Cerca nel blog

sabato 1 gennaio 2011

Parole al vento

Nella messa di capodanno, mentre un'autobomba espodeva davanti ad una chiesa in Egitto e causava 21 morti, papa Benedetto XVI ha detto: «di fronte alle minacciose tensioni del momento, di fronte specialmente alle discriminazioni, ai soprusi e alle intolleranze religiose, che oggi colpiscono in modo particolare i cristiani, ancora una volta rivolgo un pressante invito a non cedere allo sconforto e alla rassegnazione». Si tratta di un «difficile compito» per il quale «non bastano le parole, occorre l'impegno concreto e costante dei responsabili delle nazioni...».
Napolitano, il nostro caro Presidente della repubblica italiana, ha recepito in pieno il messaggio ed è passato subito all'azione: è infatti immediatamente uscito un comunicato stampa dal quirinale dove il nostro presidente ha espresso solidarietà al Pontefice per le forme di cruenta discriminazione che da tempo hanno per oggetto la comunità cristiana.
A Napoli si dice: "Azzz"
Però va dato merito al nostro presidente che, in quanto capo della nazione, si è preoccupato di tranquillizzare il suo popolo, e nel comunicato ha scritto che il diritto alla libertà religiosa “è stata ratificata dai padri della Costituzione repubblicana“.
Perbacco. Ora sì che mi sento tranquillo: gli islamici non attaccheranno mai una chiesa italiana perchè i padri della nostra Costituzione hanno proprio scritto che qui c'è il diritto alla libertà religiosa.
Mi viene un dubbio: ma.....gli islamici lo sanno?
Si informi, sig. presidente e ci faccia sapere.

giovedì 30 dicembre 2010

Salvo che......

La guerra continua, ma noi facciamo finta di non saperlo.
Un centinaio di morti in Nigeria, a causa della guerra dichiarata contro i cristiani dal fanatismo islamico, non ci preoccupano. La notizia passa quasi in sordina, potrebbe rovinarci il Capodanno.
Gli attacchi, con uso di armi, bombe ed esplosivo, sono stati rivendicati da un gruppo islamista africano il cui nome, tradotto in italiano, è già tutto un programma “Popolo devoto agli insegnamenti del Profeta per la propagazione della Jihad“. Insomma, gente che ha fatto della “guerra santa” all’occidente ed agli infedeli, la propria ragione di vita.
Questo è solo l’ultimo degli espisodi di violenza contro i cristiani. Ormai la serie si allunga di giorno in giorno. Basta ricordare cosa è successo in India, Pakistan, Indonesia. Una vera e propria caccia al cristiano, chiese distrutte o bruciate, meglio se con i fedeli dentro.
Ma i pacifisti non organizzano cortei, i buonisti non lanciano appelli, Annozero non fa puntate speciali, Report non se ne occupa, l’Onu è in altre faccende affaccendata e la strage continua. Anzi, il nostro impegno quotidiano è quello di garantire in casa nostra tutti i diritti possibili agli islamici. Le nostre parole d’ordine sono l’accoglienza, la tolleranza, l’integrazione, il multiculturalismo.
A queste regole democratiche possiamo aggiungere: salvo che......?

La Ferrario è stata Santorizzata

Mario Missiroli usava dire che è sempre meglio fare il giornalista che lavorare. È ancora vero.
Proprio mentre si chiede ad operai che guadagnano 1200 euro al mese, ed anche meno, di accettare più flessibilità e meno diritti, a Tiziana Ferrario, conduttrice del Tg1 per 28 anni, era stato proposto di fare l'inviata speciale, ma un giudice ha sentenziato che deve essere rimessa a condurre quello stesso Tg alla stessa ora perché la sua sostituzione è stata frutto di una discriminazione politica da parte del suo direttore Augusto Minzolini.
A me la Ferrario è sempre piaciuta: poco diva, molto professionale, dimessa e seria come poche. Ma davvero non si capisce come si possano esercitare le prerogative che il contratto giornalistico riconosce ai direttori in un’azienda come la Rai, dove è il giudice ormai a stabilire regolarmente orari e ruoli del lavoro giornalistico e palinsesto dei programmi.
Minzolini potrà anche non piacere, ma un giudice che ne prende il posto mi piace anche meno.
E ora? ora la povera Ferrario dovrà farà la conduttrice a vita, fin quando sarà lei a decidere di smettere, definendo anche la relativa buonuscita (alla Santoro).

Perchè si parla di Battisti?

Perchè ci preoccupiamo di Cesare Battisti che il Brasile non vuole estradare in Italia dove l'aspetterebbe una condanna all'ergastolo?
O meglio, perchè il caso Battisti fa notizia? questo non lo so spiegare.
Infatti sono ben settantasei i terroristi ancora latitanti inseguiti da condanne definitive mai eseguite ed all'antiterrorismo dicono che è inutile darsi da fare, per stanarli, perché intanto i Paesi che li ospitano non li estradano in Italia.
Il caso di Cesare Battisti è solo l´ultimo di una serie di no all´estradizione giunti da Stati di mezzo mondo, dalla Francia al Nicaragua, dal Giappone all´Argentina alla Spagna ed anche dal Brasile dove da anni vive come "rifugiato politico" Achille Lollo, accusato del rogo di Primavalle dove morirono arsi vivi i fratelli Mattei.
La stragrande maggioranza dei terroristi riparati all´estero sono ex militanti brigatisi, ma fra loro ci sono pure esponenti del terrorismo nero come Delfo Zorzi, processato e poi assolto per la strage di Piazza Fontana; Ora vive in Giappone, fa l´imprenditore, ha ottenuto là la cittadinanza e non c´è alcuna speranza che possa essere estradato in Italia.
Analoga situazione ha protetto Alessio Casimirri, condannato all´ergastolo per l´agguato di via Fani, ma "libero" cittadino del Nicaragua le cui autorità hanno sempre respinto le richieste di espellerlo avanzate dal governo italiano.
Leonardo Bertulazzi, ex Br, catturato in Argentina, è stato là dichiarato «non estradabile».
Germano Fontana, ex Prima Linea, viene liberato dalle autorità spagnole.
Il caso di Marina Petrella ha definitivamente tolto ogni speranza agli investigatori italiani di riportare in Italia i terroristi che a Parigi hanno trovato rifugio grazie alla "dottrina Mitterrand": contro il rimpatrio dell´ex brigatista condannata per il sequestro Moro scese in campo la first lady francese, Carla Bruni. E Sarkozy negò l´estradizione.
Tanti altri ex-terroristi non vengono neppure pìù cercati; la ragione è che è inutile spendere tanti soldi in investigazioni internazionali se poi non viene concessa l'estradizione.
Allora, perchè si parla tanto di Battisti?

Un parlamento inutile

C'è un ordine ben preciso in tutte le questure d'Italia: lasciate perdere i clandestini tanto non ci sono conseguenze per loro.
Ecco i danni inferti ai cittadini da una magistratura politicizzata che ha come obiettivo quello di stravolgere o distruggere le leggi del centrodestra.
Poi si chiedono perchè la fiducia degli italiani nella magistratura sia a livelli bassissimi…

martedì 28 dicembre 2010

La stessa musica

Sentire il leader Maximo dire dei magistrati le stesse cose che Berlusconi dice da un sedici anni, fa un pò rifleettere, ma mai mi sarei aspettato che anche il Tonino nazionale parlasse il linguaggio di Berlusconi (a parte la grammatica).
Evocare gli stessi spauracchi, inciampare nelle stesse trappole fa, a dir poco, tenerezza.
Ecco il fatto:
Nella conferenza stampa di fine d’anno, Telese, del Fatto Quotidiano, sciorina a Berlusconi le malefatte di un po’ di suoi ministri ed ex ministri. Lui, il Cav. si difende con la flebile teoria della mela marcia: “Sono casi spiacevoli, ma su 100 persone è impossibile trovare 100 santi, qualcuno può essere abbastanza lontano dalla santità. Succede nell’apparato umano, succede in tutta la società. Succede perché l’uomo e la donna non sono esseri perfetti”.
Insomma, in politica, come nella vita la perfezione non è di casa.

Tonino Di Pietro parlando della sua Italia dei Valori, quando nel partito e dintorni (Micromega) gli fanno le pulci sulla questione morale di casa sua, ecco che le vesti del poliziotto nazionale lasciano spazio a quelle dell’assolutore: “Sulla questione morale non v'è dubbio che un partito che nasce dal nulla, un fiore spontaneo, ogni tanto si trova a vedere nel proprio campo qualche erbaccia cattiva”. Mele marce, erbacce cattive, la musica è la stessa.
Ma non basta: Di Pietro è costretto a promettere: “Voglio rassicurare tutti sul fatto che c'è un impegno preciso del partito per una militanza trasparente, del quale parleremo in un esecutivo nazionale a gennaio... Voglio tranquillizzare tutti sul fatto che, piano piano, l'acqua sta diventando pulita”.
Bene dunque, quelli pronti a gridare “galera, galera” al minimo sgarro possono stare tranquilli: “se ne parlerà in un esecutivo nazionale”. Quanto al loro amato partito, quello della giustizia e legalità sopra ogni cosa, finora è stato acqua torbida, ma presto “tornerà pulita”.
Ma non è finita. Perché di Pietro ha una spiegazione per questo attacco: “Mi attacca chi vorrebbe prendere il mio posto”. Il riferimento è ovviamente a Luigi De Magistris, in prima fila a chiedere pulizia nel partito dei puliti.

Anche qui l’eco berlusconiana è lampante. Infondo anche il Cav. spiegava gli attacchi di Fini in nome della legalità come un pretesto per farlo fuori.
Nemesi triste quella di Di Pietro: trovarsi in difesa ad usare gli argomenti del suo acerrimo nemico. Manca solo che dica che i magistrati sono la principale minaccia del paese, e lui D’Alema e Berlusca potranno fondare un nuovo partito.

Vessati da Berlusconi

Quando una funzionaria di terzo livello dell'ambasciata americana a Roma scriveva che “Berlusconi dorme poco”, i giornali "liberi", quelli cioè impegnati nella lotta eterna contro il Male Assoluto incarnato da un settantaquattrenne viveur, titolavano a nove colonne, aprivano le edizioni online con la (presunta) notizia a caratteri cubitali, scrivendo editoriali indignati e preoccupati sul ruolo del Paese messo a repentaglio da un Premier facile all’abbiocco.
E ci dicevano che Assange meritava ascolto, che la sua opera era meritoria e giusta, che i file scippati erano assolutamente veritieri, credibili e fondamentali per capire cosa pensa uno Stato dell’altro.
Perfetto.
Ora che invece esce fuori che D’Alema ha detto all'ambasciatore degli Stati Uniti che “La Magistratura è la più grande minaccia per lo Stato Italiano", il tutto diventa ciarpame, robaccia, gossip, carta straccia.
E il motivo sapete qual è? Beh, “Massimo D’Alema ha smentito”.
Quando smentisce Berlusconi, è un bugiardo; quando lo fa D'Alema.......
La solita coerenza della stampa italiana che, comunque, ed è sempre opportuno ricordarlo, è vessata e schiacciata quotidianamente dal terribile potere berlusconiano.
Sarà che a Natale abbiamo da esser buoni, ma è stato notato che tal bomba mediatica, uscita il 24 dicembre, è completamente sparita dai Tg e dai giornali del 25 dicembre.

Qui la faccenda sarebbe un pò più seria; infatti, mentre gli altri “spetteguless” di Wikilieaks che riguardano l’Italia, finora si sono limitati a riportare “informative” di funzionari dell’Ambasciata Usa basati su quello che costoro leggevano sulla stampa italiana, ben diversa è la faccenda che riguarda il D’Alema.
L'ambasciatore Spogli infatti, relazionava il suo Paese circa conversazioni avute a tu per tu con Baffino. Sarebbe stata dura, per D’Alema e i suoi compagnucci, sostenere che Spogli non si lava le orecchie la mattina o che addirittura si è inventato tutto.
Ma, non a caso, la notizia è completamente sparita dai media nazionali. Beh, certo che se qualcuno avesse continuato a tenerla viva, sarebbe potuta anche arrivare una secca conferma dell’accaduto da parte del diplomatico statunitense: sai come sono poco bizantini, gli Yankees. Allora, meglio tacere.....sempre sotto il dominio assoluto di Berlusconi

domenica 26 dicembre 2010

condannati al suicidio 2

Scommettiamo che la Consulta bloccherà la riforma Gelmini perchè incostituzionale?
E che ci vuole a trovare un cavillo per quanto riguarda la norma che vieta l'assunzione di parenti nello stesso ateneo......volendo si potrebbe trovare un cavillo per ogni norma della riforma.
Già, volendo.....e la Consulta vuole.
Faccio un sempio, un rettore che ha superato 8 anni di incarico dovrà lasciare il posto. Ovviamente adisce le vie legali. Ovviamente il pm solleva il dubbio di incostituzionalità. Ovviamente la Consulta (costituita da 11 persone di sinistra e 2 di destra)...troverà il cavillo giusto per definire incostituzionale la norma.
Pronto a scommettere.

sabato 25 dicembre 2010

Che fine

Fino a pochi giorni fa Fini era osannato dalla stampa di sinistra e i leader della sinistra gli facevano piedino sotto il tavolo: Prime pagine, talk show, dichiarazioni a raffica.
Il suo compito era quello di mandare a casa Berkusconi, ma tutti sappiamo com'è finita. E Ora? Dopo il voto del 14 dicembre, ora Fini, da assoluto protagonista del panorama politico italiano, è stato ridotto a semplice comparsa: Ora Pd e PDl cercano di colloquiare con Casini. e Fini?
Nell’oblio, costretto a farsi dettare la linea da Casini e ridotto a condividere con Rutelli (ripeto Rutelli…) un briciolo di visibilità, allo stesso livello di La Malfa, Guzzanti, Melchiorre e Cesa.

Sereno Natale


Condannati al suicidio

Il socialista Josè Luis Zapatero, non pago di aver assunto, giusto qualche giorno fa, talune decisioni di “destra” come quella di privatizzare le società che gestiscono gli aeroporti di Madrid e Barcellona, e ridurre le tasse alle imprese con fatturato fino a 300.000 euro, ha deciso di stupirci con altri effetti speciali: infatti, non essendo un politicante pavido e di modesto valore, ha deciso di mettere mano ad una seria riforma del sistema previdenziale onde innalzare l’età pensionabile da 65 a 67 anni.

Perché? Perché deve fronteggiare una crescita esponenziale del debito pubblico: lievitato in un anno del 18% e arrivato – incredibile – al 57,7% del Pil.
E noi che abbiamo un debito al 118,2% del Pil, nonché lavoratori che accedono al rapporto di quiescenza a soli 59 anni, invece, non facciamo una beneamata fava e passiamo il tempo a chiacchierare del più e del meno.
Un modo come un altro per suicidarsi.

venerdì 24 dicembre 2010

....ma và

’’Sebbene la magistratura italiana sia tradizionalmente considerata orientata a sinistra, l’ex premier ed ex ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha detto lo scorso anno all’ambasciatore (Usa, ndr) che la magistratura e’ la piu’ grande minaccia allo Stato italiano’’.
Lo scrive l’ambasciatore americano a Roma, Ronald Spogli, in un cable del 2008 targato Wikileaks e pubblicato da El Pais.

dal giorno alla notte

1. la mattina si sveglia e tuona contro il cesarismo e il partito proprietario;
2. la sera esce da casa e fonda un partitino che si chiama come il titolo di un suo libro e ha il suo nome in primo piano;
3. la mattina vota una legge elettorale che gli consente di scegliere i suoi parlamentari e vincolarli ai suoi piani;
4. la sera va in giro a dire che quella legge fa schifo e ora bisogna cambiarla;
5. la mattina ordina ai suoi ministri di dimettersi dall’incarico di governo;
6. la sera dichiara che per la sua poltrona la parola dimissioni non esiste;
7. la mattina dice che non può fare campagna elettorale per le elezioni regionali del Lazio perché lui è super partes;
8. la sera prende la macchina va a Bastia Umbra e da leader di partito chiede le dimissioni del premier;
9. la mattina s’affaccia alla finestra e dice: sono presidenzialista;
10. la sera chiude la finestra e proclama: sono parlamentarista.
11. La mattina convoca deputati nel suo ufficio di presidenza per arruolarli nel voto di sfiducia al governo.
12. La sera dice che per dimettersi gli devono dimostrare la sua parzialità.
13. La notte vieta che in parlamento si apra una discussione sulla sua parzialità.
Mi fermo qui, è Natale. Auguri a tutti i lettori.

lunedì 20 dicembre 2010

Da dove viene la violenza?

Dario Franceschini:
“Siamo al livello massimo di emergenza democratica, i rischi sono fortissimi. Prendiamo un insegnamento dalla storia: i nostri padri, prima di fare le lotte partigiane, non si domandavano ‘sei per la monarchia o per la Repubblica?’. Prima liberarono il Paese e poi iniziarono il confronto politico. Dobbiamo ragionare allo stesso modo”.

Sono dichiarazioni che istigano alla violenza. Credo che siano al limite del lecito, e forse lo oltrepassano.
Poi candidamente ci chiediamo da dove viene la violenza.

domenica 19 dicembre 2010

Un Divorzio Cattolico

Dell'Udc Casini diceva di essere l'unico partito con una linea politica decisa, l'unico riferimento e baluardo per i cattolici.
Ora, lontano dalle elezioni, dice di non essere interessato ad alcuna alleanza.
Veramente i fatti dicono che......durante le elezioni si allea proprio con tutti: A partire dall'alleanza con la Bresso, nelle regionali piemontesi, dall'alleanza con Caldoro nella campania, dall'alleanza con Lombardo in sicilia. (sono solo tre casi esemplificativi, ma la lista delle alleanze è molto lunga).
Ora, a livello nazionale, ha stretto un accordo con il laicista Fini e con l’Api di Rutelli e dell’anticlericale Boselli.
Il leader UDC può ancora considerarsi un valido punto di riferimento per i cattolici?

sabato 18 dicembre 2010

Il peccato originale

Che differenza c’è fra il signor Giorgio Marinelli e il signor Luca Rotini?
Nessuna: sono due dipendenti dell’Azienda dei trasporti di Roma (Atac). Di più, entrambi hanno un papà body-guard di altissimo livello.
Il papà di Giorgio ha fatto il capo-scorta del sindaco di Roma. Il papà di Luca pure.
Eppure l’assunzione di Giorgio all’Atac è diventata uno scandalo nazionale, un titolo da prima pagina. Quella di Luca una curiosità da articoletto nelle pagine di cronaca locale. Perché la differenza fra Giorgio e Luca non è nel posto di lavoro e nell’eventuale raccomandazione ricevuta per ottenerlo grazie al lavoro di papà.
La differenza fra i due sono i sindaci a cui i papà facevano da caposcorta. Per Giorgio il sindaco di riferimento è Gianni Alemanno. Per Luca Walter Veltroni.
E che differenza c’è?
Tutta la differenza del mondo: Alemanno è di destra, Veltroni di sinistra. Di più: Alemanno non è manco di quella destra che oggi è ammessa all’onore del mondo e dell’alta società guidata dal cognato di Giancarlo Tulliani. No, Alemanno è di quella destra brutta, sporca e cattiva che sta dalla parte di Silvio Berlusconi.
E’ lì il vero scandalo, non parentopoli.
E’ nel peccato originale lo scandalo, non nel raccomandare il figlio di un proprio collaboratore per fargli avere il posto fisso. Perché se mai questo l’avesse fatto Alemanno, è scandalo, odiosa prepotenza, prevaricazione dei deboli. Se invece l’avesse fatto Veltroni, che è nato senza quel peccato originale, lo scandalo non c’è: sarà stata una debolezza di cuore, un impeto di generosità, una battaglia giusta per fare avere a un debole quel che altrimenti avrebbero negato.

Questa vicenda parallela, che proprio in questo modo si è riflessa su gran parte della stampa, è il vero specchio di questo paese, ed è anche il termometro più sincero del potere reale, quello che nemmeno un ventennio berlusconiano è riuscito a scalfire.
L’Italia del Corrierone della Sera, della Repubblica, della Stampa, di Confindustria, dei baroni universitari, degli scrittori, dei cineasti, degli intellettuali, dei banchieri, dei magistrati, dei salotti buoni, quella del potere vero, l’Italia regnante che ama fingersi sopra e oltre ogni parte così da emettere giudizi e condanne che hanno il timbro della divinità e della verità.
Sì, la vicenda delle assunzioni all’Atac di Roma è proprio il più limpido riflesso di quella piccola e potente Italia che tutto decide e può, ma una sola cosa non è riuscita a dominare e usare a suo piacimento: l’avventura politica di Berlusconi. Hanno provato a usarlo, cavalcarlo, dominarlo, metterlo in un angolo, denigrarlo, distruggerlo. Ma non gliene è riuscita nemmeno una. Eppure testardamente cercheranno ancora all’infinito. Tangentopoli, mafiopoli, sessuopoli, wikileaksopoli, ora parentopoli: fanno la cose in grande, mica si scherza.
Ma lui è così coriaceo…
Ma gli italiani alla fine sono meno fessi di quel che loro credono. Apri la Rai e guardi il professore di turno che ospite della conduttrice alla moda scuote la testa. Lei lo provoca: “ma professore, dove andremo a finire con questi comportamenti del presidente del Consiglio?”. E lui, il professore Stefano Rodotà, dottrina pura dalle cui labbra pendere: “Lo dico da intellettuale: in rovina, in rovina…”. Ma che intellettuale e intellettuale superpartes: Rodotà è stato per lustri parlamentare del pci, poi il primo presidente del Partito democratico della sinistra. Non c’è uomo di parte più di lui.
Ieri aprivi Radio radicale e sentivi all’ora di pranzo un’intervista a Giuliano Amato che spiegava che “sa come sono i politici? I politici parlano troppo..” e via con banalità su questi “politici”. Lo sentivi e ti chiedevi: “ma che mestiere ha fatto Amato tutta la vita?”. Era l’ombra di Bettino Craxi, e poi se ne è dimenticato. Era il premier che una notte si fregò il sei per mille sul conto corrente di tutti gli italiani. E poi se ne è dimenticato. Era il primo presidente dei Democratici di sinistra. E poi se ne è dimenticato. E a forza di dimenticarsene è sempre buono da usare per strologare su tutto, dal suo empireo super partes. Solo che lui dimentica. E con lui chi vuole fare dimenticare.
Ma gli italiani non dimenticano. Prendi in mano un giornale e scopri che Carlo Azeglio Ciampi ha compiuto 90 anni e che è un padre della Repubblica anche se quando questa veniva fondata lui era in tutt’altre vicende affaccendato. Scopri anche che è un modello superpartes. Di più: è il simbolo stesso di quello che oggi l’Italia che conta vorrebbe tanto: il governo di responsabilità nazionale, un Super Ciampi premier. Per questo infastidisce tanto la realtà: che con Ciampi al governo il suo ministro della Giustizia, Giovanni Conso, graziò centinaia di mafiosi accogliendo la richiesta principale di Cosa Nostra: revocare il carcere duro. Leggi che Ciampi si indigna, protesta la sua innocenza e sostiene di avere graziato i peggiori killer della mafia a sua insaputa.
Bevendosela tutta così, che altro puoi dire se non che quel governo allora fu di “irresponsabilità” nazionale, dove nessuno sapeva quel che si faceva? Potresti dirlo, ma non lo dice nessuno.
Perché anche Ciampi fu uomo di parte, e della parte giusta: quella senza peccato originale.
Prendi un altro giornale a caso, Repubblica, e leggi articolesse grondanti indignazione sulle relazioni strette fra Berlusconi e Mohammar Gheddafi. Ci si dimentica naturalmente che quel giornale è di proprietà di uno gnomo naturalizzato svizzero, Carlo De Benedetti, che alla fine degli anni Novanta ha deciso di crearsi un piccolo impero nell’energia. E ha iniziato dal gas. Quello di Gheddafi: 2 miliardi di metri cubi all’anno per 24 anni. Così passa la paura del dittatore di Tripoli e anche un bel po’ di indignazione.
Leggi giornali e agenzie dell’Italia che conta e trovi altra grondante indignazione: quella per il mercato delle vacche dei parlamentari. Il cognato di Tulliani che facendo il presidente della Camera, li dovrebbe proteggere, li ha sbeffeggiati: siete al calciomercato della politica.
Ma è differenza da poco, come nel caso Atac: Tanto il problema è tutto lì: nel peccato originale.

Giornalisti e giornalai

Negli anni '70 c'erano quelli delle "sedicenti" brigate rosse; in seguito furono chiamati "compagni che sbagliano". Oggi siamo ai "poliziotti infiltrati" per scoprire poco dopo che trattasi di studenti già noti alle aule di giustizia per violenza.
Sempre in ritardo, signori della sinistra e con voi la stampa parallela!
Chissà se l'Ordine dei giornalisti avrà da prendere provvedimenti verso i direttori di quei quotidiani che, a lettere cubitali, hanno gettato fango sulla polizia e la Guardia di Finanza?
Certo, se ci fosse un Boffo tra le forze dell'ordine...ma questa è altra storia! Feltri paga, altri liberi invece di scrivere ...cavolate.
Grazie per l'attenzione

Il re tentenna

Dunque, nel Pd coesistono due anime, una che guarda a sinistra, Vendola e Di Pietro, ed una che guarda al centro, Casini e Fini.
Il povero Bersani è sempre costretto a stare attento a non scontentare nessuna delle due, se no il Pd si spacca.
Tempo fa Bersani aveva fatto un mezzo accordo con Vendola per le primarie nelle amministrazioni locali.
All'interno del partito ci fu un sussulto di deriva a sinistra e dopo la vittoria a Milano delle primarie da parte di una persona di Vendola, Bersani è stato messo sulla graticola.
Ora Bersani corre ai ripari e lancia un ponte verso il terzo polo e «sgonfia» le primarie. Gli elettori del Pd, a giudicare dai commenti sul sito del partito, non vogliono aprire a Fini e Casini, preferendo ancora Di Pietro e Vendola, mentre dalla dirigenza del PD spiegano che l'intenzione di Bersani non è affatto quella di rifiutare la sinistra.
Intanto Di Pietro, irritato dal non aver ricevuto alcuna risposta da Bersani sulla sua proposta di matrimonio-triangolo Pd-Idv-Sel, lancia un ultimatum: «O noi o il terzo polo».
Vendola rilancia le primarie come la più alta espressione democratica e Casini ripete: "non siamo interessati, noi abbiamo un altro obiettivo, non siamo sul mercato".
E Bersani è obbligato a stare con il piede in due scarpe, nell'impossibilità di decidere, per evitare di spaccare il partito.

Lontani dalla realtà e a nostre spese

I giudici hanno definitivamente smontato il ‘pacchetto’ sicurezza”.
Infatti a giugno la Consulta aveva invalidato l’aggravante di clandestinità e lo scorso novembre una sentenza a Sezioni Unite della Cassazione aveva poi deciso che per un clandestino basta avere figli per evitare il rimpatrio. Ora è la volta degli indigenti, i quali, anche se hanno ricevuto un provvedimento di espulsione, non sono punibili nei casi di “estrema indigenza, indisponibilità di un vettore o di altro mezzo di trasporto idoneo, difficoltà nell’ottenimento dei titoli di viaggio, o altro giustificato motivo”.
Secondo la Consulta gli irregolari che possono effettivamente essere espulsi sono solo i clandestini ricchi sfondati. Me ne presentate qualcuno?
In pratica i giudici potranno non applicare più il reato di clandestinità e per l`ennesima volta il Parlamento approva leggi efficaci per contrastare l`immigrazione clandestina e i giudici ne vanificano l`operato.
Di fatto, riconoscere lo stato di indigenza come un giustificato motivo perché i clandestini non si allontanino dal nostro paese rende inapplicabile il reato di clandestinità garantendo così a tutti gli immigrati irregolari l`impunità. Quale clandestino ora verrà non dichiarato indigente?.

In soli due giorni ci troviamo i black block con la licenza di distruggere (tutti liberi), i clandestini con la licenza di delinquere e le forze dell'ordine derise e inutilmente impegnate ad acciuffare questi delinquenti che dopo 24 ore sono liberi di sbeffeggiarli.
Ed il Pd plaude. Livia Turco e Barbara Pollastrini: "Una persona povera non può e non deve essere espulsa, è scritto nella nostra Costituzione".

Io voglio chiedere: se in Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Svizzera, Austria.... vengono normalmente espulsi gli immigrati che non possono dimostrare di essere economicamente autosufficienti, non pensate che i nostri parrucconi della Consulta e quelli del PD stiano lontani dalla realtà?
E meno male che Maroni, in qualche modo, ne ha frenato gli sbarchi, altrimenti tutti i poveri del mondo ce li saremo trovati in Italia a "procurarsi" da vivere e curarsi gratis.....ovvero a nostre spese.

Se continuano così, Berlusconi sarà al governo per un'altra vita.

giovedì 16 dicembre 2010

E' già Natale

Scusatemi ma io sono uno di quelli che crede in Babbo Natale, e guai a che mi volesse dimostrare che non esiste; cosicchè anche quest'anno gli scrivo una letterina:
Caro Babbo Natale,
ti chiedo scusa se ti disturbo nel pieno della tua attività.
Con quella fluente barba bianca che da’ ai più l’immagine della saggezza, è mai possibile che tu non riesca a consigliare a Silvio Berlusconi come fare per allargare la maggioranza alla Camera?
E poi, su, ti prego, fai uno squillo alla signora Elisabetta e suggeriscile di consigliare al suo compagno di vita di non continuare ad inanellare figure poco edificanti: ritorni al privato, in famiglia o nel Fli che tanto è lo stesso.
Caro Babbo Natale, ti prego di considerare il fatto che, chi sta scrivendo queste righe, vive in un Paese dove chi giudica può sbagliare e non pagare mai. E per farlo, talvolta, ci impiega talmente tanto tempo che la tua fluente barba bianca, caro BN, potrebbe diventare lunga quanto la torre Effeil.
Su, ti prego, mito della mia infanzia, aiuta tutti noi: fa capire che cambiare una cosa che non funziona, come la scuola, l'Università, il bicameralismo, la giustizia, non sempre vuol dire che il cambiamento serve “ad una sola persona”, ad personam. Per capirci: se un sistema fa cagare (ci scusi il ‘francesismo’) lo stesso deve essere modificato.
Chiedi in giro a questo proposito, amico Babbo Natale, su cosa significhi il termine “casta”, quella dei magistrati, dei giornalisti, dei baroni,.....
Aiuta tutti noi, liberaci da questa gentaglia, e con la tua slitta fatti un “giro largo”: prima o poi incontrerai, su qualche tetto, un signore un po’ pelato (si chiama Pierluigi) ed una donna di una certa età (si chiama Rosy) mentre sostengono che all’attuale governo di questo Paese manca la reale maggioranza del Parlamento.
Ecco, prova tu a far capire ai due che, ammesso e non concesso che ciò sia vero, il presunto “merito” di questa situazione non è il loro ma, eventualmente, di un ex fascista (il compagno della Elisabetta di cui sopra) che ha ancora una volta ‘svoltato’. A forza di svoltare, d’altronde, spesso si corre il rischio di cappottare!
Amico Babbo Natale, infine, una curiosità: hai mai portato doni a tal Antonio Di Pietro da Montenero di Bisaccia? In caso affermativo, hai avuto anche il buongusto di pentirtene? Eventualmente confessalo, e sottovoce, soltanto a noi. Altrimenti quello ti querela pure.
Ah, un'ultima cosa, molto tempo fa portasti in dono a un tale niki un orecchino, lo sai che lo ha apprezzato tantissimo: non se lo è più tolto.