Dal Blog di Barbara di Salvo:
Sarà che non ho avuto un minuto libero negli ultimi tempi, ma confesso che la politica italiana ultimamente fa passare la voglia di scriverne.
Ma di che vogliamo discutere?
Degli studenti che okkupano le scuole?
Dei sindacati che okkupano le piazze?
Dei piloti che okkupano gli aeroporti?
Dei sinistri che okkupano giornali e tv?
Di Uolter che è convinto di aver okkupato la Casa Bianca?
Francamente mi interessano di più tutti gli altri italiani che hanno cose decisamente più importanti di cui occuparsi.
Scusate se ci siamo anche noi. Sapete, saremmo quelli che hanno dato il proprio voto a questo governo.
Do you know voto? È quell’ammennicolo che contraddistingue le democrazie dai regimi oligarchici e dittatoriali. Mai sentito parlare?
No, non il voto per il presidente americano che fa tanto chic.
Quello di aprile che ha sancito la netta vittoria del centrodestra. Già dimenticata la batosta? O forse l’avete rimossa?
Noi ce lo ricordiamo e, di grazia, ci piacerebbe vederlo portare i suoi frutti.
E saremmo anche stufi di sentirci definire maggioranza silenziosa.
Silenziosa un corno. Con quel voto la nostra voce l’abbiamo fatta sentire forte e chiara, ma non c’è peggior sordo di chi non capisce la lingua della democrazia.
C’era un programma chiaro, la netta maggioranza degli italiani lo ha ritenuto utile per la Nazione e ora vuole, anzi pretende, che sia attuato.
L’opposizione non lo condivide? Ma va’? Chi l’avrebbe mai detto.
Alcuni sindacati si oppongono? Che posizione originale.
I media lo denigrano? Giuro che non me lo sarei aspettato.
Peccato che questa sia la democrazia e sarebbe ora di smettere di calpestarla.
In qualsiasi Stato democratico, chi ottiene il mandato popolare governa e, se corretto, lo fa rispettando ed attuando il programma per cui ha ottenuto il voto.
Forse il governo oggi sta facendo qualcosa di diverso? Non mi pare.
Era già tutto previsto, dall’Alitalia, alla scuola, all’immigrazione, all’economia, al pubblico impiego, alla giustizia.
Stanno semplicemente attuando quello che avevano promesso. Lo so, è strano per l’Italia perché siamo abituati a decenni di promesse vacue, contraddizioni, compromessi e stalli continui.
Però gli elettori li hanno votati proprio per questo e non è un caso che il gradimento per il governo sia così alto. Siamo solo contenti di veder messa in pratica la nostra volontà.
La volontà della maggioranza.... che astrusità.
Ma loro niente, non mollano. Gridano al regime, alla dittatura, al fascismo, al nazismo, al razzismo, al qualunquismo e al nepotismo.
Quando si dice la trave e la pagliuzza.
Possibile che non si rendano conto del paradosso?
È democratico uno Stato in cui le leggi sull’università le scrivono quattro vecchi baroni e 12 parcheggiati fuori corso da secoli?
Dove una delle peggiori giustizie del mondo pretende di essere autogestita dai giudici che l’hanno distrutta?
Dove i conti pubblici sono lasciati alla mercé di sindacati e sanguisughe varie?
Questa è la loro idea di democrazia: anarchia, autogestione, autonomia, regole scritte direttamente da chi deve applicarle.
La realtà è ormai completamente stravolta in una macroscopica legittimazione del conflitto di interessi di ogni singola categoria, da chi riesce a vedere solo quello del premier senza rendersi conto che lo pretende come istituto generale.
I cittadini, gli utenti, i clienti, i consumatori, i contribuenti non contano nulla perché non si sanno organizzare. Chi se ne frega di quello che pensano e di quello che vogliono. Non riempiono le piazze, non okkupano, non urlano, non spaccano.
Certo, votano... ma è una quisquilia... un’inutile perdita di tempo buona solo ad incassare i rimborsi elettorali anche con lo zerovirgola.
Per carità, ognuno è libero di manifestare il proprio dissenso e certo non mi pare che qualcuno lo stia impedendo a questi scalmanati.
Ma se esistono delle leggi in Italia vanno rispettate e non calpestate continuamente in nome di una prevaricazione del più prepotente sul più debole.
La tua libertà di dissentire può arrivare, però, solo fino al limite della mia libertà di continuare a condurre la mia esistenza in santa pace, di lavorare, di studiare e, perché no, di considerarti un povero idiota.
Superare quel limite diventa un abuso e va impedito dallo Stato che è stato inventato proprio per questo.
E la Costituzione tanto invocata? Carta straccia, buona solo per pulirsi la bocca quando si biascicano accuse prive di senso.
C’è forse scritto che il potere legislativo lo esercitano i sindacati, i maestri elementari, gli studenti, gli artisti, i professori, i piloti, i giornalisti, gli impiegati pubblici, i giudici e tutte le mille altre associazioni organizzate?
C’è forse scritto che hanno un potere consultivo nei confronti del parlamento eletto dal popolo sovrano e che questo, nel promulgare ogni legge, deve avviare la fantasmagorica “concertazione” con tutti i soggetti interessati?
C’è forse scritto che queste associazioni hanno un diritto di veto sulle leggi che le riguardano, magari anche solo indirettamente?
Certo che no.
E vi siete mai chieste perché?
Forse perché questo sistema ricordava tanto la Camera dei Fasci e delle Corporazioni.
E poi parlano di regime.
Beata ignoranza!