E' finita l'ultima puntata; tutti bravissimi.
Grazie Roberto. Grazie per le parole e le lacrime che mi vengono ogni volta che ti ascolto, le tue parole colpiscono sempre.
Adoro il modo in cui esponi i tuoi discorsi, le tue citazioni letterarie; starei ore ore ed ore ad ascoltarti, a farmi incantare dalle tue parole giuste e meravigliose. Spero che la coscienza degli italiani si risvegli perchè l'italia è nostra, è la nostra patria, la nostra madre; siamo noi L'Italia, siamo noi che dobbiamo lottare per i nostri diritti come hanno fatto i nostri antenati.
Mamma, ....che palle.
Ma non preoccupatevi cari i miei manifestanti. L'italiano è famoso per la sua capacità di adattamento e non ci vorrà molto perchè tutto torni nella melma del tacito, dell'omertà e dell'illecito.
E poi, il pericolo non sono le riforme ma la disinformazione.
Perchè un Saviano, che fa il suo monologo sostenendo il diritto degli studenti di manifestare per i loro diritti costituzionali allo sviluppo della persona umana, viene messo in prima serata, mentre TV7 che approfondisce, per la prima volta in tv, i temi della riforma e INFORMA veramente, con la Gelmini che ne illustra le caratteristiche positive e Berlinguer che ne evidenzia i punti migliorabili, inizia in seconda serata e finisce a notte inoltrata??? (una trasmissione per i sonnambuli).
Stamane, all'alba, su radio1 ho ascoltato Aldo Forbice. Molti analisti economici elogiano la riforma Gelmini e, anzi, dicono che è fin troppo "leggera". Ma....non ditelo a Saviano.
martedì 30 novembre 2010
Wikileaks News
Dato il polverone che si è sollevato, Wikileaks è diventato oggetto di curiosità mondiale.
Va bene che siamo stati informati che le notizie verranno elargite con il contagocce, come in Italia fanno i pentiti di mafia, ma quello che è uscito finora dimostra solo che in Italia c'è una ampia libertà di stampa, se è vero, come è vero, che nulla di quello che è stato finora riportato da wikileaks non fosse già noto agli italiani.
In sintesi:
- Il presidente francese Nicolas Sarkozy è «autoritario e permaloso», un «imperatore nudo».
- Il dittatore nordcoreano Kim Jong-Il è «invecchiato e flaccido».
- Il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe è «un vecchio pazzo».
- Il leader libico Muammar Gheddafi è un ipocondriaco dedito al botox che ama circondarsi di infermiere bionde e prosperose.
- Il presidente russo Vladimir Putin è «un maschio dominante».
- Il presidente afghano Hamid Karzai è «ispirato dalla paranoia».
- La cancelliera tedesca Angela Merkel «evita i rischi ed è raramente creativa».
- Il presidente italico Silvio Berlusconi è «inetto, vanitoso e incapace come leader, dedito ai festini selvaggi che lo rendono fisicamente e politicamente debole; è il portavoce di Putin in Europa».
Ma và?
Un consiglio ad Obama: in questo periodo di crisi economica perchè non chiude l'ambasciata a Roma e la sostituisce con un abbonamento a Repubblica? Risparmierebbe un sacco di soldi ed avrebbe notizie fresche, di prima mano.
Però, come dicevo, wikileaks dice che ha ancora tanti altri documenti da mettere on-line. E noi aspettiamo di sapere qualcosa di più. Per esempio: Berlusconi era solo il portavoce di Putin oppure anche il portaescort? E poi, mi aspetto di sapere qualcosa in più dell'affare Telekom Serbia, dei bombardamenti sul Kosovo, dei rapporti D'Alema-Hezbollah, di Ustica, dell'arrivo in Italia di Ocalan......Ecco il primo report con i commenti riguardanti i vari personaggi del centrosinistra
- Bersani: inetto, più utile a capo di una bocciofila, sa solo rimboccarsi le maniche, un funzionaretto di partito piuttosto grigio, dedito alla pratica della scalata sui tetti
- Bindi: più bella che intelligente (questa proprio non l'avevo mai sentita)
- Veltroni: diplomato in fiction, specializzato in prefazioni di libri ma anche in sconfitte elettorali
- Di Pietro: non riusciamo a comprendere quello che dice, solito farsi fotografare con mafiosi e terroristi, ha una mania perversa per i valori immobiliari, probabile laurea fasulla
- Vendola: a favore della pedofilia, gravi difficoltà in geografia, probabile schizofrenia visto che definisce “il suo orecchino una micromutazione della sua corporeità”
- Fini: in totale balia della moglie (già attenzionata in strani rapporti con imprenditore Gaucci), del cognato (sua la casa di Montecarlo) e della suocera (casalinga disperata diventata tutto d’un tratto produttrice di programmi Rai). Scarsa fiducia nella sua politica, cambia idea ogni giorno. Forte tendenza al tradimento. Capacità strategiche ridotte, visto che si fa dettare le tattiche da un tal Bocchino
- Prodi: un sonnifero umano, stiamo ancora cercando di tradurre i suoi bofonchiamenti.
- D’Alema: trafficante di barche
Va bene che siamo stati informati che le notizie verranno elargite con il contagocce, come in Italia fanno i pentiti di mafia, ma quello che è uscito finora dimostra solo che in Italia c'è una ampia libertà di stampa, se è vero, come è vero, che nulla di quello che è stato finora riportato da wikileaks non fosse già noto agli italiani.
In sintesi:
- Il presidente francese Nicolas Sarkozy è «autoritario e permaloso», un «imperatore nudo».
- Il dittatore nordcoreano Kim Jong-Il è «invecchiato e flaccido».
- Il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe è «un vecchio pazzo».
- Il leader libico Muammar Gheddafi è un ipocondriaco dedito al botox che ama circondarsi di infermiere bionde e prosperose.
- Il presidente russo Vladimir Putin è «un maschio dominante».
- Il presidente afghano Hamid Karzai è «ispirato dalla paranoia».
- La cancelliera tedesca Angela Merkel «evita i rischi ed è raramente creativa».
- Il presidente italico Silvio Berlusconi è «inetto, vanitoso e incapace come leader, dedito ai festini selvaggi che lo rendono fisicamente e politicamente debole; è il portavoce di Putin in Europa».
Ma và?
Un consiglio ad Obama: in questo periodo di crisi economica perchè non chiude l'ambasciata a Roma e la sostituisce con un abbonamento a Repubblica? Risparmierebbe un sacco di soldi ed avrebbe notizie fresche, di prima mano.
Però, come dicevo, wikileaks dice che ha ancora tanti altri documenti da mettere on-line. E noi aspettiamo di sapere qualcosa di più. Per esempio: Berlusconi era solo il portavoce di Putin oppure anche il portaescort? E poi, mi aspetto di sapere qualcosa in più dell'affare Telekom Serbia, dei bombardamenti sul Kosovo, dei rapporti D'Alema-Hezbollah, di Ustica, dell'arrivo in Italia di Ocalan......Ecco il primo report con i commenti riguardanti i vari personaggi del centrosinistra
- Bersani: inetto, più utile a capo di una bocciofila, sa solo rimboccarsi le maniche, un funzionaretto di partito piuttosto grigio, dedito alla pratica della scalata sui tetti
- Bindi: più bella che intelligente (questa proprio non l'avevo mai sentita)
- Veltroni: diplomato in fiction, specializzato in prefazioni di libri ma anche in sconfitte elettorali
- Di Pietro: non riusciamo a comprendere quello che dice, solito farsi fotografare con mafiosi e terroristi, ha una mania perversa per i valori immobiliari, probabile laurea fasulla
- Vendola: a favore della pedofilia, gravi difficoltà in geografia, probabile schizofrenia visto che definisce “il suo orecchino una micromutazione della sua corporeità”
- Fini: in totale balia della moglie (già attenzionata in strani rapporti con imprenditore Gaucci), del cognato (sua la casa di Montecarlo) e della suocera (casalinga disperata diventata tutto d’un tratto produttrice di programmi Rai). Scarsa fiducia nella sua politica, cambia idea ogni giorno. Forte tendenza al tradimento. Capacità strategiche ridotte, visto che si fa dettare le tattiche da un tal Bocchino
- Prodi: un sonnifero umano, stiamo ancora cercando di tradurre i suoi bofonchiamenti.
- D’Alema: trafficante di barche
giovedì 25 novembre 2010
Vogliamo un Presidente
Napolitano, quando parla di scuola dice che sta dalla parte degli studenti; quando parla con gli attori dice che non si taglia la cultura; quando va alla festa della polizia dice che non si devono limitare i fondi alle forze dell'ordine; quando va al s. raffaele dice che è sbagliato non investire nella ricerca; la stessa cosa dice ai pensionati, ai precari, alla sicurezza del territorio dalle frane e dei fiumi dalle esondazioni, ecc ecc.
Siccome non è uno stupido, e conosce la condizione economica italiana, è in malafede.
Con Prodi al governo avrebbe detto semplicemente: dobbiamo stringere la cinghia ed ognuno di noi si deve impegnare ad evitare gli sprechi.
Siccome non è uno stupido, e conosce la condizione economica italiana, è in malafede.
Con Prodi al governo avrebbe detto semplicemente: dobbiamo stringere la cinghia ed ognuno di noi si deve impegnare ad evitare gli sprechi.
Leggete Travaglio
Per quelli che leggono solo Travaglio, oggi sul suo blog è riportato un post che dice:
Ricordate il processo a Clemente Mastella e famiglia [...]? Bene [...], il Parlamento ha deciso di abolirlo. Venerdì, alla chetichella, come si usa in questi casi, il Senato della Repubblica ha approvato per alzata di mano la proposta della giunta per le autorizzazioni a procedere di sollevare un conflitto di attribuzioni fra poteri dello Stato dinanzi alla Consulta contro i giudici di Napoli che osano processare l’ex ministro della Giustizia del centrosinistra, ora eurodeputato di centrodestra, senza chiedere il permesso al Parlamento. Tutti d’accordo (Pdl, Lega, Udc, Pd), tranne l’Idv.
A parte il fatto che Travaglio dovrebbe spiegare cosa significa "alla chetichella", dal momento che si è riunita ed ha votato prima la giunta per le autorizzazioni e poi il Senato, la mia curiosità mi spinge sempre a verificare quello che scrive una persona travagliata e sono andato a scovare i resoconti stenografici della Giunta per le autorizzazioni e della seduta al Senato. Eccoli:
Il 3/11/2010, il senatore Li Gotti (idv), partecipava alla seduta della Giunta per le elezioni, con i suoi colleghi del PdL, del PD e dell’UdC. "La Giunta, previa verifica del prescritto numero legale, approva all’unanimita` la proposta del relatore, dandogli mandato di predisporre la relazione per l’Assemblea".
Il 17/11/2010, sempre il senatore Li Gotti, così parlava per nome e per conto dell’IdV: La deliberazione della Giunta è ineccepibile e per questo annuncia il voto favorevole del Gruppo.
Dunque la realtà è ben diversa da quella descritta dal giornalista.
I suoi “amichetti” dell’Italia dei Valori(?) hanno sempre votato a favore delle richieste sollevate dai difensori di Mastella, assieme a tutti gli altri partiti e gruppi parlamentari. “Unanimità”.
Chi leggerà questo link, ora sa che sono solo cazzate e che Travaglio avrebbe maggiore successo se scrivesse romanzi di fantascienza. Lui non scrive le cose come esse accadono, ma come lui vorrebbe che esse accadessero. La csoa che fa più ridere che sull'intestazione del blog sta scritto: DIFENDI LA TUA LIBERTA' DI INFORMAZIONE
http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/2010/11/23/salvato_il_soldato_mastello.html
Ricordate il processo a Clemente Mastella e famiglia [...]? Bene [...], il Parlamento ha deciso di abolirlo. Venerdì, alla chetichella, come si usa in questi casi, il Senato della Repubblica ha approvato per alzata di mano la proposta della giunta per le autorizzazioni a procedere di sollevare un conflitto di attribuzioni fra poteri dello Stato dinanzi alla Consulta contro i giudici di Napoli che osano processare l’ex ministro della Giustizia del centrosinistra, ora eurodeputato di centrodestra, senza chiedere il permesso al Parlamento. Tutti d’accordo (Pdl, Lega, Udc, Pd), tranne l’Idv.
A parte il fatto che Travaglio dovrebbe spiegare cosa significa "alla chetichella", dal momento che si è riunita ed ha votato prima la giunta per le autorizzazioni e poi il Senato, la mia curiosità mi spinge sempre a verificare quello che scrive una persona travagliata e sono andato a scovare i resoconti stenografici della Giunta per le autorizzazioni e della seduta al Senato. Eccoli:
Il 3/11/2010, il senatore Li Gotti (idv), partecipava alla seduta della Giunta per le elezioni, con i suoi colleghi del PdL, del PD e dell’UdC. "La Giunta, previa verifica del prescritto numero legale, approva all’unanimita` la proposta del relatore, dandogli mandato di predisporre la relazione per l’Assemblea".
Il 17/11/2010, sempre il senatore Li Gotti, così parlava per nome e per conto dell’IdV: La deliberazione della Giunta è ineccepibile e per questo annuncia il voto favorevole del Gruppo.
Dunque la realtà è ben diversa da quella descritta dal giornalista.
I suoi “amichetti” dell’Italia dei Valori(?) hanno sempre votato a favore delle richieste sollevate dai difensori di Mastella, assieme a tutti gli altri partiti e gruppi parlamentari. “Unanimità”.
Chi leggerà questo link, ora sa che sono solo cazzate e che Travaglio avrebbe maggiore successo se scrivesse romanzi di fantascienza. Lui non scrive le cose come esse accadono, ma come lui vorrebbe che esse accadessero. La csoa che fa più ridere che sull'intestazione del blog sta scritto: DIFENDI LA TUA LIBERTA' DI INFORMAZIONE
http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/2010/11/23/salvato_il_soldato_mastello.html
La monnezza è un boccone prelibato
Sono d'accordo con "non solo napoli", (da cui traggo spunto ed alcune frasi): per i politici (di destra e di sinistra) il problema delle monnezza di Napoli sarà risolto solo dopo la primavera dell'anno prossimo. Cioè dopo le elezioni comunali che si terranno in aprile; perchè le distese nauseabonde di monnezza sono un boccone prelibato da essere usato come strumento di "comunicazione politica".
La sinistra ritiene di avere la possibilità di cancellare il miracolo berlusconiano (ai danni di Prodi) e crede di dimostrare che Berlusconi non risolse un bel niente. In questo senso sono già all'opera Ballarò e Vieni via con me, e ne sentiremo ancora parlare.
La destra è convinta di stare dalla parte della ragione: loro sono convinti di dimostrare che hanno risolto l'emergenza del 2008 e, andandosene, avevano affidato alle istituzioni locali il compito di istituire la raccolta differenziata e di costruire altri due termovalorizzatori. Sono "loro" che hanno fallito. Perchè in questi 2 anni non hanno fatto niente? neanche una gara di appalto?
Dato questo scenario, siamo sicuri che ci sara' veramente la volonta' di ripulire la citta' prima di aprile?
PS
Io abito a Caserta; nel 2008 eravamo messi come Napoli, sommersi di monnezza. Passata l'emergenza, ora siamo "pulitissimi" ed in più è stata anche bonificata l'area in cui fu temporaneamente accatastata l'immondizia quando le discariche erano sature. Per questo dico grazie all'amministrazione locale (di centro-sinistra).
Pensierino:
perchè se i problemi si risolvono, le responabilità ed i meriti sono dei Comuni, mentre quando non si risolvono le irresponsabilità ed i demeriti sono del governo?
http://nonsolonapoli.blogspot.com/
La sinistra ritiene di avere la possibilità di cancellare il miracolo berlusconiano (ai danni di Prodi) e crede di dimostrare che Berlusconi non risolse un bel niente. In questo senso sono già all'opera Ballarò e Vieni via con me, e ne sentiremo ancora parlare.
La destra è convinta di stare dalla parte della ragione: loro sono convinti di dimostrare che hanno risolto l'emergenza del 2008 e, andandosene, avevano affidato alle istituzioni locali il compito di istituire la raccolta differenziata e di costruire altri due termovalorizzatori. Sono "loro" che hanno fallito. Perchè in questi 2 anni non hanno fatto niente? neanche una gara di appalto?
Dato questo scenario, siamo sicuri che ci sara' veramente la volonta' di ripulire la citta' prima di aprile?
PS
Io abito a Caserta; nel 2008 eravamo messi come Napoli, sommersi di monnezza. Passata l'emergenza, ora siamo "pulitissimi" ed in più è stata anche bonificata l'area in cui fu temporaneamente accatastata l'immondizia quando le discariche erano sature. Per questo dico grazie all'amministrazione locale (di centro-sinistra).
Pensierino:
perchè se i problemi si risolvono, le responabilità ed i meriti sono dei Comuni, mentre quando non si risolvono le irresponsabilità ed i demeriti sono del governo?
http://nonsolonapoli.blogspot.com/
Una balena nella discarica
Saviano ci insegna che l'emergenza spazzatura a Napoli è nata 16 anni fa (data che coincide con la discesa in campo di Berlsconi), ma leggendo alcuni articoli degli anni '80 (trent'annni fa) si vede che il problema igienico-sanitario, nella nostra città, sia tutt'altro che storia recente.
Flash numero 1: «La mancata consegna dei sacchetti per la raccolta della spazzatura sta causando notevoli disagi tra la cittadinanza. Molti abitanti sono costretti a gettare i rifiuti nelle strade, avvolti in carta straccia. E ciò con grave pericolo per l'igiene pubblica. Stamani, alcune strade del quartiere Chiaia - tra i più noti ed eleganti della città - sono apparsi imbrattati di cumuli di spazzatura in ogni angolo».
Flash numero 2: «Tonnellate di rifiuti solidi urbani sono rimasti abbandonati nelle strade, in seguito all'astensione dal lavoro degli addetti all'autoparco di via Gianturco. La mancata uscita degli autocarri, la notte scorsa, ha provocato in mattinata grave disagio agli abitanti del centro storico, di quelli della zona nord e della parte orientale della città. A Secondigliano, a Marianella i cumuli di rifiuti hanno raggiunto in alcuni casi il metro d'altezza. L'autoparco di via Gianturco è dotato di oltre 100 autocarri che compiono il servizio di raccolta su un'area molto vasta in serata sono aumentati i disagi perché – anche in occasione della festività di Sant'Antonio Abate, protettore degli animali – è stato appiccato il fuoco a numerosi contenitori per immondizia sulle strade cittadine e periferiche. Le fiamme, che in alcuni casi hanno raggiunto notevole altezza, hanno causato situazioni di pericolo. In una strada della periferia, i vigili del fuoco sono stati contrastati nella loro opera da gruppi di scalmanati che hanno preso a sassate, danneggiandole, alcune autobotti. La polizia ha fermato alcune persone, che ha poi rilasciato. Per la situazione venutasi a creare in città per le tonnellate di rifiuti solidi sulle strade in molti hanno telefonato ai giornali e ad altri organi di stampa e alle televisioni, chiedendo, come per il traffico, l'intervento del prefetto».
Flash numero 3: «Anche oggi la rimozione dei rifiuti a Napoli procede a rilento a causa dell'alto numero di automezzi, circa duecento, fermi per guasti meccanici. I contenitori, posti in tutte le strade di Napoli, sono ancora per la maggior parte pieni di spazzatura».
Sembra la descrizione della città oggi, o una settimana fa. Al più, potrebbe sembrare la descrizione della città di sedici anni fa, quando è esplosa l'emergenza immondizia a Napoli, come dice Saviano, in realtà, si tratta di tre stralci di altrettanti articoli, pubblicati dai quotidiani partenopei, rispettivamente il 19 febbraio 1981, il 17 gennaio 1982 e il 4 marzo 1984.
Ieri come oggi, nulla è cambiato.
Dunque, questo che cosa significa?
Che l'affaire rifiuti ha radice antiche e profonde.
Come mai questi articoli non esistono e non sono mai esistiti per nessun'altra città italiana?
Se in Campania siamo arrivati a coprirci di spazzatura e di vergogna, davanti al mondo intero, è perché chi doveva controllare, chi doveva programmare, chi doveva gestire, chi doveva assicurare la funzionalità dei meccanismi non l'ha fatto. Per dolo, o per colpa.
In questa non-gestione, poi, è arrivata la camorra. Non in maniera subdola, ma è scesa a patti con l'amministrazione pubblica.
Certo, fa bene Saviano a parlare dell'ecomafia casertana davanti a milioni di telespettatori e nei suoi splendidi reportage su la Repubblica e L'Espresso, ma la contaminazione tra verità storica e giudiziaria e fascinazione letteraria, in una materia così delicata, con tutti i risvolti di ordine pubblico e sicurezza che ne derivano, rischia di generare atmosfere immaginifiche che non hanno alcuna aderenza con la realtà.
Una trasmissione a senso unico, senza che nessuno possa dire e dimostrare che si sta dicendo una BUGIA, è sicuramente un ottimo servizio pubblico.
E la realtà si mischia alla fantasia; Penso, ad esempio, a quando lo scrittore cita - e lo fa con una certa frequenza - la leggenda che vorrebbe la carcassa di una balena sepolta nella discarica di Pianura, un quartiere della periferia di Napoli.
Lui la mostra come una "leggenda" con toni molto suggestivi, come se fossero stati i camorristi a seppellire la balena. E la gente sio chiede: se io camorristi sono riusciti a seppellire addirittura una balena, cos'altro nasconde la zona di Pianura?
La verità invece è che la balena c'è davvero, non è una favola, e non c'entrano i camorristi. Non è una leggenda, né un racconto passato di bocca in bocca tra gli abitanti del quartiere. Il cetaceo - le carte dicono lungo 7 metri e pesante otto tonnellate, arenatosi al largo dell'isola di Ischia - viene interrato nel sito perché l'operazione la autorizzò l'allora assessore comunale alla Sanità, Giuseppe Scalera. L'ordinanza municipale è del 17 luglio 1989. E, a quell'epoca, questa soluzione la condivisero Comune, Regione e Prefettura. La domanda, allora è: perché c'è una balena nella discarica?
Flash numero 1: «La mancata consegna dei sacchetti per la raccolta della spazzatura sta causando notevoli disagi tra la cittadinanza. Molti abitanti sono costretti a gettare i rifiuti nelle strade, avvolti in carta straccia. E ciò con grave pericolo per l'igiene pubblica. Stamani, alcune strade del quartiere Chiaia - tra i più noti ed eleganti della città - sono apparsi imbrattati di cumuli di spazzatura in ogni angolo».
Flash numero 2: «Tonnellate di rifiuti solidi urbani sono rimasti abbandonati nelle strade, in seguito all'astensione dal lavoro degli addetti all'autoparco di via Gianturco. La mancata uscita degli autocarri, la notte scorsa, ha provocato in mattinata grave disagio agli abitanti del centro storico, di quelli della zona nord e della parte orientale della città. A Secondigliano, a Marianella i cumuli di rifiuti hanno raggiunto in alcuni casi il metro d'altezza. L'autoparco di via Gianturco è dotato di oltre 100 autocarri che compiono il servizio di raccolta su un'area molto vasta in serata sono aumentati i disagi perché – anche in occasione della festività di Sant'Antonio Abate, protettore degli animali – è stato appiccato il fuoco a numerosi contenitori per immondizia sulle strade cittadine e periferiche. Le fiamme, che in alcuni casi hanno raggiunto notevole altezza, hanno causato situazioni di pericolo. In una strada della periferia, i vigili del fuoco sono stati contrastati nella loro opera da gruppi di scalmanati che hanno preso a sassate, danneggiandole, alcune autobotti. La polizia ha fermato alcune persone, che ha poi rilasciato. Per la situazione venutasi a creare in città per le tonnellate di rifiuti solidi sulle strade in molti hanno telefonato ai giornali e ad altri organi di stampa e alle televisioni, chiedendo, come per il traffico, l'intervento del prefetto».
Flash numero 3: «Anche oggi la rimozione dei rifiuti a Napoli procede a rilento a causa dell'alto numero di automezzi, circa duecento, fermi per guasti meccanici. I contenitori, posti in tutte le strade di Napoli, sono ancora per la maggior parte pieni di spazzatura».
Sembra la descrizione della città oggi, o una settimana fa. Al più, potrebbe sembrare la descrizione della città di sedici anni fa, quando è esplosa l'emergenza immondizia a Napoli, come dice Saviano, in realtà, si tratta di tre stralci di altrettanti articoli, pubblicati dai quotidiani partenopei, rispettivamente il 19 febbraio 1981, il 17 gennaio 1982 e il 4 marzo 1984.
Ieri come oggi, nulla è cambiato.
Dunque, questo che cosa significa?
Che l'affaire rifiuti ha radice antiche e profonde.
Come mai questi articoli non esistono e non sono mai esistiti per nessun'altra città italiana?
Se in Campania siamo arrivati a coprirci di spazzatura e di vergogna, davanti al mondo intero, è perché chi doveva controllare, chi doveva programmare, chi doveva gestire, chi doveva assicurare la funzionalità dei meccanismi non l'ha fatto. Per dolo, o per colpa.
In questa non-gestione, poi, è arrivata la camorra. Non in maniera subdola, ma è scesa a patti con l'amministrazione pubblica.
Certo, fa bene Saviano a parlare dell'ecomafia casertana davanti a milioni di telespettatori e nei suoi splendidi reportage su la Repubblica e L'Espresso, ma la contaminazione tra verità storica e giudiziaria e fascinazione letteraria, in una materia così delicata, con tutti i risvolti di ordine pubblico e sicurezza che ne derivano, rischia di generare atmosfere immaginifiche che non hanno alcuna aderenza con la realtà.
Una trasmissione a senso unico, senza che nessuno possa dire e dimostrare che si sta dicendo una BUGIA, è sicuramente un ottimo servizio pubblico.
E la realtà si mischia alla fantasia; Penso, ad esempio, a quando lo scrittore cita - e lo fa con una certa frequenza - la leggenda che vorrebbe la carcassa di una balena sepolta nella discarica di Pianura, un quartiere della periferia di Napoli.
Lui la mostra come una "leggenda" con toni molto suggestivi, come se fossero stati i camorristi a seppellire la balena. E la gente sio chiede: se io camorristi sono riusciti a seppellire addirittura una balena, cos'altro nasconde la zona di Pianura?
La verità invece è che la balena c'è davvero, non è una favola, e non c'entrano i camorristi. Non è una leggenda, né un racconto passato di bocca in bocca tra gli abitanti del quartiere. Il cetaceo - le carte dicono lungo 7 metri e pesante otto tonnellate, arenatosi al largo dell'isola di Ischia - viene interrato nel sito perché l'operazione la autorizzò l'allora assessore comunale alla Sanità, Giuseppe Scalera. L'ordinanza municipale è del 17 luglio 1989. E, a quell'epoca, questa soluzione la condivisero Comune, Regione e Prefettura. La domanda, allora è: perché c'è una balena nella discarica?
mercoledì 24 novembre 2010
Saviano: bocciato
Una domanda a saviano.
Come mai il problema immondizia esiste solo a Napoli e periodicamente a Palermo?
Le altre città risolvono i loro problemi, Napoli si inceppa a rate....questa gente stranamente, scende un piazza a rate (quando qualcuno lo decide dico io).
Abbiamo dimenticato che se si risolve il problema immondizia quanta "gente" non ci campa?
Non a caso Iovine era chiamato "mr immondizia" perchè ha fatto la sua fortuna con i rifiuti mica con il pane.
E' strano che cio che è stato risolto per 24 mesi, di punto in bianco non funzioni piu. L'immondizia di questi 24 mesi dove è finita?
E' ipotizzabile (o è chiaro) che qui ci sono le mafie che vogliono affossare il governo che vuole risolvere definitivamente il problema mafia e quindi rifiuti.
Ma Saviano non affronta questi argomenti, anche perchè lui è un letterato, non un matematico. Se conoscesse solo un poco di aritmetica, non direbbe infatti le sciocchezze che dice. Saviano ci spiega che solo fra l’88 e il ’91 dall’Acna di Cengio sono arrivati a Pianura un totale di un miliardo e 304 milioni di tonnellate di rifiuti velenosi.
Sono numeri che "colpiscono" il telespettatore. Quello che non ragiona, perchè se solo ragionasse un poco, il telespettatore dovrebbe immaginare circa trentamila tir al giorno che fanno su e giù dalla provincia di Savona a quella di Napoli. Ora, se solo attribuiamo al tir una lunghezza di dieci metri, dobbiamo simulare una coda quotidiana di quasi trecento chilometri. Trecento chilometri di tir per portare i rifiuti dell’Acna. Trecento chilometri di camion in fila indiana. Trecento chilometri di rifiuti in marcia ogni 24 ore, 365 giorni all’anno per tre anni sull’autostrada della pattumiera. Troppo. Per intenderci, la distanza che separa Firenze da Milano.
Insomma, i numeri, suggestivi fin che si vuole, ma sono numeri dell’irrealtà. Non stanno né in cielo né in terra né....sottoterra a Pianura.
La Tv ha questo di sconvolgente, che trasforma l’intellettuale in predicatore, e gli fa perdere il senso della realtà sostituendolo con la virtualità, a sua volta declamata come in una messa cantata, dove ci si immerge mondandosi dei propri peccati, mettendosi a posto la coscienza, specchiandosi nella parte giusta, nella schiera vittoriosa, tra gli angeli del culturalismo e della virtù civile.
Nella serata della monnezza, coincidente con lo sciopero dello spettacolo contro Bondi, non potevano mancare i comici del proprio oratorio, ma qui c’è poco da ridere e da scherzare.
Come mai il problema immondizia esiste solo a Napoli e periodicamente a Palermo?
Le altre città risolvono i loro problemi, Napoli si inceppa a rate....questa gente stranamente, scende un piazza a rate (quando qualcuno lo decide dico io).
Abbiamo dimenticato che se si risolve il problema immondizia quanta "gente" non ci campa?
Non a caso Iovine era chiamato "mr immondizia" perchè ha fatto la sua fortuna con i rifiuti mica con il pane.
E' strano che cio che è stato risolto per 24 mesi, di punto in bianco non funzioni piu. L'immondizia di questi 24 mesi dove è finita?
E' ipotizzabile (o è chiaro) che qui ci sono le mafie che vogliono affossare il governo che vuole risolvere definitivamente il problema mafia e quindi rifiuti.
Ma Saviano non affronta questi argomenti, anche perchè lui è un letterato, non un matematico. Se conoscesse solo un poco di aritmetica, non direbbe infatti le sciocchezze che dice. Saviano ci spiega che solo fra l’88 e il ’91 dall’Acna di Cengio sono arrivati a Pianura un totale di un miliardo e 304 milioni di tonnellate di rifiuti velenosi.
Sono numeri che "colpiscono" il telespettatore. Quello che non ragiona, perchè se solo ragionasse un poco, il telespettatore dovrebbe immaginare circa trentamila tir al giorno che fanno su e giù dalla provincia di Savona a quella di Napoli. Ora, se solo attribuiamo al tir una lunghezza di dieci metri, dobbiamo simulare una coda quotidiana di quasi trecento chilometri. Trecento chilometri di tir per portare i rifiuti dell’Acna. Trecento chilometri di camion in fila indiana. Trecento chilometri di rifiuti in marcia ogni 24 ore, 365 giorni all’anno per tre anni sull’autostrada della pattumiera. Troppo. Per intenderci, la distanza che separa Firenze da Milano.
Insomma, i numeri, suggestivi fin che si vuole, ma sono numeri dell’irrealtà. Non stanno né in cielo né in terra né....sottoterra a Pianura.
La Tv ha questo di sconvolgente, che trasforma l’intellettuale in predicatore, e gli fa perdere il senso della realtà sostituendolo con la virtualità, a sua volta declamata come in una messa cantata, dove ci si immerge mondandosi dei propri peccati, mettendosi a posto la coscienza, specchiandosi nella parte giusta, nella schiera vittoriosa, tra gli angeli del culturalismo e della virtù civile.
Nella serata della monnezza, coincidente con lo sciopero dello spettacolo contro Bondi, non potevano mancare i comici del proprio oratorio, ma qui c’è poco da ridere e da scherzare.
martedì 23 novembre 2010
Ma....non è meglio farlo tacere?
Dall’ANSA apprendo che Italo Bocchino ha dichiarato che in caso di elezioni Berlusconi non potrà usare il nome e il simbolo del PdL “perché sono in comproprietà con Fini”.
La cosa interessante, però, è un’altra: Bocchino ha aggiunto che Berlusconi non potrà neanche utilizzare il nome “il vero centrodestra” perché, udite udite, “dal 17 maggio scorso ‘il vero centrodestra’ è stato registrato da noi all’ufficio marchi e brevetti di Roma.
Dal 17 Maggio: da subito dopo la vittoria del PdL e del centrodestra alle amministrative; dal 17 Maggio: mesi e mesi prima della rottura ufficiale col PdL e con Berlusconi e del patetico tentativo di accollarne la responsabilità (“che fai, mi cacci?”) a quest’ultimo.
A questo punto c’è ancora qualcuno, fra gli elettori del centrodestra, che dubita del fatto che la rottura sia stata voluta e progettata a tavolino da Fini, contro ogni buonsenso, contro gli interessi del centrodestra e dei suoi elettori e ancora prima contro gli interessi della governabilità e quindi del Paese?
La cosa interessante, però, è un’altra: Bocchino ha aggiunto che Berlusconi non potrà neanche utilizzare il nome “il vero centrodestra” perché, udite udite, “dal 17 maggio scorso ‘il vero centrodestra’ è stato registrato da noi all’ufficio marchi e brevetti di Roma.
Dal 17 Maggio: da subito dopo la vittoria del PdL e del centrodestra alle amministrative; dal 17 Maggio: mesi e mesi prima della rottura ufficiale col PdL e con Berlusconi e del patetico tentativo di accollarne la responsabilità (“che fai, mi cacci?”) a quest’ultimo.
A questo punto c’è ancora qualcuno, fra gli elettori del centrodestra, che dubita del fatto che la rottura sia stata voluta e progettata a tavolino da Fini, contro ogni buonsenso, contro gli interessi del centrodestra e dei suoi elettori e ancora prima contro gli interessi della governabilità e quindi del Paese?
domenica 21 novembre 2010
il grillo
Sentite Grillo:
“Signori! Italiani! Aprite gli occhi: Vieni via con me lo produce Endemol, e chi è Endemol? È Berlusconi. Il programma fa ascolti altissimi: quindi Berlusconi guadagna un sacco di soldi. Se aggiungiamo che Saviano non fa i nomi dei politici collusi, né in Lombardia né in Parlamento, è chiaro che poi il nano gode come un riccio”.
Nessun fischio, nessun applauso dalla platea del teatro romano. Anche perché il pubblico di Grillo e quello di Saviano spesso coincidono, ed allora lui rincara: “Saviano, che per carità è bravissimo, qualche nome lo deve pur fare, altrimenti si fa solo tirare in mezzo”.
E i commenti?
Grillo ha torto e ragione. E' sbagliato attaccare Saviano (è uno dei nostri) ma Saviano non può andare in televisione a dire le solite cose come se fosse il tuttologo della Mafia. Se ci svela nuove cose va bene, ma se deve andare in televisione solo per cantare il suo solito cavallo di battaglia, beh, che se ne tenga lontano.
“Signori! Italiani! Aprite gli occhi: Vieni via con me lo produce Endemol, e chi è Endemol? È Berlusconi. Il programma fa ascolti altissimi: quindi Berlusconi guadagna un sacco di soldi. Se aggiungiamo che Saviano non fa i nomi dei politici collusi, né in Lombardia né in Parlamento, è chiaro che poi il nano gode come un riccio”.
Nessun fischio, nessun applauso dalla platea del teatro romano. Anche perché il pubblico di Grillo e quello di Saviano spesso coincidono, ed allora lui rincara: “Saviano, che per carità è bravissimo, qualche nome lo deve pur fare, altrimenti si fa solo tirare in mezzo”.
E i commenti?
Grillo ha torto e ragione. E' sbagliato attaccare Saviano (è uno dei nostri) ma Saviano non può andare in televisione a dire le solite cose come se fosse il tuttologo della Mafia. Se ci svela nuove cose va bene, ma se deve andare in televisione solo per cantare il suo solito cavallo di battaglia, beh, che se ne tenga lontano.
L'apocalisse
Il 14 dicembre.
Una data che per tutti i giornali è divenuta la data del giudizio, e per quelli "seri" addirittura la data dell'apocalisse perchè nell'uso comune, il termine apocalisse si riferisce alla fine del mondo e, per i giornali seri, alla fine del berlusconismo.
Che idioti!
Il 14 dicembre sarà veramente il giorno dell'apocalisse, ma non con il significato che gli attribuiscono i giornali seri.
Uno, perchè il termine apocalisse, proveniente dal greco (composto di apó "separazione" e kalýptein "nascosto") significa gettar via ciò che copre, togliere il velo, letteralmente scoperta o rivelazione.
Due perchè effettivamente il giorno 14 dicembre sarà il giorno della rivelazione; Fli e Udc dovranno rivelare cosa vogliono fare, al di là delle chiacchiere.
Anche nel senso biblico, l'apocalisse è il giorno della rivelazione di cosa ci aspetta dopo la vita terrena. Infatti, in senso biblico, l'apocalisse è la rivelazione di un mistero.
L'associazione del termine apocalittico con qualcosa di cruento, a cui ormai tutti ci hanno abituato, esiste solo nella simbologia delle menti "deviate dalle verità storiche".
Una data che per tutti i giornali è divenuta la data del giudizio, e per quelli "seri" addirittura la data dell'apocalisse perchè nell'uso comune, il termine apocalisse si riferisce alla fine del mondo e, per i giornali seri, alla fine del berlusconismo.
Che idioti!
Il 14 dicembre sarà veramente il giorno dell'apocalisse, ma non con il significato che gli attribuiscono i giornali seri.
Uno, perchè il termine apocalisse, proveniente dal greco (composto di apó "separazione" e kalýptein "nascosto") significa gettar via ciò che copre, togliere il velo, letteralmente scoperta o rivelazione.
Due perchè effettivamente il giorno 14 dicembre sarà il giorno della rivelazione; Fli e Udc dovranno rivelare cosa vogliono fare, al di là delle chiacchiere.
Anche nel senso biblico, l'apocalisse è il giorno della rivelazione di cosa ci aspetta dopo la vita terrena. Infatti, in senso biblico, l'apocalisse è la rivelazione di un mistero.
L'associazione del termine apocalittico con qualcosa di cruento, a cui ormai tutti ci hanno abituato, esiste solo nella simbologia delle menti "deviate dalle verità storiche".
che furbata!
Uno dei motivi del fallimento dell'Alitalia è stato l'enorme numero di ore (giorni) di sciopero. Il motivo dell'abnorme quantità di scioperi stava nel fatto che i dipendenti se lo potevano permettere, nel senso che non pagavano neppure una lira.
I fatti andavano così: I sindacati proclamavano lo sciopero. La legge 83/2000 prevede la garanzia dei voli indispensabili da parte dell’azienda che, nell’incertezza delle adesioni, cancella tutti i voli non previsti dalla legge. Il personale in servizio su questi voli si guarda bene dall’aderire allo sciopero e rimane a casa pagato in quanto i voli sono stati cancellati dall’azienda. In pratica era una serrata dell'azienda. Se la compagnia si azzardava a mantenere tutti i voli e questi venivano bloccati dal personale scioperante la Commissione di Garanzia la sanzionava per i disagi ai passeggeri.
Con questa vera furbata per anni l’Alitalia ha subito danni economici e d’immagine irrecuperabili. Solo l’operaio ed in taluni casi gli impiegati pagavano per lo sciopero!
La stessa cosa sta orea succedendo nella scuola.
Martedì l’università di Pisa fermerà le lezioni per protestare contro il decreto Gelmini, ma nemmeno uno dei docenti ci rimetterà un euro in busta paga.
Non è una novità: già in occasione della precedente mobilitazione dell’«Onda» studentesca diversi atenei avevano adottato l’ingegnoso sistema: invece di dichiarare uno sciopero, l’autorità dell’Università, nel caso specifico il Senato Accademico, dichiara la sospensione delle attività didattiche. Come dire che, per permettere ai dipendenti di incrociare le braccia senza disturbi, l’azienda fa una serrata.
Si ottiene così un duplice risultato. Da una parte l’adesione allo stop è automaticamente del cento per cento, visto che è imposta dall’alto. Dall’altra, i docenti dribblano con eleganza la trattenuta sullo stipendio cui nessun’altra categoria sfugge.
Che furbata, poi dicono che in Italia non si fa ricerca.
I fatti andavano così: I sindacati proclamavano lo sciopero. La legge 83/2000 prevede la garanzia dei voli indispensabili da parte dell’azienda che, nell’incertezza delle adesioni, cancella tutti i voli non previsti dalla legge. Il personale in servizio su questi voli si guarda bene dall’aderire allo sciopero e rimane a casa pagato in quanto i voli sono stati cancellati dall’azienda. In pratica era una serrata dell'azienda. Se la compagnia si azzardava a mantenere tutti i voli e questi venivano bloccati dal personale scioperante la Commissione di Garanzia la sanzionava per i disagi ai passeggeri.
Con questa vera furbata per anni l’Alitalia ha subito danni economici e d’immagine irrecuperabili. Solo l’operaio ed in taluni casi gli impiegati pagavano per lo sciopero!
La stessa cosa sta orea succedendo nella scuola.
Martedì l’università di Pisa fermerà le lezioni per protestare contro il decreto Gelmini, ma nemmeno uno dei docenti ci rimetterà un euro in busta paga.
Non è una novità: già in occasione della precedente mobilitazione dell’«Onda» studentesca diversi atenei avevano adottato l’ingegnoso sistema: invece di dichiarare uno sciopero, l’autorità dell’Università, nel caso specifico il Senato Accademico, dichiara la sospensione delle attività didattiche. Come dire che, per permettere ai dipendenti di incrociare le braccia senza disturbi, l’azienda fa una serrata.
Si ottiene così un duplice risultato. Da una parte l’adesione allo stop è automaticamente del cento per cento, visto che è imposta dall’alto. Dall’altra, i docenti dribblano con eleganza la trattenuta sullo stipendio cui nessun’altra categoria sfugge.
Che furbata, poi dicono che in Italia non si fa ricerca.
sabato 20 novembre 2010
Un idiota dice: Il voto non è utile per il Paese
Siamo buoni e cari, non manifestiamo, non andiamo in piazza a spaccare le vetrine, aspettiamo l’evolversi degli eventi anche un po’ schifati, ma non siamo del tutto ebeti.
Ci vuole la faccia tosta di Fini che, prima mette in crisi un governo solido e poi pretende di farci credere che è per il nostro bene non andare a votare perché siamo in crisi economica.
E allora non metterlo in crisi se ti preme tanto il bene dell’Italia in questo presunto momento di difficoltà.
Ma sono tutte fesserie, spauracchi per giustificare trame di palazzo che hanno come unico fondamento l’accaparramento del potere senza passare per le urne.
Anche quando è caduto Prodi era già scoppiata la crisi dei subprime. Com’è che nessuno si è sognato di fare un governo con l’opposizione per affrontarla, ma siamo andati a votare? Ve lo immaginate cosa avrebbe detto Napolitano se Berlusconi avesse anche solo proposto di fare un governo alternativo per affrontare la crisi in agguato?
Ma ci prendete proprio per idioti?
È evidente che usate la crisi economica solo per giustificare uno stato di emergenza che non c’è.
È un trucco vecchio come l’Italia. Si inventa uno stato di emergenza, si paventano disgrazie che giustificano il sovvertimento provvisorio delle regole democratiche e, visto che in Italia non c’è niente di più definitivo dell’emergenza provvisoria, si finisce per giustificare ogni dittatura.
Non abusate della nostra pazienza, perché arriverà il momento in cui salteranno i nervi anche a noi.
Diffidate dell’ira dei buoni. Ed è questo che temo.
Non chiedeteci di essere responsabili, quando siete voi gli irresponsabili.
Ci vuole la faccia tosta di Fini che, prima mette in crisi un governo solido e poi pretende di farci credere che è per il nostro bene non andare a votare perché siamo in crisi economica.
E allora non metterlo in crisi se ti preme tanto il bene dell’Italia in questo presunto momento di difficoltà.
Ma sono tutte fesserie, spauracchi per giustificare trame di palazzo che hanno come unico fondamento l’accaparramento del potere senza passare per le urne.
Anche quando è caduto Prodi era già scoppiata la crisi dei subprime. Com’è che nessuno si è sognato di fare un governo con l’opposizione per affrontarla, ma siamo andati a votare? Ve lo immaginate cosa avrebbe detto Napolitano se Berlusconi avesse anche solo proposto di fare un governo alternativo per affrontare la crisi in agguato?
Ma ci prendete proprio per idioti?
È evidente che usate la crisi economica solo per giustificare uno stato di emergenza che non c’è.
È un trucco vecchio come l’Italia. Si inventa uno stato di emergenza, si paventano disgrazie che giustificano il sovvertimento provvisorio delle regole democratiche e, visto che in Italia non c’è niente di più definitivo dell’emergenza provvisoria, si finisce per giustificare ogni dittatura.
Non abusate della nostra pazienza, perché arriverà il momento in cui salteranno i nervi anche a noi.
Diffidate dell’ira dei buoni. Ed è questo che temo.
Non chiedeteci di essere responsabili, quando siete voi gli irresponsabili.
scommettiamo?
Non si capisce bene quello che succederà nei prossimi giorni, ma una cosa è certa: da qui al quattordici dicembre leggeremo davvero qualsiasi cosa sui giornali, specialmente quelle cose che riguarderanno Berlusconi-trombatore e quelle che parleranno di Berlusconi-Mafioso.
Anche se le cose importanti di queste ore riguarderanno però le vere intenzioni di Gianfranco Fini e la possibilità concreta che alcuni parlamentari vicini allo stesso Fini decidano di non votare la sfiducia a Berlusconi.
Ora che si prospetta la possibilità di incassare la fiducia alla Camera, i giornali, quelli seri, ripetono all'unisono che avere la fiducia non significa di poter governare. Io a questi signori (?) vorrei ricordare che solo due anni fa, quando Prodi aveva un solo senatore in più al Senato (compresi i senatori a vita), con quel sorrisino di superiorità che li contraddistingue, dicevano: "chi ha un solo voto in più ha il diritto-dovere di governare; questa è la democrazia, belli!!"
Ora........bèh, la coerenza non è mai stato il loro forte.
Fini sta capendo che, in caso di crisi di governo, difficilmente si realizzarà il suo unico sogno di realizzare un governo tecnico, specialmente se B avrà la fiducia al senato.
Quindi se sarà vero che Berlusconi non cade oppure se cade e si va alle elezioni, Fini sarà un politico che rischia di fare una fine non gloriosa. Questo lo sanno anche i parlamentari passati a Fini che sentiranno la necessità, per varie ragioni, di non votare la sfiducia alla maggioranza all’interno della quale erano stati eletti.
Quindi di cosa parleranno i giornali fino al 14 dicembre? di donne, di mafia, di corruzione, di pedofilia, di falso in bilancio, di Mills, Spatuzza, Ciancimino........scommettiamo?
Anche se le cose importanti di queste ore riguarderanno però le vere intenzioni di Gianfranco Fini e la possibilità concreta che alcuni parlamentari vicini allo stesso Fini decidano di non votare la sfiducia a Berlusconi.
Ora che si prospetta la possibilità di incassare la fiducia alla Camera, i giornali, quelli seri, ripetono all'unisono che avere la fiducia non significa di poter governare. Io a questi signori (?) vorrei ricordare che solo due anni fa, quando Prodi aveva un solo senatore in più al Senato (compresi i senatori a vita), con quel sorrisino di superiorità che li contraddistingue, dicevano: "chi ha un solo voto in più ha il diritto-dovere di governare; questa è la democrazia, belli!!"
Ora........bèh, la coerenza non è mai stato il loro forte.
Fini sta capendo che, in caso di crisi di governo, difficilmente si realizzarà il suo unico sogno di realizzare un governo tecnico, specialmente se B avrà la fiducia al senato.
Quindi se sarà vero che Berlusconi non cade oppure se cade e si va alle elezioni, Fini sarà un politico che rischia di fare una fine non gloriosa. Questo lo sanno anche i parlamentari passati a Fini che sentiranno la necessità, per varie ragioni, di non votare la sfiducia alla maggioranza all’interno della quale erano stati eletti.
Quindi di cosa parleranno i giornali fino al 14 dicembre? di donne, di mafia, di corruzione, di pedofilia, di falso in bilancio, di Mills, Spatuzza, Ciancimino........scommettiamo?
Parliamo di Uomini
Che Uomo è uno che, a parole, non ha paura della camorra ma ha PAURA di confrontarsi in un dibattito pubblico, con colui che ha infangato, senza nemmeno permettergli di difendersi? Uno che fino a ieri lodava Maroni, e oggi lo paragona a "Sandokan"
Che credibilità ha?
Uno che ha citato un consigliere della Lega, né INDAGATO, né ARRESTATO e NON un sindaco del PD, Tiziano Butturini, ex sindaco del Pd di Trezzano sul Naviglio, ARRESTATO, corrotto dalla n'drangheta, ed anche un consigliere comunale del PDL.
Uno che parla della Lega come "interlocutrice" con la criminalità organizzata, quando mai è stata sciolto un consiglio comunale per infiltrazioni con la stessa, mentre c'è una storiografia delle connivenze del PD lunga un chilometro.
E non aggiungo altro, usare la lotta alla criminalità organizzata per sporchi interessi di bottega, non solo è IMMORALE ma anche CRIMINALE,
Visto che a "vieni via com me" si leggono degli elenchi, leggetevi questo elenco (alla fine di ogni pagina premete su "older entries", è un elenco infinito)
http://www.camelotdestraideale.it/category/mafia-camorra-e-centrosinistra/
ma..............parliamo di cose serie che non trovate su Repubblica nè sul fatto Quotidiano.
Edi Pinatto, quel giudice che impiegò otto anni per scrivere una sentenza, ha rischoiato di perdere il record.
Stavolta Enrico Trmarchi ha impiegato 4 anni e mezzo per ‘elaborare’ le motivazioni di una sentenza a danno delle cosche di Sant’Ilario dello Ionio emessa il 3 marzo del 2006.
Si trattava di associazione mafiosa, traffico d’armi, traffico di droga e omicidi.
Storia diversa viene da Rieti e la si legge solo sulla "cronaca locale" del Messaggero; due soggetti sono stati rinviati a giudizio dopo otto anni dal crimine commesso: reato prescritto e tutti a casa.
Il Messaggero evidenzia cha la procura di Rieti non soffre di carenze di organico e, nonostante questo, l’arretrato e i processi lumaca sono aumentati rispetto al passato.
Il che forse potrebbe significare che qualche cosa ‘da sistemare’, nei tribunali italiani, c’è. Perché altrimenti, lasciando le cose invariate, a pagare sono sempre gli stessi: quei cittadini che, talvolta anche loro malgrado, sono costretti ad affidare la loro esistenza ad esseri umani che indossano (talora anche indegnamente) una toga.
Che credibilità ha?
Uno che ha citato un consigliere della Lega, né INDAGATO, né ARRESTATO e NON un sindaco del PD, Tiziano Butturini, ex sindaco del Pd di Trezzano sul Naviglio, ARRESTATO, corrotto dalla n'drangheta, ed anche un consigliere comunale del PDL.
Uno che parla della Lega come "interlocutrice" con la criminalità organizzata, quando mai è stata sciolto un consiglio comunale per infiltrazioni con la stessa, mentre c'è una storiografia delle connivenze del PD lunga un chilometro.
E non aggiungo altro, usare la lotta alla criminalità organizzata per sporchi interessi di bottega, non solo è IMMORALE ma anche CRIMINALE,
Visto che a "vieni via com me" si leggono degli elenchi, leggetevi questo elenco (alla fine di ogni pagina premete su "older entries", è un elenco infinito)
http://www.camelotdestraideale.it/category/mafia-camorra-e-centrosinistra/
ma..............parliamo di cose serie che non trovate su Repubblica nè sul fatto Quotidiano.
Edi Pinatto, quel giudice che impiegò otto anni per scrivere una sentenza, ha rischoiato di perdere il record.
Stavolta Enrico Trmarchi ha impiegato 4 anni e mezzo per ‘elaborare’ le motivazioni di una sentenza a danno delle cosche di Sant’Ilario dello Ionio emessa il 3 marzo del 2006.
Si trattava di associazione mafiosa, traffico d’armi, traffico di droga e omicidi.
Storia diversa viene da Rieti e la si legge solo sulla "cronaca locale" del Messaggero; due soggetti sono stati rinviati a giudizio dopo otto anni dal crimine commesso: reato prescritto e tutti a casa.
Il Messaggero evidenzia cha la procura di Rieti non soffre di carenze di organico e, nonostante questo, l’arretrato e i processi lumaca sono aumentati rispetto al passato.
Il che forse potrebbe significare che qualche cosa ‘da sistemare’, nei tribunali italiani, c’è. Perché altrimenti, lasciando le cose invariate, a pagare sono sempre gli stessi: quei cittadini che, talvolta anche loro malgrado, sono costretti ad affidare la loro esistenza ad esseri umani che indossano (talora anche indegnamente) una toga.
O Luchino vestito di nuovo
Il nascente terzo polo, quello di Fini, di Casini, Rutelli e chissà quanti altri, ha un problema: E' fermo ai box. Non carbura, non ha un'idea condivisa e soprattutto non ha un pilota.
Ha tre primedonne al vertice e nessun uomo in grado di metterle d'accordo. Tre dame un po' stagionate, ognuna delle quali vorrebbe primeggiare e nessuna delle quali ha intenzione di lasciare il posto alla rivale.
E allora?
Allora mi diverto ora a leggere sul Secolo (giornale vicino a Fini) paginate dedicate a Luca Cordero di Montezemolo, quello che era una volta il megapresidente di Fiat e Confindustria, il guru mediatico, il supermanager più pagato d'Italia, il Divo dell'Impresa, l'antipatico Luca Cordero, soldi e sorrisi, belle donne e auto di lusso.
Ebbene questo tipino ora è Luchino vestito di nuovo, con le scarpe che mamma gli fece, che non mutò mai da quel dì. Il Luchino delle origini. Il Luchino laziale, come laziale fu e forse ancora è Fini. «Un po'missino», come Fini era e non è più. Un Luchino legato alla sua fabbrica, come i lettori del Secolo erano legati, e forse ancora lo sono, alla Patria. Legato alle sue donne e ai suoi uomini, agli operai, «a quegli artisti che considera la più bella famiglia del mondo».
Ma quant'è bravo il Secolo, nel suo ritratto del Luchino di oggi c'è la Patria, c'è la Famiglia, c'è l'Italia.
Ha tre primedonne al vertice e nessun uomo in grado di metterle d'accordo. Tre dame un po' stagionate, ognuna delle quali vorrebbe primeggiare e nessuna delle quali ha intenzione di lasciare il posto alla rivale.
E allora?
Allora mi diverto ora a leggere sul Secolo (giornale vicino a Fini) paginate dedicate a Luca Cordero di Montezemolo, quello che era una volta il megapresidente di Fiat e Confindustria, il guru mediatico, il supermanager più pagato d'Italia, il Divo dell'Impresa, l'antipatico Luca Cordero, soldi e sorrisi, belle donne e auto di lusso.
Ebbene questo tipino ora è Luchino vestito di nuovo, con le scarpe che mamma gli fece, che non mutò mai da quel dì. Il Luchino delle origini. Il Luchino laziale, come laziale fu e forse ancora è Fini. «Un po'missino», come Fini era e non è più. Un Luchino legato alla sua fabbrica, come i lettori del Secolo erano legati, e forse ancora lo sono, alla Patria. Legato alle sue donne e ai suoi uomini, agli operai, «a quegli artisti che considera la più bella famiglia del mondo».
Ma quant'è bravo il Secolo, nel suo ritratto del Luchino di oggi c'è la Patria, c'è la Famiglia, c'è l'Italia.
giovedì 18 novembre 2010
Tanto per scrivere qualcosa
Quando nacque, il Pd suscitò molte speranze fra coloro che auspicavano un rinnovamento della cultura politica della sinistra.
Nonostante la serietà degli sforzi dell'allora segretario Walter Veltroni, le speranze andarono deluse e, anzichè dotarsi di identità e capacità progettuale, a poco a poco, vennero fuori le magagne tese per lo più ad assicurare la sopravvivenza di spezzoni di vecchia classe dirigente.
Scrivere con il senno del poi è facile, ma io credo che forse il Pd cominciò a morire quando fallirono le trattative tra Veltroni e Berlusconi per una riforma del sistema elettorale a vantaggio dei grandi partiti.
Se quelle trattative fossero andate in porto, il Pd sarebbe riuscito a mettere in sicurezza anche se stesso in quanto avrebbe poi monopolizzato l'opposizione intorno a sè.
Probabilmente, avrebbe ugualmente perso le elezioni del 2008 ma sarebbe stato in gara per giocarsi, con qualche chance di successo, la prova elettorale successiva.
Non andò così, e fecero fuochi e fiamme per far fuori Veltroni (l'unico che aveva in mente un percorso politico). Ora con Bersani c'è l'incapacità di elaborare e imporre una propria visione delle cose ed il Pd è divenuto un partito di scorta, né carne né pesce, in balia delle pressioni esterne: succube della rincorsa dei centristi di Casini, e oggi anche di Fini e dal radicalismo di Vendola e Di Pietro. Tutti gli stanno succhiando elettori.
Con uno sfrantummato Pdl e un moribondo PD, addio grandi partiti su cui far confluire alleanze di coalizione.
Addio bipolarismo, si torna alla prima repubblica.
Nonostante la serietà degli sforzi dell'allora segretario Walter Veltroni, le speranze andarono deluse e, anzichè dotarsi di identità e capacità progettuale, a poco a poco, vennero fuori le magagne tese per lo più ad assicurare la sopravvivenza di spezzoni di vecchia classe dirigente.
Scrivere con il senno del poi è facile, ma io credo che forse il Pd cominciò a morire quando fallirono le trattative tra Veltroni e Berlusconi per una riforma del sistema elettorale a vantaggio dei grandi partiti.
Se quelle trattative fossero andate in porto, il Pd sarebbe riuscito a mettere in sicurezza anche se stesso in quanto avrebbe poi monopolizzato l'opposizione intorno a sè.
Probabilmente, avrebbe ugualmente perso le elezioni del 2008 ma sarebbe stato in gara per giocarsi, con qualche chance di successo, la prova elettorale successiva.
Non andò così, e fecero fuochi e fiamme per far fuori Veltroni (l'unico che aveva in mente un percorso politico). Ora con Bersani c'è l'incapacità di elaborare e imporre una propria visione delle cose ed il Pd è divenuto un partito di scorta, né carne né pesce, in balia delle pressioni esterne: succube della rincorsa dei centristi di Casini, e oggi anche di Fini e dal radicalismo di Vendola e Di Pietro. Tutti gli stanno succhiando elettori.
Con uno sfrantummato Pdl e un moribondo PD, addio grandi partiti su cui far confluire alleanze di coalizione.
Addio bipolarismo, si torna alla prima repubblica.
La Tv che piace
E' ovvio che, per chi ha un minimo di memoria, Saviano non può pretendere di passare per "credibile".
Non è credibile perchè non dice "tutta la verità".
Un esempio: La giunta dell'ex presidente della provincia di Caserta, Sandro De Franciscis, finì nei guai per i lavori affidati a ditte del boss stragista casalese Setola e lo stesso ex presidente è stato intercettato mentre parlava di protezioni della «camorra di Casale».
Saviano ha scritto vita morte e miracoli dei Casalesi, ma "ha sempre omesso" le attività che legano il clan dei casalesi con gli esponenti della sinistra.
E ci sono centinaia di esempi simili, con assessori, consiglieri e politici di sinistra in Emilia, Umbria, Puglia, Toscana, Campania, indagati e pure condannati, ma lui per questi non ha memoria.
La sostanza è che le organizzazioni criminali, avendo accumulato montagne di soldi, hanno bisogno di investirli e, dove possono invertirli? dove circolano i soldi, tanti soldi: Ovviamente negli appalti pubblici e nelle grandi opere.
Da questo punto di vista, le organizzazioni criminali cercano di intrallazzare con i poteri locali. Lo hanno fatto in Lombardia, in Piemonte, in Liguria, nel Veneto, in Romagna, in Toscana, in Umbria,....ovunque.
Quindi, se dovesse essere confermato ma io non ci credo, quello che dice Saviano "in Lombardia la ndrangheta ha trovato nella Lega il suo connivente" facendo capire che La Lega ha un grosso problema di legalità, omette di dire che questo non è il sistema della lega, ma della criminalità organizzata, che cerca nel potere i suoi conniventi e li trova anche nel Pd, nel Pdl, nell'Udc, nell'Idv nelle regioni nelle quali queste forzer politiche hanno il potere.
Ma mi meraviglia Maroni che fa l'offeso per le parole di Saviano.
Se lui avesse letto un solo rigo di quello che scrisse Saviano nel 2003, non farebbe tanto l'offeso ma capirebbe da che pulpito parte la predica.
In quello scritto il Saviano non ancora famoso rappresenta i leghisti, ma in generale la gente del Nord, come assassini di immigrati, di meridionali e di negri e fa nomi e cognomi di chi impugna i mitra: Bossi, Maroni, Castelli, Borghezio.
Il Saviano di allora è lo stesso di ora, settario e fazioso: Il delirio si apre con un conflitto a fuoco:
«“Spara, spara!”.
“Ma a chi cazzo sparo, è notte, qui è tutto nero”.
“Appunto: spara dove vedi nero, più nero è, più spara! Muoviti che scappano, muoviti che li perdiamo, spara”».
Il nero non è il buio della notte ma il colore della pelle dei bersagli che il Saviano in camicia verde insegue manovrando un mitra sulla prua di una nave. È un sottufficiale dell’Armata padana della Repubblica del Nord.
«Lascio spazio al mio superiore, inizia a far schizzare l’acqua di colpi. “Via mangiatori di lavoro, prostitute che guadagnano sui nostri piaceri, spacciatori, usurpatori di case, profanatori di chiese, orinatori di crocifissi, morite, cani! A lavorare, padano - mi dice il superiore - non fare il meridionale, spara, spara, o non avrai più lavoro”».
Se non avesse scritto queste cose, col ca..o che Saviano veniva chiamato a "vieni via con me" da Fazio-so.
Vedete, sono cambiati i tempi, la credibilità non è più: dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità; essere credibili è raccontare tutto e SOLO quello che fa comodo sentire.
PS
vi ricordate come fu fatto fuori Craxi da Di Pietro? Con l'accusa di sovvenzionamneto illecito del suo partito. Già allora si sapeva che il sovvenzionamento illecito riguardava tutti i partiti, ma furono distrutti tutti i partiti, tranne il pci. Ma tu guarda il caso, Di Pietro fu poi candidato nelle file del pci al mugello (un seggio sicuro) e fatto subito ministro.
Ecco, Saviano fa lo stesso, lui che conosce bene tutti gli intrallazzi della malavita, ne espone solo quelli che gli tornano utili.....per la sua carriera.
Non è credibile perchè non dice "tutta la verità".
Un esempio: La giunta dell'ex presidente della provincia di Caserta, Sandro De Franciscis, finì nei guai per i lavori affidati a ditte del boss stragista casalese Setola e lo stesso ex presidente è stato intercettato mentre parlava di protezioni della «camorra di Casale».
Saviano ha scritto vita morte e miracoli dei Casalesi, ma "ha sempre omesso" le attività che legano il clan dei casalesi con gli esponenti della sinistra.
E ci sono centinaia di esempi simili, con assessori, consiglieri e politici di sinistra in Emilia, Umbria, Puglia, Toscana, Campania, indagati e pure condannati, ma lui per questi non ha memoria.
La sostanza è che le organizzazioni criminali, avendo accumulato montagne di soldi, hanno bisogno di investirli e, dove possono invertirli? dove circolano i soldi, tanti soldi: Ovviamente negli appalti pubblici e nelle grandi opere.
Da questo punto di vista, le organizzazioni criminali cercano di intrallazzare con i poteri locali. Lo hanno fatto in Lombardia, in Piemonte, in Liguria, nel Veneto, in Romagna, in Toscana, in Umbria,....ovunque.
Quindi, se dovesse essere confermato ma io non ci credo, quello che dice Saviano "in Lombardia la ndrangheta ha trovato nella Lega il suo connivente" facendo capire che La Lega ha un grosso problema di legalità, omette di dire che questo non è il sistema della lega, ma della criminalità organizzata, che cerca nel potere i suoi conniventi e li trova anche nel Pd, nel Pdl, nell'Udc, nell'Idv nelle regioni nelle quali queste forzer politiche hanno il potere.
Ma mi meraviglia Maroni che fa l'offeso per le parole di Saviano.
Se lui avesse letto un solo rigo di quello che scrisse Saviano nel 2003, non farebbe tanto l'offeso ma capirebbe da che pulpito parte la predica.
In quello scritto il Saviano non ancora famoso rappresenta i leghisti, ma in generale la gente del Nord, come assassini di immigrati, di meridionali e di negri e fa nomi e cognomi di chi impugna i mitra: Bossi, Maroni, Castelli, Borghezio.
Il Saviano di allora è lo stesso di ora, settario e fazioso: Il delirio si apre con un conflitto a fuoco:
«“Spara, spara!”.
“Ma a chi cazzo sparo, è notte, qui è tutto nero”.
“Appunto: spara dove vedi nero, più nero è, più spara! Muoviti che scappano, muoviti che li perdiamo, spara”».
Il nero non è il buio della notte ma il colore della pelle dei bersagli che il Saviano in camicia verde insegue manovrando un mitra sulla prua di una nave. È un sottufficiale dell’Armata padana della Repubblica del Nord.
«Lascio spazio al mio superiore, inizia a far schizzare l’acqua di colpi. “Via mangiatori di lavoro, prostitute che guadagnano sui nostri piaceri, spacciatori, usurpatori di case, profanatori di chiese, orinatori di crocifissi, morite, cani! A lavorare, padano - mi dice il superiore - non fare il meridionale, spara, spara, o non avrai più lavoro”».
Se non avesse scritto queste cose, col ca..o che Saviano veniva chiamato a "vieni via con me" da Fazio-so.
Vedete, sono cambiati i tempi, la credibilità non è più: dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità; essere credibili è raccontare tutto e SOLO quello che fa comodo sentire.
PS
vi ricordate come fu fatto fuori Craxi da Di Pietro? Con l'accusa di sovvenzionamneto illecito del suo partito. Già allora si sapeva che il sovvenzionamento illecito riguardava tutti i partiti, ma furono distrutti tutti i partiti, tranne il pci. Ma tu guarda il caso, Di Pietro fu poi candidato nelle file del pci al mugello (un seggio sicuro) e fatto subito ministro.
Ecco, Saviano fa lo stesso, lui che conosce bene tutti gli intrallazzi della malavita, ne espone solo quelli che gli tornano utili.....per la sua carriera.
Elogio ad un poliziotto coraggioso
Sapete chi è Vittorio Pisani?
No di certo. E' uno che lavora sodo e non ha bisogno di andare a "vieni via con me".
Vittorio Pisani è il capo della Squadra Mobile di Napoli che finì su Repubblica per aver osato dubitare sull'urgenza di una maxi scorta allo scrittore Saviano, e finì crocifisso dai fan dello scrittore casertano. Repubblica, addirittura, ne chiese l'allontanamento e Pisani ebbe a dire «Resto perplesso quando vedo scortare persone che hanno fatto meno di tantissimi poliziotti, carabinieri, magistrati e giornalisti che combattono la camorra da anni».
Ebbene sì, Repubblica ne chiese l'allontanamento e sono stati giorni duri per Pisani.
Chissà perchè ora Repubblica non evidenzia che ad arrestare il boss Antonio Iovine, ci ha pensato proprio l'ufficio guidato da questo grande poliziotto coraggioso. Che lavora tutti i giorno nell'ombra.... e quanto prende al mese?
Sarebbe lodevole se Saviano gli devolvesse almeno solo l'1% di tutti i suoi introiti, visto che lui "fa" e "rischia".
Mi viene in mente Benigni quando una settimana fa, nel fare l'elogio di saviano ha detto: "quando uno con la pistola incontra uno con la penna, l'uomo con la pistola è un uomo morto". Lui è un comico e questa battuta fa ridere; ma resta una battuta.
Ve lo figurate Pisani che telefona a Saviano e gli dice: "abbiamo scoperto dove si nasconde Iovine, prendi la penna e vallo a catturare".
No di certo. E' uno che lavora sodo e non ha bisogno di andare a "vieni via con me".
Vittorio Pisani è il capo della Squadra Mobile di Napoli che finì su Repubblica per aver osato dubitare sull'urgenza di una maxi scorta allo scrittore Saviano, e finì crocifisso dai fan dello scrittore casertano. Repubblica, addirittura, ne chiese l'allontanamento e Pisani ebbe a dire «Resto perplesso quando vedo scortare persone che hanno fatto meno di tantissimi poliziotti, carabinieri, magistrati e giornalisti che combattono la camorra da anni».
Ebbene sì, Repubblica ne chiese l'allontanamento e sono stati giorni duri per Pisani.
Chissà perchè ora Repubblica non evidenzia che ad arrestare il boss Antonio Iovine, ci ha pensato proprio l'ufficio guidato da questo grande poliziotto coraggioso. Che lavora tutti i giorno nell'ombra.... e quanto prende al mese?
Sarebbe lodevole se Saviano gli devolvesse almeno solo l'1% di tutti i suoi introiti, visto che lui "fa" e "rischia".
Mi viene in mente Benigni quando una settimana fa, nel fare l'elogio di saviano ha detto: "quando uno con la pistola incontra uno con la penna, l'uomo con la pistola è un uomo morto". Lui è un comico e questa battuta fa ridere; ma resta una battuta.
Ve lo figurate Pisani che telefona a Saviano e gli dice: "abbiamo scoperto dove si nasconde Iovine, prendi la penna e vallo a catturare".
Prove d'esame
Tra le prove all’esame di giornalismo sarà inserita la "storia dell'umanità" .
Non esiste un testo specifico, ma ci sono una serie di appunti scritti da Francesco Tortora sul Corsera, secondo cui l’umanità si divide in tre grandi ere: prima, durante e dopo Berlusconi. Prima di Berlusconi era l’età dell’oro, durante l’era Berlusconi regna l’inferno e dopo Berlusconi l’umanità tornerà a vivere nell’Eden.
Poi c'è il problema che molti elettori del PD non gradirebbero l'alleanza con Fini, e molti finiani non gradirebbero l'alleanza con il PD. E allora?
Allora ci pensa Rai3 che invita Bersani e Fini a "vieni via com me", dove Bersani ha letto un lungo elenco dei valori della sinistra che si riassumono in "meglio ricchi e sani che poveri e malati" mentre Fini ha contrapposto i valori della destra, che si riassumono in "meglio sani e ricchi che malati e poveri".
Tutto questo can-can, con 9 milioni di spettatori per dire: se domani ci alleeremo,, non sarà solo per uno stupido principio anti-berlusconiano, ma perchè i nostri valori coincidono.
Non esiste un testo specifico, ma ci sono una serie di appunti scritti da Francesco Tortora sul Corsera, secondo cui l’umanità si divide in tre grandi ere: prima, durante e dopo Berlusconi. Prima di Berlusconi era l’età dell’oro, durante l’era Berlusconi regna l’inferno e dopo Berlusconi l’umanità tornerà a vivere nell’Eden.
Poi c'è il problema che molti elettori del PD non gradirebbero l'alleanza con Fini, e molti finiani non gradirebbero l'alleanza con il PD. E allora?
Allora ci pensa Rai3 che invita Bersani e Fini a "vieni via com me", dove Bersani ha letto un lungo elenco dei valori della sinistra che si riassumono in "meglio ricchi e sani che poveri e malati" mentre Fini ha contrapposto i valori della destra, che si riassumono in "meglio sani e ricchi che malati e poveri".
Tutto questo can-can, con 9 milioni di spettatori per dire: se domani ci alleeremo,, non sarà solo per uno stupido principio anti-berlusconiano, ma perchè i nostri valori coincidono.
mercoledì 17 novembre 2010
Una seria iniziativa politica
Adesso tutti i nemici di Silvio Berlusconi si affannano a dichiarare che la pretesa del Cavaliere di far sciogliere dal Capo dello Stato solo l’assemblea di Montecitorio sia una delle tante e solite scivolate verbali del Premier. E tutti si affannano a tirare in ballo i pareri dei costituzionalisti che bocciano l’ipotesi berlusconiana ed il gelo formale con cui il Colle ha accolto la trovata.
Quasi nessuno ha capito, o finge di non capire il significato politico della mossa del Cavaliere. Berlusconi, infatti, sa bene che l’eventualità di vedere sciolta solo la Camera è inesistente. Ma sa ancora meglio che se la crisi si apre con un voto di fiducia a favore del governo dell’Assemblea di Palazzo Madama seguito da un voto di sfiducia dell’Assemblea di Montecitorio, il ricorso alle elezioni anticipate non solo è sicuro ma diventa assolutamente obbligatorio.
Perchè non sarà possibile nessun governo tecnico senza la maggioranza al senato.
A meno che, ovviamente, la prospettiva certa del voto a marzo non favorisca una qualche ricomposizione del vecchio centro destra attorno all’ipotesi di una crisi lampo pilotata verso la formazione di un Berlusconi bis.
Questa volta, allora, la mossa del Cavaliere non è una scivolata verbale ma una seria iniziativa politica.
Che non ha solo come effetto quello di sgomberare il tavolo della crisi dalle ipotesi dei governi tecnici o d’emergenza perseguite fino ad ora dai vari Fini, Casini, Rutelli e Bersani, ma anche quello di dimostrare di aver riconquistato la capacità d’iniziativa politica e di essere in grado di mettere all’angolo tutti i suoi nemici vecchi e nuovi.
Quasi nessuno ha capito, o finge di non capire il significato politico della mossa del Cavaliere. Berlusconi, infatti, sa bene che l’eventualità di vedere sciolta solo la Camera è inesistente. Ma sa ancora meglio che se la crisi si apre con un voto di fiducia a favore del governo dell’Assemblea di Palazzo Madama seguito da un voto di sfiducia dell’Assemblea di Montecitorio, il ricorso alle elezioni anticipate non solo è sicuro ma diventa assolutamente obbligatorio.
Perchè non sarà possibile nessun governo tecnico senza la maggioranza al senato.
A meno che, ovviamente, la prospettiva certa del voto a marzo non favorisca una qualche ricomposizione del vecchio centro destra attorno all’ipotesi di una crisi lampo pilotata verso la formazione di un Berlusconi bis.
Questa volta, allora, la mossa del Cavaliere non è una scivolata verbale ma una seria iniziativa politica.
Che non ha solo come effetto quello di sgomberare il tavolo della crisi dalle ipotesi dei governi tecnici o d’emergenza perseguite fino ad ora dai vari Fini, Casini, Rutelli e Bersani, ma anche quello di dimostrare di aver riconquistato la capacità d’iniziativa politica e di essere in grado di mettere all’angolo tutti i suoi nemici vecchi e nuovi.
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