Un gruppo di cinesi ha aggredito a Roma i vigili urbani. A colpire i pubblici ufficiali sono stati una ventina di immigrati cinesi, alcuni dei quali sono stati arrestati dai carabinieri.
I fatti: "La pattuglia è intervenuta per sedare una rissa nata tra gli orientali, ma quelli gridando di farsi i fatti propri, perché i vigili non sono polizia, li hanno colpiti con calci e pugni. Una collega è stata costretta a rifugiarsi in macchina ed ha una gamba con diverse contusioni ed ecchimosi, perché gli è stata schiacciata nella portiera dell'auto". La vigilessa, secondo quanto si è appreso, è stata assistita all'ospedale San Giovanni. Quanto avvenuto nello storico quartiere di Roma, nella notte, all'altezza di piazzale Tiburtino, è stato ripreso anche da una telecamera della Rai, che stava documentando il rispetto della Ztl nella zona.
Questa notizia la riferisce il comando dei vigili urbani di Roma.
Nessun giornale nazonale la riporta. Non sono programmati nè cortei e nè fiaccolate da parte dei centri sociali e dei collettivi. Alemanno non ha ancora detto se va a solidarizzare con la comunità cinese.
domenica 1 giugno 2008
Gesù!
Quale sarà il nome più diffuso tra i neonati di Milano? Andrea? Marco? Alessandro? O forse Davide? No, sbagliato: è Mahmoud (Maometto), con tutte le sue varianti (Muhammad, Ahmad e Hamid). Lo riporta il quotidiano saudita Al Watan.
Sono graditi i vs commenti.
Sono graditi i vs commenti.
Che tristezza
Quanti sono i lettori di giornali che si fanno un' idea degli avvenimenti leggendo solo i titoli dei loro giornali? Tantissimi. Ma spesso i titoli non corrispondano alla notizia contenuta nell' articolo.
Bene, oggi il Corriere della Sera ce ne offre un esempio eclatante, titolando "La UE boccia il piano rifiuti", titolo virgolettato! Notizia preoccupante. Certo, ma se vi prendete il disturbo di leggere l' articolo, scoprite che non è assolutamente vero!
La Ue non ha nemmeno fiatato, come ha confermato la portavoce del commissario UE all' Ambiente:"Non abbiamo niente da dire"!E allora chi ha detto la frase riportata nel titolo?
L' ha detta il sito "Valori.it" legato a Banca Etica. E cosa è 'sto sito? Boh!
Ecco, amici, come funziona in un paese che non legge i giornali e quando li legge si ferma ai titoli, come si fa a manipolare l' informazione, con buona pace mia che mi andavo illudendo sulla svolta del Corriere della Sera a favore del Governo.
Che tristezza.
Bene, oggi il Corriere della Sera ce ne offre un esempio eclatante, titolando "La UE boccia il piano rifiuti", titolo virgolettato! Notizia preoccupante. Certo, ma se vi prendete il disturbo di leggere l' articolo, scoprite che non è assolutamente vero!
La Ue non ha nemmeno fiatato, come ha confermato la portavoce del commissario UE all' Ambiente:"Non abbiamo niente da dire"!E allora chi ha detto la frase riportata nel titolo?
L' ha detta il sito "Valori.it" legato a Banca Etica. E cosa è 'sto sito? Boh!
Ecco, amici, come funziona in un paese che non legge i giornali e quando li legge si ferma ai titoli, come si fa a manipolare l' informazione, con buona pace mia che mi andavo illudendo sulla svolta del Corriere della Sera a favore del Governo.
Che tristezza.
Contestatori itineranti
A fronte di una necessità acclarata, cioè la necessità di discariche e termovalorizzatori in Campania, ritorniamo punto e a capo come in altre occasioni. Cioè istigare nell’anima della gente, paure ancestrali.
In pratica per certi gruppuscoli, ogni occasione è buona, per avere visibilità, infatti sono diventati itineranti: oggi a Chiaiano, ieri a Vicenza o in Val di Susa, domani dove ci sarà da costruire un Termovalorizzatore, o una Centrale Nucleare, o un Ponte.
Infatti oggi a Chiaiano, c’è una manifestazione di piazza, ma su tutti i giornali la notizia non è, che la gente di Chiaiano scenderà in piazza, ma la partecipazione dei Centri Sociali da Bologna, i Collettivi dalla Sapienza di Roma, i No Tav della Val Susa e i No dal Molin, No Ponte. Al party sono attesi anche i Gruppi di Tifosi Ultrà e chi più ne ha più ne metta, e scusate se ne ho dimenticato qualcuno. Ai festeggiamenti, contro il Governo, ma sopratutto contro una necessità, ovviamente ad aspettarli non mancheranno i soliti noti: Francesco Caruso, padre Zanotelli, e i compagni di Officina 99, dello Ska e di Insurgencia, i disoccupati organizzati, i comitati antidiscarica, etc. etc.
Tutti i posti in prima fila sono stati occupati, ma ci sarà posto per i cittadini di Chiaiano?
In pratica per certi gruppuscoli, ogni occasione è buona, per avere visibilità, infatti sono diventati itineranti: oggi a Chiaiano, ieri a Vicenza o in Val di Susa, domani dove ci sarà da costruire un Termovalorizzatore, o una Centrale Nucleare, o un Ponte.
Infatti oggi a Chiaiano, c’è una manifestazione di piazza, ma su tutti i giornali la notizia non è, che la gente di Chiaiano scenderà in piazza, ma la partecipazione dei Centri Sociali da Bologna, i Collettivi dalla Sapienza di Roma, i No Tav della Val Susa e i No dal Molin, No Ponte. Al party sono attesi anche i Gruppi di Tifosi Ultrà e chi più ne ha più ne metta, e scusate se ne ho dimenticato qualcuno. Ai festeggiamenti, contro il Governo, ma sopratutto contro una necessità, ovviamente ad aspettarli non mancheranno i soliti noti: Francesco Caruso, padre Zanotelli, e i compagni di Officina 99, dello Ska e di Insurgencia, i disoccupati organizzati, i comitati antidiscarica, etc. etc.
Tutti i posti in prima fila sono stati occupati, ma ci sarà posto per i cittadini di Chiaiano?
sabato 31 maggio 2008
La libertà di inventare
Diffondere notizie false con dolo è reato. E' altresì reato la falsa testimonianza o deposizione.
Una giornalista dell'AGI, in merito ai fatti del Pigneto, aveva dichiarato di aver assistito alla scena e di aver visto degli elementi rivelatisi poi infondati. Contro di lei, sicuramente, non saranno aperti fasciscoli nè ci saranno pendenze penali; ma ci aspettiamo almeno un provvedimento di sospensione o il deferimento da parte dell'ordine dei giornalisti.
Simona Zappulla si è inventata tutto. Nessuna svastica, nessun fascio, nessuna squadraccia. Eppure è bastata la sua parola per rilanciare la propaganda sinistroide. Per far salire la tensione e gridare al pericolo fascista. Simona Zappulla è una bugiarda.
Nulla di male, se non fosse una giornalista professionista. Ora, l'Ordine dei giornalisti intervenga! Non è tollerabile un utilizzo dei mezzi di stampa per fomentare una controviolenza inaccettabile. La libertà di stampa non è libertà di inventare pericoli inesistenti e di raccontare panzane. Simona Zappulla venga cacciata! Di giornalisti come lei l'Italia non ha bisogno.
Intanto sul Times in questi giorni si dà grande rilievo all’Italia di Berlusconi e alla Roma di Alemanno, dove – informa il solito Richard Owen – bande di giovani nazisti si scatenano contro negozi di immigrati, in un rigurgito fascista e razzista che riguarderebbe in Italia soprattutto la capitale.
Mr. Owen (un Vattimo d'oltre Manica) si dimentica di citare un altro aspetto inquietante dei mali che caratterizzano l'Italia Berlusconiana: La soppressione della libertà di espressione della propria opinione: In una (tristemente) famosa Università della capitale, prima si nega la parola al Papa, indi si proibisce di commemorare un genocidio del quale furono vittime migliaia di Italiani. Questi fatti, se fossero imputabili all'altra parte politica, sarebbero sulle prime pagine di tutto il mondo e financo se ne dibatterebbe al Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
Una giornalista dell'AGI, in merito ai fatti del Pigneto, aveva dichiarato di aver assistito alla scena e di aver visto degli elementi rivelatisi poi infondati. Contro di lei, sicuramente, non saranno aperti fasciscoli nè ci saranno pendenze penali; ma ci aspettiamo almeno un provvedimento di sospensione o il deferimento da parte dell'ordine dei giornalisti.
Simona Zappulla si è inventata tutto. Nessuna svastica, nessun fascio, nessuna squadraccia. Eppure è bastata la sua parola per rilanciare la propaganda sinistroide. Per far salire la tensione e gridare al pericolo fascista. Simona Zappulla è una bugiarda.
Nulla di male, se non fosse una giornalista professionista. Ora, l'Ordine dei giornalisti intervenga! Non è tollerabile un utilizzo dei mezzi di stampa per fomentare una controviolenza inaccettabile. La libertà di stampa non è libertà di inventare pericoli inesistenti e di raccontare panzane. Simona Zappulla venga cacciata! Di giornalisti come lei l'Italia non ha bisogno.
Intanto sul Times in questi giorni si dà grande rilievo all’Italia di Berlusconi e alla Roma di Alemanno, dove – informa il solito Richard Owen – bande di giovani nazisti si scatenano contro negozi di immigrati, in un rigurgito fascista e razzista che riguarderebbe in Italia soprattutto la capitale.
Mr. Owen (un Vattimo d'oltre Manica) si dimentica di citare un altro aspetto inquietante dei mali che caratterizzano l'Italia Berlusconiana: La soppressione della libertà di espressione della propria opinione: In una (tristemente) famosa Università della capitale, prima si nega la parola al Papa, indi si proibisce di commemorare un genocidio del quale furono vittime migliaia di Italiani. Questi fatti, se fossero imputabili all'altra parte politica, sarebbero sulle prime pagine di tutto il mondo e financo se ne dibatterebbe al Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
venerdì 30 maggio 2008
Prevenzione e Repressione
Nel dualismo tra prevenzione e repressione inizia il caos! Perchè non v'è l'una senza l'altra.
Mi spiego: la prevenzione rappresenta il timore che il cittadino ha nei confronti della Giustizia.Infatti un cittadino medio, di oggi, poco incline al rispetto delle regole etiche e morali, non commette reati solo perchè sa che altrimenti ne paga le conseguenze.E questa è la prevenzione.
E ne pagherà le conseguenze se verrà individuato come colpevole del fatto e processato e condannato (a pagarne le conseguenze).
E questa è la filiera della repressione..Ma se questa filiera si interrompe, perchè non c'è personale negli uffici di Polizia Giudiziaria perchè qualche deficiente ottuso è avverso alla repressione per partito preso, o perchè gli uffici giudiziari sono lenti nell'espletare le proprie funzioni e i processi sono infiniti o i giudici si sentono più assistenti sociali, tolleranti e buonisti ed emettono condanne che non comportano conseguenze per il reo, prive di buon senso civico ma che rincorrono la dottrina del garantismo, se questa filiera si interrompe, dicevo, i delinquenti proliferano, aumentano i reati, aumentano i processi, aumentano i detenuti e tutto il comparto che si occupa di sicurezza costa di più.
Per diminuire la pressione, allora, qualche genio vara l'indulto.Praticamente un incentivo a commetere reati perchè tanto, anche se non la fai franca, troverai sempre un governo pronto a tirati fuori.
Naturalmente occorre che il volano di questo meccanismo si fermi ed inizi a girare al contrario.
Questo governo sembra partito col piede giusto, ma l'Italia non è fatta solo di Berlusconi e la sua cricca. Se giudici e magistrati per primi, facessero la loro parte per invertire il volano, domani, allora, forse basterà la presenza del Poliziotto o del Carabiniere di Quartiere per disincentivare la commissione di reati. Meno reati sono meno processi, meno condanne, meno detenuti, meno carceri, meno costi. Ma molta, molta, molta più libertà.
E ricordate: diecimila polizziotti con le mani legate non valgono un solo poliziotto con le mani libere. E tutti vivremmo meglio..Persino i comunisti.. Oggi lo ha cercato di spiegare Manganelli in Senato, ma chissà se l'hanno ascoltato....
Mi spiego: la prevenzione rappresenta il timore che il cittadino ha nei confronti della Giustizia.Infatti un cittadino medio, di oggi, poco incline al rispetto delle regole etiche e morali, non commette reati solo perchè sa che altrimenti ne paga le conseguenze.E questa è la prevenzione.
E ne pagherà le conseguenze se verrà individuato come colpevole del fatto e processato e condannato (a pagarne le conseguenze).
E questa è la filiera della repressione..Ma se questa filiera si interrompe, perchè non c'è personale negli uffici di Polizia Giudiziaria perchè qualche deficiente ottuso è avverso alla repressione per partito preso, o perchè gli uffici giudiziari sono lenti nell'espletare le proprie funzioni e i processi sono infiniti o i giudici si sentono più assistenti sociali, tolleranti e buonisti ed emettono condanne che non comportano conseguenze per il reo, prive di buon senso civico ma che rincorrono la dottrina del garantismo, se questa filiera si interrompe, dicevo, i delinquenti proliferano, aumentano i reati, aumentano i processi, aumentano i detenuti e tutto il comparto che si occupa di sicurezza costa di più.
Per diminuire la pressione, allora, qualche genio vara l'indulto.Praticamente un incentivo a commetere reati perchè tanto, anche se non la fai franca, troverai sempre un governo pronto a tirati fuori.
Naturalmente occorre che il volano di questo meccanismo si fermi ed inizi a girare al contrario.
Questo governo sembra partito col piede giusto, ma l'Italia non è fatta solo di Berlusconi e la sua cricca. Se giudici e magistrati per primi, facessero la loro parte per invertire il volano, domani, allora, forse basterà la presenza del Poliziotto o del Carabiniere di Quartiere per disincentivare la commissione di reati. Meno reati sono meno processi, meno condanne, meno detenuti, meno carceri, meno costi. Ma molta, molta, molta più libertà.
E ricordate: diecimila polizziotti con le mani legate non valgono un solo poliziotto con le mani libere. E tutti vivremmo meglio..Persino i comunisti.. Oggi lo ha cercato di spiegare Manganelli in Senato, ma chissà se l'hanno ascoltato....
Problema di impaginazione
A pag. 34 (dico 34) del Corriere della Sera di ieri c'è la seguente notizia:Il governo Berlusconi ha deciso di bloccare tutti i tributi locali, di “congelarli”.
Questo vale per le addizionali Irpef, vale per la Tarsu, per l’Irap, per l’imposta di scopo, per l’Ipt e per l’imposta sulle bollette elettriche. Si tratta di un provvedimento importante che entrerà in vigore a partire dal 2009.
Dall’anno prossimo, quindi, in virtù del comma 7 dell’articolo 1 del decreto legge 93/2008 l’accetta delle imposte locali, infatti, non si abbatterà - con ulteriori aumenti - sulla nostra testa.
Bene.
E' previsto anche che il blocco dei tributi locali non si applicherà a quelle Regioni che presentino un disavanzo nel comparto Sanità. Queste Regioni, potranno aumentare i tributi.
Benissimo.
Secondo voi non ci sarà qualche consulta che negherà la validità di questa legge? E allora vorrò vedere se il Corriere della Sera non metterà la notizia in prima pagina.
Questo vale per le addizionali Irpef, vale per la Tarsu, per l’Irap, per l’imposta di scopo, per l’Ipt e per l’imposta sulle bollette elettriche. Si tratta di un provvedimento importante che entrerà in vigore a partire dal 2009.
Dall’anno prossimo, quindi, in virtù del comma 7 dell’articolo 1 del decreto legge 93/2008 l’accetta delle imposte locali, infatti, non si abbatterà - con ulteriori aumenti - sulla nostra testa.
Bene.
E' previsto anche che il blocco dei tributi locali non si applicherà a quelle Regioni che presentino un disavanzo nel comparto Sanità. Queste Regioni, potranno aumentare i tributi.
Benissimo.
Secondo voi non ci sarà qualche consulta che negherà la validità di questa legge? E allora vorrò vedere se il Corriere della Sera non metterà la notizia in prima pagina.
giovedì 29 maggio 2008
Puzzano più della spazzatura
I magistrati di Napoli in un documento inviato al Csm esprimono forti perplessità sul decreto del governo su ambiente e rifiuti. Loro sostengono che l'abolizione del potere del pm di disporre sequestri preventivi di discariche e zone di stoccaggio sarà "un fattore di rilevante depotenziamento" del contrasto alle attività illegali "di tutti gli inquinatori del territorio". E significherà perdita di efficacia "nel contrasto della criminalità organizzata".
Sono parole condivisibili in qualsiasi Stato che non sia l'Italia. I magistrati di Napoli dovrebbero documentare quale contrasto hanno finora opposto alla criminalità organizzata. Se solo avessero fatto il loro mestiere contro le discariche abusive e le organizzazioni malavitose, adesso non staremo parlando di emergenza. Gli unici atti che io ricordo sono unicamente stati indirizzati ai funzionari dello Stato e nei fatti hanno sempre ostacolato i piani per risolvere il problema.
E' proprio questa incontrastata realtà che ha spinto Berlusconi ad introdurre nel decreto l'abolizione dei sequestri preventivi delle discariche. Ed ha fatto bene.
D'altronde anche i domicialiari imposti solo ieri a persone del pool di Bertolaso, quando le richieste risalgono a gennaio, puzzano più della spazzatura.
Sono parole condivisibili in qualsiasi Stato che non sia l'Italia. I magistrati di Napoli dovrebbero documentare quale contrasto hanno finora opposto alla criminalità organizzata. Se solo avessero fatto il loro mestiere contro le discariche abusive e le organizzazioni malavitose, adesso non staremo parlando di emergenza. Gli unici atti che io ricordo sono unicamente stati indirizzati ai funzionari dello Stato e nei fatti hanno sempre ostacolato i piani per risolvere il problema.
E' proprio questa incontrastata realtà che ha spinto Berlusconi ad introdurre nel decreto l'abolizione dei sequestri preventivi delle discariche. Ed ha fatto bene.
D'altronde anche i domicialiari imposti solo ieri a persone del pool di Bertolaso, quando le richieste risalgono a gennaio, puzzano più della spazzatura.
La Sinistra sradicata....serve
A poche settimane dall’inizio della legislatura, nel Paese non si sente affatto la mancanza della cosiddetta sinistra radicale. Anche se molti sostengono che la scomparsa di questa cultura politica dal Parlamento sia stato un male. Altri, meno ipocritamente, dicono invece senza mezzi termini che ciò ha rappresentato un vantaggio per il nostro sistema, soprattutto sul piano della governabilità. Io mi limito a rilevare che se una coalizione che raccoglieva quasi 4 milioni di voti ne ha persi tre quarti nel giro di due anni, questo vuol dire che l’elettorato non crede più alla proposta politica complessiva che tale coalizione esprime. E sotto quest’ultimo profilo l’elemento del voto utile, pur avendo svolto un indubbio ruolo della debacle rosso-verde, ha semplicemente esaltato una tendenza in atto, le cui radici van ben al di là dei semplici meccanismi elettorali.
Dunque dicevo che non si sente questa mancanza. E allora come fare per risorgere?
Semplicemtente si inventano le derive razziste che solo la presenza dei rossi duri e puri avevano arginato.
Succede un'aggressione a Verona per una sigaretta? Sono stati gli squadristi! Quale occasione migliore per etichettare come "fascista" un'intera città e organizzare una manifestazione dei centri sociali? Con tanto di sovraesposizione dei media.
Succede che un preside è costretto a negare un convegno sulle foibe (grazie alla democrazia della sinistra) e poi succede che nei pressi dell'Università alcuni attivisti di Forza Nuova aggredis
cono decine (20 secondo La Repubblica) di attivisti dei Collettivi Universitari con sedie e mazze di legno mentre questi attaccavano dei manifesti. Tranne poi a scoprire che ci sono delle fotografie a documentare che sono stati quelli dei collettivi ad aggredire con mazze (delle scope con cui stavano attaccando i manifersti) e sedie (prese dall'università) 4 ragazzi, noti esponenti di forza nuova, che passavano di lì con la macchina (che è stata distrutta). Ma ciò non impedisce a tutta la stampa orientata a strombazzare la deriva fascista.
cono decine (20 secondo La Repubblica) di attivisti dei Collettivi Universitari con sedie e mazze di legno mentre questi attaccavano dei manifesti. Tranne poi a scoprire che ci sono delle fotografie a documentare che sono stati quelli dei collettivi ad aggredire con mazze (delle scope con cui stavano attaccando i manifersti) e sedie (prese dall'università) 4 ragazzi, noti esponenti di forza nuova, che passavano di lì con la macchina (che è stata distrutta). Ma ciò non impedisce a tutta la stampa orientata a strombazzare la deriva fascista.Succede che poi i media si inventano un raid nazista al Pineto a Roma, se ne occupa anche "primo piano" con un certo Luxuria, e poi esce fuori uno che racconta la storia del furto di un portafoglio e spaccio di droga..... uno con tanto di Che Guevara tatuato sul braccio.
Anche di fronte a questa manifesta verità, ieri è stata organizzata i piazza la proiezione di un film anti-forza nuova con dibattito su come contrastare la violenza di destra.
Anche se i fatti smentiscono clamorosamente tutte le sceneggiate, tutti vanno avanti imperterriti (Veltroni in primis) ad allarmare l'Italia e l'Europa e continuano ad organizzare cortei e manifestazioni contro il razzismo, il nazismo ed il fascismo.
E con tutte queste "messe in scena", tendono a diffondere che l'antagonismo rosso è essenziale.
pre-tattica?
”Con la retata, ordinata dai pubblici ministeri di Napoli, dello stato maggiore di Bertolaso e quindi con la decapitazione della macchina da guerra messa su da Berlusconi per combattere la ’monnezza’, la magistratura militante ha dato un segnale preciso - sostiene Cossiga - quello che lorsignori vogliono non è nè un armistizio nè una pace contrattata: essi vogliono la resa del Governo, della maggioranza e quindi del Parlamento alla magistratura militante e alla sua guida: l’Anm“.
”Ma perché Alfano non va in visita, preceduto da un funzionario della Polizia Penitenziaria che regga una grande bandiera bianca, alla sede dell’Associazione Nazionale Magistrati, e, inginocchiatosi davanti al presidente Palamara, non dichiara che egli, il Governo, la maggioranza e il Parlamento si arrendono senza condizioni? Ma non ha capito nulla dal caso Mastella? Ma proprio vuole che la procura della Repubblica di Palermo gli arresti la moglie, il padre e qualche altro parente?“
Il sarcasmo di Cossiga, come al solito, non conosce limiti: ”Almeno Alfano faccia adottare subito un decreto-legge con il quale, con effetto retroattivo dal primo gennaio 2008 le retribuzioni dei magistrati siano quadruplicate ed assoggettate soltanto a un prelievo fiscale dell’1 per mille , ridotto dello 0,50 per chi ha una moglie o un amante e dello 0,25 per chi ha sia la moglie sia l’amante“.
L’interpretazione, meno caustica di quella di Cossiga, che dà della vicenda il segretario dell’Unione delle Camere penali Renato Borzone, che proprio ieri sera ha incontrato il ministro Alfano insieme a tutto l’esecutivo dell’Ucpi, è grosso modo questa: ”premesso che bisogna conoscere gli atti su cui stanno operando i magistrati partenopei, a me questo blitz da l’idea che una certa parte della magistratura non si fidi affatto delle parole concilianti del ministro che in pratica ha promesso che le carriere non saranno separate, e a ben vedere la diffidenza ha qualche ragione di essere dal punto di vista dei magistrati: sono stati infatti molti gli esponenti di An, a cominciare da Giulia Buongiorno, che in questi giorni hanno più volte ribadito che il problema della separazione delle carriere è invece sempre all’ordine del giorno, smentendo di fatto quello che il ministro si affanna a rassicurare in tutte le sedi istituzionali.. .io posso pensare che certi giudici, non sapendo bene dove votarsi, abbiano creduto che il tenere sulle spine l’attuale maggioranza su un problema così sensibile come è diventata la mondezza a Napoli possa essere un’indispensabile mossa di pre tattica... ma ovviamente siamo nel campo delle ipotesi allo stato puro“.
A sinistra ovviamente, dentro e fuori dal Pd, tutti si trincerano dietro il solito stantio ritornello della ”piena fiducia nell’azione della magistratura“, tranne Di Pietro per il quale, ovviamente, sono tutti colpevoli, senza processo.
”Ma perché Alfano non va in visita, preceduto da un funzionario della Polizia Penitenziaria che regga una grande bandiera bianca, alla sede dell’Associazione Nazionale Magistrati, e, inginocchiatosi davanti al presidente Palamara, non dichiara che egli, il Governo, la maggioranza e il Parlamento si arrendono senza condizioni? Ma non ha capito nulla dal caso Mastella? Ma proprio vuole che la procura della Repubblica di Palermo gli arresti la moglie, il padre e qualche altro parente?“
Il sarcasmo di Cossiga, come al solito, non conosce limiti: ”Almeno Alfano faccia adottare subito un decreto-legge con il quale, con effetto retroattivo dal primo gennaio 2008 le retribuzioni dei magistrati siano quadruplicate ed assoggettate soltanto a un prelievo fiscale dell’1 per mille , ridotto dello 0,50 per chi ha una moglie o un amante e dello 0,25 per chi ha sia la moglie sia l’amante“.
L’interpretazione, meno caustica di quella di Cossiga, che dà della vicenda il segretario dell’Unione delle Camere penali Renato Borzone, che proprio ieri sera ha incontrato il ministro Alfano insieme a tutto l’esecutivo dell’Ucpi, è grosso modo questa: ”premesso che bisogna conoscere gli atti su cui stanno operando i magistrati partenopei, a me questo blitz da l’idea che una certa parte della magistratura non si fidi affatto delle parole concilianti del ministro che in pratica ha promesso che le carriere non saranno separate, e a ben vedere la diffidenza ha qualche ragione di essere dal punto di vista dei magistrati: sono stati infatti molti gli esponenti di An, a cominciare da Giulia Buongiorno, che in questi giorni hanno più volte ribadito che il problema della separazione delle carriere è invece sempre all’ordine del giorno, smentendo di fatto quello che il ministro si affanna a rassicurare in tutte le sedi istituzionali.. .io posso pensare che certi giudici, non sapendo bene dove votarsi, abbiano creduto che il tenere sulle spine l’attuale maggioranza su un problema così sensibile come è diventata la mondezza a Napoli possa essere un’indispensabile mossa di pre tattica... ma ovviamente siamo nel campo delle ipotesi allo stato puro“.
A sinistra ovviamente, dentro e fuori dal Pd, tutti si trincerano dietro il solito stantio ritornello della ”piena fiducia nell’azione della magistratura“, tranne Di Pietro per il quale, ovviamente, sono tutti colpevoli, senza processo.
Il furbastro
La lettura della denuncia dei redditi dei parlamentari svela alcune operazioni che il presidente dell’Italia dei Valori, un certo Di Pietro, ha portato avanti a dispetto di quei principi che predica e con metodi che lui stesso perseguiva quando indossava la toga nel tribunale di Milano.L’“affare” in questione riguarda l’acquisto da parte della società An.to.cri. srl di proprietà di Di Pietro di un appartamento a Milano e di un mutuo acceso presso la Bnl. Fin qui tutto bene. Ma poi si scopre che l’immobile è stato affittato all’Idv, il suo partito, il quale versa un canone superiore alle rate del mutuo stesso.
E' un caso? No, è un metodo; infatti la stessa operazione viene ripetuta a Roma.
Insomma l’integerrimo magistrato di Mani Pulite, il persecutore dei corrotti e dei furbetti, che ha anche ricoperto il ruolo di ministro, fa un doppio affare: compra per sé degli immobili che diventano un investimento e li fa pagare all’Italia dei Valori. Partito che “campa” fondamentalmente grazie al finanziamento pubblico dei partiti (cioè tutti noi).
Ma non c'è nessuna legge che lo vieta... e quindi... lui ingrassa.
Il Divo
Il messaggio è chiaro: questo potere della Dc, incarnato da Andreotti per circa 50 anni, noi lo odiamo e lo vogliamo rappresentare colluso con la mafia.Ancora: se i magistrati che volevano riscrivere la storia d’Italia (l’ordinanza di rinvio a giudizio di Andreotti a Palermo, firmata dall’allora procuratore capo Giancarlo Caselli, venne effettivamente pubblicata in un volume intitolato “La vera storia d’Italia") non ci sono riusciti, a noi, con i mezzi di suggestione che ci danno il grande schermo, chi ci ferma? Qui si mischia realtà e surreale e, alla fine del film, chi vorrà sarà libero di pensare che Andreotti un po’ mafioso deve esserlo stato per forza. Anche se è stato assolto. E magari avrà pure fatto ammazzare Pecorelli.
E in effetti sin dalle prime riprese si capisce che per la trama si deve dare per scontato che la Dc di Andreotti stia dietro la strategia della tensione e delle stragi, da piazza Fontana in poi. E che Moro doveva essere ucciso per volere degli americani. E che la P2 governava l’Italia con l’aiuto dello stesso Andreotti e di Berlusconi e che tutti i delitti irrisolti degli anni ’70,’80 e ’90 devono per forza avere avuto dietro la “manina” del gobbo malefico. Che viene reso appena più umano dalle sue stesse battute recitate con mastria da Servillo.
E in effetti sin dalle prime riprese si capisce che per la trama si deve dare per scontato che la Dc di Andreotti stia dietro la strategia della tensione e delle stragi, da piazza Fontana in poi. E che Moro doveva essere ucciso per volere degli americani. E che la P2 governava l’Italia con l’aiuto dello stesso Andreotti e di Berlusconi e che tutti i delitti irrisolti degli anni ’70,’80 e ’90 devono per forza avere avuto dietro la “manina” del gobbo malefico. Che viene reso appena più umano dalle sue stesse battute recitate con mastria da Servillo.
Quindi, se si perde nelle aule giudiziarie si può ottenere una rivincita nelle sale cinematografiche.
L’operazione è semplice quanto geniale: un regista di grande valore come Paolo Sorrentino si presta a consegnare all’immaginario di tantissimi spettatori un ritratto di Giulio Andreotti esattamente corrispondente a quello tracciato dai pentiti di Cosa Nostra. E si mostra come vero ciò che per dieci anni i pm palermitani hanno voluto credere come vero, a partire da Giancarlo Caselli in giù, che hanno poi sostenuto in giudizio l’accusa per mafia contro di lui. Ma lui è stato assolto.
E infatti lo stesso Paolo Sorrentino, nelle innumerevoli conferenze stampa tenute sia a Cannes sia a Roma non ha fatto mistero di considerare Andreotti come un “criminale” e di avere voluto fare il film solo per consegnare alla storia il famoso bacio tra Totò Riina e Giulio Andreotti che nella realtà nessuno riesce a immaginare come possa esserci stato.
Un film militante ed ideologico che arriva dove non può la magistratura.
L’operazione è semplice quanto geniale: un regista di grande valore come Paolo Sorrentino si presta a consegnare all’immaginario di tantissimi spettatori un ritratto di Giulio Andreotti esattamente corrispondente a quello tracciato dai pentiti di Cosa Nostra. E si mostra come vero ciò che per dieci anni i pm palermitani hanno voluto credere come vero, a partire da Giancarlo Caselli in giù, che hanno poi sostenuto in giudizio l’accusa per mafia contro di lui. Ma lui è stato assolto.
E infatti lo stesso Paolo Sorrentino, nelle innumerevoli conferenze stampa tenute sia a Cannes sia a Roma non ha fatto mistero di considerare Andreotti come un “criminale” e di avere voluto fare il film solo per consegnare alla storia il famoso bacio tra Totò Riina e Giulio Andreotti che nella realtà nessuno riesce a immaginare come possa esserci stato.
Un film militante ed ideologico che arriva dove non può la magistratura.
Io avrei unom spunto per il regista: circa 30 anni fa un'amica di mia madre mi raccontò una storia, mi disse: nell'agosto 1949 mi trovavo in una trattoria nei pressi di Taormina e vidi molte macchine blu e chiesi al proprietario (che poi diventò un mafioso e poi pentito) che cosa stava succedendo e lui mi disse: c'è una riunione tra il boss dei boss Totò Riina con il presedente Andreotti e con il presidente di mediaset e di forza italia Berlusconi. Ci possiamo fare un film e lasciare alla storia questo memorabile incontro?
le false aggressioni politiche
Questo articolo ti fa capire come c'è bisogno di riacquistare il senso della realtà ed eliminare l'informazione farlocca che ormai la fa da padrone. Parla l'autore del raid del pigneto e smentisce tutto l'ambaradan che la stampa ed i politici stanno montando sulle aggressioni nazi-fasciste.
L'articolo è di CARLO BONINI.
L'uomo del raid del Pigneto, "l'italiano sulla cinquantina" cui la polizia cerca da cinque giorni di dare un volto, il più vecchio tra i mazzieri, il "Capo", arriva all'appuntamento ai tavolini di un bar che è notte. Ha i capelli brizzolati, gli occhi lucidi. Allunga la mano in una stretta decisa che gli fa dondolare il ciondolo d'oro al polso. "Eccome qua, io sarei il nazista che stanno a cercà da tutti i pizzi. Guarda qua. Guarda quanto sò nazista...". La mano sinistra solleva la manica destra del giubbetto di cotone verde che indossa, scoprendo la pelle. L'avambraccio è un unico, grande tatuaggio di Ernesto Che Guevara. "Hai capito? Nazista a me? Io sono nato il primo maggio, il giorno della festa dei lavoratori e al nonno di mia moglie, nel ventennio, i fascisti fecero chiudere la panetteria al Pigneto perché non aveva preso la tessera". L'uomo ha 48 anni. Delle figlie ancora piccole.
Una storia difficile di galera e di imputazioni per rapina. E, naturalmente, un nome. "Quello lo saprai molto presto. Il giorno che mi presento al magistrato, perché quel giorno il mio nome non sarà più un segreto. Mi presento, parola mia. La faccio finita cò 'sta storia. Ma ci voglio andare con le gambe mie a presentarmi. Nun me vojo fà beve (arrestare) a casa. Perciò, se proprio serve un nome a casaccio, scrivi Ernesto... ". Indica la foto sulla prima pagina dell'edizione di Repubblica del 27 maggio. Quella scattata durante il raid con il telefono cellulare da uno dei testimoni dell'aggressione. "Ecco. Io sono questo qua. Questo cerchiato con il marsupio e la maglietta rossa, che si vede di spalle. La maglietta è una Lacoste. Adesso ti racconto davvero come è andata. Ti racconto la verità prima che mi si bevono. Perché la verità, come diceva il Che, è rivoluzionaria. La politica non c'entra un cazzo. Destra e sinistra si devono rassegnare. Devono fare pace con il cervello loro. Non c'entrano un cazzo le razze. Non c'entra - com'è che se dice? - la xenofobia. C'entra il rispetto.
Io sono un figlio del Pigneto. Tutti sanno chi sono e perché ho fatto quello che ho fatto. Tutti. E per questo si sono stati tutti zitti con le guardie che mi stanno cercando. Perché mi vogliono bene. Perché mi rispettano. Perché hanno capito. Io ho sbagliato. E non devo e non voglio essere un esempio per nessuno. Ma per una volta in vita mia, ho sbagliato a fin di bene. E allora è giusto che il Pigneto veda scritta la verità. Se lo merita. E quella la posso raccontare solo io". La "verità" di "Ernesto" ha un incipit. Giovedì 22 maggio. Quarantotto ore prima del raid. "A metà mattina, a una donna di cui non faccio il nome e a cui voglio bene come a me stesso, rubano il portafoglio in via Macerata. Non faceva che piangere. Un amico mio - un immigrato, pensa un po' - mi dice che se lo voglio ritrovare devo andare nel negozio di quell'infame bugiardo dell'indiano. In via Macerata. Perché il ladro sta lì. E' un marocchino, un tunisino, mi dice l'amico mio.
Venerdì, verso mezzoggiorno, ci vado. Trovo questa merda di marocchino, o da dove cazzo viene, questo Mustafà, seduto davanti al negozio con una birra in mano. Una faccia brutta, cattiva, con una cicatrice. Mi fa cenno di entrare e nel negozio mi trovo lui, l'indiano bugiardo e un vecchio, un italiano. Il marocchino mi dice: "Tu passare oggi pomeriggio e trovare portafoglio". Io dico va bene. Dico solo: "Dei soldi non me frega niente. Ma dei documenti sì". Ripasso il pomeriggio e quello mi dice: "Scusa. Non fatto in tempo. Torna domani". Io ripasso sabato mattina e quel Mustafà là, ridendo, sempre con quella cazzo di birra in mano, mi fa segno che i documenti l'ha buttati dentro una buca delle lettere. Allora non ci ho visto più. Mi è partita la brocca. Ho cominciato a strillare, dentro e fuori del negozio. In mezzo alla strada. E ho detto: "Se vedemo alle cinque. E se non salta fuori il portafoglio sfascio tutto"".
Alle 17 di sabato, dunque, arriva "Ernesto". Ma non da solo. "Eh no. Fermati. Fermati qui. Io arrivo da solo. Perché io voglio andare a gonfiare il marocchino da solo. Io quando devo fare a cazzotti non mi porto dietro nessuno. Il problema è che quando arrivo all'angolo con via Macerata non ti trovo una quindicina di ragazzi del quartiere? Tutti incazzati e bardati. Te l'ho detto. Mi vogliono bene. Avevano saputo della tarantella ed erano due giorni che sentivano questa storia di questo portafoglio. Evidentemente volevano starci pure loro e si sono presentati. Non l'ho mica chiamati o invitati".
"Ernesto" fa un cenno al cameriere. Chiede un whiskey di malto scozzese. Un "Oban". Strizza l'occhio. "Lo vedi questo? E' cresciuto con me al Pigneto". "Che stavo a dì? Ah sì, i pischelli. Io davvero non riesco a capire come si sono inventati la storia della svastica. Ma quale svastica? Io questi pischelli non li conosco personalmente, ma mi dicono che sono tutto tranne che fascisti. E, comunque svastiche non ce n'erano. Quei pischelli, per quanto ne so, si fanno il culo dalla mattina alla sera. E hanno solo un problema. Si sono rotti il cazzo di vedere la madre, la sorella o la nonna piangere la sera, perché qualche vigliacco gli ha sputato o gli ha fischiato dietro il culo. Te lo ripeto, io non l'ho chiamati. Io ce li ho trovati. E poi, scusa tanto sa, ma hai mai visto tu un raid nazista senza una scritta su un muro? Qualcuno si è chiesto perché, se era un raid, nessuno ha toccato per esempio i sette senegalesi che vendevano i cd taroccati in via Macerata? Lo vuoi sapere perché? Perché i senegalesi non avevano fatto niente. Perché sono amici. Perché portano rispetto e quando stava per cominciare il casino al negozio dell'indiano, gli ho detto di mettersi da una parte". Forse "Ernesto" vuole solo coprire quei ragazzi. Forse la sua storia comincia a pattinare. "Aspetta. Io ti ripeto che i nomi di quei pischelli non li conosco e, comunque, se anche li conoscessi non li farei mai. Ma la dimostrazione che dico la verità sai qual è? E' che loro erano tutti coperti. Con i caschi, con i cappucci. E io invece ero l'unico a volto scoperto. Perché, come t'ho detto, io se devo andare a fare a cazzotti ci vado a mani nude, da solo e a viso scoperto. Te ne dico un'altra. La dimostrazione che sto dicendo la verità è che quando l'indiano di via Macerata mi vede e se la dà, dopo che gli ho sfasciato le vetrine, i pischelli si mettono a correre verso via Ascoli Piceno. Per me è finita lì. E non capisco quelli che vogliono fare. Allora li raggiungo a piedi e quando all'angolo tra via del Pigneto e via Ascoli Piceno vedo che stanno a fà un macello con i bengalesi, che si sono messi a sfasciare le macchine della gente del quartiere, cominciò a gridare. Grido: "A pezzi de merda che state a fa'? Annatevene da lì, a rincojoniti!". Per questo, come ho letto sui giornali, dicono che hanno sentito "il Capo" dare ordini in italiano. Ma quali ordini? Io li stavo a mannà a fanculo perché mi era presa paura. Avevo capito che casino stava montando". Cosa aveva capito "Ernesto"? "Avevo capito che, senza volerlo, avevo slegato la bestia. Avevo capito che il veleno mio era il veleno di tutti. Sai perché penso che i pischelli sono andati dai bengalesi in via Ascoli Piceno? Perché quell'alimentari là, quello dove è andato a chiedere scusa Alemanno, due anni fa l'avevano chiuso per spaccio. Perché sotto il sacco dei ceci che dice di vendere, il bengalese ci teneva la droga. So che è andato assolto perché ha detto che la roba la nascondeva un marocchino. Sta di fatto che lì davanti è sempre un circo. Stanno sempre aperti. Anche alle cinque de mattina. Mi spieghi che cazzo si vendono?".
L'articolo è di CARLO BONINI.
L'uomo del raid del Pigneto, "l'italiano sulla cinquantina" cui la polizia cerca da cinque giorni di dare un volto, il più vecchio tra i mazzieri, il "Capo", arriva all'appuntamento ai tavolini di un bar che è notte. Ha i capelli brizzolati, gli occhi lucidi. Allunga la mano in una stretta decisa che gli fa dondolare il ciondolo d'oro al polso. "Eccome qua, io sarei il nazista che stanno a cercà da tutti i pizzi. Guarda qua. Guarda quanto sò nazista...". La mano sinistra solleva la manica destra del giubbetto di cotone verde che indossa, scoprendo la pelle. L'avambraccio è un unico, grande tatuaggio di Ernesto Che Guevara. "Hai capito? Nazista a me? Io sono nato il primo maggio, il giorno della festa dei lavoratori e al nonno di mia moglie, nel ventennio, i fascisti fecero chiudere la panetteria al Pigneto perché non aveva preso la tessera". L'uomo ha 48 anni. Delle figlie ancora piccole.
Una storia difficile di galera e di imputazioni per rapina. E, naturalmente, un nome. "Quello lo saprai molto presto. Il giorno che mi presento al magistrato, perché quel giorno il mio nome non sarà più un segreto. Mi presento, parola mia. La faccio finita cò 'sta storia. Ma ci voglio andare con le gambe mie a presentarmi. Nun me vojo fà beve (arrestare) a casa. Perciò, se proprio serve un nome a casaccio, scrivi Ernesto... ". Indica la foto sulla prima pagina dell'edizione di Repubblica del 27 maggio. Quella scattata durante il raid con il telefono cellulare da uno dei testimoni dell'aggressione. "Ecco. Io sono questo qua. Questo cerchiato con il marsupio e la maglietta rossa, che si vede di spalle. La maglietta è una Lacoste. Adesso ti racconto davvero come è andata. Ti racconto la verità prima che mi si bevono. Perché la verità, come diceva il Che, è rivoluzionaria. La politica non c'entra un cazzo. Destra e sinistra si devono rassegnare. Devono fare pace con il cervello loro. Non c'entrano un cazzo le razze. Non c'entra - com'è che se dice? - la xenofobia. C'entra il rispetto.
Io sono un figlio del Pigneto. Tutti sanno chi sono e perché ho fatto quello che ho fatto. Tutti. E per questo si sono stati tutti zitti con le guardie che mi stanno cercando. Perché mi vogliono bene. Perché mi rispettano. Perché hanno capito. Io ho sbagliato. E non devo e non voglio essere un esempio per nessuno. Ma per una volta in vita mia, ho sbagliato a fin di bene. E allora è giusto che il Pigneto veda scritta la verità. Se lo merita. E quella la posso raccontare solo io". La "verità" di "Ernesto" ha un incipit. Giovedì 22 maggio. Quarantotto ore prima del raid. "A metà mattina, a una donna di cui non faccio il nome e a cui voglio bene come a me stesso, rubano il portafoglio in via Macerata. Non faceva che piangere. Un amico mio - un immigrato, pensa un po' - mi dice che se lo voglio ritrovare devo andare nel negozio di quell'infame bugiardo dell'indiano. In via Macerata. Perché il ladro sta lì. E' un marocchino, un tunisino, mi dice l'amico mio.
Venerdì, verso mezzoggiorno, ci vado. Trovo questa merda di marocchino, o da dove cazzo viene, questo Mustafà, seduto davanti al negozio con una birra in mano. Una faccia brutta, cattiva, con una cicatrice. Mi fa cenno di entrare e nel negozio mi trovo lui, l'indiano bugiardo e un vecchio, un italiano. Il marocchino mi dice: "Tu passare oggi pomeriggio e trovare portafoglio". Io dico va bene. Dico solo: "Dei soldi non me frega niente. Ma dei documenti sì". Ripasso il pomeriggio e quello mi dice: "Scusa. Non fatto in tempo. Torna domani". Io ripasso sabato mattina e quel Mustafà là, ridendo, sempre con quella cazzo di birra in mano, mi fa segno che i documenti l'ha buttati dentro una buca delle lettere. Allora non ci ho visto più. Mi è partita la brocca. Ho cominciato a strillare, dentro e fuori del negozio. In mezzo alla strada. E ho detto: "Se vedemo alle cinque. E se non salta fuori il portafoglio sfascio tutto"".
Alle 17 di sabato, dunque, arriva "Ernesto". Ma non da solo. "Eh no. Fermati. Fermati qui. Io arrivo da solo. Perché io voglio andare a gonfiare il marocchino da solo. Io quando devo fare a cazzotti non mi porto dietro nessuno. Il problema è che quando arrivo all'angolo con via Macerata non ti trovo una quindicina di ragazzi del quartiere? Tutti incazzati e bardati. Te l'ho detto. Mi vogliono bene. Avevano saputo della tarantella ed erano due giorni che sentivano questa storia di questo portafoglio. Evidentemente volevano starci pure loro e si sono presentati. Non l'ho mica chiamati o invitati".
"Ernesto" fa un cenno al cameriere. Chiede un whiskey di malto scozzese. Un "Oban". Strizza l'occhio. "Lo vedi questo? E' cresciuto con me al Pigneto". "Che stavo a dì? Ah sì, i pischelli. Io davvero non riesco a capire come si sono inventati la storia della svastica. Ma quale svastica? Io questi pischelli non li conosco personalmente, ma mi dicono che sono tutto tranne che fascisti. E, comunque svastiche non ce n'erano. Quei pischelli, per quanto ne so, si fanno il culo dalla mattina alla sera. E hanno solo un problema. Si sono rotti il cazzo di vedere la madre, la sorella o la nonna piangere la sera, perché qualche vigliacco gli ha sputato o gli ha fischiato dietro il culo. Te lo ripeto, io non l'ho chiamati. Io ce li ho trovati. E poi, scusa tanto sa, ma hai mai visto tu un raid nazista senza una scritta su un muro? Qualcuno si è chiesto perché, se era un raid, nessuno ha toccato per esempio i sette senegalesi che vendevano i cd taroccati in via Macerata? Lo vuoi sapere perché? Perché i senegalesi non avevano fatto niente. Perché sono amici. Perché portano rispetto e quando stava per cominciare il casino al negozio dell'indiano, gli ho detto di mettersi da una parte". Forse "Ernesto" vuole solo coprire quei ragazzi. Forse la sua storia comincia a pattinare. "Aspetta. Io ti ripeto che i nomi di quei pischelli non li conosco e, comunque, se anche li conoscessi non li farei mai. Ma la dimostrazione che dico la verità sai qual è? E' che loro erano tutti coperti. Con i caschi, con i cappucci. E io invece ero l'unico a volto scoperto. Perché, come t'ho detto, io se devo andare a fare a cazzotti ci vado a mani nude, da solo e a viso scoperto. Te ne dico un'altra. La dimostrazione che sto dicendo la verità è che quando l'indiano di via Macerata mi vede e se la dà, dopo che gli ho sfasciato le vetrine, i pischelli si mettono a correre verso via Ascoli Piceno. Per me è finita lì. E non capisco quelli che vogliono fare. Allora li raggiungo a piedi e quando all'angolo tra via del Pigneto e via Ascoli Piceno vedo che stanno a fà un macello con i bengalesi, che si sono messi a sfasciare le macchine della gente del quartiere, cominciò a gridare. Grido: "A pezzi de merda che state a fa'? Annatevene da lì, a rincojoniti!". Per questo, come ho letto sui giornali, dicono che hanno sentito "il Capo" dare ordini in italiano. Ma quali ordini? Io li stavo a mannà a fanculo perché mi era presa paura. Avevo capito che casino stava montando". Cosa aveva capito "Ernesto"? "Avevo capito che, senza volerlo, avevo slegato la bestia. Avevo capito che il veleno mio era il veleno di tutti. Sai perché penso che i pischelli sono andati dai bengalesi in via Ascoli Piceno? Perché quell'alimentari là, quello dove è andato a chiedere scusa Alemanno, due anni fa l'avevano chiuso per spaccio. Perché sotto il sacco dei ceci che dice di vendere, il bengalese ci teneva la droga. So che è andato assolto perché ha detto che la roba la nascondeva un marocchino. Sta di fatto che lì davanti è sempre un circo. Stanno sempre aperti. Anche alle cinque de mattina. Mi spieghi che cazzo si vendono?".
mercoledì 28 maggio 2008
Il Libano italiano
Credo che Angelo Panebianco, sul Corriere della Sera, abbia colto nel segno, su come effettivamente stanno le cose, e con una lucidità che non ha eguali dice: Chi plaude come «democratica» la rivolta antidiscariche, forse non lo sa ma il «modello di Stato» che sta proponendo a tutti noi è il Libano. In pratica come in Libano, ognuno si crea il suo “piccolo mondo decisionale”, modello “fai da te”.
Pensate che stia esagerando? Vi assicuro che è cosi: Per esempio a Chiaiano, i no global e i centri sociali, come ultimatum alla mediazione, hanno “concesso” l’ingresso ai tecnici di Bertolaso , “ma non alla polizia, no ai militari, in pratica, no allo Stato”.
Ovviamente, il fallimento dello Stato non comincia oggi, ma è incominciato con i passi indietro fatti per la Tav, per i Rigassificatori, per i Termovalorizzatori. Ovviamente nel futuro, avremo i passi indietro per le Centrali Nucleari, il Ponte di Messina, ed altro.
Il fallimento non si riconduce solo a Napoli, ormai è in forma diffusa sul tutto il territorio nazionale. La cosa “divertente” è che le coalizioni antistato, sono variegate e formate oltre che da normali cittadini, da sacerdoti, ambientalisti, amministratori locali, consiglieri regionali della sinistra radicale, di sinistra, centristi o centrodestra, politici nazionali, in alcuni casi frange malavitose, e chi più ne ha più ne metta. Ovvviamente non sono sempre gli stessi, da qualche parte può capitare che i sacerdoti, siano con la sinistra radicale, in altre, gli amministratori con frange malavitose, avversario unico : LO STATO.
Ciliegina sulla torta a tutto ciò, i Magistrati.
Non si capisce, per quale sortilegio, puntualmente compaiono nei momenti ”più” opportuni, sia per far cadere un governo, per far dimettere un Presidente del Consiglio durante un G8, oppure nel momento che si vede uno spiraglio per risolvere un problema che dura da quindici anni, come i rifiuti. E come se avessero una sfera di cristallo, sono gli unici in Italia, “al momento giusto, nel posto giusto”
Che dire, “Brava la Magistratura”. Salvo che qualche dubbio ti viene quando poi vedi che vengono tutti assolti perchè non c'è alcun reato, o che anche qualche Giudice sfila in corteo per la protesta di Chiaiano. E mi permane un dubbio, ma non è che sono finito in Libano?
Pensate che stia esagerando? Vi assicuro che è cosi: Per esempio a Chiaiano, i no global e i centri sociali, come ultimatum alla mediazione, hanno “concesso” l’ingresso ai tecnici di Bertolaso , “ma non alla polizia, no ai militari, in pratica, no allo Stato”.
Ovviamente, il fallimento dello Stato non comincia oggi, ma è incominciato con i passi indietro fatti per la Tav, per i Rigassificatori, per i Termovalorizzatori. Ovviamente nel futuro, avremo i passi indietro per le Centrali Nucleari, il Ponte di Messina, ed altro.
Il fallimento non si riconduce solo a Napoli, ormai è in forma diffusa sul tutto il territorio nazionale. La cosa “divertente” è che le coalizioni antistato, sono variegate e formate oltre che da normali cittadini, da sacerdoti, ambientalisti, amministratori locali, consiglieri regionali della sinistra radicale, di sinistra, centristi o centrodestra, politici nazionali, in alcuni casi frange malavitose, e chi più ne ha più ne metta. Ovvviamente non sono sempre gli stessi, da qualche parte può capitare che i sacerdoti, siano con la sinistra radicale, in altre, gli amministratori con frange malavitose, avversario unico : LO STATO.
Ciliegina sulla torta a tutto ciò, i Magistrati.
Non si capisce, per quale sortilegio, puntualmente compaiono nei momenti ”più” opportuni, sia per far cadere un governo, per far dimettere un Presidente del Consiglio durante un G8, oppure nel momento che si vede uno spiraglio per risolvere un problema che dura da quindici anni, come i rifiuti. E come se avessero una sfera di cristallo, sono gli unici in Italia, “al momento giusto, nel posto giusto”
Che dire, “Brava la Magistratura”. Salvo che qualche dubbio ti viene quando poi vedi che vengono tutti assolti perchè non c'è alcun reato, o che anche qualche Giudice sfila in corteo per la protesta di Chiaiano. E mi permane un dubbio, ma non è che sono finito in Libano?
martedì 27 maggio 2008
Arrivano i Cei
I Cpt (centri di permanenza temporanea) si modificheranno in Cei (centri di identificazione ed espulsione).
Le strutture militari non più in uso potrebbero essere utilizzate per la realizzazione di nuovi centri di identificazione ed espulsione per immigrati.
È quanto emerge dall'incontro al Viminale tra il Ministro dell'Interno, Roberto Maroni e il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa.
È stato deciso quindi di istituire un gruppo di lavoro tra i due Ministeri, Interno e Difesa, che procederà all'individuazione dei siti ritenuti più idonei ad ospitare le nuove strutture.
Mica bau bau ... micio micio.
Le strutture militari non più in uso potrebbero essere utilizzate per la realizzazione di nuovi centri di identificazione ed espulsione per immigrati.
È quanto emerge dall'incontro al Viminale tra il Ministro dell'Interno, Roberto Maroni e il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa.
È stato deciso quindi di istituire un gruppo di lavoro tra i due Ministeri, Interno e Difesa, che procederà all'individuazione dei siti ritenuti più idonei ad ospitare le nuove strutture.
Mica bau bau ... micio micio.
Che faccia di bronzo
C'è poco da dire. La figuraccia è evidente.
I sindacati avevano fatto i salti mortali perchè Prodi inserisse la colpevolezza dei datori di lavoro nel pacchetto sicurezza.
Ora succede che 3 ragazzi della scuola di giornalismo della Cattolica filmano i lavoratori girano senza casco e si sporgono nel vuoto senza imbragature in un cantiere della nuova sede della CGIL a Milano.
In questo caso il datore di lavoro non c'entra nulla; infatti, di fronte al video che mostra tutto questo il sindacalista spende parole di fuoco: se i lavoratori non vogliono rispettare le norme di sicurezza devono essere cacciati.
Poi però quando si scopre che il cantiere è gestito dalle Coop il sindacalista non sa più cosa dire e alla fine la sensazione è di chi si stia arrampicando sui vetri... senza imbragatura, escogitando una frase senza senso: i capocantieri spesso non vengono ascoltati.
Con quale faccia di bronzo il sindacato convocherà lo sciopero al prossimo infortunio sul lavoro? Sbraitando contro il padrone schiavista?
Boh!
Avrei tanto voluto sentire la autorevole voce di Napolitano; finora era stato sempre puntuale, ad ogni morte bianca.
I sindacati avevano fatto i salti mortali perchè Prodi inserisse la colpevolezza dei datori di lavoro nel pacchetto sicurezza.
Ora succede che 3 ragazzi della scuola di giornalismo della Cattolica filmano i lavoratori girano senza casco e si sporgono nel vuoto senza imbragature in un cantiere della nuova sede della CGIL a Milano.
In questo caso il datore di lavoro non c'entra nulla; infatti, di fronte al video che mostra tutto questo il sindacalista spende parole di fuoco: se i lavoratori non vogliono rispettare le norme di sicurezza devono essere cacciati.
Poi però quando si scopre che il cantiere è gestito dalle Coop il sindacalista non sa più cosa dire e alla fine la sensazione è di chi si stia arrampicando sui vetri... senza imbragatura, escogitando una frase senza senso: i capocantieri spesso non vengono ascoltati.
Con quale faccia di bronzo il sindacato convocherà lo sciopero al prossimo infortunio sul lavoro? Sbraitando contro il padrone schiavista?
Boh!
Avrei tanto voluto sentire la autorevole voce di Napolitano; finora era stato sempre puntuale, ad ogni morte bianca.
A buon intenditor....
Rifiuti a Napoli, leggi sulla sicurezza, ICI, mutui, detassazione degli straordinari, centrali nucleari ed ora anche modifica delle regole d'ingaggio in Afghanistan.
Non si può proprio dire che il nuovo governo si stia muovendo lentamente per risolvere i problemi. Si può essere d'accordo o meno sulle soluzioni e sui metodi per risolvere i problemi, però, è vero che:
1) i problemi devono essere risolti
2) il più velocemente possibile
3) il centrosinistra al governo non è riuscito a risolverli.
Con le elezioni il popolo italiano ha scelto in maniera netta di abbandonare il continuo chiacchiericcio del centro sinistra, i mille capipopolo autorizzati a parlare, i ministri che sfilano contro il governo. Gli italiani hanno scelto l'uomo solo al comando.
E quell'uomo ha detto: fai le barricache per fermarmi le discariche? E io ti metto in galera. Manifesti? E io ti mando la polizia che carica, anzi, l'esercito. E non tornom indietro.
Guarda caso questa mattina i manifestanti hanno abbandonato le barricate a Chiaiano.
Per la TAV non fu così!
Vorrà dire che fare la faccia cattiva alla fine paga?
Non si può proprio dire che il nuovo governo si stia muovendo lentamente per risolvere i problemi. Si può essere d'accordo o meno sulle soluzioni e sui metodi per risolvere i problemi, però, è vero che:
1) i problemi devono essere risolti
2) il più velocemente possibile
3) il centrosinistra al governo non è riuscito a risolverli.
Con le elezioni il popolo italiano ha scelto in maniera netta di abbandonare il continuo chiacchiericcio del centro sinistra, i mille capipopolo autorizzati a parlare, i ministri che sfilano contro il governo. Gli italiani hanno scelto l'uomo solo al comando.
E quell'uomo ha detto: fai le barricache per fermarmi le discariche? E io ti metto in galera. Manifesti? E io ti mando la polizia che carica, anzi, l'esercito. E non tornom indietro.
Guarda caso questa mattina i manifestanti hanno abbandonato le barricate a Chiaiano.
Per la TAV non fu così!
Vorrà dire che fare la faccia cattiva alla fine paga?
Dedicato a te

Dedicato a te che sbraiti tanto contro le centrali nucleari, ma consumi tanta energia e sbraiti per la salatissima bolletta.
Dedicato a te che parli tanto di ambiente ed ecologia ma che giri con un vecchio diesel che ammorba l’aria.
Dedicato a te che ti riempi la bocca di parole quali equità e merito e non capisci che sono due termini contraddittori.
Dedicato a te che vuoi le città pulite ma scuoti la tovaglia fuori dalla finestra.
Dedicato a te che ti vergogni per la situazione in cui si trova Napoli ma poi ti schieri con il fronte del no alle discariche e del no al termovalorizzatore o, al limite favorevole, ma basta che non si faccia vicino a casa tua.
Dedicato a te che parli di integrazione ed accoglienza e che ti schieri a difesa dei clandestini salvo poi incazzarti come una belva perché il clandestino di turno ti ha rubato il portafoglio!
Dedicato a te che in cuor tuo sai di sbagliare ma siccome lo fanno tutti, decidi di sbagliare.
Dedicato a te che rifuggi la violenza e che ti avvolgi nella bandiera della pace salvo poi correre, con una spranga in mano contro le forze dell’ordine e dedicare le tue attenzioni a vetrine e monumenti.
Dedicato a te che parli tanto di ambiente ed ecologia ma che giri con un vecchio diesel che ammorba l’aria.
Dedicato a te che ti riempi la bocca di parole quali equità e merito e non capisci che sono due termini contraddittori.
Dedicato a te che vuoi le città pulite ma scuoti la tovaglia fuori dalla finestra.
Dedicato a te che ti vergogni per la situazione in cui si trova Napoli ma poi ti schieri con il fronte del no alle discariche e del no al termovalorizzatore o, al limite favorevole, ma basta che non si faccia vicino a casa tua.
Dedicato a te che parli di integrazione ed accoglienza e che ti schieri a difesa dei clandestini salvo poi incazzarti come una belva perché il clandestino di turno ti ha rubato il portafoglio!
Dedicato a te che in cuor tuo sai di sbagliare ma siccome lo fanno tutti, decidi di sbagliare.
Dedicato a te che rifuggi la violenza e che ti avvolgi nella bandiera della pace salvo poi correre, con una spranga in mano contro le forze dell’ordine e dedicare le tue attenzioni a vetrine e monumenti.
Dedicato a te che hai manifestato contro la violenza fascista di Roma (hai fatto bene), ma non te ne è fregato niente dell'assalto dei rom alle forze dell'ordine a Catanzaro.
Abbaiare per dar segno di vita?
L’antiberlusconismo e la polemica che non ha contatti con la vera realtà della situazione sono tornati alla ribalta. D'altronde l'antiberlusconismo è l'unico argomento che vede l'opposizione unirsi. E questa volta si tratta dell'emendamento battezzato "salvarete4".
Sull'argomento segnalo un articolo di F. De Benedetto su Il Sole 24 ore che, in modo chiarissimo, stravolge l’offensiva della sinistra sull’emendamento governativo in questione.
Riporto letteralmente alcuni passaggi:
-la legge recepisce una direttiva comunitaria
-la priorità di ogni governo dovrebbe essere scongiurare il rischio di qualsiasi infrazione
-il Governo Prodi voleva barare dicendo che l’intera Gasparri era da abrogare, perchè condannata dall’Europa
-i rilievi europei riguardano anche la Legge Amato del 2001
-l’emendamento recepisce in pieno la formulazione richiesta da Bruxelles
-Rete4 con le obiezioni di Bruxelles non c’entra nulla
-Sarà il Consiglio di Stato a decidere se e come Europa7 dovrà essere risarcita
-il PD fa male a rincorrere Di Pietro su questa strada.
E allora perchè abbaiare? Per accontentare i colorati dell'Arcobaleno o per dare segno di vita?
Sull'argomento segnalo un articolo di F. De Benedetto su Il Sole 24 ore che, in modo chiarissimo, stravolge l’offensiva della sinistra sull’emendamento governativo in questione.
Riporto letteralmente alcuni passaggi:
-la legge recepisce una direttiva comunitaria
-la priorità di ogni governo dovrebbe essere scongiurare il rischio di qualsiasi infrazione
-il Governo Prodi voleva barare dicendo che l’intera Gasparri era da abrogare, perchè condannata dall’Europa
-i rilievi europei riguardano anche la Legge Amato del 2001
-l’emendamento recepisce in pieno la formulazione richiesta da Bruxelles
-Rete4 con le obiezioni di Bruxelles non c’entra nulla
-Sarà il Consiglio di Stato a decidere se e come Europa7 dovrà essere risarcita
-il PD fa male a rincorrere Di Pietro su questa strada.
E allora perchè abbaiare? Per accontentare i colorati dell'Arcobaleno o per dare segno di vita?
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