicembre, che a questo punto diventa tutta politica, e toglie alle singole vertenze forza e rappresentatività.
Epifani dovrebbe ricordare (era nella segreteria di Cofferati) quando si realizzò la famosa manifestazione romana dei tre milioni (cis) di persone al Circo Massimo e dovrebbe ricordare che il giorno dopo il movimento sindacale divenne più debole e cercò altre strade.
La solitudine della Cgil rischia ormai di diventare una linea politica.
La Cgil va da sola in quasi tutte le vertenze, non ha quasi più tavoli su cui raggiungere accordi, anche piccoli accordi.
Forse è l'ultimo prezzo che si paga alla rinuncia al riformismo. Il sindacato sceglie di farsi direttamente soggetto politico, gareggia con Di Pietro, aiuta ma al tempo stesso ruba consensi al titubante partito democratico e perde per questa via la propria ragione sociale.
Così non si va da alcuna parte. Cercansi riformisti a sinistra.

Grillo: altro vaffa......

Non ci sono tutte le 500 mila firme necessarie per lo svolgimento del referendum sui 3 quesiti sull'informazione depositati da Beppe Grillo in Cassazione.
Per questo motivo Grillo è stato convocato il 25 novembre prossimo per interloquire con i giudici sui problemi emersi nella raccolta delle firme.
Le firme riguardavano il referendum per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, per la legge Gasparri sulla Rai e l'abolizione del contributo pubblico all'editoria.
Beppe, con simpatia, se devi fare una cosa Falla Bene. In men che non si dica sei passato dal comico all'attivista e fare la fine del buffone. Grillo, vaffa....

Figurati che personalmente sono persino d'accordo con gli oggetti del referendum. E ci speravo pure perchè queste leggi non veranno mai emanate dal parlamento.
Uno, perchè i giornalisti sono i principali alleati dei politici
Due, perchè l'opposizione si beccherebbe tutti i vaffa... di Liberazione e del Manifesto
Tre, perchè il governo sarebbe accusato di limitare la pluralità dell'informazione.
Grillo, Vaffa.....

mercoledì 12 novembre 2008

IdV: rappresentano solo se stessi.

"Dall'esame delle statistiche delle assenze dei deputati italiani, pubblicati da ieri sul sito de Le Jene, emerge che il candidato di centrosinistra, Carlo Costantini, candidato a presiedere la Regione Abruzzo, risulta uno dei meno assidui partecipanti alle sedute di Montecitorio".
L'onorevole Costantini risulta essere stato assente per il 45,64% delle sedute svolte dal 29 aprile al 2 ottobre 2008: vale a dire 314 assenze su 685 adunanze.
In tal modo Costantini guadagna il non invidiabile risultato di essere il 589mo deputato su 633 in quanto a presenze: dato ancor più eclatante se si pensa che la maggior parte dei pochi onorevoli che hanno fatto peggio del candidato del centrosinistra alle regionali abruzzesi è impegnata in incarichi governativi.
Si tratta evidentemente di una peculiarità propria degli elementi di spicco dell'IdV, considerando che Antonio Di Pietro risulta essere 619mo su 632.
Basterà riflettere su questi pochi dati per far comprendere agli elettori abruzzesi quanta affidabilità possano riporre verso certi personaggi".
Clicca qui per scaricare la tabella ====>>
L'assenteismo riassunto per partito è:
1 Lega 7,15%
2 PDL 10,76%
3 PD 15,20%
4 UDC 19,65%
5 IDV 25,08%

martedì 11 novembre 2008

L'informazione italiana è inqualificabile

Questa notizia non la troverete mai nè su Repubblica, nè sul Corriere della Sera, nè sull'Unità, ma il viaggo di Berlusconi in Russia ha portato a casa i seguenti risultati.
Berlusconi incontra Medvedev e firma oltre 20 accordi di cooperazione istituzionale ed economica con la Russia, gettando le basi per ulteriori spiragli di collaborazione bilaterale.
L’Italia si conferma così uno dei partner europei privilegiati di Mosca, ma anche un fedele alleato diplomatico nelle trattative intavolate con l’Unione Europea e Stati Uniti.
Inoltre, ai tavoli delle trattative, a cui hanno partecipato i Ministri Giulio Tremonti, Roberto Maroni, Franco Frattini, Claudio Scajola, Sandro Bondi e Carlo Giovanardi, grandi gruppi italiani e russi hanno ratificato contratti da milioni di euro dagli interessanti risvolti.
I giornali italiani, tutti ovviamente controllati da Berlusconi, ed anche tutti i tg, hanno riportato solo "giovane, bello ed abbronzato" per tre giorni, ma i dettagli dell'incontro li ho potuti leggere sul quotidiano russo Kommersant: http://www.kommersant.com/p1053069/r_529/Russian_U.S._Italian_relations/
e su questo blog:
http://etleboro.blogspot.com/2008/11/italia-e-russia-unalleanza-da.html

Calma piatta confusa con vento che cambia


L'alleanza di centro sinistra vince le elezioni provinciali in Trentino. I numeri sono numeri e dicono che il 56,99% ottenuto dalla coalizione di centrosinistra è maggiore del 36,50% ottenuto dalla coalizione del centrodestra. Punto.
Con cosa li devo paragonare per commentarli?
con le elezioni provinciali del 2003: ecco il link con i risultati finali: http://www.elezioni-2003.provincia.tn.it/
La caolizione di centrosinistra aveva ottenuto il 60,82% (quindi ha perso il 3,83%) ed il centrodestra aveva ottenuto il 30,67% (quindi ha guadagnato il 5,83%).
Senza considerare che l'Udc (circa il 5% nel 2003) quest'anno si è alleato con il PD ed è comparso l'IdV.
Questo per quanto riguarda le coalizioni.
Per quanto riguarda i nuovi partiti PDL e PD
Il PDL ho ottenuto il 12,26% (perdendo circa il 5% rispetto alla somma di Fi e An) e il PD ha ottenuto il 21,12% (perdendo circa il 17% rispetto alla somma di DS e Margherita).
La Lega Nord è l'unica che ha aumentato i voti passando dal 6,12% al 14,21% (+8,09%).
Ma tutti i giornali (ovviamente controllati da Berlusconi) riportano che "sta cambiando il vento".
Si è svegliato perfino il Cicciobello nazionale. L'ex sindaco di Roma ha parlato di “un vento di cambiamento veloce nei confronti del Governo nazionale” ed ha portato ad esempio la vittoria di Obama in America e quella del centrosinistra nelle provinciali di Trento. E per effetto di una sorta di effetto domino, questo “vento di cambiamento” dovrebbe portare all'affermazione del centrosinistra in Abruzzo.
Forse Ciccibello pensa che San Marino sia su Marte? Lì effettivamente si è liquidato il governo di centrosinistra ed ora si instaurerà il nuovo governo di centrodestra. Fosse questo il vento che dicono?

Shopping di senatori: Una balla

Ve lo ricordate Berlusconi che fa shopping di senatori in vista del voto sulla Finanziaria? Ve lo ricordate il mercato delle vacche di Palazzo Madama? Se lo ricordava anche la procura di Napoli ed infatti il Cavaliere era indagato per la corruzione di Agostino Saccà (presidente di RaiFiction) e per istigazione alla corruzione del senatore Nino Randazzo e di altri senatori della Repubblica, “in altri episodi non ancora identificati”.
La notizia fu uno scoop di Repubblica firmato da Giuseppe D’Avanzo. Dalle intercettazioni telefoniche emergevano i contatti tra Berlusconi e Saccà finalizzati a convincere Pietro Fuda (senatore calabrese del centrosinistra) e Nino Randazzo (uno dei senatori eletti all’estero) a passare con l’opposizione e fare così cadere il governo. Il dirigente Rai avrebbe dovuto anche favorire la carriera di quattro attrici, una delle quali segnalata da un senatore di centrosinistra che avrebbe poi potuto essere utile al Cavaliere in caso di spallata all’esecutivo. Insomma, il governo per una velina.
Il quadretto che emergeva era desolante. Gli sgherri del Cavaliere controllano il conto corrente di Randazzo, poi si partiva con le avances. Il senatore (come lui stesso denunciò pubblicamente) viene ricevuto da Berlusconi a Palazzo Grazioli e invitato a lasciare la maggioranza in cambio di promesse politiche ed economiche. Il Cavaliere gli offre la seconda posizione nelle liste della Cdl (dopo lo stesso Berlusconi), la campagna elettorale pagata e l’assicurazione di un suo ingresso in un nuovo governo di centrodestra con la nomina a viceministro degli Esteri o a sottosegretario con delega sull’Oceania.
Ora si sa che è tutta una balla. Nessun governo per una velina.
Infatti, dopo che gli atti erano stati mandati a Roma per competenza, il gip Orlando Villoni, nelle scorse settimane, aveva sospeso il fascicolo sulla base del lodo Alfano, inviando gli atti alla Corte Costituzionale. Il pm Angelantonio Racanelli, d'intesa con il procuratore capo Giovanni Ferrara, ha ritenuto che a carico del premier non c'erano elementi per procedere e che bisognava richiedere l'archiviazione, non ritenendo che ci fossero i presupposti, nella fase delle indagini preliminari, per l'applicazione del lodo Alfano.
Quindi? NULLA di NULLA.
Adesso io mi chiedo: Ma Di Pietro, Travaglio e Grillo non si vergognano di avere gridato SOLO BUGIE ai quattro venti? Hanno ancora un seguito che li dà credito? Allora è vero: gli imbecilli esistono.

Finanziamenti all'Alitalia


no comment

L'ora dello sciacallo

L’Alitalia è tornata nel caos e rischia di nuovo il peggio.
Una parte del cosiddetto “fronte del no”, ovvero l’ala più dura e intransigente di chi si oppone a Cai, ha scelto la strada degli scioperi selvaggi. E ad aizzare la piazza già rovente chi c'è? il senatore Stefano Pedica dell’Italia dei Valori di Di Pietro.
http://www.youtube.com/watch?v=5A-UfYu-O8I
Che non parla di divergenza sul contratto, turni, stipendi o ferie, ma unicamente aizza la gente ad evitare che la società sia venduta a CAI.
Qui non siamo di fronte a una rivendicazione salariale o sindacale ma sotto a questi scioperi c'è la mano lunga di qualcuno che ha interesse a screditare l'operato del Governo nell'intento di mettero in cattiva luce 'costi quel che costi'. Alla faccia dei lavoratori.
Secondo me il Governo avrebbe dovuto mandare a casa tutti già dall'inizio, ma lo può fare ancora adesso , non è mai troppo tardi !!!

lunedì 10 novembre 2008

Dialogo a condizione......


Sembra uno scherzo, ma è la realtà in quanto il bel Walter ha scritto una lettera al ministroTremonti con queste sue richieste: Via tutti i vostri decreti sulla scuola, via la legge sulla finanziaria, rimettete la spazzatura nuovamente sulle strade di Napoli, e allora poi mi siederò al tavolo per fare insieme quello che io voglio.
In pratica deve essere lui a dettare le linee quida al governo, forte dell'appoggio di Obama suo grande amico amerikano; non gli è pasata la sbornia e confonde le elezioni americane o quelle trentine con le elezioni italiane.
Se vuole collaborare con la maggioranza non ponga delle condizioni o peggio non ricatti, lo faccia apportando delle idee, dei progetti, e stia sicuro che qualcuno lo ascolterà.
Ma fino a che la sua collaborazione si esprime portando in piazza la gente, a contestare, a insultare, e ad ascoltare la parte peggiore del suo alleato Dio Pietro nessuno lo vuole ascoltare.
Innocenti Livi Renato

Riflessioni d'autunno


10 Luglio 2008 - D’Alema dice: "Silvio Berlusconi rinunci al lodo Alfano, affronti i giudizi che lo riguardano a testa alta".( Fonte: Excite)
D'Alema è lo stesso che ha chiesto per sè l'immunità all'europarlamento per l'inchieta Bnl-Unipol. 3 Novembre 2008 - La Commissione giuridica del Parlamento Europeo a Bruxelles, presieduta dall'eurodeputato del Pdl-Fi Giuseppe Gargani ha espresso voto negativo alla revoca dell'immunita'.
Solo i coglioni e gli imbecilli (che sono la stessa cosa) possono avere un comportamento tanto vile ed avere un seguito di ascoltatori che continua a credere alle sue parole come queste utilizzate a commentare i risultati delle ultime elezioni : «Se votassero solo quelli che leggono libri e giornali non ci sarebbe partita, vinceremmo noi. Ma siccome vige il suffragio universale...». Era il 18 aprile 2008.

domenica 9 novembre 2008

Immigrazione: Test per il ricongiungimento


Il governo Sarkozy detta le regole per limitare il ricongiungimento familiare degli immigrati. Stando alle nuove norme appena approvate, a partire da dicembre, prima di ottenere il visto, gli stranieri che vorranno raggiungere i parenti in Francia dovranno dimostrare di conoscere la lingua francese e i costumi occidentali. I test verranno eseguiti direttamente nei Paesi d'origine.
Nel dettaglio, i candidati al ricongiungimento dovranno dimostrare di avere basi solide in lingua francese e passare un esame di cultura generale.
Il tutto, ovviamente, direttamente nel proprio Paese d'origine e prima di fare il biglietto per Parigi. "La lingua è il miglior vettore dell' integrazione", ha spiegato Hortefeux. Stando a Le Figaro, ogni domanda di ricongiungimento darà luogo a un esame culturale e linguistico, sul posto, che prevede "domande semplici" in grado di verificare il livello culturale dei candidati e la loro conoscenza del mondo in cui andranno a vivere. Una delle domande, ad esempio, è "In Francia una donna può lavorare senza l'autorizzazione di suo marito?".
Una normativa simile era stata introdotta, nel 2006 in Germania, con il "test per gli islamici". Gli aspiranti cittadini vengono interrogati sui matrimoni combinati o sull'11 settembre e poi veniva stabilita la loro idoneità per il visto.
La soluzione francese è però differente e si basa su una sorta di formazione preventiva a distanza. Il meccanismo varato dal governo Sarkozy, infatti, prevede un corso di formazione obbligatorio di massimo due mesi nei Paesi d'origine.
Dalle lezioni sarà esonerato chi già padroneggia le basi della lingua, chi ha studiato in un istituto francofono o in Francia, gli over 65 e i minori di 16 anni.
F.ted TGcom.
Si potrebbe fare in Italia? No, la sinistra italiana, sempre più a caccia di voti e sempre meno amante del proprio Paese, per una cosa del genere avrebbe alzato un polverone a Bruxelles per razzismo e xenofobia ed avrebbe coinvolto le migliori testate straniere allo smerdificio pubblico del nostro povero Paese. Perchè loro amano l'Italia.

sabato 8 novembre 2008

Mi acculturo sui termini: Yes We Can, No We Don't

Ho appena letto sul Corriere della sera on line che sul NewYorkTime ci sono 50 pagine di cittadini che "chiedono scusa" a Obama e scrivono "noi non siamo come Berlusconi" !
E mi sono chiesto, se i sinistri avessero dovuto chiedere scusa a Bush per le vere e proprie carognate e diffamazioni che si sono ampiamente permessi , altro che 50 pagine sul NYT . Un'enciclopedia ci sarebbe voluta . Che schifo questa sinistra! e che schifo il Corriere che ci sguazza nella melma, per crearne altra .
Allora son andato "sul posto" ! il NYT in effetti ha scritto quattro righe sull'avvenimento chiamandolo "joke" . Poi ci sono i commenti sgrammaticati e maccheronici dei sinistri italiani piangenti e gementi , tipo:
"Sorry all. I’m ashamed of being italian."— Paolo Cravanzola27. November 6, 2008 4:08 pm
God save us from Berlusconi!— Leonardo28. November 6, 2008 4:08 pm29. November 6, 2008 4:08 pm
Berlusconi is imbecille— mjljmj30. November 6, 2008 4:08 pm
I am italian, i m writing from Milan.I want to say “SORRY” for our president. i think obama can change this world and we would like to have a president like him.sorry men— francesco31. November 6, 2008 4:09 pm
I’m an Italian Boy, And i’m so sad for this sentence of Berlusconi, this men don’t rapresent Us— Simone
ecc.ecc.
Ho concluso pensando: "un Paese privo di un'opposizione pensante e propositiva versa in una vera e propria tragedia democratica"
Vi ricordate il trattamento per Bush riservato dalla sinistra italiana? Lui ancora Presidente del paese più potente del mondo, lo stesso di Obama, è passato dalla bocca di tutti, Veltroni compreso, collegato ad apprezzamenti pesanti sotto il profilo personale, etico e politico.
C’è ancora chi nella sinistra lo collega ad un disegno complottistico per la tragedia delle torri gemelle a new York. La sua visita a Roma nel giugno del 2007 trovò, tra i componenti del governo di Prodi, espressioni di spregio e di malumore.
La sinistra “corretta” deve avere la memoria davvero corta se oggi non ricorda che la visita è stata persino sul punto d’essere annullata per una serie di ostacoli, questi davvero poco corretti. Si voleva che Bush avesse un profilo basso e che la visita seguisse solo un protocollo burocratico. Il nervosismo e le manovre ostruzionistiche del governo di allora e del comando dei servizi di sicurezza per la volontà di Bush di incontrare Berlusconi, e di visitare la comunità di Sant’Egidio, apparvero fuori luogo ed esagerate, tanto che la diplomazia americana ricordò che incontrare il leader dell’opposizione per Bush era una consuetudine a cui non avrebbe rinunciato in Italia.
I diplomatici Usa con questa radicata volontà erano persino pronti a limitare la presenza di Bush in Italia alla sola visita al Papa in Vaticano, se l’incontro con il leader dell’opposizione fosse stato ancora ostacolato.
Questo incontro fu addirittura definito dallo staff di Prodi come una iniziativa “inopportuna e sgradita”. Per fortuna che, poco più di sei mesi dopo, “inopportuna e sgradita” fu considerata dagli italiani la permanenza di Prodi a Palazzo Chigi.

Ci hanno abituati a queste strozzature della libertà, datate solo poco più di un anno fa, ed ora si scandalizzano per una battuta sul nuovo Presidente degli USA? “Bello, giovane ed abbronzato” è proprio così dissacrante ed offensivo? Alla stregua di "mani lorde di sangue"?
La differenza tra noi ed i sinistri è che per noi Obama o Bush rappresentano entrambi gli Stati Uniti d'America, mentre per loro contro Bush si può dire qualsiasi cosa perchè se la merita YES, WE CAN, mentre su Obama...... NO, WE DON'T (ma solo perchè è democratico, infatti già su Condoleeza Rice YES, WE CAN).

Lentamente, ma mi sto acculturando. E più mi acculturo, più mi piace di non essere nella parte migliore del Paese.

Gettare i rifiuti in strada: Si può fare

L'articolo 6 del decreto legge 172/2008, approvato di recente dal consiglio dei ministri, prevede il carcere per chi deposita in strada rifiuti ingombranti o speciali.
Ma in Campania sai quante leggi non vengono rispettate? E allora tutto è continuato come prima.
Ma il vento è cambiato (peccato che a dirlo è Veltroni per tutt'altri motivi) ed ora cinque persone sono finite in manette mentre si liberavano di rifiuti solidi. Una sesta persona è invece stata rimessa in libertà dal giudice che, dopo aver convalidato l'arresto, ha ritenuto di scarcerare l'indagato perché non sussistono i motivi della custodia cautelare.
Il primo ad essere arrestato dai carabinieri della compagnia Rione Traiano è stato un 32enne di Pianura, sorpreso mentre abbandonava in strada rifiuti ingombranti, urbani, speciali e solidi tra cui una cucina, bombole di gas e materiale ferroso arrugginito.
Nel quartiere Poggioreale, invece, i carabinieri della stazione San Giovanni a Teduccio hanno arrestato un 39enne e un 62enne: i due sono stati sorpresi dai militari mentre, da un furgone Piaggio, scaricavano buste di plastica, ferro, cartone, plastica, lattine e vetro direttamente sulla strada, in un'area non autorizzata per lo scarico.
Altri tre arresti sono stati effettuati dai carabinieri della compagnia Poggioreale. A finire in manette sono stati un 26enne, un 68enne e un 40enne, gestori di 2 box abusivamente costruiti in via De Roberto: senza alcuna autorizzazione hanno effettuato attivita' di deposito e raccolta di rifiuti speciali pericolosi e non (scarti di olio motore, pastiglie per freni, ecc.).
Ma, come sempre accade, quando le cose cominciano a funzionare, c'è sempre chi rema contro e quindi sono sorti dubbi di incostituzionalità del decreto. Il legale del primo degli arrestati, avvocato Massimo Bruno, sta infatti valutando la possibilità di sollevare una questione di illegittimità costituzionale nei confronti del decreto che prevede l'arresto per chi getta rifiuti ingombranti in strada. "Appare violato - spiega l'avvocato - il principio di uguaglianza tra cittadini italiani visto che la norma si applica solo in Campania".
Mi sembra giusto che venga corretta questa anomalia, così come mi sembra vergognoso avere una schiera di professionisti (gli avvocati) utili solo a utilizzare qualsiasi cavillo per giustificare ogni illegalità o ad inventarsi qualsiasi suggerimento per allegerire la pena al proprio assistito criminale.
Per esempio il rumeno (ma non è importante la nazionalità) che ha investito a Roma 13 persone alla fermata dell'autobus. Al processo il guidatore, ubriaco e sotto effetto di droga, ha detto di aver investito le 13 persone per scansare un pedone. Una versione chiaramente suggerita dall'avvocato, tanto ci vogliono delle prove per smentirlo e quando pure ci fossero, una bugia detta per scagionarsi mica è reato, nè per lui, nè per l'avvocato che gliele ha suggerita.
Conclusione: tra il popolo è diffusa la contro-legge: si può fare perchè la legge è incostituzionale.

E' finita la ricreazione?

Il Cdm ha varato le linee guida per l'universitá e ha approvato anche un decreto legge.
Pur senza rimangiarsi nulla circa l'alleggerimento dei bilanci universitari previsto a partire del 2010, nel giro di qualche giorno la Conferenza dei rettori è passata dalla minaccia delle dimissioni in blocco per i tagli all'università a un «forte e pieno apprezzamento» per la riforma Gelmini.
Lo stesso Partito democratico ha dato atto al ministro di aver imboccato una strada corretta.
Come mai questa svolta?
La unica ragione sta nel fatto che la Gelmini ha detto che questo è un documento programmatico e di legislatura, che viene offerto al dibattito con il mondo accademico ma che sará oggetto di discussione anche in Parlamento, nelle commissioni e in Aula.
Adesso glielo vogliamo dire agli studenti che la "ricreazione è finita"? Oppure ci conviene tenerli ancora per un pò a fare baldoria?

Picierno: ridateci le preferenze


La grama figura collezionata dalla dottoressa Picierno negli studi di Porta a Porta testimonia il grado di evanescenza e di impreparazione di un plotone di miracolati che, senza alcuna esperienza, si è ritrovato, in barba alla tanto decantata e vilipesa meritocrazia, a rappresentare indegnamente il popolo italiano in Parlamento.
Chiunque abbia la minima conoscenza del territorio si sarebbe guardato bene dall’affermare, dinanzi a milioni di persone, un’assurdità come quella asserita, con tono anche convintamente professorale, dal ‘ministro penombra’ della gioventù; sostenere che vi sia una sola volante della polizia che quotidianamente deve operare per l’intera provincia di Caserta, significa non avere la benché minima conoscenza della strutturazione, degli organici e dell’attività delle forze dell’ordine su quel territorio che la dottoressa Picierno dovrebbe rappresentare alla Camera dei Deputati.
Non bastano, evidentemente, i tanti mali di una provincia spesso agli onori della cronaca per fatti delittuosi o inefficienze varie; a queste si deve aggiungere anche una rappresentanza istituzionale fatta di parlamentari che abbisognano di bigliettini e ventriloqui per esprimere un concetto, per lo più sbagliato.
Tutto questo offende un intero territorio e la sua gente.

In più, nella stessa trasmissione mentre il ministro ombra delle Politiche giovanili cercava di argomentare qualcosa, Alessandra Mussolini è intervenuta accusando la collega di leggere dei foglietti tenuti sulle ginocchia (che il pubblico da casa per le inquadrature di primo piano non sarebbe mai riuscito a vedere). Da qui, uno scambio, verbale abbastanza acceso, tra le due che è proseguito per alcuni minuti, finché l'esponente del Pdl si è alzata e ha preso gli appunti portati dalla collega della minoranza dicendole: «Ora, vediamo se sai parlare senza i foglietti».
Vedetelo.

PS. Un messaggio a Silvio: per cortesia, reintroduci le preferenze alle elezioni. Le segreterie politiche non sono in grado di scegliere i candidati. Figurati che questa signorina è stata eletta deputata e "scelta" al ruolo di ministro del governo ombra (figurati quali sono i criteri di selezione all'interno del PD e figurati il livello di quelli "non-scelti").

Camilleri: La vera Cultura

Ecco la cultura comunista che cosa è e a che cosa porta.
Camilleri dice di Mariastella Gelmini «di sicuro non è un essere umano» e che «dovremmo chiamare i professori di chimica per capire che cos’è»
e lui che cos’è? un pescecane parassita che nessuno conosceva prima che i vari capi di sinistra della rai gli dessero una importanza che non ha.
Perfino l’opposizione ne esce disgustata.
Fioroni: "Chi non rispetta la dignità delle persone o declina quel rispetto solo in base alle simpatie, anche politiche, si comporta in modo grave."
Russo Spena: "La radicalità dei giudizi politici, che possono essere anche aspri e duri, non deve essere mai confusa con la semplice offesa personale".
Giorgio Tonini, fedelissimo di Walter Veltroni, rincara la dose: "Quelle parole sono gravi non solo in sé, ma soprattutto perché sono state pronunciate davanti ai giovani. Per diventare cattivi maestri basta un attimo e guai se ci si spinge nel campo dell’intolleranza".
http://www.corriere.it/politica/08_novembre_08/camilleri_la_gelmini_non_e_umana_faf1ad4e-ad62-11dd-8ab4-00144f02aabc.shtml
Orgoglioso di non avere tanta Cultura.

occhio per occhio

Il PD è patetico: per giustificare la schifezza del manifesto dedicato a Gasparri non ha alcuna argomentazione e, in una conferenza stampa, Franceschini mostra i manifesti che furono esposti dalla destra contro Prodi. Come se fosse una giustificazione. Una specie di par condicio.
Una par condicio che vale solo per loro; infatti,
se così fosse, perchè continuano a sparlare del "Bello, giovane e abbronzato"?
Vi ricordate cosa scrisse l'Unità il 25 novembre 2004 (Lidia Ravera)?
Eccolo:
Condoleeza Rice, indubitabilmente nera e senza alcun dubbio donna, certamente afflitta da una vita di mestruazioni a cui, probabilmente, data l’età, è seguita la mai troppo rimossa menopausa. Le compagne “vecchie” (o vecchie compagne?) hanno provato un brivido di orgoglio, per così dire, castale nell’apprendere che un essere umano di tipo femminile, nero e pure di mezz’età (tre sfighe in una persona sola) era assurto a una delle massime cariche del mondo, quello di complice number one di un personaggino come George W. Bush. (…) Condoleeza, con quelle guancette da impunita, è la “lider maxima” delle donne-scimmia. (…). (F.te Falcodestro)
Sono andato così indietro nel tempo solo per provare cosa pensano i progressisti italiani delle donne e delle negre in politica quando queste sono repubblicane. E' ovvio che i tripudi di gioia si sarebbero sprecati se fosse stata donna, negra e democratica, ma Condoleeeza è repubblicana ed allora dagli alla scimmia.....
Ma non penso che agli americani sia importato gran che, visto che loro erano stati abituati a “Bush con le mani lorde di sangue” gridato dalle tv italiane dagli allora ministri (sic) una volta a settimana dopo i pasti (Porta a Porta).

venerdì 7 novembre 2008

Università: Un'altra storia

Nicoletta Ciardullo e Giulia Martelli (Il Tempo), si sono infiltrate per sette giorni alla Sapienza di Roma con un taccuino su cui prendere appunti e si sono spacciate per studentesse in cerca di informazioni.
A parlare è Cristiana, 27 anni laureanda in Scienze della Comunicazione alla Sapienza: «Ho lavorato sulla mia tesi comunicando solo via e-mail con il professore. Dopo un anno ho chiesto un appuntamento per le correzioni finali. Scopro che il professore non è più alla Sapienza, si è trasferito. Con grande sgomento e una tesi quasi ultimata mi sono ritrovata a cercare un altro professore disponibile a portarmi alla laurea, buttando nel cestino il mio lavoro».
Primo impatto, la Facoltà di Giurisprudenza. Al primo piano dovrebbero essere affissi gli orari di ricevimento, ne troviamo solo alcuni. Davanti la bacheca c’è Giusy, frequenta il quarto anno: «Ai ricevimenti ne trovi uno su tre e di solito mandano gli assistenti perché i professori fanno tutti altri lavori, chi il magistrato, chi il politico. Chi è membro di questa corte, chi di quest’altra. Per esempio lo scorso anno il prof. Oliviero Diliberto, titolare di cattedra non ha fatto il corso e si è preso un anno sabbatico ed è stato sostituito da un assistente».
Vicino a lei c’è Francesca del primo anno: «Gli insegnanti non ti guardano proprio, a lezione siamo 200-300 persone. Gli assistenti sono più gentili». «Snobbano i ricevimenti, hanno a disposizione una sola ora e arrivano anche con 15 minuti di ritardo» aggiunge Pasquale al quarto anno. Piove, di corsa arriviamo alla vicina Lettere e Filosofia, terzo piano bacheca ricevimenti. Ad insegnare all’interno del corso di laurea in Teorie e Pratiche dell’Antropologia c’è la prof. Laura Faranda. Sulla bacheca troviamo solo l’orario di ricevimento riferito al mese di settembre. La professoressa ha messo a disposizione solo tre date: l’8, il 18 e il 29.
Usciamo sulle scale esterne. Qui i ragazzi fumano una sigaretta tra un colloquio e una lezione. Incontriamo Claudio, chiediamo consigli sui professori da evitare, risponde secco: «Il prof. Ferroni di Letteratura Italiana, considerato uno dei grandi vecchi (così i ragazzi chiamano i professori che non vanno in pensione) non riesci a seguire le sue lezioni, ed ha scarsissimi rapporti con gli studenti. Fa parte dell’antica guardia, è talmente pieno della sua cultura che non si accorge nemmeno che le sue lezioni sono noiose e che noi studenti non lo capiamo; la professoressa Quarta, invece, non riesce a instaurare un buon rapporto, spesso ci apostrofa con termini non proprio "cattedratici"; Di Donato e De Benedictis hanno altro per la testa. L’unica veramente brava è la professoressa Fazio, lei sì che ama la materia». Mariangela, fuori corso con l’indirizzo Musica e Spettacolo. Ti riscriveresti ancora? «No assolutamente, è una facoltà inutile e mal gestita, basti pensare che quando i proff. non si presentano a lezione lasciano un post-it alla porta senza avvisi neanche sul sito internet».
È un problema sentito da molti. «Non solo non si presentano ai ricevimenti, ma neanche rispondono alle e-mail. Poi non riesco a spiegarmi - dice Eugenia - perchè ci sono due dipartimenti come Lettere e Filosofia e Scienze Umanistiche che sono state scorporate. I corsi sono praticamente identici, la mia idea è che l’abbiano fatto per dare più cattedre ai professori che si fanno la guerra fra loro». L’abitudine di lasciare i post-it sulla porta con gli spostamenti d’orario del ricevimento li manda proprio in bestia: «Non si rendono conto che ci sono persone che vengono da fuori, e visto che non curano le bacheche potrebbero almeno aggiornare il sito - dicono Giuseppe e Gabriele, in attesa di dare un esame - e invece nulla. Siamo alla loro mercè».
Michele studia a Economia e Commercio, e ha il dente avvelenato con due insegnanti, Massaroni di Scienze della Gestione d’Impresa e Cagiano de Azevedo di Economia della Cooperazione internazionale dello Sviluppo: «Il primo a lezione non c’è quasi mai, sempre preso da qualche convegno o per l’ennesimo Consiglio di facoltà. Cagiano invece ha ritmi lentissimi, è ritardatario e per dare l’esame con lui ho aspettato nove ore. Tra la tensione e lo sfinimento ancora oggi credo che sia un miracolo se sono riuscito a passare l’esame».
Un salto a Farmacia con la speranza di trovare una situazione migliore. Al primo piano incontriamo Sara: è una fuorisede iscritta al C.T.F (Chimica e Tecnologia Farmaceutiche). Bussa insistentemente ad una porta, ma dietro non c’è nessuno: «Oggi ho l’esame di Analisi 2 - ci dice - e la Costi (si riferisce a Roberta Costi professoressa associata della Sapienza) non si è presentata, sono disperata è da due ore che la cerco sono una fuorisede non vedo la mia famiglia da agosto per stare qui per prepararmi e non ci sono avvisi, nessuno sa dirmi nulla». Dopo 10 minuti (esattamente due ore dopo l’orario previsto per l’esame) arriva l’assistente della prof. Costi spiegando a Sara che la professoressa non c’è e non verrà all’esame perché ha aderito allo sciopero.
Lasciamo Sara al suo triste destino e incontriamo un gruppo di tesisti, anche loro disperati per l’impossibilità di riuscire a laurearsi in tempi umani: «Preparare una tesi richiede tempo da parte nostra - spiega A. - ma anche impegno da parte dei professori che settimanalmente, durante gli orari di ricevimento, dovrebbero visionare il materiale che gli portiamo. Ma non li troviamo quasi mai, ed ecco che i mesi passano inesorabilmente».
L’esperienza di T., laureanda a Scienze Politiche è l’esempio perfetto di come funzionano qui le cose: «La tesi mi era stata assegnata lo scorso anno da un professore che poi è stato eletto nell’attuale legislatura e quindi ha cominciato a non venire più. Dopo averlo chiamato invano mi ha dirottato da un altro professore, che ho scoperto lavorare in un’altra città. Non riesco mai ad aver un incontro con lui e ora mi ritrovo con la tesi finita e nessuno che me l’abbia corretta».
Torniamo (e concludiamo) con la nostra prima interlocutrice Cristiana prossima alla laurea in Scienze della Comunicazione che ha rifatto ex novo la tesi per «fuga» del docente: «Ho buttato via un anno di studio e ho dovuto ricominciare tutto da capo. Si può studiare così?» Una domanda che non troverà una risposta e neanche un interlocutore. Scendiamo verso Piazzale Aldo Moro, usciamo dal grande malato della cultura italiana con una sola riflessione: la vera protesta non è quella venuta fuori dai cortei di piazza e dalle facoltà occupate dei giorni scorsi, piuttosto questa, silenziosa, ordinaria e per niente eclatante di molti ragazzi che non si sentono rispettati dai propri professori. Ma questa è un’altra storia. Una storia così consolidata per cui non vale la pena di protestare.

PD: Elettroencefalogramma piatto

Tutti credevamo che dopo la sagra autunnale del Circo Massimo il PD avrebbe sproloquiato per mesi su una specie di programma d'opposizone. E invece Nulla.
Il buon walter in questi giorni non ha esternato neppure un presagio di sventura, nè un'augurio di catastrofe e nemmeno un'ipotesi di regime all'orizzonte. Proprio Nulla.
Oddio, il buon walter è stato molto preso in Spagna a promuovere la sua fatica letteraria ed in USA a vincere le elezioni.
Ma in Italia?
La manifestazione del 25 doveva essere il collante per il futuro, ma non ha prodotto conseguenze. Forse una e la peggiore, che il Pd si è abbracciata definitivamente con il giustiziere Di Pietro che in Abruzzo sta dimostrando quanto sia inaffidabile, pericoloso e soprattutto inadeguato a ricoprire compiti istituzionali.
Il barbaro ha tentato di togliere l'avversario grazie alla giustizia. Fortuna che non tutti i magistrati sono come lui e il tentativo è fallito. Con il Pd che stava a guardare, non ha detto nulla, vuoto come una bottiglia. Nulla.
E voi siete gli eredi di Berlinguer e di Togliatti? Gente che solo con la presenza fisica, senza parlare, riempiva veramente il Circo Massimo senza balletto dei numeri. E se parlava come minino scriveva qualche pagina della storia.
Il buon Ualter ci ha ammorbato con il partito Nuovo a vocazione maggioritaria e poi, in Abruzzo, ricostituisce l'Unione, gli stessi che hanno finora governato MALE l'Abruzzo.
Male è scritto maiuscolo perchè lo dice lo stesso Costantini, che è il candidato dell'Unione 2.
Che fine ha fatto il PD?

Il miracolo di Obama

Ieri sera, assemblea del condominio.
Punto uno all'ordine del giorno: rifacimento facciata stabile.
Qualcuno ha accennato che la facciata stava bene così, che non era troppo rovinata. Un paio erano contrari perchè loro dicevano che non avevano una lira ed i lavori costavano troppo. Altri nicchiavano, erano incerti: in momenti di crisi economica, rifare la facciata è indispensabile? Altri ancora erano invece più maliziosi, preoccupati che l’amministratore poteva farci la cresta.
Ad un certo punto, proprio l’amministratore, si è alzato di scatto e ha urlato: "Io sto con Obama. We can." Fu una ovazione. Uno sbracciarsi di consensi. Una gioia collettiva sublime.
Lavori per quasi cinquecentomilaeuro approvati in due secondi. Raggiante e sogghignante, l’amministratore ha fatto firmare il verbale con una stilografica dal pennino d’oro, comprata – a suo dire – dal titolare della ditta delle pulizie.
L'unico voto contrario è stato del cinese, che ha la delega di un proprietario dei box. Non mi fido di Obama, sembra che abbia detto, ma la traduzione potrebbe essere imprecisa.
Michele Pizzuti, Roma

giovedì 6 novembre 2008

Dopo la sbornia

Buongiorno! Passata la sbornia? Coraggio, ancora qualche ora e il fumo si diraderà, lasciando gli occhi di nuovo liberi di osservare la realtà ed il cervello di distinguere un programma politico da un concerto rock.
La speranza è che si possa vedere Obama districarsi tra le enormi difficoltà che lo attendono con la stessa agilità ostentata nel salire e scendere le scalette degli aerei che in questi 21 mesi lo hanno portato da uno Stato all'altro. Ma una cosa è certa: se il linguaggio del corpo può aiutare a vincere una campagna elettorale lunga e noiosa, per governare occorrerà ben altro.
Serviranno idee forti innanzitutto. Alzi la mano chi conosce quelle di Obama, a meno di non considerare tali concetti come «il cambiamento » "CHANGE", «la speranza», "HOPE" o «il sogno», "DREAM".
Può darsi che Obama - come si entusiasma qualcuno - sia il presidente del nuovo «universalismo globalizzato» (e che roba è?). L'unica cosa certa è che al momento nessuno è in grado di dire cosa ha veramente in mente Obama sulle questioni fondamentali: crisi economica, rapporti internazionali, questione energetica.
Una cosa che ci riguarda: Cosa pensa Obama della base militare a Vicenza? Boh!
Attenzione, Con questo non voglio dire che Obama non possa essere un ottimo presidente, anzi ha tutte le caratteristiche per esserlo, ma registro delle aspettative nel mondo extraoccidentale che potrebbero andare deluse. Non per demerito di Obama, ma perchè le aspettative erano immotivate.

martedì 4 novembre 2008

La politica imbarbarita

Il Pdl è stato riammesso alle elezioni regionali abruzzesi dove il 30 novembre e il 1 maggio il centrodestra punta a strappare al centrosinistra la guida della Regione, affidando all'ex sindaco di Teramo Gianni Chiodi il compito di riportare l'amministrazione regionale alla normalità, dopo l'arresto e le dimissioni di Ottaviano Del Turco travolto dalla sanitopoli abruzzese.
Contro di lui, i candidati Carlo Cotantini, dipietrista sostenuto da Pd e Idv, e Rodolfo De Laurentiis, dell'Udc di Casini.
Lo stop alla corsa di Chiodi e del Pdl in Abruzzo, alla fine, è durato poco più di 24 ore. Intorno alle 15 dell'altro ieri la Corte di Appello dell'Aquila avevano decretato la sospensione delle liste collegate a Chiodi, con riserva. Intorno alle 17 di ieri lo stesso collegio le ha riammesse, convinto dalle argomentazioni causidiche proposte dal Pdl che ieri mattina ha illustrato all'ufficio elettorale della Corte di Appello perchè tutte le irregolarità contestate potevano essere sanate, trattandosi solo di vizi formali e comuqnue disponendo in materia di copiosi precedenti giurisdizionali favorevoli alla riammissione. Tesi accolte in pieno dai giudici dell'Aquila, dunque.
Cosa c'entra Di Pietro? NULLA, tranne il fatto che il cafone questa mattina e' tornato a vestire i panni del Pm, recandosi di persona all'Aquila per fornire ai giudici argomentazioni e "materiale probatorio anche filmato" di quelle che a suo dire erano "gravi irregolarità anche sotto il profilo penale" nella composizione di liste e sottoscrizioni dei candidati Pdl.
"Il Pdl non ha rispettato le regole del gioco - commenta amaro Di Pietro - ma noi vogliamo vincere le elezioni sul campo, non a tavolino. Per questo non ricorreremo adesso al tar, fermo restando il nostro diritto-dovere di promuovere eventualmente successivanmente un giudizio di merito".
Invece, in casa Pd, dove fin dall'inizio i big hanno preferito non esporsi su una vicenda affidata "alla sola valutazione della magistratura abruzzese". E, anzi, oggi, a parlare è solo il padre nobile del Pd, l'abruzzese doc Franco Marini, per dire che è un bene che la magistratura abbia rimesso in campo il Pdl. "Sono soddisfatto - commenta l'ex Presidente del Senato- per la decisione presa dalla Corte di Appello de l'Aquila di riammettere la lista Pdl alle elezioni regionali d'Abruzzo. La regione infatti ha bisogno che dalla competizione elettorale emerga un governo pienamente rappresentativo ed autorevole. Questo è richiesto dalla necessità di ridare fiducia agli abruzzesi e da una situazione economica nazionale piena di incognite. Un governo autorevole esce da un confronto elettorale franco e deciso e da una scelta che vede in campo i due schieramenti. Noi vogliamo vincere con il voto dei cittadini"
"Quel che resta di questa vicenda - aggiunge Quagliariello del PdL - è il clima di caccia alle streghe che sta trasformando la lotta politica in Abruzzo in una corrida fatta a colpi di sospetti, di denunce, di intimidazioni. Non è bello vedere la politica trasferirsi presso i tribunali, e non è neppure dignitoso. I nostri esponenti, con buona pace di Di Pietro, alla Corte d'Appello si sono recati solo quando sono stati chiamati, e per difendersi. Anche contro questa inciviltà ora dobbiamo vincere. Da domani saremo in Abruzzo per ricostruire questa brutta vicenda di sciacallaggio e soprattutto per guardare avanti". Con una nota di merito tutta personale a favore di Franco Marini. "Apprezziamo molto le sue parole - dice Quagliariello - che non soltanto confermano il suo senso delle istituzioni ma, soprattutto, rappresentano un argine nei confronti dell'imbarbarimento della lotta politica".
La campagna elettorale dell’IdV invece sembra più una guerra che non un civile confronto e dibattito sui programmi e le cose da fare. La politica sembra essere per Di Pietro un’arena per gladiatori, più che un luogo di discussione e di incontro. Il Tonino nazionale non è affatto soddisfatto del salvataggio della lista di Chiodi e promette battaglia sul tema delle irregolarità elettorali. Ma come, non aveva dichiarato che l’IdV si sarebbe "serenamente rimesso alle decisioni dei Magistrati"? Evidentemente questo vale solo quando i Magistrati fanno quello che pensa lui ed ora non esclude una raffica di ricorsi, a seguito della decisione dell’Ufficio centrale regionale, che ha riammesso la lista del Pdl alle elezioni regionali abruzzesi di fine mese.
E riparte la guerra: “Depositeremo immediatamente una richiesta di accesso agli atti per leggere il provvedimento dell’Ufficio centrale - ha dichiarato con fermezza Alfonso Mascitelli, parlamentare della formazione dipietrista - e, siccome la legge è uguale per tutti, non escludiamo di impugnare la decisione davanti al Tar”. Di Pietro, che nei meccanismi legislativi è esperto, sa che esistono mille cavilli per appellarsi e mettere in pidedi una campagna giudiziaria infinita sulle elezioni abruzzesi. La qual cosa non fa bene all’Abruzzo, ma farà bene all’IdV, ed è solo questo che conta per Di Pietro.