Busi su Il Riformista: "La gente quando parla usa trecentocinquanta lessemi, la letteratura, quella che oggi chiamiamo letteratura, non ne ha più di millecinquecento. Io, qualcuno lo ha calcolato per me, ne ho trecentocinquantamila, e non sono affatto difficile o astruso o elitario.
C'è una bella differenza, no? "
Gli viene però fatto notare che, nel 2010, lo scrittore più celebrato del Paese non è Aldo Busi, ma Roberto Saviano. «Non è uno scrittore, è un giornalista, sarebbe come dire che Cristina Parodi è Marilyn Monroe. Io l'ho difeso oltre ogni limite sin dall'inizio, il suo impegno civile non si discute, poi è un ragazzo in motorino e io sono così apprensivo... Mi sembra di avergli riconosciuto il minimo.
Uno che legge professionalmente, se si trova sotto gli occhi Gomorra vede un salto di stilemi - perché di stile non ce n'è - ogni dieci pagine. C'è troppa gente che c'ha messo le mani, lo senti e lo vedi, è zeppo di ripetizioni, è stato editato malissimo.
Saviano ho cercato anche di leggerlo su Repubblica. Ragazzi, gronda retorica come io cerume da decompressione aerea. E non ci racconta mai niente di sé.
Sborra Saviano? La sua mi sembra una solitudine molto affollata, un Rotary di cene da ex Cenerentole tutte col faccino tuttora contrito per mestiere... seghe collettive ho i miei dubbi... sa, l'ambiente debenedettiano è un tantino puritano e perbenista per certi schizzi liberatori non a parole.
Tante cose sulla camorra, se voglio, le trovo anche sul Mattino di Napoli, che magari trova anche, a differenza di Saviano, un trafiletto per dirci qualcosina anche del fu cardinale Giordano e della storia di usura in cui fu coinvolto col fratello. Qualcosa di sé, della sua struttura profonda, anche sociale e, ormai, societaria, non ce la dirà mai, esattamente come non ce la dice Eco e tanto meno Travaglio... Gomez, poi, meglio stendere un velo pietoso.
Sanno parlare solo d'altro, d'altri, come se loro fossero dei semplici messaggeri alati, asessuati, apolitici, senza dazio di appartenenza ideologica, di condivisione della stessa torta occultata ma non occulta, mica siamo tutti scemi.
Non sto parlando di pruriti autobiografici frustrati, io sono l'antitesi del guardone."
giovedì 16 dicembre 2010
mercoledì 15 dicembre 2010
Citazioni esemplificative
Sartori, politologo molto stimato (dalla sinistra) è stato ospite a La7 "Nulla di Personale"; di Fini ha detto: E' peggio dell'acaro della polvere che si annida nella sua usurata poltrona su cui ha incollato con il superattack il suo pregiatissimo sedere...Che quacquaracquà il signor Tulliani, non ha nè coraggio nè dignità, ha solo fiele da vendere.
Certo che Sartori a NDP di Piroso lo ha pittato alla grandissima.
In rete c'è il video dell'intervista, ma la parte riferita a Fini è stata tagliata..chissà perchè...
Un altro che lo ha pittato è stato Moffa che ha detto: Il grande Pascal diceva, a ragione, “STUPIDO È COLUI CHE FA L’ALTRUI MALE SENZA RICAVARNE VANTAGGIO”, anzi aggiungo io, facendoci pure la figura del fesso o della Rana di Fedro che si gonfia per apparire più grossa fino a scoppiare....
Certo che Sartori a NDP di Piroso lo ha pittato alla grandissima.
In rete c'è il video dell'intervista, ma la parte riferita a Fini è stata tagliata..chissà perchè...
Un altro che lo ha pittato è stato Moffa che ha detto: Il grande Pascal diceva, a ragione, “STUPIDO È COLUI CHE FA L’ALTRUI MALE SENZA RICAVARNE VANTAGGIO”, anzi aggiungo io, facendoci pure la figura del fesso o della Rana di Fedro che si gonfia per apparire più grossa fino a scoppiare....
martedì 14 dicembre 2010
Tutto inventato
BARBARESCHI: «Persone come la Polidori è meglio perderle per strada. Ieri aveva confermato il no alla fiducia e poi stamattina ha detto che aveva problemi con il Cepu. Ma vi rendete conto che cosa sta succedendo? Siamo alla corruzione di Pubblico Ufficiale».
Il deputato finiano Luca Barbareschi si sfoga così lasciando l'Aula, contro la collega Catia Polidori che ha votato a favore della fiducia al governo.
Secondo Barbareschi la Polidori ha detto di avere problemi con la Cepu. Come è possibile che sia vero se Catia Polidori non ha nulla a che fare con la Cepu, i cui proprietari si chiamano anch'essi Polidori, ma non sono neppure lontani parenti di Katia?
Bugiardi si nasce, tutto inventato.
Il deputato finiano Luca Barbareschi si sfoga così lasciando l'Aula, contro la collega Catia Polidori che ha votato a favore della fiducia al governo.
Secondo Barbareschi la Polidori ha detto di avere problemi con la Cepu. Come è possibile che sia vero se Catia Polidori non ha nulla a che fare con la Cepu, i cui proprietari si chiamano anch'essi Polidori, ma non sono neppure lontani parenti di Katia?
Bugiardi si nasce, tutto inventato.
Grazie, Fini
Come elettore del PdL avevo posto in voi la fiducia di guidare l'Italia su un terreno di riforme, di rinascita, di nuovo benessere. I numeri ve li avevamo dati.
Questo è stato il tradimento di Fini, quello di avere investito gli sforzi maggiori per la suocera, per il cognato, per se stesso.
La guerra è persa, signor Fini. Lei ha buttato a mare le speranze di tutti gli elettori del PdL perchè, sebbene abbia incassato la fiducia, questo governo non ha più i numeri per realizzare gli obiettivi promessi.
Sig. Fini, ne prenda atto e ne tragga le conseguenze.
Ci privi al più presto della sua presenza dalla presidenza della camera e faccia sparire le facce dei suoi uomini dalle nostre case, dove oramai la fanno da padroni attraverso le televisioni. Almeno quella dei peggiori, di quelli che hanno dato con la loro protervia il contributi più grande alla sua rovinosa sconfitta.
Ci liberi di Bocchino, di Bruguglio, di Granata, di Barbareschi, di Filippo Rossi. Ci liberi della Moroni, ci liberi dei loro ghigni beffardi con cui abbiamo dovuto convivere in questi mesi. Faccia in modo che questa feccia sparisca insieme a lei.
Grazie in anticipo, signor Fini.
Questo è stato il tradimento di Fini, quello di avere investito gli sforzi maggiori per la suocera, per il cognato, per se stesso.
La guerra è persa, signor Fini. Lei ha buttato a mare le speranze di tutti gli elettori del PdL perchè, sebbene abbia incassato la fiducia, questo governo non ha più i numeri per realizzare gli obiettivi promessi.
Sig. Fini, ne prenda atto e ne tragga le conseguenze.
Ci privi al più presto della sua presenza dalla presidenza della camera e faccia sparire le facce dei suoi uomini dalle nostre case, dove oramai la fanno da padroni attraverso le televisioni. Almeno quella dei peggiori, di quelli che hanno dato con la loro protervia il contributi più grande alla sua rovinosa sconfitta.
Ci liberi di Bocchino, di Bruguglio, di Granata, di Barbareschi, di Filippo Rossi. Ci liberi della Moroni, ci liberi dei loro ghigni beffardi con cui abbiamo dovuto convivere in questi mesi. Faccia in modo che questa feccia sparisca insieme a lei.
Grazie in anticipo, signor Fini.
E adesso???????????????
E adesso?
Povero Fini, il suo Fli ha fatto flop. Ma non è che l’inizio della fine…di Fini, ovviamente.
Eh sì, perché dopo essersi impegnato in tutti i modi per far cadere Berlusconi ed il Governo, e dare adito ai sinistrati di gridare ai quattro venti che Berlusconi era finito, ora l’unico ad essere caduto è lui.
Non è una caduta senza conseguenze. Anzi, credo che si sia fatto molto male. Il bello è che se lo è fatto da solo. Insomma, è un classico esempio di autolesionismo politico.
Il suo Futuro e libertà diventa un futuro molto incerto. Anche perché, come è molto probabile, molti di coloro che lo hanno seguito e sostenuto in questa sua battaglia personale, più per affetto e solidarietà al vecchio leader MSI e Alleanza nazionale, che per vere motivazioni politiche, torneranno alla casa madre.
Così anche la sua fondazione Fare Futuro rischia di tramutarsi in Fare le valigie.
Beh, per male che vada, il nostro Fini flop può sempre andare a rilassarsi, ritemprarsi il corpo e lo spirito, nella casetta monegasca del cognatino.
Ma in politica mai dire mai, e non sarebbe strano che a salvarlo fosse baffino D’Alema, il lupo di mare coi baffi, che casualmente veleggerà sotto la costa monegasca sul suo Ikarus a vela da 18 metri. Mai dire mai…
Ma Fini dove voleva andare? Questo non ce lo ha mai detto, e mai ce lo dirà, visto che oggi ha dimostrato di essere incapace di tenere unito persino il suo micropartitino.....
Era sicuro della vittoria, spavaldo, fiero dei suoi diktat, delle sue minacce, delle sue imposizioni. Fino all’ultimo ha tentato di vincere, precettando perfino le incinte del suo partito, facendole accompagnare con l’ambulanza.
Ma lui è un trasformista e dirà che non è così, che Berlusconi ha avuto una vittoria numerica ma una sconfitta politica. E, con l’ennesima giravolta farà passare il suo flop come una vittoria politica e si farà passare come vittima del potere berlusconiano.
Cosa significa? che lo vedremo sempre più spesso sulle trasmissioni di Rai3 e La7.
Per quanto riguarda le sue dimissioni da presidente della Camera, la dovete smettere di gridargli di andare a casa. Lui, poverino, una casa non ce l'ha. Dove abita attualmente è solo ospite della moglie (o di Gaucci), dove dovrebbe andare? E dài, non torniamo sulla storia di Montecarlo, ormai quella è stata data, mica se la può riprendere......
Povero Fini, il suo Fli ha fatto flop. Ma non è che l’inizio della fine…di Fini, ovviamente.
Eh sì, perché dopo essersi impegnato in tutti i modi per far cadere Berlusconi ed il Governo, e dare adito ai sinistrati di gridare ai quattro venti che Berlusconi era finito, ora l’unico ad essere caduto è lui.
Non è una caduta senza conseguenze. Anzi, credo che si sia fatto molto male. Il bello è che se lo è fatto da solo. Insomma, è un classico esempio di autolesionismo politico.
Il suo Futuro e libertà diventa un futuro molto incerto. Anche perché, come è molto probabile, molti di coloro che lo hanno seguito e sostenuto in questa sua battaglia personale, più per affetto e solidarietà al vecchio leader MSI e Alleanza nazionale, che per vere motivazioni politiche, torneranno alla casa madre.
Così anche la sua fondazione Fare Futuro rischia di tramutarsi in Fare le valigie.
Beh, per male che vada, il nostro Fini flop può sempre andare a rilassarsi, ritemprarsi il corpo e lo spirito, nella casetta monegasca del cognatino.
Ma in politica mai dire mai, e non sarebbe strano che a salvarlo fosse baffino D’Alema, il lupo di mare coi baffi, che casualmente veleggerà sotto la costa monegasca sul suo Ikarus a vela da 18 metri. Mai dire mai…
Ma Fini dove voleva andare? Questo non ce lo ha mai detto, e mai ce lo dirà, visto che oggi ha dimostrato di essere incapace di tenere unito persino il suo micropartitino.....
Era sicuro della vittoria, spavaldo, fiero dei suoi diktat, delle sue minacce, delle sue imposizioni. Fino all’ultimo ha tentato di vincere, precettando perfino le incinte del suo partito, facendole accompagnare con l’ambulanza.
Ma lui è un trasformista e dirà che non è così, che Berlusconi ha avuto una vittoria numerica ma una sconfitta politica. E, con l’ennesima giravolta farà passare il suo flop come una vittoria politica e si farà passare come vittima del potere berlusconiano.
Cosa significa? che lo vedremo sempre più spesso sulle trasmissioni di Rai3 e La7.
Per quanto riguarda le sue dimissioni da presidente della Camera, la dovete smettere di gridargli di andare a casa. Lui, poverino, una casa non ce l'ha. Dove abita attualmente è solo ospite della moglie (o di Gaucci), dove dovrebbe andare? E dài, non torniamo sulla storia di Montecarlo, ormai quella è stata data, mica se la può riprendere......
domenica 12 dicembre 2010
Fini: da cacciare a pedate
Fini: "se prende dieci voti in più mi dimetto".
A parte il fatto che basterebbe un solo voto in più per farti vgergognare di essere nato, e a parte il fatto che alle tue dimissioni nessuno ci crede più (basta ricordare: "se verrà accertato che la casa è di mio cognato mi dimetto"), io non voglio che tu ti dimetta, tu devi essere cacciato a pedate.
A parte il fatto che basterebbe un solo voto in più per farti vgergognare di essere nato, e a parte il fatto che alle tue dimissioni nessuno ci crede più (basta ricordare: "se verrà accertato che la casa è di mio cognato mi dimetto"), io non voglio che tu ti dimetta, tu devi essere cacciato a pedate.
Si o no? Quasi quasi programmo un malore
Domenico Zinzi è un deputato dell'Udc, ma è anche Presidente della provincia di Caserta.
Casini gli ha ordinato di sfiduciare il governo, ma i suoi alleati casertani del Pdl lo hanno avvertito: “Se voti contro il governo, torni a Caserta e noi togliamo la fiducia a te”. Che fare?
Negare la fiducia al governo, come chiede il leader del proprio partito? Oppure concederla, per tenersi lo scranno di presidente?
E Zinzi ci sta pensando bene: ecco perché sembra stia “programmando” un malore tecnico per il 14 dicembre.
Ma Casini non ne vuole sapere e gli inviato un “contro-avvertimento”: “Devi venire a votare”.
Casini gli ha ordinato di sfiduciare il governo, ma i suoi alleati casertani del Pdl lo hanno avvertito: “Se voti contro il governo, torni a Caserta e noi togliamo la fiducia a te”. Che fare?
Negare la fiducia al governo, come chiede il leader del proprio partito? Oppure concederla, per tenersi lo scranno di presidente?
E Zinzi ci sta pensando bene: ecco perché sembra stia “programmando” un malore tecnico per il 14 dicembre.
Ma Casini non ne vuole sapere e gli inviato un “contro-avvertimento”: “Devi venire a votare”.
Napoli: mi sovviene un dubbio
Qualsiasi graduatoria si prende in mano, sia essa economica, sociale, ambientale e, piu’ in genere, sulla qualita’ della vita nei comuni italiani, Napoli è sempre all'ultimo posto.
Ma la cosa più incoerente è che l'Associazione Contribuenti Statali ha stilato la classifica delle tasse locali e risulta che i napoletani sono al PRIMO posto in Italia: per il 2011 pagheranno 2612 euro/procapite.
Ma chi paga piu’ tasse, poi non dovrebbe avere servizi migliori?
E considerando i rifiuti, l’aria che respiriamo, il traffico, lo stato delle strade, i parcheggi, i trasporti pubblici, l’ordine pubbico, lo stato delle scuole, le illuminazioni, non sembra paradossale che sono coloro che pagano piu’ tasse?
Ma il problema non è nemmeno questo; il problema è che Napoli è bloccata ogni giorno da una "sacrosanta" manifestazione per questo e per quello o a sostegno di questo e di quello, ma mai nessuno manifesta che c'è una sproporzione tra quello che si paga per ottenere un servizio e la qualotà del servizio erogato.
Come mai?
I leghisti direbbero che è un popolo bue. Io comincio a pensare che qui le tasse le pagano in pochi, e per questo motivo esse risultano così alte. Mi sbaglio?
Ma la cosa più incoerente è che l'Associazione Contribuenti Statali ha stilato la classifica delle tasse locali e risulta che i napoletani sono al PRIMO posto in Italia: per il 2011 pagheranno 2612 euro/procapite.
Ma chi paga piu’ tasse, poi non dovrebbe avere servizi migliori?
E considerando i rifiuti, l’aria che respiriamo, il traffico, lo stato delle strade, i parcheggi, i trasporti pubblici, l’ordine pubbico, lo stato delle scuole, le illuminazioni, non sembra paradossale che sono coloro che pagano piu’ tasse?
Ma il problema non è nemmeno questo; il problema è che Napoli è bloccata ogni giorno da una "sacrosanta" manifestazione per questo e per quello o a sostegno di questo e di quello, ma mai nessuno manifesta che c'è una sproporzione tra quello che si paga per ottenere un servizio e la qualotà del servizio erogato.
Come mai?
I leghisti direbbero che è un popolo bue. Io comincio a pensare che qui le tasse le pagano in pochi, e per questo motivo esse risultano così alte. Mi sbaglio?
sabato 11 dicembre 2010
Non si apre un fascicolo su Renzi?
Non mi meraviglia granchè il fatto che ora ci sia entrata la magistratura ad indagare del come e del perchè alcuni deputati abbiano deciso di votare la fiducia al governo Berlusconi.
Quello che mi ha meravigliato è che tutti i compagni hanno lapidato Renzi per la sua visita ad Arcore, ma nessuno ha chiesto alla magistratura del come e del perchè della sua visita ad Arcore.
Compagnucci, fate presto, prima che vada in prescrizione.
Quello che mi ha meravigliato è che tutti i compagni hanno lapidato Renzi per la sua visita ad Arcore, ma nessuno ha chiesto alla magistratura del come e del perchè della sua visita ad Arcore.
Compagnucci, fate presto, prima che vada in prescrizione.
giovedì 9 dicembre 2010
Sogni di estate passata
Il fiuto del pm
L'onorevole Antonio Di Pietro si è reso conto che se un uomo è acquistabile dalla fazione politica opposta, forse è il caso che un partito eviti di candidarlo, anche se l’offerta è allettante.
Conseguentemente, sempre l’onorevole Di Pietro sta cercando di scoprire, con il solito fiuto da Pm che lo contraddistingue, chi cavolo sia il presidente dell’Italia dei Valori che ha accettato gente acquistabile nelle sue liste, e non vede l'ora di trovarlo per insegnargli come si gestisce un partito.
Scusate la sgrammaticatura, ma mi viene spontanea quando disquisisco di questo personaggio.
Conseguentemente, sempre l’onorevole Di Pietro sta cercando di scoprire, con il solito fiuto da Pm che lo contraddistingue, chi cavolo sia il presidente dell’Italia dei Valori che ha accettato gente acquistabile nelle sue liste, e non vede l'ora di trovarlo per insegnargli come si gestisce un partito.
Scusate la sgrammaticatura, ma mi viene spontanea quando disquisisco di questo personaggio.
mercoledì 8 dicembre 2010
A chi tocca tocca
Non è passato molto tempo da quando Bocchino andava dicendo in TV che Berlusconi doveva fare un passo indietro e cedere il comando. Poi andava dicendo che si doveva allargare all'Udc, poi ancora che questo governo poteva continuare solo a condizione del ritiro di Berlusconi a vita privata.
Ora se ne viene con: Se Berlusconi si dimette prima del 14 dicembre, va avanti fino al 2013.
Tante sono le capriole che Bocchino ha fatto in questi giorni, che proprio non ci capisce neppure lui. Crede di imbrogliare le carte. Lui, Briguglio, Granata, Urso, sono dei ragazzini che qualcuno prima o poi prenderà a sculacciate perché si sono messi a fare giochi più grandi di loro, e combinano solo pasticci.
S’illude che Berlusconi abbia quella scamorza di intelligenza che ha lui, e ancora crede nella Befana. Ma non sa che la Befana gli porterà una calzetta piena di carbone, con il quale potrà accendere un bel falò e bruciarci tutti i suoi sogni di ragazzino che voleva diventare re.
La sua fine sarà ingloriosa quanto quella di Gianfranco Fini.
Il 13 e il 14 ormai sono a un tiro di schioppo. Non so come finirà, ma se Berlusconi non darà ascolto al sempre accomodante Letta, ci penseranno i cittadini a fare pulizia, e a chi tocca tocca.
Ora se ne viene con: Se Berlusconi si dimette prima del 14 dicembre, va avanti fino al 2013.
Tante sono le capriole che Bocchino ha fatto in questi giorni, che proprio non ci capisce neppure lui. Crede di imbrogliare le carte. Lui, Briguglio, Granata, Urso, sono dei ragazzini che qualcuno prima o poi prenderà a sculacciate perché si sono messi a fare giochi più grandi di loro, e combinano solo pasticci.
S’illude che Berlusconi abbia quella scamorza di intelligenza che ha lui, e ancora crede nella Befana. Ma non sa che la Befana gli porterà una calzetta piena di carbone, con il quale potrà accendere un bel falò e bruciarci tutti i suoi sogni di ragazzino che voleva diventare re.
La sua fine sarà ingloriosa quanto quella di Gianfranco Fini.
Il 13 e il 14 ormai sono a un tiro di schioppo. Non so come finirà, ma se Berlusconi non darà ascolto al sempre accomodante Letta, ci penseranno i cittadini a fare pulizia, e a chi tocca tocca.
lunedì 6 dicembre 2010
Giusto?
Commentando la notizia della trattativa tra Stato e mafia nel 1993 e in particolare l'operato dell'allora ministro Giovanni Conso, il leader dell'Anm, Luca Palamara, ha liquidato la questione in maniera davvero lapidaria: “Non parliamo più di cose di 17 anni fa su cui il giudizio spetta alla storia. Serve invece una politica attenta alle questioni attuali”.
Di grazia, potrebbe il presidente del sindacato delle toghe spiegare come mai non adopera le stesse parole dinanzi al tentativo delle Procure di mezza Italia di riscrivere la storia dei primi anni '90 nel tentativo di dipingere l'attuale maggioranza come il frutto di un romanzo criminale?
Non sarà per caso che quando c'è di mezzo (o si fa credere che ci sia) Silvio Berlusconi occorre andare a scoperchiare la tomba di Giulio Cesare per contare il numero esatto delle coltellate che lo uccisero mentre quando la questione riguarda ex ministri ed ex presidenti della repubblica di passati governi di centrosinistra la faccenda dev'essere liquidata agevolmente e rimessa al giudizio della storia?
La domanda è retorica ma del resto questo è normale in un paese in cui la politica è farsa e la giustizia tragedia.
A proposito di giustizia, sono stati ufficializzati alcuni dati contenuti nel Rapporto sulla Giustizia e resi pubblici l’altro giorno: sono deprimenti.
Vediamo qualche dato il primo dei quali dimostra che, nei fatti, il Paese è diviso: al sud, infatti, la durata media di un processo penale è di 6,9 anni, mentre al nord di 3,7. Al Sud, inoltre, il 17,5% dei processi arriva a sfondare la soglia dei 15 anni.
A tal proposito ci viene in mente (ne abbiamo anche scritto da queste colonne) la vicenda giudiziaria dell’ex ministro socialista Rino Formica che ha dovuto attendere ben 17 anni per sapere (alla veneranda età di 83 anni) di essere innocente dall’accusa che gli era stata mossa: quella di aver intascato tangenti.
Nel processo civile la situazione non cambia granché: 9,7 anni è la durata media di un processo al Sud, mentre di 7,1 per quello che riguarda il settentrione. E il 16,5% dei procedimenti civili nel Mezzogiorno può andare avanti fino a 20 anni!
Infine, per quanto riguarda la giustizia del lavoro, sono necessari circa 35 mesi per vedere conclusa una controversia, mentre, per quanto riguarda i fallimenti veri e propri, il 42% di quelli dichiarati nel 2001 risulta ancora aperto dopo otto anni.
Tempi assurdi che hanno conseguenze dirette, oltre che sull’esistenza di chi è costretto ad avere a che fare con un palazzo di giustizia nostrano, anche sulle casse dello Stato: l'Italia è infatti il paese dell'Europa occidentale che subisce le maggiori sanzioni (4.219.139 euro, secondo i dati relativi al 2009) dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo, soprattutto per l'eccessiva durata dei procedimenti.
Concludo con una barzelletta che è circolata al forum di Rimini sulla giustizia.
Alfano ha chiuso i lavori del forum ed ha annunciato che i magistrati sono liberi di effettuare tutte le indagini e le intercettazioni che vogliono, ma lo devono fare durante l'ora d'aria.
Di grazia, potrebbe il presidente del sindacato delle toghe spiegare come mai non adopera le stesse parole dinanzi al tentativo delle Procure di mezza Italia di riscrivere la storia dei primi anni '90 nel tentativo di dipingere l'attuale maggioranza come il frutto di un romanzo criminale?
Non sarà per caso che quando c'è di mezzo (o si fa credere che ci sia) Silvio Berlusconi occorre andare a scoperchiare la tomba di Giulio Cesare per contare il numero esatto delle coltellate che lo uccisero mentre quando la questione riguarda ex ministri ed ex presidenti della repubblica di passati governi di centrosinistra la faccenda dev'essere liquidata agevolmente e rimessa al giudizio della storia?
La domanda è retorica ma del resto questo è normale in un paese in cui la politica è farsa e la giustizia tragedia.
A proposito di giustizia, sono stati ufficializzati alcuni dati contenuti nel Rapporto sulla Giustizia e resi pubblici l’altro giorno: sono deprimenti.
Vediamo qualche dato il primo dei quali dimostra che, nei fatti, il Paese è diviso: al sud, infatti, la durata media di un processo penale è di 6,9 anni, mentre al nord di 3,7. Al Sud, inoltre, il 17,5% dei processi arriva a sfondare la soglia dei 15 anni.
A tal proposito ci viene in mente (ne abbiamo anche scritto da queste colonne) la vicenda giudiziaria dell’ex ministro socialista Rino Formica che ha dovuto attendere ben 17 anni per sapere (alla veneranda età di 83 anni) di essere innocente dall’accusa che gli era stata mossa: quella di aver intascato tangenti.
Nel processo civile la situazione non cambia granché: 9,7 anni è la durata media di un processo al Sud, mentre di 7,1 per quello che riguarda il settentrione. E il 16,5% dei procedimenti civili nel Mezzogiorno può andare avanti fino a 20 anni!
Infine, per quanto riguarda la giustizia del lavoro, sono necessari circa 35 mesi per vedere conclusa una controversia, mentre, per quanto riguarda i fallimenti veri e propri, il 42% di quelli dichiarati nel 2001 risulta ancora aperto dopo otto anni.
Tempi assurdi che hanno conseguenze dirette, oltre che sull’esistenza di chi è costretto ad avere a che fare con un palazzo di giustizia nostrano, anche sulle casse dello Stato: l'Italia è infatti il paese dell'Europa occidentale che subisce le maggiori sanzioni (4.219.139 euro, secondo i dati relativi al 2009) dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo, soprattutto per l'eccessiva durata dei procedimenti.
Concludo con una barzelletta che è circolata al forum di Rimini sulla giustizia.
Alfano ha chiuso i lavori del forum ed ha annunciato che i magistrati sono liberi di effettuare tutte le indagini e le intercettazioni che vogliono, ma lo devono fare durante l'ora d'aria.
domenica 5 dicembre 2010
Traditori delle necessità del Paese
Al mio caro Angelo...
Concordo che è ridicola l'accusa con cui si tacciano una quarantina di deputati eletti al Parlamento per aver abbandonato la loro casa d'origine, e averne fondata un'altra, e infine di aver firmato la sfiducia al governo, come dei traditori del partito e dei loro votanti.
Anche la Costituzione non obbliga i parlamentari ad alcun vincolo di mandato.
Dunque non sono traditori del partito, della coalizione, degli elettori.
Ma, per me, la questione non è questa; la questione va valutata esclusivamente in via politica. La riforma universitaria non diventerà legge dello Stato, come non lo diventerà la riforma della giustizia, la riforma fiscale e tante altre leggine che sono naufragate nelle macerie della crisi di governo che ha appestato la politica del paese.
Ora si vuole apre il nuovo: Bersani e Di Pietro vogliono una fase nuova, e il trio Fini, Casini e Rutelli si richiamano al nuovo che arriva a spron battuto.
I vecchi portano il nuovo, evviva!
Tutti in attesa di vederlo, questo nuovo. Tutti certi che di nuovo si tratta, dato che si oppone al vecchio. Il nuovo che inizia con una crisi al buio. 2 mozioni di sfiducia diverse non fanno un governo, ma soprattutto non fanno una linea politica. Il nuovo che nasce senza "direzione" e lo spread sui bot è immediatamente aumentato, e la trattativa Fiat sindacato si blocca.
Il nuovo nasce senza "direzione".
In questo contesto va giudicata, politicamente, la manovra dei pezzi di maggioranza che hanno scelto di portare a questa crisi politica. Hanno obbligato il vecchio a lasciare, consentendo che la crisi politica si unisca alla crisi economica.
Politicamente, è legittimo dire che sono semplicemente dei traditori delle necessità del paese? Altro che coraggiosi.
Concordo che è ridicola l'accusa con cui si tacciano una quarantina di deputati eletti al Parlamento per aver abbandonato la loro casa d'origine, e averne fondata un'altra, e infine di aver firmato la sfiducia al governo, come dei traditori del partito e dei loro votanti.
Anche la Costituzione non obbliga i parlamentari ad alcun vincolo di mandato.
Dunque non sono traditori del partito, della coalizione, degli elettori.
Ma, per me, la questione non è questa; la questione va valutata esclusivamente in via politica. La riforma universitaria non diventerà legge dello Stato, come non lo diventerà la riforma della giustizia, la riforma fiscale e tante altre leggine che sono naufragate nelle macerie della crisi di governo che ha appestato la politica del paese.
Ora si vuole apre il nuovo: Bersani e Di Pietro vogliono una fase nuova, e il trio Fini, Casini e Rutelli si richiamano al nuovo che arriva a spron battuto.
I vecchi portano il nuovo, evviva!
Tutti in attesa di vederlo, questo nuovo. Tutti certi che di nuovo si tratta, dato che si oppone al vecchio. Il nuovo che inizia con una crisi al buio. 2 mozioni di sfiducia diverse non fanno un governo, ma soprattutto non fanno una linea politica. Il nuovo che nasce senza "direzione" e lo spread sui bot è immediatamente aumentato, e la trattativa Fiat sindacato si blocca.
Il nuovo nasce senza "direzione".
In questo contesto va giudicata, politicamente, la manovra dei pezzi di maggioranza che hanno scelto di portare a questa crisi politica. Hanno obbligato il vecchio a lasciare, consentendo che la crisi politica si unisca alla crisi economica.
Politicamente, è legittimo dire che sono semplicemente dei traditori delle necessità del paese? Altro che coraggiosi.
Che giustizia............
Che giustizia................
veniamo al fatto: Ciancimino Jr è colui che sta centellinando le sue informazioni e che, secondo i pm, portano a delineare una verità che si traduce in: Berlusconi ha avuto contatti diretti con i capi-mafiosi, era colui che ha investito i soldi mafiosi per costruire il suo impero e, in poche parole, Forza Italia è nata da un accordo con la mafia per fare in modo che questi mafiosi potessero continuare a fare i loro "affari" senza tanta durezza da parte del governo.
E Ciancimino, dicono i pm, è affidabile.
Ora succede che c'è una fuga di notizie e si viene a sapere che questo Ciancimino ha fatto anche il nome di Gianni De Gennaro.
Questo fatto rischia di delegittimare tutte le verità sostenute da Ciancimino contro Berlusconi, ed allora gli investigatori, pur di mantenere in piedi l'impianto accusatorio contro Berlusconi, se ne escono con: «Ha saputo mischiare cose vere con cose verosimili, false e grottesche, come nel caso di De Gennaro».
Che giustizia........
veniamo al fatto: Ciancimino Jr è colui che sta centellinando le sue informazioni e che, secondo i pm, portano a delineare una verità che si traduce in: Berlusconi ha avuto contatti diretti con i capi-mafiosi, era colui che ha investito i soldi mafiosi per costruire il suo impero e, in poche parole, Forza Italia è nata da un accordo con la mafia per fare in modo che questi mafiosi potessero continuare a fare i loro "affari" senza tanta durezza da parte del governo.
E Ciancimino, dicono i pm, è affidabile.
Ora succede che c'è una fuga di notizie e si viene a sapere che questo Ciancimino ha fatto anche il nome di Gianni De Gennaro.
Questo fatto rischia di delegittimare tutte le verità sostenute da Ciancimino contro Berlusconi, ed allora gli investigatori, pur di mantenere in piedi l'impianto accusatorio contro Berlusconi, se ne escono con: «Ha saputo mischiare cose vere con cose verosimili, false e grottesche, come nel caso di De Gennaro».
Che giustizia........
Il fetente
Questo Berlusconi è proprio un fetente.Ci sono quattro missionari, ognuno dei quali si presenta convinto di essere un drago della politica, un mago della Repubblica, un salvatore della nazione,..... ma quel fetente di cui sopra non consente a questi magnifici quattro di poter esprimere il loro genio a vantaggio del Paese tutto.
Loro sono pronti a sfoderare tutto il loro talento di missionari redentoristi in salsa patriottica e pronti così immolare se stessi al servizio degli italiani, ma c'è un solo impedimento: quel fetente di Berlusconi.
Questi politicanti fanno il paio con gli studenti piazzaioli; tutti geni che non potranno esprimere il loro talento perchè esiste quel fetente di Berlusconi che vuole rovinare il loro futuro.
Ma c'è da dire che queste cose sono sempre successe. Non sono una novità.
Quello che non era mai successo è invece la quantità enorme di "malefatte" che si lasciano passare nel nome della lotta a Berlusconi come se non fosse successo niente.
Passa la casa di Montecarlo (che giuridicamente è uguale al caso di Tanzi, che sta in galera), passa il contratto milionario della Rai con la suocera-casalinga di Fini, passa l'inquisito per mafia Lombardo a governare la Sicilia con Pd e Fli, passa in silenzio anche l'appalto di 350 mila euro di soldi pubblici al marito della Finocchiaro come compenso per l’informatizzazione della Casa della salute di Giarre, passa il patteggiamento di Delbono per il Cinzia-gate con soldi pubblici, passano anche le parole dell'ex-ministro della giustizia Conso che confessa di non aver rinnovato il 41bis "per evitare altre stragi", che di fatto si fermarono,(ricordo che il premier era Ciampi e Presidente della Repubblica era Scalfaro), passano anche le responsabilità della Iervolino sulla monnezza napoletana (anzi è colpa di Berlusconi), passa perfino la sospensione da parte dell'ordine dei giornalisti per Feltri in quanto simpatizzante della maggioranza da parte dell'Ordine.
Sul caso Feltri voglio riportare l'art.21 della Costituzione perchè in sua difesa fu fatta una mega-manifestazione; vediamo cosa dice:
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica [c.p. 57, 58bis] può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denuncia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro si intende revocato e privo d’ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.”
Ho voluto riportarlo per intero per aggiungere che la sanzione inflitta dall’Ordine dei giornalisti a Vittorio Feltri di non scrivere per un periodo di tre mesi, viola la Costituzione.
Ma la Consulta, organo deputato a controllare che non si violi la Costituzione tace.
Cos'altro dobbiamo sopportare?
Veramente l'opposizione crede che questo atteggiamento gli porterà nuovi voti?
Chi è più fetente?
giovedì 2 dicembre 2010
Non lo leggerete su Repubblica
A proposito degli affari energetici tra Italia e Russia che danno fastidio agli americani, estraggo il seguente passo da wikileaks che ha come obiettivo quello di allentare l'abbraccio tra Berlusconi e Putin:
¶18 . (C / NF) Per affrontare il problema di petto, si è schierata una robusta e strategica diplomazia con l'intento di abordare figure chiave all'interno e all'esterno del governo. Il nostro obiettivo è duplice: educare i nostri interlocutori meglio sulle attività russe, delegittimandole, e quindi istruendo sulla politica degli Stati Uniti, in modo da creare un contrappeso ai pareri consenzienti sulla politica della Russia, in particolare all'interno del partito politico di Berlusconi. L'opposizione ha cominciato a prendere a colpi Berlusconi. Alcuni nel PdL hanno cominciato ad avvicinarsi a noi in privato per dire che auspicano un maggiore dialogo con noi sulla questione Russia e hanno indicato la loro soluzione a sfidare apertamente Berlusconi, proprio adducendo la questione Putin.
il cablogramma originale lo trovate qui, in lingua inglese: http://cablegate.wikileaks.org/cable/2009/01/09ROME97.html#par18)
Si, avete letto benissimo: I finiani sono stati avvicinati dall'intelligence americana e gli stessi finiani sono andati a bussar alla loro porta. Quale che sia la verità su Putin e su interessi legittimi italiani in materia energetica resta il fatto che a me, stando che leggo cose molto ben delineate, Gianfranco Fini e i suoi, tutto mi sembrano fuorché indipendenti e interessati agli interessi dell'Italia e della nostra nazione. C'è una manina che spinge e forse finanzia il tutto.
Oltre Fini, quali sono le "figure chiave all'interno ed all'esterno del governo"?
Casini? Confindustria? Monteprezzemolo? Draghi?
Dal momento che questa notizia non la troverete mai su Repubblica, il Fatto, il Corsera, la Stampa, per cortesia, Diffondetela
¶18 . (C / NF) Per affrontare il problema di petto, si è schierata una robusta e strategica diplomazia con l'intento di abordare figure chiave all'interno e all'esterno del governo. Il nostro obiettivo è duplice: educare i nostri interlocutori meglio sulle attività russe, delegittimandole, e quindi istruendo sulla politica degli Stati Uniti, in modo da creare un contrappeso ai pareri consenzienti sulla politica della Russia, in particolare all'interno del partito politico di Berlusconi. L'opposizione ha cominciato a prendere a colpi Berlusconi. Alcuni nel PdL hanno cominciato ad avvicinarsi a noi in privato per dire che auspicano un maggiore dialogo con noi sulla questione Russia e hanno indicato la loro soluzione a sfidare apertamente Berlusconi, proprio adducendo la questione Putin.
il cablogramma originale lo trovate qui, in lingua inglese: http://cablegate.wikileaks.org/cable/2009/01/09ROME97.html#par18)
Si, avete letto benissimo: I finiani sono stati avvicinati dall'intelligence americana e gli stessi finiani sono andati a bussar alla loro porta. Quale che sia la verità su Putin e su interessi legittimi italiani in materia energetica resta il fatto che a me, stando che leggo cose molto ben delineate, Gianfranco Fini e i suoi, tutto mi sembrano fuorché indipendenti e interessati agli interessi dell'Italia e della nostra nazione. C'è una manina che spinge e forse finanzia il tutto.
Oltre Fini, quali sono le "figure chiave all'interno ed all'esterno del governo"?
Casini? Confindustria? Monteprezzemolo? Draghi?
Dal momento che questa notizia non la troverete mai su Repubblica, il Fatto, il Corsera, la Stampa, per cortesia, Diffondetela
martedì 30 novembre 2010
L'unione fa la Forza
L'unione fa la forza è un vecchio detto che non si addice alla nuova formazione politica che nasce dalla fusione di Rifondazione Comunista, con il Partito dei Comunisti Italiani, con Socialismo 2000 e con Lavoro e Solidarietà.
Perchè non si addice? perchè tutti insieme sfiorano l'1%, compresi i membri del comitato direttivo composto da Paolo Ferrero, Claudio Grassi e Rosa Rinaldi per il PRC; Alessandro Pignatiello e Orazio Licandro per il PdCI; Cesare Salvi per Socialismo 2000 e Gian Paolo Patta per Lavoro-Solidarietà e compreso Oliviero Diliberto come portavoce Nazionale.
Su una cosa sono stati tutti d'accordo: togliamo da mezzo questo termine "Comunista", che porta sfiga, e chiamiamoci Federazione della Sinistra (FdS).
Perchè non si addice? perchè tutti insieme sfiorano l'1%, compresi i membri del comitato direttivo composto da Paolo Ferrero, Claudio Grassi e Rosa Rinaldi per il PRC; Alessandro Pignatiello e Orazio Licandro per il PdCI; Cesare Salvi per Socialismo 2000 e Gian Paolo Patta per Lavoro-Solidarietà e compreso Oliviero Diliberto come portavoce Nazionale.
Su una cosa sono stati tutti d'accordo: togliamo da mezzo questo termine "Comunista", che porta sfiga, e chiamiamoci Federazione della Sinistra (FdS).
incavolati
Pierluigi Bersani è incavolato con Nicola Latorre che vuole far entrare nel Pd Niki Vendola per rifare il grande Pci.
Massimo D’Alema è incavolato con Pierluigi Bersani che vorrebbe fare comunque le primarie per non apparire un leader dimezzato.
Sergio Chiamparino e Matteo renzi sono incavolati con Bersani, D’Alema, Latorre e tutti gli altri dirigenti perché non chiedono di andare alle elezioni anticipate.
Walter Veltroni è incavolato con Chiamparino che invece di stare zitto fa casino.
E Beppe Fioroni e Gentiloni sono incavolati neri con i dirigenti del Pd provenienti dal vecchio Pci perché i cattolici democratici vengono emarginati e spinti ad uscire dal partito.
In tutto questo la linea scelta dal Pd per stabilire rapporti con Niki Vendola, Antonio Di Pietro, Pierferdinando Casini, Francesco Rutelli, Gianfranco Fini e Luca Cordero di Montezemolo è che “senza il Partito Democratico non si va da nessuna parte!”.
E attorno a questo marasma si dovrebbe costruire il governo del Presidente?
Massimo D’Alema è incavolato con Pierluigi Bersani che vorrebbe fare comunque le primarie per non apparire un leader dimezzato.
Sergio Chiamparino e Matteo renzi sono incavolati con Bersani, D’Alema, Latorre e tutti gli altri dirigenti perché non chiedono di andare alle elezioni anticipate.
Walter Veltroni è incavolato con Chiamparino che invece di stare zitto fa casino.
E Beppe Fioroni e Gentiloni sono incavolati neri con i dirigenti del Pd provenienti dal vecchio Pci perché i cattolici democratici vengono emarginati e spinti ad uscire dal partito.
In tutto questo la linea scelta dal Pd per stabilire rapporti con Niki Vendola, Antonio Di Pietro, Pierferdinando Casini, Francesco Rutelli, Gianfranco Fini e Luca Cordero di Montezemolo è che “senza il Partito Democratico non si va da nessuna parte!”.
E attorno a questo marasma si dovrebbe costruire il governo del Presidente?
Chiudiamola qui
Non mi è più chiaro se esiste una maggioranza al governo oppure se la minoranza è veramente tale. Troppe volte il governo sta andando sotto nelle votazioni.
La sola cosa certa è il declino occupazionale ed economico che non si arresta.
Ma, ad oggi, non si conosce ancora una proposta da parte del governo che sia globale e coerente per lo sviluppo economico ed occupazionale.
Le minoranze poi, invece che esporre le loro soluzioni, continuano con la cantilena “Berlusconi se ne deve andare” e molti media, da troppo tempo, amplificano queste stucchevoli esternazioni. Da sempre lo dice Di Pietro, da un pò lo dice Bersani, da ieri lo dicono Casini e Fini. Ognuno per il proprio tornaconto, ma nessuno che ci dica cosa vuole fare per lo sviluppo.
Recentemente anche Draghi ha proposto la sua ricetta: "normalizzare i precari della pubblica amministrazione", senza specificare con quali soldi, dimenticando o fingendo di dimenticare che l'Italia avrà l'obbligo dall'europa di stringere ancor più la cinghia per scendere il debito pubblico dall'attuale 120% all'80% del pil. (si tratterà di una manovrina da 45 miliardi di euro).
Quindi l’attuale maggioranza (se c'è ancora) ha il dovere di fare il suo compito e non deve cincischiare su provvedimenti che possano far sospettare di non lavorare per l’intera nazione. Così come deve accelerare al massimo la definizione di un progetto di sviluppo economico, inevitabilmente basato sull’incremento della produttività del sistema Paese, con un forte arretramento delle competenze dello Stato e delle eccessive tassazioni per mantenerlo .
Le minoranze decidano cosa vogliono, e possono, fare. Risparmiandoci tutti i teatrini quotidiani dei vari “esternatori”.
Ma sia il governo che la minoranza pensano ad altro; mò ci mancava pure wikileaks come arma di distrazione di massa.
Se qualcuno crede utile che Berlusconi cessi, le regole dicono che si pone una mozione di sfiducia, se si hanno i numeri e, qualora questo Governo venga fatto cadere, si ha il dovere di andare a votare. Ma, ad eccezione del PDL e della Lega, tutti dicono: “Certo è che se si dovrà andare al voto, lo si dovrà fare con una legge elettorale diversa dalla “porcata” in vigore”.
Certo, perché certo?
Perchè si deve impedire a Berlusconi di vincere, eliminando il premio di maggioranza, e si deve dare la possibiltà di esistere a Fli, Api, Mpa, Abc, def, ghi, e a tutti i microgruppi che vorranno costituirsi.
Per farlo sarebbe comunque necessario il ribaltone (costituzionalmente lecito) e poi significherebbe con tutta probabilità tornare ai governi che si fanno in Parlamento, dopo il voto, perchè nessuno può vincere. Prima Repubblica? Meglio il Porcellum.
Ma cosa c'entra questo argomento con il declino occupazionale ed economico? Esattamente NULLA? Anzi, se ci argomentiamo attorno, vediamo che si realizzerebbe l'esatto opposto di quanto necessiterebbe: altro che ridurre il peso dello Stato e la conseguente pressione fiscale.
Se si sfiducia Berlusconi, le prospettive sono l’esatto opposto.
Un governo tecnico per la legge elettorale? Il PD ha già detto che il presunto governo tecnico dovrà alzare le tasse e intervenire in campo economico: più tasse e più intervento dello stato nell’economia, con la interessante variante che recita: più tasse ai cittadini e meno a confindustria. E la legge elettorale? Cambiarla come? Alcuni dicono di voler dare la possibilità di scelta agli elettori sul candidato. Bocchino e gli ultras finiani invece dicono di voler tornare al proporzionale senza premio di maggioranza. D'alema furbamente dà corda ai finiani su questo per far cadere il governo.
Ma poi? Davvero il PD ha l’interesse a togliere il premio di maggioranza? Io non credo proprio, perchè tornerebbe la sinistra radicale e il PD stesso perderebbe definitivamente la cosiddetta vocazione maggioritaria, per dirla alla Veltroni.
D'alema sta prendendo in giro una volta di più i polli di turno. Una volta caduto l’attuale esecutivo, col governo tecnico il PD si ritroverebbe ad avere in mano tutti gli assi. Il PD darebbe avvio alla riforma elettorale per non concluderla mai e nel frattempo governerebbe facendosi ubbidire dai vari Bocchino e Fini con la clava del ritorno anticipato alle urne.
Bello scenario davvero. Francamente piuttosto che avere una situazione di crisi gestita dal PD è meglio andare subito verso la bancarotta e chiuderla qui.
La sola cosa certa è il declino occupazionale ed economico che non si arresta.
Ma, ad oggi, non si conosce ancora una proposta da parte del governo che sia globale e coerente per lo sviluppo economico ed occupazionale.
Le minoranze poi, invece che esporre le loro soluzioni, continuano con la cantilena “Berlusconi se ne deve andare” e molti media, da troppo tempo, amplificano queste stucchevoli esternazioni. Da sempre lo dice Di Pietro, da un pò lo dice Bersani, da ieri lo dicono Casini e Fini. Ognuno per il proprio tornaconto, ma nessuno che ci dica cosa vuole fare per lo sviluppo.
Recentemente anche Draghi ha proposto la sua ricetta: "normalizzare i precari della pubblica amministrazione", senza specificare con quali soldi, dimenticando o fingendo di dimenticare che l'Italia avrà l'obbligo dall'europa di stringere ancor più la cinghia per scendere il debito pubblico dall'attuale 120% all'80% del pil. (si tratterà di una manovrina da 45 miliardi di euro).
Quindi l’attuale maggioranza (se c'è ancora) ha il dovere di fare il suo compito e non deve cincischiare su provvedimenti che possano far sospettare di non lavorare per l’intera nazione. Così come deve accelerare al massimo la definizione di un progetto di sviluppo economico, inevitabilmente basato sull’incremento della produttività del sistema Paese, con un forte arretramento delle competenze dello Stato e delle eccessive tassazioni per mantenerlo .
Le minoranze decidano cosa vogliono, e possono, fare. Risparmiandoci tutti i teatrini quotidiani dei vari “esternatori”.
Ma sia il governo che la minoranza pensano ad altro; mò ci mancava pure wikileaks come arma di distrazione di massa.
Se qualcuno crede utile che Berlusconi cessi, le regole dicono che si pone una mozione di sfiducia, se si hanno i numeri e, qualora questo Governo venga fatto cadere, si ha il dovere di andare a votare. Ma, ad eccezione del PDL e della Lega, tutti dicono: “Certo è che se si dovrà andare al voto, lo si dovrà fare con una legge elettorale diversa dalla “porcata” in vigore”.
Certo, perché certo?
Perchè si deve impedire a Berlusconi di vincere, eliminando il premio di maggioranza, e si deve dare la possibiltà di esistere a Fli, Api, Mpa, Abc, def, ghi, e a tutti i microgruppi che vorranno costituirsi.
Per farlo sarebbe comunque necessario il ribaltone (costituzionalmente lecito) e poi significherebbe con tutta probabilità tornare ai governi che si fanno in Parlamento, dopo il voto, perchè nessuno può vincere. Prima Repubblica? Meglio il Porcellum.
Ma cosa c'entra questo argomento con il declino occupazionale ed economico? Esattamente NULLA? Anzi, se ci argomentiamo attorno, vediamo che si realizzerebbe l'esatto opposto di quanto necessiterebbe: altro che ridurre il peso dello Stato e la conseguente pressione fiscale.
Se si sfiducia Berlusconi, le prospettive sono l’esatto opposto.
Un governo tecnico per la legge elettorale? Il PD ha già detto che il presunto governo tecnico dovrà alzare le tasse e intervenire in campo economico: più tasse e più intervento dello stato nell’economia, con la interessante variante che recita: più tasse ai cittadini e meno a confindustria. E la legge elettorale? Cambiarla come? Alcuni dicono di voler dare la possibilità di scelta agli elettori sul candidato. Bocchino e gli ultras finiani invece dicono di voler tornare al proporzionale senza premio di maggioranza. D'alema furbamente dà corda ai finiani su questo per far cadere il governo.
Ma poi? Davvero il PD ha l’interesse a togliere il premio di maggioranza? Io non credo proprio, perchè tornerebbe la sinistra radicale e il PD stesso perderebbe definitivamente la cosiddetta vocazione maggioritaria, per dirla alla Veltroni.
D'alema sta prendendo in giro una volta di più i polli di turno. Una volta caduto l’attuale esecutivo, col governo tecnico il PD si ritroverebbe ad avere in mano tutti gli assi. Il PD darebbe avvio alla riforma elettorale per non concluderla mai e nel frattempo governerebbe facendosi ubbidire dai vari Bocchino e Fini con la clava del ritorno anticipato alle urne.
Bello scenario davvero. Francamente piuttosto che avere una situazione di crisi gestita dal PD è meglio andare subito verso la bancarotta e chiuderla qui.
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