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domenica 29 giugno 2008

Lettera a Di Pietro

Ma perchè si arrabbia tanto perchè solo ora ha saputo che Berlusconi è un magnaccia?
Se voleva saperne di più bastava che lo chiedesse al suo collega Sircana. Lui, quella sera, stava chiedendo informazioni sul fatturato di Berlusconi, cosa credeva che chiedesse, l'ora?
C'è da sottolineare una sottile differenza: le foto di Sircana furono comprate da un noto editore per non essere pubblicate e sputtanare (ci vuole prorpio) il governo Prodi, mentre le intercettazioni del Berlusca sono state tenute nel cassetto per farle uscire ora che è Presidente del Consiglio.
Queso dimostra due cose:
1. in Itala non c'è libertà di informazione perchè, come tutta l'Europa sa, essa è gestita dal Cavaliere.
2. La stampa italiana conserva i fatti di cronaca e li pubblica al momento opportuno: in questo caso quando Veltroni ha ufficializzato la chiusura del dialogo.

NO! Non importa a cosa.

"No all'inceneritore di Agnano, nè al viaggio a Brescia che una delegazione istituzionale guidata dal sindaco Rosa Russo Iervolino farà il 4 luglio prossimo per visitare il termovalorizzatore lombardo".
A parlare è il capogruppo di Rifondazione Comunista, Raffaele Carotenuto che annuncia di non voler prendere parte a nessuna missione a Brescia per vedere il funzionamento del termovalorizzatore.
Carotenuto rincara la dose: «Siamo contro la tecnologia dell'incenerimento dei rifiuti e più in generale del nesso inceneritore e discariche. Non ci convince la scelta del quarto impianto in città e ancor più la sua localizzazione ad Agnano. Riteniamo tale opzione un arretramento culturale e politico su cui innanzitutto le forze di sinistra devono riflettere». «Non si capirebbe - conclude il capogruppo comunale di Rifondazione comunista - la nostra presenza a Brescia nel momento in cui contestiamo la scelta di cui ci si vorrebbe convincere».

In sintesi: Lui è contrario, e non vuole neppure andare a vedere a cosa è contrario.

Parole Ombra

"Se si dovesse costituire una sinistra di governo, una sinistra che abbia dentro di sè la vocazione di non rendere alternativo ciò che invece è stato alternativo, allora si può fare."
Aiuto! Qualcuno mi aiuti a capire cosa ha detto Uolter.

sabato 28 giugno 2008

Che strano Paese

Una sorpresa è venuta dal dottor Antonio Albano, procuratore Generale Onorario della Corte di Cassazione, che, con una lettera al Corriere della Sera del 22 giugno scorso, ha fatto sapere che una norma “blocca processi“ esiste già. Da dieci anni.
E’ il decreto legislativo n. 51 del 19 febbraio 1998 firmato dal premier Prodi, dal ministro della Giustizia Flik e dal presidente della Repubblica Scalfaro.
Ma nessuno se ne ricordava. Nemmeno l’informatissimo ex Pm Antonio DiPietro che continua a sparlare di leggi vergogna. Ma che strano paese…

massoneria editoriale

Non stupisce affatto che gli organi padronali di Carlo De Benedetti ora cerchino di ostacolare il passo al Cav.. Semmai fa sorridere il fatto che estraggano dai cassetti intercettazioni telefoniche, sapientemente tenute per mesi in naftalina. Proprio come massoni o come agenti dei servizi segreti deviati. Fa sorridere: ma non desta meraviglia.
Si può mai consentire che la luna di miele tra Berlusconi e gli italiani, prosegua ancora per mesi e mesi? Affatto. Qualcuno dice che è pronta anche una ghiotta intercettazione stile Monica Lewinski. Quindi ci attende la diffusione di chiacchierate del Berlusca, con esponenti del gentil sesso. Ma tutto a suo tempo.

E' un unico programma (altro che dialogo):
nessuno scrive o parla o analizza degli interventi che il governo sta facendo a tutela della povera gente, nè giornali, nè Tv (matrix, mezz'ora con, telecamere, ecc) lasciando il solo Epifani a dedurre conseguenze catastrofiche (cosa ti aspetti da uno che criticò persino il taglio dell'ICI sulla prima casa?) sul valore dell'inflazione e qualche altro benpensante che teorizza che l'aumento delle tasse ai petrolieri lo pagherà la povera gente. (Si vede che è lo stesso economista che dava consigli a Prodi, per cui lui tassava direttamente i poveri).
Quindi, primo punto non parlare di queste cose (che potrebbero interessare la gente);
Secondo punto, concentrare tutta l'azione dell'opposizione sul Lodo Schifani/Alfano e sul disegno di legge blocca-processi e stracciarsi le vesti perchè Berlusconi sta al potere solo perchè ha paura di essere giudicato per le sue criminose malefatte. E se ha paura significa che ammette la criminosità delle sue azioni. ($quindi far apparire un Berlusca criminale prima che si faccia il processo).
Terzo punto, tirare fuori dai cassetti tutte le intercettazioni vecchie che non hanno nulla di perseguibile ma che fanno apparire al cittadino un Berlusca "vizioso".
Quarto punto: Far esternare singoli commissari europei (non delibere europee) su ipotesi di leggi che il governo vuole fare e farle apparire non in linea con la UE.
Quando questa ricetta sarà ben cucinata, avremo l'opinione pubblica pervasa da un Berlusca Criminoso, Visioso, Che pensa solo a se stesso, Antieuropeo. A questo punto il piatto sarà servito per Grillo/Di Pietro con un referendum sul Lodo e sulla Legge Bloccaprocessi.

Qualcuno cerca di dire: Ma guarda che questa legge è importante; la giustizia sta messa molto male; non si riesce a condannare nessuno degli autori dei reati degli ultimi cinque anni. Il caso di boss pugliesi pluriomicidi scarcerati per decorrenza dei termini è solo la punta dell'iceberg.

Ma a loro non importa nulla: hanno messo su un programma in quattro punti per cacciare Berlusconi (perchè finchè c'è lui loro non vinceranno mai), ed il fine giustifica i mezzi: ad ogni costo.
Di questo passo mi aspetto la "passeggiata romana" stile girotondini e, perchè no, il lancio di monetine.

venerdì 27 giugno 2008

Nicoletta Gandus

"A questo stronzo di Berlusconi gli facciamo un culo così. Gli diamo sei anni e poi lo voglio veder fare il presidente del Consiglio".- Nicoletta Gandus –.
Questo per dire che non è vero che Berlusconi ha le manie di persecuzione e che non è vero che lui odia i giudici, casomai il contrario.
Questo per dire che certa parte della magistratura in Italia, specie quella ‘democratica’, è sempre più un'appendice avvelenata e movimentista della sinistra, ennesimo pezzo del puzzle della sua egemonia culturale nel nostro Paese.
Questo per dire che se c’è davvero una casta, potente, sottile e per questo invisibile, ma di certo non capace di non fare del male, questa è quella di cui fanno parte gli uomini in toga, e non venite a contarmi la balla di Falcone e Borsellino perché loro erano persone serie e competenti e non sono minimamente paragonabili ai buffoni che lavorano( sic!) al palazzo di Giustizia di Milano.
Questo per dire che, tutto sommato, non è che sia del tutto falsa quella supposizione che afferma che la magistratura si vuole sostituire al potere politico.
Ecco, tutto questo per dire che forse il Cavaliere non ha tutti i torti a non voler farsi giudicare da una persona poco imparziale e accecata dall’avversione personale nei confronti del premier. E lui è stato fin troppo signorile a ricusarla perché se fossi stato al posto suo sarei andato seduta stante io a farle un culo così, alla signora.
Francesco

martedì 24 giugno 2008

Questione di stile

Anna Finocchiaro, apre, a modo suo, al cosiddetto Lodo Schifani.
Vediamo cos’ha detto la Finocchiaro:
“Sul lodo Schifani o Maccanico io non ho nessuna pregiudiziale di principio. Nel senso che un sistema di immunità per le alte cariche esiste anche in altri Paesi europei”.
“Il problema qui è che lo propone il presidente del Consiglio in carica per un procedimento a proprio carico. Diciamo che c’è una ineleganza”.
Ha ragione: Berlusconi è oltremodo inelegante. Loro sono abituati ai metodi applicati da Prodi e D'Alema che epurano i magistrati che stanno indagando su di loro (come nel caso di De Magistris e della Forleo)!

Il CSM in vacanza

Si parla della stoppa-processi. Legge ad personam. Si dice…
Ma, forse non tutti sanno che… …è opportuno segnalare che una disposizione analoga è da tempo vigente nel nostro ordinamento giuridico.
Con il decreto legislativo del 19 febbraio 1998 n. 51 è stato introdotto uno smilzo articoletto (art. 227) il quale testualmente dispone: «Al fine di assicurare la rapida definizione dei processi pendenti alla data di efficacia del presente decreto, nella trattazione dei procedimenti e nella formazione dei ruoli di udienza, anche indipendentemente dalla data del commesso reato o da quella delle iscrizioni del procedimento, si tiene conto della gravità e della concreta offensività del reato, del pregiudizio che può derivare dal ritardo per la formazione della prova e per l’accertamento dei fatti, nonché dell’interesse della persona offesa.Gli uffici comunicano tempestivamente al consiglio superiore della magistratura i criteri di priorità ai quali si atterranno per la trattazione del procedimento e per la fissazione delle udienze».
Con tale disposizione è stata consentita la trattazione di quei procedimenti che il magistrato, a suo discrezionale apprezzamento, ritiene «gravi o dotati di concreta offensività». Per gli altri il destino è assicurato: saranno stipati in un oscuro sottoscala all’interno di un ufficio giudiziario, in attesa dell’arrivo liberatorio della prescrizione. È stata cosi introdotta una illegittima archiviazione, mascherata con buona pace del declamato principio della obbligatorietà dell’azione penale.
Il predetto decreto legislativo porta le firme di Prodi, presidente del Consiglio dei Ministri, Flick, ministro di Giustizia, Scalfaro, presidente della Repubblica.
Dove era il CSM? in vacanza?

Nel paradiso progressista

Una studentessa dell'università di Zanjan, provincia rurale situata 300 km a nord-ovest di Teheran, ha denunciato di aver subito molestie sessuali da parte di Hassan Madadi, un vicerettore dell'università, oltretutto incaricato della «moralizzazione » dell'ateneo. Il vicerettore è stato sospeso e, secondo l'agenzia ufficiale iraniana Fars, arrestato. Ma la stessa sorte è toccata alla ragazza, il cui nome non è stato divulgato. Il procuratore locale ha sentenziato che rendere pubblica l'esistenza di certi crimini è peggio che commetterli.
Quando pensi di aver toccato il fondo, c'è sempre qualcuno che comincia a scavare. Accade in Iran, il paradiso dei diritti umani, l'eden delle convivenze omosessuali, l'ambito traguardo di progressismo e laicità tanto anelato da tutti i progressisti laicisti nostrani. Altrimenti come si spiegherebbe l'assoluta assenza di sit-in, conferenze, proteste e lanci di pomodori durante l'ultima visita del presidente.

cosa cercano?

Ho letto la deposizione della Minardi che, tra contraddizioni e smemoratezze, delinea il profilo di una vicenda terribile dove sembrano intersecarsi indissolubilmente i legami tra potere e criminalità. Una storia che ha dell'assurdo. Non ci credono neppure i familiari della vittima Emanuela Orlandi. Ma i giudici (fiutano lo scoop) sono gli unici a crederci e, senza chiedersi neppure perchè la Minardi ha deciso di parlare dopo 25 anni (quando tutti quelli che potrebbero contraddirla sono morti), sbattono monsignor Marcinkus (anche lui morto) in prima pagina come il mandante dell'omicidio (Corsera e Repubblica guarda caso).
Sono in cerca di verità o di pubblicità?

domenica 22 giugno 2008

La conferma

Non si era mai visto in passato. Il Csm, con il provvedimento ancora in discussione in Parlamento, parla di incostituzionalità del decreto sicurezza e in particolare della norma che sospende i processi per le alte cariche. Quagliariello non ha dubbi: è una tripla invasione di campo nei confronti del Parlamento, della Corte Costituzionale e del Capo dello Stato.

sabato 21 giugno 2008

Più chiaro di cosi?

Ecco perchè Berlusconi ha fatto bene a parlare a Bruxelles, in un ambito internazionale.
Il prestigioso Financial Times si schiera dalla parte del Cavaliere nella sua lotta con certi magistrati.
In un editoriale intitolato “L’Italia fa bene a tenere a freno i giudici”, il quotidiano britannico sottolinea la necessità di introdurre una legge sull’immunità - come è già, per esempio, nell’ordinamento di Spagna, Francia, Germania e dell’Unione europea - che «non dà ai funzionari eletti mano libera, ma serve a proteggere il diritto dell’elettorato di essere governato da persone che hanno scelto democraticamente».
E ancora
Tra l’altro, secondo l’editorialista Christopher Caldwell, la domanda da porsi è se «le accuse contro Berlusconi nascano da una disinteressata richiesta di giustizia o dal desiderio di una certa parte dell’elite italiana di rovesciare una scelta popolare che non le piace». Per il Ft, è un dato di fatto che in Italia, da oltre 15 anni, «i giudici godono di un livello di potere unico in Occidente».
Un potere del genere, alla lunga, «non è salutare per una democrazia», commenta il Financial Times, sottolineando come sia proprio questa «una delle ragioni per le quali gli italiani non si fidano della giustizia».

Solo all’estero capiscono che la vera anomalia del paese non è Berlusconi ma certa magistratura e il potere che ormai ha. Difatti nessun quotidiano italiano (ovviamente nelle mani di Berlusconi) osa esprimersi così chiaramente.

Distributore di doni

C'era una volta il modello Roma, un'esperienza, a detta dell'ex sindaco Walter Veltroni, di amministrazione lineare, corretta, oculata, tutta giocata sul versante del consenso e dei servizi ai cittadini: insomma una Roma Felix che il centrosinistra avrebbe volentieri riproposto in termini politici e organizzativi all'intero Paese se, la bontà di quelle scelte, a fine aprile, non fosse naufragata miseramente sotto la valanga dei tanti maggioritari "no grazie" degli elettori.
Quel modello, quel dream, evidentemente poco credibile e per nulla convincente è stato archiviato da chi con un voto liberamente espresso ha voluto dapprima Berlusconi a Palazzo Chigi e poi Gianni Alemanno sulla poltrona di primo cittadino della Capitale.
Morto prematuramente, il modello Roma è ritornato di grande attualità in queste ore, quando sui conti della Città eterna si è scatenata la bagarre politica che ha trascinato nella mischia un presidente del Consiglio indispettito per il passaggio del presidente del Pd dal morbido terreno del confronto e della collaborazione politica a quello più controverso e spigoloso di una opposizione dura nelle piazze ed in Parlamento.
Quella formula, ha detto Berlusconi facendo eco a Gianni Alemanno che aveva accusato le vecchie giunte di aver portato Roma sull'orlo del crack finanziario, ha messo la città in ginocchio. "Lui è un fallito e non potrà mai governare il Paese", ha sciabolato impietoso il premier: "Si preoccupi delle notizie terrificanti sui conti della Capitale che sono sotto la sua responsabilità. Se sono
confermate le notizie si tratterà di una bancarotta ...".
I dati, almeno quelli forniti da Tesoro e Corte dei Conti, sono chiari nella loro esemplare crudezza. Quindici anni di gestione del centrosinistra avrebbero compromesso le possibilità di sviluppo e crescita della città. Ed è su questo tutti dovremo fare una profonda riflessione: a parte le responsabilità oggettive di Rutelli e Veltroni nel clamoroso indebitamento, c'è da riflettere sul come e sul quanto le metodologie della sinistra fanno "apparire" ORO quello che invece è un intrigo di interessi e di dipingere come STATISTA un emerito ......distributore di doni.

Ricercate, qualcosa ci deve essere.

Una nuova branca di studio si affaccia prepotentemente sulla scena, una branca di studio e ricerca che potrebbe segnare il futuro di tanti: la Neuropolitica. Secondo gli studiosi di questa nuova disciplina scientifica l’essere di destra o di sinistra troverebbe fondamento non nell’ambito culturale in cui si vive ma, udite udite, nella genetica.
Durante il convegno 'Il problema mente-cervello. Filosofia e neuroscienze a confronto', tenutosi oggi presso il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) dal Centro di studi biogiuridici 'Ecsel, si è parlato di questo nuova branca della scienza prendendo spunto dal lavoro di due ricercatori americani dimostrerebbero l’esistenza di una relazione tra basi genetiche e inclinazioni politiche. Da questi studi sarebbe emerso che, tra le migliaia di giovani sottoposte ad osservazione, i soggetti nei quali si evidenziava una propensione all’irrequietezza e alla necessità di ricercare continuamente nuovi stimoli e nuove situazioni presentavano la mutazione del gene DRD4 e si riconoscevano nell’area liberal-progressista.
Proprio per poter dare ulteriori certezze, gli esperti di Neuropolitica si sono presentati all’Assemblea costituente del PD e stanno cercando di individuare alcuni soggetti per continuare ed approfondire gli studi. Da queste ulteriori ricerche dipende il futuro del PD anche se lo scetticismo sembra avere un ruolo primario.
Sicuramente è acclarato che chi si riconosce, ora, nel PD ha in sé questa mutazione genetica e la storia dei diversi partiti di provenienza sembrerebbe avvalorare la tesi dei ricercatori ma non è ancora chiaro se questa mutazione vada considerata una malattia o meno.
Dal fronte PDL sembrerebbero propendere per la prima ipotesi e infatti i ricercatori di quest’area politica starebbero già ricercando la cura.
Hanno già individuato in Bondi e Ferrara i soggetti più adatti da utilizzare come cavie per la ricerca della soluzione vista la loro spontanea guarigione.
Se la teoria è esatta presto si riuscirà a debellare quel male oscuro chiamato PD. Quel male oscuro che muta di continuo e minaccia di riempire le piazze italiane nel prossimo autunno, quel male oscuro che urlava “Si può fare” ma che non riesce a fare niente se non la lotta a Berlusconi. Forse la cura all’antiberlusconismo ce la darà la scienza e le risposte verranno dalla Neuropolitica o, male che vada, dalla Neuro! E, del resto, qualcosa di neurologico potrebbe esserci nell’atteggiamento di Uolter e compagni che cercano di tenere insieme anime troppo diverse ma accomunate dall’avversione al Cavaliere. Anime che hanno trovato, stante il disorientamento conseguente l’ennesima bocciatura elettorale in Sicilia e Sardegna, un faro nel prode Di Pietro che, con il suo comportamento e i suoi continui strali, sembra illuminare la profonda notte in cui è immersa la creatura prodiana. Per ora, buon lavoro agli scienziati!

Non ti curar di lor....

Pare proprio così: l’ha detto lui stesso.
“Dirò ai miei legali che io non voglio approfittare di questa norma, perché voglio allontanare qualunque sospetto. È una norma salva tutti e non una norma salva-premier”.
Silviuccio caro, mi permetto di dire che stai sbagliando. Tu devi dqare conto al Popolo.
Non devi condizionare le tue azioni all'isteria di Di Pietro e Veltroni. Questi grideranno sempre scandalizzati ad ogni tua azione.
Non hanno argomenti con cui contrastare le misure economiche, sociali, popolari, e liberali che stai mettendo in piedi, sono messi nell'angolo e riesumano gli unici due argomenti che li unisce: antiberlusconismo e giustizialismo.
Silviuccio caro, noi ti abbiamo eletto per realizzare quanto stai facendo. Continualo a fare.
Non avere cura delle isterie.

Chiariamo i ruoli

Tutte le voci della Finanziaria vengono discusse con le parti sociali proprio in questi giorni.
Questa buffonata è proprio inevitabile?
I sindacati di oggi hanno perso la loro storica funzione di rappresentare le parti sociali. Esistono delle associazioni di fatto che si sono sempre rifiutate di applicare quanto previsto dalla Costituzione, che non pubblicano i bilanci, che non pagano le tasse, che fanno uso di dipendenti pagati dal contribuente italiano e in congedo sindacale.
La concertazione (meglio chiamarla sconcertazione, perché sconcerterebbe chiunque) morirà. Anzi: è già morta e sepolta. E’ null’altro che il metodo che aveva quasi del tutto distrutto la Gran Bretagna, in cui ogni decisione politica veniva presa previo accordo con i sindacati. Fatto sta che alla fine degli anni ‘70 l’Inghilterra aveva un’inflazione e un tasso di disoccupazione a due cifre, una bilancia dei pagamenti in passivo e un’economia sclerotica. Nacque il “male inglese”.
Tutto questo è finito quando la signora Thatcher, eletta nel 1979, decise che il potere sindacale dovesse essere riportato entro la legge. Smise la concertazione, sopportò per tre anni lo sciopero dei minatori e il potere dei sindacati fu ridimensionato.
Blair ha fatto qualcosa per tornare alla concertazione? No, perché anche i più ferocemente anti-thatcheriani riconoscono alla “Lady di ferro” di aver posto fine all’arroganza e alla prepotenza dei sindacati.
Questo in Inghilterra. Ma in Italia è possibile?
Oggi i sindacati non sono più quelli di una volta. Anche in Italia sono in crisi e se il governo non li resuscita con una respirazione bocca a bocca, si potrà fare a meno di “aprire tavoli” per decidere le cose importanti.
La nostra Costituzione non prevede che il governo debba sottoporre le sue decisioni al parere dei sindacati. Le deve sottoporre al voto del Parlamento. Punto.

Mobbing Sindacale

Aggredito e picchiato da un sindacalista della Cgil perché non aveva fatto sciopero. La vittima è un operaio romeno e la vicenda risale ad alcuni giorni fa durante un’agitazione sindacale dei dipendenti dei servizi cimiteriali.
In questo settore opera anche la “Pulicoop”, una ditta con sede legale a Piacenza e sede operativa proprio nel cimitero spezzino dei Boschetti, forte di una ventina di dipendenti. Da tempo i lavoratori dei servizi cimiteriali sono in agitazione: chiedono l’applicazione del contratto Federambiente, più vantaggioso sotto il profilo economico, mentre la Pulicoop fa resistenza.
A far precipitare gli eventi è stato uno sciopero al quale hanno preso parte tutti, meno un custode dei servizi cimiteriali, italiano, e il romeno.
Il giorno seguente, il lavoro è ripreso. Alle 7.30 il dipendente romeno della Pulicoop si è presentato in sede per iniziare il suo turno ed è entrato negli spogliatoi per cambiarsi. E qui è stato aggredito dal delegato sindacale, uno spezzino di 37 anni. «Rumeno di merda, ti spacco. Pezzo di merda e ruffiano», gli avrebbe gridato mentre lo spingeva violentemente contro gli armadietti, dopo averlo afferrato per il petto.
E mentre il sindacalista veniva calmato da altri compagni di lavoro, il romeno è stato accompagnato al pronto soccorso dove, dopo essersi fatto medicare, è stato dimesso con un referto di sette giorni. Poi si è recato dai carabinieri per presentare la denuncia. S.P. ha raccontato che, fin dall’inizio dell’agitazione sindacale, alla quale lui non ha mai voluto prendere parte, l’atteggiamento dei suoi colleghi era cambiato. In peggio: «Hanno tenuto - racconta - un comportamento ostile e discriminatorio nei miei confronti. Non mi rivolgevano la parola, non mi salutavano e si rifiutavano di lavorare in maniera collaborativa con me».

Povero rumeno, credeva di stare in Romania, non sa che qui il sindacato usa le stesse metodiche del fascismo. Mai nessuno ha messo alla berlina queste violenze per cui in Italia si scrive "libertà di sciopero" e significa che lo devi fare per forza; con le buone o con le cattive.

Do you know democrazia?

Uolter, fai pace col cervello!
Ma ve lo ricordate il chierichetto che si credeva un prete durante la campagna elettorale?
“Sia che vinciamo sia che perdiamo, le riforme vanno fatte insieme”. “Chi vince anche con un solo voto governa e gli altri fanno opposizione. Io voglio, posso e pretendo il dialogo solo sulle regole del gioco, sulle riforme istituzionali, non sui temi di governo, su cui abbiamo programmi e principi diversi”.
Anche subito dopo la batosta elettorale, a chi continuava ad accusarlo di consociativismo, lui replicava isterico: “Mai e poi mai. Non avete capito niente. Noi faremo un’opposizione seria e dura, ma non ideologica. Saremo costruttivi e non distruttivi. Non attaccheremo per partito preso, ma valuteremo ogni singolo provvedimento e faremo le nostre controproposte nella corretta suddivisione dei compiti tra opposizione e governo. Loro hanno vinto le elezioni e loro hanno il diritto, ma soprattutto il dovere di governare da soli, senza il nostro apporto”.

Ora, vi pare che dalla nascita di questa legislatura si sia parlato di riforme istituzionali, di regole del gioco, di regolamenti parlamentari, di modifiche alla Costituzione?
Per ora tutti i provvedimenti, ben più urgenti, hanno riguardato il governo puro e semplice del Paese, la sicurezza, la giustizia, l’economia, i rifiuti di Napoli, l’Alitalia.
Vi sembrano riforme istituzionali queste?
Ma allora di che dialogo stiamo parlando?
Come fa ad essersi interrotto un dialogo che neppure è cominciato, visto che non c’è ancora nulla su cui confrontarsi?

La verità è che il povero Uolter si deve essere un po’ confuso.
Forse non ha ben chiara la distinzione tra regole del gioco e schemi d’attacco.
Poveretto, lui ci aveva creduto davvero che fare il premier-ombra potesse contare qualcosa.
Era convinto di avere diritto ad un posto in panchina, pensava di essere il vice di Donadoni, o meglio ancora il suo consulente principale. Schieriamo Cassano o Del Piero? Dialoghiamo e poi decidiamo insieme.
No, Uolter, non funziona così. Questo è governo puro e semplice. Questi sono compiti della maggioranza che ha stravinto le elezioni con un mandato limpido degli elettori.
Tu non c’entri niente. Tu sei sull’altra panchina. Smettila di chiamare l’arbitro Napolitano perché non ti passano la palla. Sei persino ridicolo.

Quando si tratterà di decidere, se eliminare il fuorigioco, se mettere 3 arbitri in campo o se far valere mezzo punto il goal su rigore, sarai interpellato e sarebbe molto importante il tuo contributo.
Se davvero, come hai promesso, non ti arroccherai su posizioni ideologiche e contribuirai a cambiare le regole, forse la storia si ricorderà di te.
Se il governo va avanti per la sua strada a spron battuto, se si occupa di risolvere i problemi del Paese è perché glielo abbiamo chiesto noi elettori.
Do you know democrazia?
Dici che la tela del dialogo è stata strappata? Meglio.
Il dialogo che avevi impostato, preteso sbattendo i piedini, non serviva a niente, né a te né al governo.
Barbara

Letio magistris

Compito in classe:
Date cinque cause penali in corso, che chiameremo A,B,C,D,E, di cui
- A,B,E prevedono pene INFERIORI alla soglia per cui, in base alla nuova legge sulla sicurezza, scatta la sospensione dei processi e dei relativi termini di prescrizione
-C,D prevedono pene SUPERIORI a tale soglia.
Per ipotesi, si supponga che i tribunali preposti possano risolvere una sola causa al mese. Si supponga inoltre che i reati vadano in prescrizione fra 2 mesi.
Il tribunale UNO risolve le cause in ordine cronologico, partendo quindi da A e finendo con E. Ovvero arriva a concludere i processi LIEVI A e B, ma lascia liberi e impuniti i responsabili dei reati C, D e E, (di cui due erano GRAVI)-
Il tribunale DUE invece, segue i dettami della nuova legge, dando la precedenza a C,D (GRAVI) e li risolve prima della prescrizione lasciando le cause LIEVI A,B,E ad attendere.
Lasciamo allo studente volenteroso dimostrare che:
1. il tempo totale per eseguire tutti i processi rimane costante sia nel caso UNO che nel caso DUE.
2. non esiste alcuna condizione nella quale la soluzione DUE sia peggiorativa rispetto alla soluzione UNO.

Non capisco di giurisprudenza, ma questa è matematica.

Però mi chiedo: come mai questi signoriu dell'anm non hanno mosso un dito quando, con l'indulto sono stati scarverati tantissimi delinquenti e quindi vanificato il loro lavoro?
Non solo vanificato, bensì aumentato, perchè una alta percentuale degli indultati si sono poi ripresentati come imputati.